Asl Na1, nei primi mesi del 2026 registrati 65 casi di epatiti A
21 Marzo 2026Dal mese di gennaio ad oggi sono stati registrati nel territorio dell’Asl Napoli 1 Centro 65 casi di epatite virale da virus A, malattia infettiva a trasmissione orofecale, con un incremento di 10 volte rispetto alla media delle segnalazioni nello stesso arco di tempo negli ultimi 10 anni e 41 volte la media nell’ultimo triennio.
In particolare, il numero dei casi registrati sono stati 3 a gennaio, 19 a febbraio e 43 dall’1 al 19 marzo. E’ quanto scrive il Dipartimento di prevenzione dell’Asl Napoli 1 Centro che ha adottato, sulla base di queste informazioni e del rafforzamento dei controlli da parte della Regione lungo l’intera filiera dei molluschi bivalvi e con un’ordinanza del sindaco Manfredi, il divieto di consumo di frutti di mare nei negozi raccomandando ai cittadini di fare altrettanto. Oggi si sono registrati altri 14 casi. In tutto sono 50 i ricoverati su totale di circa 200 casi tra Napoli e provincia.
Vietato consumo di frutti di mare crudi nei pubblici esercizi
Il Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha firmato un’ordinanza contingibile e urgente per fronteggiare l’incremento dei casi di Epatite A registrati sul territorio cittadino. Il provvedimento si è reso necessario a seguito della nota del Dipartimento di Prevenzione dell’Asl Napoli 1 Centro, che ha rilevato, si legge in una nota del Comune, “una diffusione del virus superiore di 10 volte rispetto alla media degli ultimi dieci anni e di ben 41 volte rispetto all’ultimo triennio”. I dati epidemiologici evidenziano un’escalation: dai 3 casi registrati a gennaio, prosegue la nota, “si è passati ai 19 di febbraio, fino a raggiungere i 43 casi nei primi diciannove giorni di marzo”. Per tutelare la salute pubblica e annullare il rischio di contagio, l’ordinanza stabilisce quanto segue: divieto assoluto di somministrazione e consumo di frutti di mare crudi presso tutti gli esercizi pubblici, inclusi i locali di vicinato con consumo sul posto e le attività di produzione per consumo immediato; raccomandazione alla cittadinanza di non consumare frutti di mare crudi nemmeno presso il proprio domicilio; adozione di buone pratiche: la popolazione è invitata a seguire scrupolosamente le linee guida dell’ASL Napoli 1 Centro per l’acquisto e il consumo sicuro degli alimenti. L’ordinanza dispone un immediato rafforzamento dei controlli da parte degli organi preposti. Le violazioni saranno punite con sanzioni amministrative pecuniarie che vanno da 2.000 a 20.000 euro. In caso di recidiva, è prevista la sospensione dell’attività da 1 a 30 giorni e la successiva revoca del titolo autorizzativo. Le misure resteranno in vigore fino a nuova valutazione del quadro epidemiologico da parte dell’ASL Napoli 1 Centro.
Ispezioni del Nas in ristoranti e mercatini tra Napoli e provincia
Si stanno concentrando nei ristoranti, nelle pescherie ma anche nei mercatini “anonimi” dove si vendono ortaggi privi di tracciabilità i controlli del Nas di Napoli, coordinati dal comandante Alessandro Cisternino, scattati qualche giorno fa dopo l’aumento dei casi di epatite A e dei ricoveri nell’ospedale Cotugno del capoluogo partenopeo. Le ispezioni dei carabinieri riguardano i punti di ristoro che distribuiscono frutti di mare e sushi tra Napoli e provincia sono state precedute da una mappatura; sono iniziate alcuni giorni e oggi il sindaco Gaetano Manfredi ha vietato il consumo di frutti di mare crudi nei locali pubblici. Le operazioni, concordate con l’unità operativa di prevenzione e sanità pubblica veterinaria della Regione Campania, consistono nel prelievo di campioni che successivamente saranno sottoposti ad analisi nell’istituto zooprofilattico di Portici.
Allevatori di cozze: ‘bene controlli ma attenti agli abusivi’.
Una produzione di duemila quintali l’anno, 80 addetti impegnati direttamente nel settore della produzione senza contare quelli dell’indotto e della commercializzazione al dettaglio. Sono questi i numeri del Consorzio per della produzione di molluschi in Campania con campi di allevamento che vanno da Castellammare di Stabia a Castel Volturno. La produzione complessiva si attesterebbe intorno ai 5000 quintali. I picchi di consumo di registrano nel periodo natalizio e in quello delle festività pasquali, quando nella giornata del giovedì santo si consuma – secondo un’antica tradizione – la ‘zuppa di cozze’. E in questi periodi un gran parte del prodotto arriva anche da altre regioni italiane e persino dall’estero. Nella serata di ieri il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha emesso una ordinanza con la quale si vieta il consumo di cozze crude per fronteggiare l’escalation di casi di epatite
“Le nostre strutture di produzione sono costantemente controllate dalle Asl competenti”, attacca Giuseppe Ambrosio, presidente di Asso Mitili – e tutto il prodotto viene ‘cartellonato’: significa che tutta filiera è tracciata, dal luogo di coltivazione a quello di depurazione”. A giudizio di Ambrosio bisognerebbe puntare i fari sull’abusivismo di produzione e vendita “che secondo una nostra stima è del 25 per cento. Noi siamo controllati. Gli abusivi un giorno sono in luogo, quello successivo non ci sono più”.
I produttori quindi oltre a consigliare di fare acquisiti del prodotto da ”strutture riconosciute’ stanno già pensando di inserire nei cartelli la scritta-invito a consumare il prodotto cotto. Si teme comunque un calo del consumo. Per Ambrosio, infine, bisogna fare anche un passo indietro anche per meglio comprendere quali erano le condizioni di salute del mare a fine di gennaio, anche in considerazione del periodo di incubazione del virus.



