Arretrati Medici di Famiglia e ratifica ACN: basta propaganda, servono risposte reali
17 Gennaio 2026Negli ultimi giorni alcune sigle sindacali stanno presentando la ratifica dell’ACN come una “vittoria”, con particolare enfasi sugli arretrati. È necessario ristabilire la verità dei fatti e respingere una narrazione che rischia di ingannare i colleghi e l’opinione pubblica.
Gli arretrati non costituiscono un aumento reale e strutturale del valore del lavoro dei Medici di Famiglia. Si tratta, in larga parte, di somme già maturate e dovute, che vengono oggi contabilizzate e liquidate con ritardi non più tollerabili.
Inoltre, una quota significativa di tali importi alimenta un flusso di contributi verso la previdenza obbligatoria: non è “ricchezza nuova”, ma una dinamica che spesso riduce l’impatto effettivo in busta e viene strumentalizzata come risultato economico.
Non è la prima volta che assistiamo allo stesso copione: gli stessi che ieri inneggiavano al Ruolo Unico come soluzione miracolosa, oggi assistono inermi — quando non silenziosamente complici — al suo fallimento sotto gli occhi di tutti. Promesse vendute come rivoluzione, risultati consegnati come disillusione: a pagare, ancora una volta, è la Medicina Generale e chi la pratica ogni giorno sul campo.
Lo stesso fallimento è sotto gli occhi di tutti anche nelle assegnazioni delle zone carenti in Campania: procedure incerte, tempistiche non rispettate e risultati che non rispondono ai bisogni reali dei territori, con il rischio concreto di lasciare scoperte le comunità e di aggravare ulteriormente il carico sulle cure primarie.
A questo si aggiunge un effetto prevedibile e già in atto: molti colleghi che hanno accettato solo in parte le attuali condizioni finiranno per scappare verso le specializzazioni, impoverendo ulteriormente la Medicina Generale e rendendo ancora più difficile garantire continuità assistenziale e prossimità nei territori.
Mentre si celebra una vittoria di facciata, restano irrisolte le criticità che soffocano le cure primarie: carichi di lavoro crescenti, burocrazia ingestibile, responsabilità in aumento, carenza di supporto organizzativo, tecnologie imposte senza assistenza e una progressiva erosione della dignità professionale.
I Medici di Famiglia non hanno bisogno di slogan: hanno bisogno di rispetto, tutele, condizioni di lavoro sostenibili e di una valorizzazione concreta e misurabile. È tempo di smettere di confondere operazioni di marketing con risultati veri.
*Medico di Medicina Generale (Campania) –Medici senza Carriere


