Anaao Assomed Campania, screening per i tumori della mammella nel caos
5 Febbraio 2026È una situazione ai limiti del grottesco quella che si è venuta a creare per le pazienti dell’ASL Napoli 1 Centro, sulla quale sottolinea l’esigenza di un immediato intervento il sindacato Anaao Assomed Campania, che richiede anche un incontro con la direzione generale dell’Azienda sanitaria. Tutto nasce da una presunta riorganizzazione del percorso di screening senologico nel Distretto 24, che invece di semplificare e rendere più tempestiva la presa in carico frammenta gli accessi e moltiplica le prenotazioni, con ricadute dirette su tempi, costi e qualità dell’assistenza. Fino a tempi recenti, il Distretto 24 rappresentava un modello efficiente di presa in carico completa, grazie a personale dedicato e a volumi di attività significativi: 4 medici e 3 tecnici dedicati; circa 12.000 mammografie, 10.000 ecografie mammarie, 1.200 risonanze magnetiche e 150 biopsie l’anno (dati 2024 novembre 2025). Nonostante l’attività fosse consolidata e funzionante, è stato deciso di vietare nel Distretto 24 l’esecuzione della risonanza magnetica e degli agoaspirati. Ne deriva un passaggio da un percorso “unico” e razionale a un iter più lungo e complesso: dopo gli esami di base al Distretto 24, la paziente deve effettuare una seconda prenotazione e recarsi al Distretto 31 per rivalutazione clinica, una terza prenotazione presso l’Ospedale del Mare per la risonanza magnetica e una quarta prenotazione con nuovo accesso al Distretto 31 per l’agoaspirato. «Stiamo parlando di prevenzione e diagnosi precoce: ogni passaggio superfluo rischia di trasformarsi in attese più lunghe e in un carico psicologico maggiore per le donne, in una fase già delicata», dice Gaspare Leonardi, segretario aziendale del sindacato. Una riorganizzazione che appare antieconomica: moltiplica prenotazioni, accessi e spostamenti e utilizza in modo meno efficiente strutture e personale. Insomma, un arretramento, non un miglioramento. Almeno tre le criticità denunciate dall’Anaao Assomed Campania: aumento dei costi indiretti per il sistema (duplicazione di passaggi e rivalutazioni), aggravio di sofferenza per le pazienti (percorso più difficile da comprendere e gestire) e perdita di continuità assistenziale, con riduzione dell’efficacia complessiva dello screening. Di qui l’appello perché si intervenga ad horas: «Chiediamo un ripensamento immediato: va ripristinato un modello di presa in carico integrata, che consenta quando necessario di completare l’iter diagnostico nello stesso distretto, riducendo tempi, accessi e disagi», conclude Leonardi. «La prevenzione non può diventare un percorso a ostacoli; serve una scelta organizzativa centrata su appropriatezza clinica, efficienza e tutela dell’utente».


