Ambiti carenti, falsa emergenza: la vera crisi nasce dallo scarico di responsabilità sulla Medicina di Famiglia
13 Gennaio 2026In relazione alle recenti dichiarazioni del presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli, che attribuiscono le criticità dell’assistenza territoriale in Campania al presunto ritardo nell’assegnazione degli ambiti carenti di Medicina Generale, si ritiene necessario ristabilire alcuni elementi di verità, troppo spesso assenti nel
dibattito pubblico.
Le cosiddette “400 carenze” non rappresentano una mancanza di medici, ma il fallimento di un modello organizzativo superato. Si tratta di ambiti amministrativi costruiti su criteri antiquati, privi di supporti, prospettive e dignità professionale. E questa impostazione che respinge i giovani medici, li induce a rinunciare alla Medicina Generale e a cercare rifugio nelle specializzazioni, non certo una carenza vocazionale.
Il vero sovraccarico della Medicina di Famiglia non nasce dalla carenza numerica dei medici, bensì da gravi distorsioni sistemiche che continuano a essere ignorate.
Gli specialisti, pubblici e privati accreditati, non effettuano la prescrizione dematerializzata nonostante si tratti di un obbligo normativo. Questo comportamento costringe i cittadini a rivolgersi al Medico di Famiglia per mere trascrizioni, congestionando ambulatori e sottraendo tempo all’attività clinica.
Le dimissioni ospedaliere risultano frequentemente incomplete, prive di terapia, prescrizioni e indicazioni di follow-up. Anche in questo caso ogni responsabilità viene impropriamente trasferita sul territorio.
La Medicina di Famiglia è oggi chiamata a svolgere funzioni che non le competono, diventando l’ammortizzatore di un sistema che non rispetta ruoli, competenze e regole già esistenti.
Prima di attribuire colpe alla nascente compagine regionale e scaricare superficialmente l’inidoneità di un sistema territoriale sul valore numerico delle carenze, chiedendo ancora ulteriori sacrifici alla
Medicina di Famiglia, è necessario pretendere il rispetto delle regole da tutti gli attori del sistema sanitario.


