La Procura indaga sulla morte, al settimo mese di gravidanza, di Greta Astarita
12 Ottobre 2026Morire senza una ragione. Senza dare l’alibi consolatorio di uno straccio di spiegazione (ammesso che ciò sia possibile) a chi resta. Ed invece l’attesa gioiosa per l’arrivo imminente del secondo figlio si è trasformata in una tragedia immane.
Greta Astarita, 33 anni di Piano di Sorrento, muore poche ore dopo il decesso del bimbo che aveva portato in seno per 7 mesi. La tragedia che si è consumata all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, nosocomio già al centro di un’altra bufera giudiziaria, quella che ha portato nei giorni scorsi la primaria di Ginecologia ai domiciliari, con altri tre sanitari (due medici e una ginecologa) raggiunti da tre provvedimenti cautelari di interdizione dalla professione per un anno per la morte di un neonato nel 2024. Per la vicenda di Astarita la Procura di Torre Annunziata ha aperto un fascicolo per duplice omicidio colposo e vuole vederci chiaro: le salme di donna e feto sono state sequestrate, come le cartelle cliniche, in attesa delle autopsie. Sono tanti gli interrogativi che accompagnano la tragedia. Il principale è relativo al primo accesso della donna in ospedale. La 33enne, infatti, venerdì si era recata al San Leonardo in preda a dolori lancinanti all’inguine: qui i sanitari le avrebbero effettuato gli esami del caso, giudicando le sue condizioni non compatibili con il ricovero. Ma al ritorno a casa, i malesseri si erano ripresentati, facendola svenire. Il trasferimento d’urgenza al Pronto soccorso del San Leonardo in condizioni che, stavolta, sono state giudicate gravissime, tanto da convincere i medici a indurle un parto d’urgenza nel tentativo di salvare il piccolo. Tutto inutile: il neonato verrà dichiarato morto attorno alle 23 di venerdì. Il cuore della mamma, trasferita in Rianimazione, si ferma invece attorno alle 14.30 di ieri. I familiari hanno presentato denuncia al commissariato di polizia stabiese, con la Procura che ha disposto il sequestro delle salme e delle cartelle cliniche. Anche l’Asl Napoli 3 Sud ha annunciato l’apertura di un’inchiesta interna. Greta Astarita aveva un’altra figlia, alla quale finora i parenti non hanno avuto il coraggio di raccontare nulla: “Una tragedia nella tragedia. Non possiamo dire niente – ha raccontato ai microfoni Rai il nonno paterno della 33enne – c’è una bambina da tutelare alla quale non vogliamo far capire cosa è accaduto”. C’è chi parla di una possibile trombosi e del fatto che la donna negli ultimi giorni presentasse gambe molto gonfie: “Non ce ne siamo accorti” si limita a dire il nonno di Greta ai microfoni Rai.



