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	<title>sciopero Archivi - TuttoSanità</title>
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	<title>sciopero Archivi - TuttoSanità</title>
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		<title>Mancato rinnovo contratto Sanità privata, oggi sciopero dei lavoratori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2025 10:47:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[privata]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi a Napoli e in tutta Italia le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata e delle RSA scioperano in&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-87509 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2025/01/Capezzone-e1747911152403-269x300.jpg?resize=269%2C300&#038;ssl=1" alt="" width="269" height="300" srcset="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2025/01/Capezzone-e1747911152403.jpg?resize=269%2C300&amp;ssl=1 269w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2025/01/Capezzone-e1747911152403.jpg?w=396&amp;ssl=1 396w" sizes="(max-width: 269px) 100vw, 269px" data-recalc-dims="1" />Oggi a Napoli e in tutta Italia le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata e delle RSA scioperano in per ottenere il rinnovo del contratto nazionale della sanità privata Aiop e Aris, bloccato da sei anni e per il contratto unico delle RSA fermo da tredici anni.</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Lo sciopero è stato proclamato a seguito del fallimento del tentativo di conciliazione presso il Ministero del Lavoro e dopo mesi di rinvii e silenzi inaccettabili.”</span><br />
<span style="font-size: 18px;">“Le lavoratrici e i lavoratori che operano nelle strutture sanitarie private accreditate e nelle RSA svolgono un servizio pubblico essenziale, garantendo ogni giorno cure, assistenza e professionalità alle persone più fragili. Eppure  restano con un contratto bloccato, senza adeguamenti retributivi, senza tutele aggiornate. Aiop e Aris continuano a vincolare l’avvio del negoziato alla copertura integrale dei costi da parte del Governo e delle Regioni. Una pretesa assurda, perché la negoziazione di un contratto è in capo alle associazioni datoriali che rappresentano le strutture private che agiscono per conto del servizio pubblico e che non possono scaricare completamente il rischio d’impresa sulle lavoratrici e sui lavoratori e sulla collettività. Il silenzio delle istituzioni è preoccupante. Dal Ministero della Salute, dalla Conferenza delle Regioni e da Aiop e Aris non arriva alcun segnale. Nessuna apertura, nessun impegno. La mobilitazione proseguirà fino al rinnovo del contratto affinché ci sia un aumento delle retribuzioni e una vera valorizzazione del personale della sanità accreditata”.</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Lo dichiara in una nota il segretario generale FP CGIL Salerno Antonio Capezzuto.</span></p>
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		<title>Sciopero medici, i sindacati: una lettera alla Meloni per spiegare le ragioni della protesta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Nov 2024 06:30:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[lettera]]></category>
		<category><![CDATA[medici]]></category>
		<category><![CDATA[Meloni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Egregia Presidente, mercoledì 20 novembre medici, dirigenti sanitari, infermieri e professionisti sanitari hanno manifestato a Roma, in piazza Ss. Apostoli,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/sciopero-medici-i-sindacati-una-lettera-alla-meloni-per-spiegare-le-ragioni-della-protesta/">Sciopero medici, i sindacati: una lettera alla Meloni per spiegare le ragioni della protesta</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">“<i>Egregia Presidente,</i></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">mercoledì 20 novembre medici, dirigenti sanitari, infermieri e professionisti sanitari hanno manifestato a Roma, in piazza Ss. Apostoli, in difesa del Servizio Sanitario Nazionale. La nostra non è una protesta nata in modo estemporaneo ma affonda le radici negli anni passati, caratterizzati – sia a destra che a sinistra &#8211; da una visione politica della sanità pubblica estremamente miope che, di fatto, non tutela la salute dei cittadini. Abbiamo anche indetto una giornata di sciopero di 24 ore appena venuti a conoscenza della bozza della legge di Bilancio, perché con essa si sancisce l’ennesimo dietrofront su impegni assunti dal Ministro Schillaci prontamente smentiti dal MEF che, senza discostarsi da logiche ultradecennali, continua a spadroneggiare in lungo e largo minando seriamente la salute dei cittadini italiani.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">È vero che l’attuale Governo ha stanziato più risorse in assoluto per il Fondo Sanitario Nazionale, ma le stesse sono spalmate nei prossimi 5 anni e, al netto dei rinnovi contrattuali, sono ben al di sotto del tasso inflattivo, quindi non in grado di sostenere un Servizio sanitario già in grande difficoltà. Questi finanziamenti sono appena sufficienti a mantenere lo <i>status quo</i> e non saranno certamente alcuni interventi legislativi a ridurre le liste di attesa senza un vero intervento strutturale di rilancio del SSN.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">I cittadini sono arrabbiati perché la nostra sanità non assicura pienamente il diritto alle cure, i sanitari lo sono ancor di più perché sottopagati, denunciati e le aggressioni di tutti i giorni testimoniano che esiste una vera emergenza sociale che il Governo è tenuto a prendere in seria considerazione.  </span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Non si può migliorare l’offerta dei servizi ai cittadini senza rilanciare l’offerta sanitaria; non si possono ridurre gli interminabili tempi d’attesa continuando a mantenere il blocco del tetto di spesa sul personale; non si può tamponare, con finanziamenti spot, l’attuale emergenza sanitaria andando a finanziare quella sanità privata che sfrutta i propri dipendenti senza rinnovare loro i contratti di lavoro da quasi 20 anni, e che si ostina a non riconoscere loro il medesimo status contrattuale dei colleghi del pubblico impiego.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Siamo tuttavia consapevoli dell’impossibilità di prevedere risorse illimitate per la sanità pubblica, e sosteniamo con forza la necessità di riformare, in modo strutturale e organico, il Servizio Sanitario Nazionale, senza però intaccare i principi sui quali esso è stato fondato: universalismo, uguaglianza ed equità. Ma anche nell’attuale Governo – così come tra le fila dell’opposizione &#8211; risulta assente una visione lungimirante della sanità del futuro: in che modo si intende coniugare il necessario rispetto di determinati limiti di spesa con l’inevitabile aumento della spesa farmaceutica, delle cronicità e delle comorbilità che ci attende nei prossimi anni, stante l’invecchiamento della popolazione? Come si intende riorganizzare la sanità territoriale e quella ospedaliera, in modo da razionalizzare l’offerta sanitaria garantendo a tutta la popolazione un’assistenza efficiente e più prossima possibile ai bisogni dei cittadini? E, ultimo ma non per importanza, come si intende rendere nuovamente attrattivo per i professionisti della salute lavorare nel Servizio Sanitario Nazionale?</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Non nascondiamo che quest’ultimo sia il tema che più ci sta a cuore, rappresentando e tutelando i diritti di medici, specializzandi, dirigenti sanitari, infermieri e professionisti sanitari. Riceviamo ormai quotidianamente dai colleghi che lavorano negli ospedali di tutta Italia denunce di condizioni di lavoro inaccettabili. Siamo costantemente bersaglio di aggressioni fisiche e verbali; continuiamo ad essere – insieme alla Polonia e al Messico – l’unico Paese al mondo in cui un errore sanitario, chiaramente non intenzionale, può essere sanzionato penalmente; abbiamo gli stipendi più bassi d’Europa; per supplire alle sempre più gravi carenze di organico rinunciamo a ferie, riposi, congedi e malattie. Sono sempre di meno, quindi, i colleghi disposti ad accettare tutto questo, e sempre di più coloro che invece decidono di abbandonare il Servizio Sanitario Nazionale preferendo lavorare all’estero o nella sanità privata, dove tuttavia la situazione non è molto più rosea, considerando, come già descritto, che i medici dipendenti delle strutture afferenti all’AIOP attendono da quasi 20 anni il rinnovo del proprio contratto di lavoro e, così come accade per gli infermieri e gli altri professionisti sanitari ex legge 43/2006, non vedono ancora riconosciuto il medesimo status contrattuale dei colleghi del pubblico impiego. </span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">La depenalizzazione dell’atto medico, e delle altre professioni sanitarie, si è dissolta nei risultati non ancora ufficiali della Commissione D’Ippolito fumosi e poco efficienti.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">L’incremento delle borse di specializzazione meno richieste, sebbene apprezzabile, non sarà di certo sufficiente a convincere i giovani medici a iniziare un percorso formativo che li porterà a lavorare in condizioni inaccettabili e per i quali chiediamo la contrattualizzazione. Per i loro colleghi delle altre professioni sanitarie non mediche chiediamo da anni la possibilità che vengano retribuiti. Solo spiccioli per gli uni, neanche il riconoscimento professionale per gli altri.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Sono temi, questi, da cui dipende la salute della popolazione, e che non possono diventare terreno di scontro tra partiti di maggioranza e di opposizione, né appannaggio esclusivo di una parte politica. </span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Riteniamo dunque necessario che, sulla sanità, tutto l’arco parlamentare lavori unitariamente, mettendo da parte rivendicazioni ed egoismi e ponendo al centro dell’azione politica i bisogni dei pazienti e le necessità dei professionisti della salute.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Alla luce di tutto questo, Le chiediamo di voler promuovere un incontro urgente con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali sottoscritte al fine di poterLe illustrare in modo più completo le nostre posizioni e le nostre proposte, con l’unica finalità di migliorare un Servizio Sanitario Nazionale che, nonostante tutto, il mondo ancora ci invidia”.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="clear"></div>
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		<title>E sciopero è stato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Nov 2024 08:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[medici]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nessun intervento serio per evitare la  protesta dei camici bianchi e così la sanità italiana vivrà ore di ulteriore confusione&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Nessun intervento serio per evitare la  protesta dei camici bianchi e così la sanità italiana vivrà ore di ulteriore confusione e disagi gravi. Saranno, garantite, ovviamente le emergenze-urgenze.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Sono oltre un milione in tutta Italia, infatti, le prestazioni sanitarie &#8211; come esami radiografici, interventi programmati e visite specialistiche &#8211; che potrebbero saltare per lo sciopero nazionale di 24 ore di medici, dirigenti, infermieri e altre professioni sanitarie indetto per domani.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">La stima è dei sindacati Anaao Assomed e Cimo-Fesmed che poi elencano anche i motivi della protesta, dai contratti di lavoro alle risorse umane insufficienti, dalla mancata detassazione di una parte della retribuzione alla mancata attuazione della normativa sulla depenalizzazione dell&#8217;atto medico e sanitario fino all&#8217;assenza di norme che impongano l&#8217;immediata attivazione di presidi di pubblica sicurezza negli ospedali italiani per proteggere il personale. </span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Intanto, a buoi fuggiti, il ministro della Salute Orazio Schillaci si è detto disponibile a incontrare i vertici sindacali. Meglio tardi che mai.</span></p>
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		<item>
		<title>Cooperative sociali, lunedì sciopero lavoratori Asl Na1</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jun 2024 10:42:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Asl Na1]]></category>
		<category><![CDATA[Cisl Fp Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[D'Emilio]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Luigi D’Emilio (Cisl Fp): “Assumere subito gli addetti ai servizi”. &#160; Lunedì 17, a partire dalle 8 di mattina si&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>Luigi D’Emilio (Cisl Fp): “Assumere subito gli addetti ai servizi”.</strong></span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Lunedì 17, a partire dalle 8 di mattina si fermano per 24 ore i lavoratori delle cooperative sociali dipendenti delle aziende del Terzo Settore cui sono affidati gli appalti nelle strutture sanitarie territoriali della Asl Na 1. Lo sciopero è stato proclamato da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl dopo la presa d’atto del fallimento della procedura di raffreddamento svoltasi presso la prefettura di Napoli. I cittadini partenopei si vedranno per un giorno privati dei servizi offerti da operatori socio sanitari, infermieri, fisioterapisti, assistenti sociali e psicologi, fatto salvi quelli “essenziali” che saranno regolarmente garantiti.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Nella stessa giornata di lunedì dalle 10 alle 13 si terrà un presidio con 200 lavoratrici e lavoratori presso la sede del Consiglio regionale della Campania all’isola F 13 del Centro direzionale. Saranno presenti alla manifestazione i responsabili del Terzo Settore delle 3 federazioni, Marco D’Acunto di Fp Cgil, Vincenzo Migliore di Cisl Fp e Vincenzo Torino di Uil Fpl.  “Siamo davanti – sottolineano in una nota unitaria – ad un atteggiamento inspiegabile della direzione generale della Asl Na 1 che rifiuta il confronto e si rimangia garanzie che aveva assicurato e riconfermato anche recentemente. Per oltre un decennio gli operatori delle cooperative (tra le altre, Gesco, Era, Icaro, Proodos e Sol.co) sono stati sfruttati dal servizio pubblico quando le assunzioni erano vietate e adesso rischiano di ricevere il benservito e di perdere il posto di lavoro”. Eppure, c’è una legge dello Stato, la 234 del 2021 – ricordano i sindacati – “che consente alle Asl ed alle aziende ospedaliere di riservare il 50% dei posti disponibili a concorso agli operatori delle cooperative che hanno fornito le loro prestazioni durante la pandemia”, legge che lo stesso Consiglio regionale ha recepito in una mozione approvata lo scorso febbraio, estendendo la possibilità anche ai concorsi già in atto.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">“È – dice il leader della Cisl Funzione Pubblica dell’area metropolitana di Napoli Luigi D’Emilio – l’ennesimo paradosso in cui vive la sanità sul nostro territorio. I livelli istituzionali, a partire dalla Giunta della Campania, lamentano continuamente che manca il personale e che i concorsi vanno in parte deserti. Ma perché la Asl si ostina a non assumere subito gli addetti delle cooperative da anni in servizio, in grado di offrire anche il contributo della lunga esperienza maturata sul campo? Uno dei tanti misteri, che addirittura fa a pugni con la decisione assunta dall’assemblea regionale, organo sovrano sul piano normativo. Chiediamo &#8211; conclude D’Emilio &#8211; di porre fine una volta e per tutte a queste contraddizioni, altrimenti la nostra lotta continuerà in tutte le forme di mobilitazione possibile, fino a che non sarà rispettata la legge&#8221;.</span></p>
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		<title>Oggi sciopero per medici e veterinari, a rischio 25mila interventi</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/oggi-sciopero-per-medici-e-veterinari-a-rischio-25mila-interventi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=oggi-sciopero-per-medici-e-veterinari-a-rischio-25mila-interventi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Dec 2023 07:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[medici]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero]]></category>
		<category><![CDATA[veterinari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stop a tutti i servizi della sanità ospedaliera e territoriale indispensabili per le diagnosi e le cure non urgenti e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/oggi-sciopero-per-medici-e-veterinari-a-rischio-25mila-interventi/">Oggi sciopero per medici e veterinari, a rischio 25mila interventi</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Stop a tutti i servizi della sanità ospedaliera e territoriale indispensabili per le diagnosi e le cure non urgenti e per la sicurezza e le forniture alimentari lunedì 18 dicembre, per lo sciopero nazionale di 24 ore dei medici, veterinari e sanitari del Ssn proclamato da Aaroi-Emac, Fassid, Fvm-Federazione veterinari e medici e Cisl medici.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">    Potrebbero saltare circa 25mila interventi chirurgici programmati, con disagi negli ospedali e sul territorio.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">    Sarà un lunedì nero per gli utenti e per la filiera agroalimentare, affermano in una nota le sigle sindacali, ma &#8220;indispensabile per dare un messaggio chiaro alla politica di governo: il Ssn ha bisogno di aiuto.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">La Legge di Bilancio non lo aiuta affatto.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Lo sciopero è l&#8217;estrema ratio a cui ricorrere per reclamare il diritto alla salute garantito da personale pubblico, dato che il Governo scaccia dal pubblico impiego i professionisti di cui la Sanità ha bisogno, nel silenzio assordante delle Regioni che, per mantenere i loro sistemi sanitari dovendo ricorrere a cooperative e gettonisti, dovranno aprire voragini nei loro bilanci&#8221;. Ed è per questo che il 18 dicembre medici, veterinari, farmacisti, psicologi, biologi e dirigenti sanitari incroceranno le braccia, bloccando tutte le prestazioni funzionali, quindi indispensabili, per tutte le altre prestazioni ospedaliere e territoriali, comprese quelle della filiera alimentare. Si prevede il blocco delle prestazioni anestesiologiche, con paralisi delle sale operatorie e fino a 25mila interventi chirurgici in elezione saltati, dei percorsi prechirurgici, degli ambulatori di terapia del dolore e di tutte le consulenze differibili. Blocco delle prestazioni di radiologia diagnostica, interventistica e ambulatoriale, della diagnostica di laboratorio, delle prestazioni psicologiche nei consultori, nelle neuropsichiatrie infantili, nei centri di salute mentale, delle prestazioni farmaceutiche in ospedale e sul territorio, dei servizi di igiene e sanità pubblica. Blocco anche dei mercati di import export di derrate alimentari, macellazioni, forniture di carni e prodotti ittici. Aumento dei tempi di attesa nei pronto soccorso. Lo sciopero di lunedì, avvertono i sindacati, &#8220;rappresenta solo l&#8217;ultima data delle tante proteste e della mobilitazione che da mesi va avanti e che, in mancanza di segnali chiari, proseguirà nel 2024&#8221;. Il 18 dicembre dalle ore 11,00 alle ore 13,00 si svolgerà un presidio di circa 100 medici davanti al Ministero della Salute. La manifestazione ha l&#8217;obiettivo di portare le istanze della mobilitazione nazionale &#8216;al domicilio&#8217; del diretto referente, ossia il ministro della Salute. Contestualmente, in quasi tutte le Regioni, si svolgeranno iniziative per sensibilizzare e portare all&#8217;attenzione dei governi nazionali e regionali e della popolazione la situazione di grave crisi del Servizio sanitario nazionale.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/oggi-sciopero-per-medici-e-veterinari-a-rischio-25mila-interventi/">Oggi sciopero per medici e veterinari, a rischio 25mila interventi</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<title>I camici bianchi non si fermano, previsto altro sciopero per gennaio</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/i-camici-bianchi-non-si-fermano-previsto-altro-sciopero-per-gennaio/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=i-camici-bianchi-non-si-fermano-previsto-altro-sciopero-per-gennaio</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Dec 2023 08:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[camici bianchi]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“La giornata del 5 dicembre, con lo sciopero nazionale e le manifestazioni in tutta Italia, ha visto una enorme partecipazione&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">“La giornata del 5 dicembre, con lo sciopero nazionale e le manifestazioni in tutta Italia, ha visto una enorme partecipazione e una eco mediatica che ha superato i confini nazionali – dichiarano Pierino Di Silverio, Segretario Nazionale Anaao Assomed, Guido Quici, Presidente Cimo-Fesmed e Antonio De Palma, Presidente Nursing Up -. Ha inoltre segnato l’inizio di un nuovo percorso di mobilitazione che vede finalmente uniti medici, dirigenti sanitari ,infermieri. La richiesta emersa con voce unanime è stata: rispetto per la professione”.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"> “Apprendiamo con soddisfazione della dilatazione dei tempi parlamentari per l’approvazione della manovra, ottenuta anche per rivedere la norma sul taglio delle pensioni dei sanitari all’indomani del successo della nostra protesta, e auspichiamo dunque che in questi giorni sia possibile modificare la bozza di legge di bilancio prevedendo gli aggiustamenti che chiediamo:</span><span style="font-size: 14pt;">&#8211; investire nel SSN non solo con finanziamenti, ma anche con leggi che ne consentano il rilancio;</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">&#8211; rendere appetibile le professioni sanitarie , con un piano di assunzioni che limiti il disagio;</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">&#8211;  eliminare il tetto di spesa alle assunzioni;</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">&#8211; aumentare le retribuzioni, prevedendo finanziamenti adeguati per il rinnovo dei contratti;</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">&#8211; rivedere il modello contrattuale, con rispetto per le specificità sanitarie;</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">&#8211; depenalizzare l’atto medico e sanitario;</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">&#8211; mantenere i diritti acquisiti, anche con riferimento all’assetto pensionistico.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"> “Ma in assenza di risposte la vertenza non si fermerà, e per dar seguito alla nostra azione congiunta iniziata il 5 dicembre e nel rispetto dei regolamenti, siamo pronti a proclamare altre giornate di sciopero a gennaio 2024. Se le nostre richieste continueranno ad essere ignorate proseguiremo il percorso di mobilitazione, allargando il fronte della partecipazione, perché quello che oggi viene percepito come problema professionale venga avvertito anche come problema sociale, che riguarda non solo gli operatori della sanità, ma anche e soprattutto i cittadini. Porteremo dunque in piazza tutti coloro che hanno a cuore il Ssn, ed arriveremo a rappresentare le nostre doglianze, negli interessi della salute collettiva, sino alle sedi istituzionali sovra nazionali ”.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">“La nostra azione è racchiusa in questo slogan <strong><em>‘La sanità pubblica non si svende, si difende’</em></strong> e non ci fermeremo fino a quando non arriveranno soluzioni concrete e operative a problemi che molti osservano ma pochissimi affrontano. Chiediamo solo di lavorare meglio in un servizio sanitario migliore”.</span></p>
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		<title>Ssn a rischio, i medici scioperano il 5 dicembre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Nov 2023 09:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero]]></category>
		<category><![CDATA[SSN]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Martedì 5 dicembre i medici ospedalieri di Anaao Assomed e Cimo Fesmed sciopereranno contro le misure sulle pensioni previste in&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Martedì 5 dicembre i medici ospedalieri di Anaao Assomed e Cimo Fesmed sciopereranno contro le misure sulle pensioni previste in Finanziaria e anche contro le ambiguità che riscontrano nel testo in relazione ai finanziamenti del Servizio sanitario. I medici degli altri sindacati, a partire dalla Fesmed fino alle altre sigle dell’intersindacale invece si mobilitano e per ora chiedono un incontro urgente al ministro della Salute. Con un’avvertenza: dell’intersindacale fanno parte anche Fp Cgil e Uil Fpl che invece lo sciopero nazionale per quella data lo avranno già fatto, il 17 novembre, e non ne escludono di successivi.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Si palesa comunque una distinzione tra i sindacati della dirigenza medica. Infatti, fin verso la fine della trattativa per il contratto 2019-21 anche Anaao Assomed e Cimo Fesmed erano nell’intersindacale medica e tutte le sigle dei medici dipendenti firmavano le loro prese di posizione insieme. Comune è stata anche la firma sui contratti, ma verso la vigilia Anaao Assomed e Cimo Fesmed si sono impuntate sugli orari di lavoro e sulle tutele, ottenendo qualcosa in più. L’impuntatura oggi produce l’effetto di due comunicati stampa diversi. <b>Pierino Di Silverio</b>, Segretario Nazionale Anaao Assomed, e <b>Guido Quici</b>, Presidente Cimo-Fesmed, dichiarano lo sciopero: «Le misure contenute nella legge di bilancio in discussione al Senato non sono in grado né di risollevare il Servizio sanitario nazionale dalla grave crisi in cui si trova né di soddisfare le richieste della categoria che rappresentiamo», spiegano i due leader. «Dalla manovra ci saremmo aspettati un intervento sull’indennità di specificità medica e sanitaria per garantire un aumento degli stipendi di tutti i dirigenti e frenare la fuga dei professionisti verso l’estero e il privato, e invece si è deciso di aumentare le retribuzioni delle prestazioni aggiuntive per abbattere le liste d’attesa, misura che è destinata a non produrre risultati concreti. Ci saremmo aspettati uno sblocco, anche parziale, del tetto alla spesa per il personale sanitario e un piano straordinario di assunzioni, e invece nessuno ne fa nemmeno cenno. Ci saremmo aspettati risorse adeguate al rinnovo dei contratti, e invece scopriamo che i 2,3 miliardi previsti sono messi a disposizione per l’intero comparto sanità, quindi briciole per tutti». Infine «siamo stati bersagliati dal taglio dell’assegno previdenziale compreso tra il 5% e il 25% all’anno, una stangata che colpisce circa 50.000 dipendenti. E non ci tranquillizzano le dichiarazioni rilasciate negli ultimi giorni da esponenti del Governo in merito a possibili modifiche parziali del provvedimento, e non alla sua completa eliminazione». Come se non bastasse, «non abbiamo più notizie dei lavori della Commissione del Ministro Nordio sulla depenalizzazione dell’atto medico». Il ministro della Salute <b>Orazio Schillaci </b>intervistato su Radio 24 ha confermato che il governo lavora ad una soluzione del problema pensioni sia sul fronte dei medici sia su quello degli operatori sanitari. Ma ha anche detto, sulla previsione di finanziare di più in manovra le strutture private convenzionate, di puntare tutto sugli incentivi agli extra-orari e sull’adesione dei professionisti. L’alternativa è l’opera «della sanità privata accreditata, che va a favore del cittadino, il quale non paga nulla». I due sindacati hanno diramato identici comunicati dopo queste parole. E sul punto sono laconici: «Misureremo nei prossimi giorni la reale disponibilità del Governo. Siamo pronti a mitigare o inasprire la protesta con altre eventuali giornate di sciopero».</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Intersindacale formata da Aaroi-Emac, Fassid (Aipac-Aupi-Simet-Sinafo- Snr), più FVM federazione veterinari e medici e i tre sindacati confederali (Fp- Cgil medici e dirigenti Ssn, Uil Fpl medici e veterinari, Cisl Medici) invece chiede un incontro al Ministro della Salute per rivedere i punti della bozza di manovra, lamentando come i 3 miliardi di finanziamento aggiuntivo al Fondo sanitario siano tutti assorbiti sia dalle risorse necessarie per il rinnovo dei contratti (sottofinanziati rispetto all’inflazione del triennio 2022-24), sia dallo sblocco del tetto di spesa delle strutture private convenzionate, sia «dai provvedimenti tappabuchi di finanziamento delle prestazioni aggiuntive di professionisti ormai stremati dal sovraccarico lavorativo». Tra i rimedi proposti, lo sblocco del tetto di spesa al personale, e l’addio «all&#8217;appalto di personale e al lucro delle cooperative». “Incostituzionale e sconcertante”, è invece definito il taglio retroattivo delle pensioni: «Questa legge di bilancio non contiene misure necessarie per stabilizzare i precari; non sblocca i tetti per nuove assunzioni; non affronta l’iniqua e incostituzionale corresponsione differita del trattamento di fine servizio dei dipendenti pubblici, penalizzati rispetto ai dipendenti privati; non valorizza l’indennità di specificità professionale, e non defiscalizza salario accessorio e prestazioni aggiuntive (…) È il momento della coesione sindacale, occorre superare le divisioni corporative che frammentano il panorama sindacale, prestando il fianco alla disintermediazione voluta dalle Istituzioni per indebolire la protesta e tacitare le proposte».</span></p>
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<p><span style="font-size: 10pt;">Fonte: <a href="https://www.doctor33.it/articolo/58662/ssn-a-rischio-i-medici-scioperano-il-5-dicembre-ecco-le-ragioni-e-chi-aderisce">https://www.doctor33.it/articolo/58662/ssn-a-rischio-i-medici-scioperano-il-5-dicembre-ecco-le-ragioni-e-chi-aderisce</a></span></p>
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		<title>Sanità privata, la Cgil-Fp proclama lo sciopero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2023 07:28:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
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		<category><![CDATA[Cgil-Fp]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Assistenza ai disabili: s&#8217;inasprisce in Campania la vertenza tra i camici bianchi di vari profili sanitari dipendenti di alcune strutture&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Assistenza ai disabili: s&#8217;inasprisce in Campania la vertenza tra i camici bianchi di vari profili sanitari dipendenti di alcune strutture di riabilitazione di Napoli e provincia (segnatamente Serapide Spa, alcune cooperative satelliti e altri centri) riguardo all&#8217;applicazione, per i nuovi assunti, di un contratto nazionale peggiorativo (Aias) rispetto a quello dell&#8217;ospedalità privata (Aiop), quest&#8217;ultimo applicato solo ai vecchi assunti.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Nonostante il contrasto al dumping contrattuale, inserito nella legge di Bilancio della Campania approvata a fine anno, al Serapide spa in provincia nord di Napoli, sono già scattati circa 30 licenziamenti. Professionisti che hanno rifiutato assunzioni sottoposte al contratto Aias.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Sul piede di guerra la Cgil Fp che, dopo lo stato di agitazione dichiarato a novembre ha ora indetto uno sciopero generale del personale della Sanità privata accreditata e delle Rsa per lunedì 27 Febbraio. Nell&#8217;occasione si terrà un sit-in presso l&#8217;assessorato regionale alla Sanita. Prevista la partecipazione di 1000 persone.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">&#8220;Siamo vicini ai lavoratori della sanità privata e sosteniamo la loro battaglia &#8211; avverte Franco Ascolese, presidente dell&#8217;Ordine interprovinciale delle professioni sanitarie di Napoli, Avellino, Benevento e Caserta che ha dato pieno appoggio ai professionisti impegnati a risolvere questo nodo&#8221;. La legge di Bilancio della Campania approvata a fine anno e pubblicata sul Burc n. 108 avente a tema &#8220;Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione finanziario per il triennio 2023 &#8211; 2025 della Regione Campania &#8211; Legge di stabilità regionale 2023&#8221; all&#8217;articolo 6, prevede interventi in materia di politiche sanitarie introducendo disposizioni per il contrasto al dumping contrattuale nel Servizio sanitario regionale. Le modalità applicative dell&#8217;articolo devono essere individuate dalla Giunta con propria deliberazione.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">&#8220;Una norma &#8211; conclude Ascolese &#8211; in attesa di linee guida e disposizioni operative che devono essere individuate con delibera di Giunta, passaggio che torneremo a sollecitare nei tavoli con la Regione. Siamo vicini a tutti i nostri iscritti &#8211; aggiunge Ascolese &#8211; si tratta di dare dignità al loro lavoro.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Non è giusto diversificare le buste paga e il godimento di ferie e permessi di un professionista, passando da un&#8217;azienda all&#8217;altra e dopo anni di lavoro svolto con determinate guarentigie. A maggior titolo quando la Regione ha dato chiari segnali di voler andare in una direzione diversa. Parliamo di professionisti qualificati che operano tutti nello stesso settore sanitario privato, accreditato e non ma che si ritrovano con stipendi e tutele diversi a seconda del contratto applicato dal loro datore di lavoro. Questi ultimi, nel caso dei soggetti accreditati, ricevono rimborsi remunerati dal Servizio pubblico sanitario regionale. Altre Regioni hanno già deliberato atti per garantire i diritti dei pazienti, contrastando il dumping contrattuale&#8221;.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Lo sciopero proclamato dalla Cgil riguarda tutto il personale della Sanità privata accreditata impegnato nella riabilitazione ex art. 26 (ivi compreso quello delle strutture ospedaliere) e nelle residenze sanitarie assistite.</span></p>
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		<title>Venerdì scioperano Ispettorato Nazionale del Lavoro e Anpal</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Mar 2022 15:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
		<category><![CDATA[Cisl-Fp]]></category>
		<category><![CDATA[inail]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Cisl-Fp: la vertenza nasce dalla esclusione delle categoria dall&#8217;armonizzazione delle indennità di amministrazione. &#160; &#160; “A Roma venerdì prossimo&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>Cisl-Fp: la vertenza nasce dalla esclusione delle categoria dall&#8217;armonizzazione delle indennità di amministrazione.</strong></span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 14pt;">“A Roma venerdì prossimo Napoli farà sentire la sua voce, prenderemo parte allo sciopero degli ispettori del lavoro e dei dipendenti amministrativi dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e dell’Anpal&#8221;. Lo annuncia Carlo Tortora, segretario delle Funzioni Centrali Cisl Fp Napoli. “Lo stato di agitazione non è bastato &#8211; continua Carlo Tortora &#8211; nonostante le nostre proteste nulla è cambiato e questo silenzio delle istituzioni è insostenibile. I lavoratori scioperano portando in piazza la dignità e l’umiltà che li hanno sempre contraddistinto. Escludendoli dalla indennità di amministrazione che tocca ai dipendenti dei Ministeri e che attendevano da anni, stanno subendo un trattamento indicibile è mortificante a cui la Cisl Fp di Napoli dice basta”.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Asl Salerno: nessuna trattativa, si va verso lo sciopero generale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Feb 2022 14:27:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[SALERNO]]></category>
		<category><![CDATA[Asl Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero]]></category>
		<category><![CDATA[sindacati confederali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; In data odierna e dopo numerosi tentativi di confronto con l’Asl Salerno, si è tenuta l’assemblea per i lavoratori&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/asl-salerno-nessuna-trattativa-si-va-verso-lo-sciopero-generale/">Asl Salerno: nessuna trattativa, si va verso lo sciopero generale</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_5842" style="width: 288px" class="wp-caption alignleft"><img aria-describedby="caption-attachment-5842" decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-5842" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2018/11/mario-iervolino.jpg?resize=278%2C300&#038;ssl=1" alt="" width="278" height="300" data-recalc-dims="1" /><p id="caption-attachment-5842" class="wp-caption-text">Mario Iervolino</p></div>
<p><span style="font-size: 14pt;">In data odierna e dopo numerosi tentativi di confronto con l’Asl Salerno, si è tenuta l’assemblea per i lavoratori indetta da Cgil Fp, Cisl Fp E Uil Fpl presso la sede aziendale. I lavoratori cercavano risposte sulle molteplici criticità sorte, che si ricordano essere un diritto inalienabile &#8211; dichiarano i segretari generali di CGIL FP-CISL FP &#8211; UIL FPL di Salerno, rispettivamente Antonio Capezzuto, Miro Amatruda e Donato Salvato. La direzione generale ha ritenuto di non ricevere le tre sigle sindacali confederali abbandonando per l’ennesima volta l’idea del confronto e di far rientrare la vertenza in sane e trasparenti relazioni sindacali, demandandolo alle forze dell’ordine, presenti in massa presso la sede di via Nizza. Siamo alla follia più elevata. La gestione amministrativa risulta incontrollabile e paralizzata, con gravi conseguenze sulle attività assistenziali sul territorio in un periodo di grave emergenza sanitaria. Non ci sono parole per giustificare tali comportamenti, a nostro avviso probabilmente intenzionali. È una situazione intollerabile e il direttore generale dell’Azienda Mario Iervolino sembra il bello addormentato nell’Asl. Siamo stanchi di vedere negati il dialogo e l’esigibilità dei diritti dei lavoratori previsti dal Contratto collettivo nazionale del lavoro. Le Organizzazioni sindacali territoriali quest’oggi hanno avviato tutte le procedure per la dichiarazione dello Sciopero Generale e chiedono contestualmente al presidente De Luca, le dimissioni del direttore generale che ha sospeso ogni tipo di rapporto con le parti. La pazienza è finita &#8211; incalzano i tre segretari generali &#8211; la mobilizzazione proseguirà ad oltranza.</span></p>
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