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	<title>parkinson Archivi - TuttoSanità</title>
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	<title>parkinson Archivi - TuttoSanità</title>
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		<title>Nuove linee guida per combattere il Parkinson: più omogeneità nell&#8217;assistenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 06:30:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia ci sono circa 300.000 persone con Parkinson e circa 600.000 familiari. La malattia di Parkinson costituisce per impatto&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/nuove-linee-guida-per-combattere-il-parkinson-piu-omogeneita-nellassistenza/">Nuove linee guida per combattere il Parkinson: più omogeneità nell&#8217;assistenza</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row">
<div class="col-md-12">
<p><span style="font-size: 14pt;">In Italia ci sono circa 300.000 persone con Parkinson e circa 600.000 familiari. La malattia di Parkinson costituisce per impatto sanitario e sociale la seconda patologia neurodegenerativa dopo la demenza e si stima in Italia un costo annuo complessivo di circa 8 miliardi e mezzo di euro. Si stima che entro il 2050 il numero di casi raddoppierà solo in parte a causa del progressivo invecchiamento della popolazione generale ma anche perché i determinanti causali sono essenzialmente ancora ignoti e non sono quindi ancora disponibili strategie di prevenzione efficaci a livello di popolazione. Se ne parla oggi in occasione della Giornata Mondiale del Parkinson, durante un evento organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità e dalla Confederazione Parkinson Italia, con la partecipazione dell’Associazione Italiana Parkinson e dell’Associazione Italiana Parkinson Giovanile.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Cosa fa l’Iss</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">La malattia di Parkinson è inserita nel Piano Nazionale della Cronicità approvato, nella nuova edizione, in Conferenza Unificata il 23 ottobre 2025. L’Istituto Superiore di Sanità sta contribuendo alle attività promosse dal Tavolo di lavoro nazionale promosso dalla Confederazione Parkinson Italia che coinvolge associazioni di pazienti, società scientifiche, istituzioni ed esperti di diverse professionalità. Due risultati concreti sono stati già raggiunti. Sono state redatte le prime linee di indirizzo nazionali per i Percorsi Diagnostici Assistenziali (PDTA) del Parkinson che mirano a superare l’attuale disomogeneità territoriale e a offrire alle Regioni e Province Autonome uno standard di qualità a cui adeguarsi. Il secondo risultato è la stesura di un protocollo di studio per l’avvio della più ampia indagine nazionale mai condotta in Italia sui principali bisogni clinico-assistenziali delle persone con Parkinson e dei loro familiari. La survey, coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità, verrà condotta nei prossimi mesi e i risultati saranno disponibili entro la fine dell’anno. “L’Iss – ha aggiunto il presidente Rocco Bellantone &#8211; si sta impegnando inoltre per poter realizzare l’aggiornamento delle Linee Guida sulla diagnosi e trattamento della malattia di Parkinson che risalgono ormai al 2013. Va sottolineato come questo strumento delle LG potrà consentire insieme alla stesura di PDTA di qualità di superare quelle diseguaglianze territoriali nell’accesso alle cure e nei tempi di diagnosi e nelle condotte terapeutiche sia farmacologiche che riabilitative”.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Oggi infatti l’Italia ha una gestione del Parkinson a macchia di leopardo: il censimento nazionale condotto dal Tavolo di lavoro fotografa una situazione critica con appena 21 documenti di PDTA attivi, di cui solo 8 a livello regionale e con più di un quarto che non prevede alcun sistema di monitoraggio strutturato. Il documento delle Linee di indirizzo verrà portato in Conferenza Unificata nelle prossime settimane.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">“Il contesto attuale delle policy per le persone con Parkinson ed il loro familiari è estremamente favorevole afferma Nicola Vanacore , direttore del reparto Promozione e Valutazione delle Politiche di Prevenzione delle Malattie Croniche dell’ISS &#8211; nel corso del workshop viene dedicato uno spazio di approfondimento al finanziamento recentemente inserito nell’ultima Legge di Bilancio. Si tratta di una misura che costituisce un segnale concreto di attenzione verso questa patologia e verso le esigenze assistenziali e di ricerca ad essa correlate. Con questo evento nel celebrare la giornata mondiale del Parkinson si rafforza l’attenzione pubblica e istituzionale su una patologia che coinvolge un numero sempre più crescente di cittadini e famiglie, con rilevanti implicazioni sanitarie, sociali ed economiche”.</span></p>
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</div>
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		<title>Parkinson, nuovi chip impiantabili che aiutano a camminare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:59:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un tempo sembrava solo un frutto della fantascienza, ma la tecnologia dei chip impiantabili e delle interfacce cervello-computer oggi si sta avvicinando sempre di più alla vita reale, permettendo&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Un tempo sembrava solo un frutto della fantascienza, ma la tecnologia dei chip impiantabili e delle interfacce cervello-computer oggi si sta avvicinando sempre di più alla vita reale, permettendo a persone con gravi malattie invalidanti di comunicare e camminare più liberamente. Lo indicano le due ricerche pubblicate sulla rivista Nature Medicine. La sfida è portare i risultati all&#8217;uomo, e parallelamente è una sfida tecnologica a livello internazionale nella quale l&#8217;Europa rischia di restare indietro rispetto a Stati Uniti e Cina.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">&#8220;La ricerca sulle neurotecnologie è avanzata tantissimo anche in Europa, ma bisogna ancora superare diverse barriere legate soprattutto agli aspetti regolatori&#8221;, dice all&#8217;ANSA Luca Berdondini, ricercatore senior dell&#8217;Istituto Italiano di Tecnologie di Genova. che lavora in questo settore. &#8220;L&#8217;Europa &#8211; prosegue &#8211; deve dotarsi di soluzioni per facilitare, rispettando tutti gli aspetti etici, il passaggio dalla ricerca all&#8217;applicazione clinica. Qualcosa sta cambiando, ma dobbiamo reagire in fretta per collocarci tra Stati Uniti e Cina, che stanno crescendo tantissimo&#8221;.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Quanto i progressi siano rapidi lo indicano i due risultati appena pubblicati.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Nel<span style="color: #000000;"> <a style="color: #000000;" href="https://www.nature.com/articles/s41591-026-04414-6">primo studio</a></span>, guidato da Sergey Stavisky e David Brandman dell&#8217;Università della California a Davis, un&#8217;interfaccia cervello-computer è stata utilizzata, per due anni e a casa, da un uomo con una grave paralisi e difficoltà nel parlare a causa della Sclerosi laterale amiotrofica (Sla). Finora la ricerca riguarda un solo individuo e serviranno più casi per trarre conclusioni certe. A ogni modo &#8220;lo studio è estremamente interessante &#8211; commenta Berdondini &#8211; perché dimostra come si possa pensare di portare dispositivi impiantabili a casa. È un passo avanti importante, anche se bisogna ancora vedere quanto questo approccio sia generalizzabile ad altre persone&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">La <a href="https://www.nature.com/articles/s41591-026-04432-4"><span style="color: #000000;">seconda ricerca</span></a>, guidata da Politecnico di Losanna (Epfl) e Ospedale Universitario di Losanna (Chuv), riguarda un chip combinato con l&#8217;Intelligenza Artificiale che ha permesso a 40 malati di Parkinson di camminare meglio e in autonomia. Coordinati da Jocelyne Bloch e Eduardo Moraud di Epfl e Chuv, i ricercatori hanno usato l&#8217;IA per sviluppare decodificatori che lavorano in tempo reale: interpretano direttamente dall&#8217;attività cerebrale i movimenti che la persona intende fare e usano i segnali per calibrare la stimolazione elettrica in pochi secondi, rendendo una tecnica usata da oltre 30 anni molto più adattabile alle circostanze.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">In entrambi i casi, conclude Berdondini, &#8220;la sfida è di portare all&#8217;uomo i risultati della ricerca. Queste tecnologie stanno crescendo, sicuramente dall&#8217;arrivo della Neuralink di Elon Musk c&#8217;è stato un cambio di passo. Questi risultati sono senza dubbio uno stimolo per le aziende che sviluppano queste tecnologie, perché danno una dimostrazione chiave del fatto che si tratta di una via percorribile&#8221;.</span></p>
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		<item>
		<title>ISS; nuove &#8220;Linee guida&#8221; per fronteggiare il Parkinson</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 05:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Malattie degenerative. In Italia ci sono circa 300.000 persone con Parkinson e circa 600.000 i familiari coinvolti. La malattia di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/iss-nuove-linee-guida-per-fronteggiare-il-parkinson/">ISS; nuove &#8220;Linee guida&#8221; per fronteggiare il Parkinson</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Malattie degenerative. In Italia ci sono circa 300.000 persone con Parkinson e circa 600.000 i familiari coinvolti. La malattia di Parkinson costituisce per impatto sanitario e sociale la seconda patologia neurodegenerativa dopo la demenza e si stima in Italia un costo annuo complessivo di circa 8 miliardi e mezzo di euro. Si stima che entro il 2050 il numero di casi raddoppierà solo in parte a causa del progressivo invecchiamento della popolazione generale ma anche perché i determinanti causali sono essenzialmente ancora ignoti e non sono quindi ancora disponibili strategie di prevenzione efficaci a livello di popolazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">La malattia di Parkinson è inserita nel Piano Nazionale della Cronicità approvato, nella nuova edizione, in Conferenza Unificata il 23 ottobre 2025. L’Istituto Superiore di Sanità sta contribuendo alle attività promosse dal Tavolo di lavoro nazionale promosso dalla Confederazione Parkinson Italia che coinvolge associazioni di pazienti, società scientifiche, istituzioni ed esperti di diverse professionalità. Due risultati concreti sono stati già raggiunti. Sono state redatte le prime linee di indirizzo nazionali per i Percorsi Diagnostici Assistenziali (PDTA) del Parkinson che mirano a superare l’attuale disomogeneità territoriale e a offrire alle Regioni e Province Autonome uno standard di qualità a cui adeguarsi. Il secondo risultato è la stesura di un protocollo di studio per l’avvio della più ampia indagine nazionale mai condotta in Italia sui principali bisogni clinico-assistenziali delle persone con Parkinson e dei loro familiari. La survey, coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità, verrà condotta nei prossimi mesi e i risultati saranno disponibili entro la fine dell’anno. “L’Iss – ha aggiunto il presidente Rocco Bellantone &#8211; si sta impegnando inoltre per poter realizzare l’aggiornamento delle Linee Guida sulla diagnosi e trattamento della malattia di Parkinson che risalgono ormai al 2013. Va sottolineato come questo strumento delle LG potrà consentire insieme alla stesura di PDTA di qualità di superare quelle diseguaglianze territoriali nell’accesso alle cure e nei tempi di diagnosi e nelle condotte terapeutiche sia farmacologiche che riabilitative”.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Oggi infatti l’Italia ha una gestione del Parkinson a macchia di leopardo: il censimento nazionale condotto dal Tavolo di lavoro fotografa una situazione critica con appena 21 documenti di PDTA attivi, di cui solo 8 a livello regionale e con più di un quarto che non prevede alcun sistema di monitoraggio strutturato. Il documento delle Linee di indirizzo verrà portato in Conferenza Unificata nelle prossime settimane.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">“Il contesto attuale delle policy per le persone con Parkinson ed il loro familiari è est</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/iss-nuove-linee-guida-per-fronteggiare-il-parkinson/">ISS; nuove &#8220;Linee guida&#8221; per fronteggiare il Parkinson</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<item>
		<title>Parkinson, Studio Neuromed: nei disturbi dell&#8217;umore  prima che motori l&#8217;esordio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 09:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi umore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La malattia di Parkinson è conosciuta soprattutto per i suoi sintomi motori: tremore, rigidità, lentezza nei movimenti. Ma le ricerche degli ultimi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/parkinson-studio-neuromed-nei-disturbi-dellumore-prima-che-motori-lesordio/">Parkinson, Studio Neuromed: nei disturbi dell&#8217;umore  prima che motori l&#8217;esordio</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: 18px;">La malattia di Parkinson è conosciuta soprattutto per i suoi sintomi motori: tremore, rigidità, lentezza nei movimenti. Ma le ricerche degli ultimi anni indicano come la patologia possa iniziare molto prima che questi segni compaiano. Tra i segnali precoci più studiati ci sono i disturbi dell’umore: ansia e depressione possono precedere i sintomi motori anche di anni.</span></div>
<div><span style="font-size: 18px;">Uno studio dell’Unità di Ricerca di Epidemiologia e Prevenzione dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli, in collaborazione con l’Unità di Ricerca e di Neurofisiologia Clinica dello stesso istituto e con l’Università LUM di Casamassima, contribuisce ora a definire con maggiore precisione questa relazione, soprattutto dal punto di vista del tempo che intercorre tra i segnali precoci e la comparsa clinica della malattia.</span></div>
<div><span style="font-size: 18px;">La ricerca, pubblicata sul Journal of Neurology, è stata condotta nell’ambito del Progetto Moli-sani. Delle oltre 24.000 persone partecipanti al progetto, seguite per una mediana di quindici anni, al momento del reclutamento nello studio 1.760 avevano una diagnosi di ansia o depressione con relativo trattamento farmacologico. Analizzando negli anni successivi i dati sul loro stato di salute, e confrontandoli con quelli di altri partecipanti che non presentavano quei disturbi, i ricercatori hanno potuto osservare che le persone con ansia o depressione iniziale presentavano un rischio doppio di sviluppare il Parkinson. L’elemento più rilevante, però, ha riguardato il ruolo del tempo intercorso tra la diagnosi di ansia o depressione e la manifestazione clinica del Parkinson: l&#8217;associazione tra i disturbi psichiatrici e il successivo sviluppo della malattia è risultata evidente solo quando i due eventi si verificavano a distanza di meno di dieci anni l&#8217;uno dall&#8217;altro. Oltre questa soglia temporale, il legame scompare. Questo suggerisce che ansia e depressione, quando seguite dal Parkinson non rappresentano una condizione concomitante o di rischio, ma un segnale precoce della neurodegenerazione in corso.</span></div>
<div><span style="font-size: 18px;">“La finestra temporale di circa 10 anni che abbiamo identificato &#8211; spiega la dottoressa Francesca Bracone, prima autrice dello studio &#8211; è un dato concreto che può aiutare i clinici a interpretare con maggiore attenzione alcuni possibili segnali precoci della malattia. Non si tratta di allarmare chi soffre di ansia o depressione: questi disturbi sono molto comuni e, nella grande maggioranza dei casi, non precedono il Parkinson. Ma quando si presentano insieme ad altri segnali non motori come i disturbi del sonno o la perdita dell’olfatto, una maggiore attenzione neurologica potrebbe fare la differenza”.</span></div>
<div><span style="font-size: 18px;">“Questo studio &#8211; sottolinea il professor Alfredo Berardelli, Professore Emerito di Neurologia presso l’Università la Sapienza di Roma e Coordinatore dell’Unità di Ricerca e di Neurofisiopatologia Clinica dell’IRCCS Neuromed &#8211; ha anche evidenziato che l’associazione era ancora più marcata nelle persone che erano state trattate contemporaneamente sia per ansia che per depressione, mentre non emergeva alcun rischio in chi aveva soltanto dichiarato di avere questi disturbi, ma non riceveva una terapia specifica, o viceversa assumeva farmaci ma senza una diagnosi dichiarata. Questo rafforza l’importanza di incrociare le informazioni cliniche con quelle farmacologiche per identificare correttamente le persone a rischio”.</span></div>
<div><span style="font-size: 18px;">“A venti anni dal suo inizio, il Progetto Moli-sani è uno degli studi di coorte più longevi d’Italia &#8211; commenta il professor Augusto Di Castelnuovo, dell’Unità di Ricerca di Epidemiologia e Prevenzione dell’IRCCS Neuromed &#8211; e questo ci ha permesso di osservare i partecipanti per un lungo periodo di tempo, ricostruendo con precisione la storia clinica di ciascuno. Siamo così riusciti a dare una misura temporale concreta a qualcosa che la medicina sospettava da tempo: che la mente possa anticipare i segnali di una malattia del movimento”.</span></div>
<div><span style="font-size: 18px;">Questi risultati potrebbero aprire la strada a strategie di sorveglianza più mirate, che non sostituiscano gli attuali percorsi diagnostici ordinari, ma li integrino con una maggiore attenzione verso i segnali psichiatrici precoci.</span></div>
<div>
<div></div>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/parkinson-studio-neuromed-nei-disturbi-dellumore-prima-che-motori-lesordio/">Parkinson, Studio Neuromed: nei disturbi dell&#8217;umore  prima che motori l&#8217;esordio</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<title>Parkinson, c&#8217;è una proteina all&#8217;origine del processo degenerativo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Nov 2025 07:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[colpevole]]></category>
		<category><![CDATA[parkinson]]></category>
		<category><![CDATA[proteina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno studio pubblicato sulla rivista &#8220;The Journal of Nuclear Medicine&#8221;, fa luce sul meccanismo alla base della malattia e della&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/parkinson-ce-una-proteina-allorigine-del-processo-degenerativo/">Parkinson, c&#8217;è una proteina all&#8217;origine del processo degenerativo</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;"><span style="text-decoration: underline;">U</span>no studio pubblicato sulla rivista &#8220;The Journal of Nuclear Medicine&#8221;, fa luce sul meccanismo alla base della malattia e della sua degenerazione.  Si tratta di una proteina che viene identificata come il &#8216;punto debole&#8217; della patologia, poichè accendendo la neuroinfiammazione provoca l&#8217;avanzamento della patologia.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Grazie all&#8217;uso di un tracciante Pet innovativo e di ultima generazione, i ricercatori hanno potuto osservare una marcata attivazione della microglia &#8211; le cellule immunitarie del cervello &#8211; in aree cerebrali specifiche dei pazienti. Questa attivazione conferma l&#8217;esistenza di una risposta infiammatoria costantemente attiva, strettamente associata al peggioramento dei sintomi motori e cognitivi.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"> &#8220;È stato utilizzato il tracciante [11C]smw139, che si lega al recettore P2X7, un marcatore specifico della microglia proinfiammatoria &#8211; spiega Salvatore Cuzzocrea, ordinario di Farmacologia presso il Dipartimento Chibiofarm dell&#8217;Università degli Studi di Messina &#8211; Al centro di questo processo neuroinfiammatorio e disfunzionale c&#8217;è l&#8217;alfa-sinucleina, una proteina che, se non degradata correttamente, si accumula formando aggregati tossici, chiamati corpi di Lewy. Questi aggregati stimolano il fenotipo proinfiammatorio della microglia, creando un circolo vizioso che alimenta la neurodegenerazione&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">La comprensione di questi meccanismi aiuta a spiegare non solo i sintomi motori del Parkinson, ma anche quelli non motori &#8211; come affaticamento, depressione, dolore neuropatico e disturbi del sonno &#8211; che possono precedere di anni i tipici sintomi motori della malattia come tremore, rigidità muscolare e bradicinesia.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">&#8220;Oggi lavoriamo su molecole capaci di prevenire l&#8217;accumulo di alfa-sinucleina, modulare la risposta neuroinfiammatoria e proteggere i mitocondri, le centrali energetiche delle cellule &#8211; aggiunge Cuzzocrea &#8211; In tal senso sono ormai numerose le ricerche del mio gruppo che attestano come una sostanza già prodotta dal nostro organismo, la Palmitoiletanolamide-Pea, somministrata in forma biodisponibile (ultra-micronizzata) da sola o in combinazione con specifici antiossidanti come la quercetina, sia in grado di controllare la neuroinfiammazione prevenendo l&#8217;accumulo di alfa-sinucleina&#8221;.</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Intervenire precocemente su questi meccanismi, concludono i ricercatori, potrebbe rappresentare una strategia promettente per rallentare la progressione della malattia e migliorare significativamente la qualità della vita dei pazienti.</span><br />
<span style="font-size: 18px;"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Giornata nazionale del Parkinson, al &#8220;Moscati&#8221; di Avellino un ambulatorio dedicato e un evento per i 20  anni di attività</title>
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		<dc:creator><![CDATA[T.U.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Nov 2025 06:30:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AVELLINO]]></category>
		<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Avellino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da oltre vent’anni l’Azienda Moscati osserva da una prospettiva privilegiata l’evoluzione della malattia di Parkinson: l’arrivo delle nuove terapie, il&#8230;</p>
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<div id="avWBGd-16">
<div dir="auto">
<div dir="auto"><span style="font-size: 18px;">Da oltre vent’anni l’Azienda Moscati osserva da una prospettiva privilegiata l’evoluzione della malattia di Parkinson: l’arrivo delle nuove terapie, il cambiamento del profilo dei pazienti, la crescita costante della domanda di assistenza, l’avanzare di un fenomeno che non accenna a rallentare. È una storia fatta di numeri, ma soprattutto di persone: più di 400 pazienti seguiti ogni anno nell’ambulatorio dedicato e almeno 1200 in tutta la provincia di Avellino.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 18px;">Ed è proprio da questo percorso e dalla necessità di guardare con lucidità a ciò che ci attende che nasce il convegno L’impegno dell’Azienda Moscati contro la Malattia di Parkinson: passato, presente e futuro, in programma nell’aula magna della Città Ospedaliera in occasione della Giornata Nazionale Parkinson 2025, che si celebra oggi, sabato 29 novembre.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 18px;">Promosso dall’Unità operativa di Neurologia, diretta da Daniele Spitaleri, con la responsabilità scientifica di Giulio Cicarelli, referente dell’ambulatorio Parkinson, il convegno intende proprio fare il punto su vent’anni di attività clinica e sulla progressiva evoluzione dell’offerta terapeutica dedicata ai Disturbi del Movimento. L’ambulatorio Parkinson dell’Azienda Moscati, attivo dai primi anni del 2000, è diventato in breve tempo un riferimento per l’Irpinia e per numerosi pazienti provenienti da tutta la Campania. Accanto alla gestione farmacologica tradizionale, negli ultimi anni il centro ha introdotto le terapie avanzate per i pazienti in fase più complessa, come terapie infusionali continue e stimolazione cerebrale profonda (Dbs), tramite elettrodi collegati a una batteria esterna programmabile. Il servizio opera con un approccio multidisciplinare che integra neurologi, neuropsicologi e diverse specialità, tra cui Neurochirurgia, Gastroenterologia e Nutrizione Clinica. «Vent’anni di attività – evidenzia il neurologo Cicarelli &#8211; ci permettono di leggere con maggiore chiarezza il cammino fatto e le sfide che ci attendono. Il nostro obiettivo è consolidare un modello di cura innovativo, efficace e costruito sui reali bisogni delle persone con Parkinson».</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 18px;">La giornata si aprirà alle ore 8:30 con i saluti del Direttore Generale dell’Azienda, Germano Perito, e del Direttore Sanitario, Aristide Tortora. Il programma prevede interventi dedicati alle terapie innovative, al ruolo del neuropsicologo nel Parkinson team e ai bisogni dei caregiver, spesso protagonisti silenziosi del percorso di cura. È inoltre previsto un aggiornamento sul Progetto Opera, a cura della Fondazione Don Gnocchi.</span></div>
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		<title>Giornata Nazionale Parkinson, Salerno ospita un ‘Passo per il Parkinson’</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2025 11:43:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[SALERNO]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione della Giornata Nazionale per la malattia di Parkinson la Fondazione LIMPE per il Parkinson onlus,  il Centro per&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;">In occasione della Giornata Nazionale per la malattia di Parkinson la Fondazione LIMPE per il Parkinson onlus,  il Centro per le Malattie Neurodegenerative del Dipmed, hanno organizzato  ‘Un Passo per il Parkinson’ una camminata al Parco del Mercatello di Salerno domani, sabato 29 novembre dalle 9.30 alle 12.30 con dimostrazioni di Nordic Walking effettuate da istruttori professionisti.</span><br />
<span style="font-size: 18px;"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-96529 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2025/11/0-6-1.webp?resize=195%2C300&#038;ssl=1" alt="" width="195" height="300" srcset="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2025/11/0-6-1.webp?resize=195%2C300&amp;ssl=1 195w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2025/11/0-6-1.webp?w=521&amp;ssl=1 521w" sizes="(max-width: 195px) 100vw, 195px" data-recalc-dims="1" />Sará presente lo staff di neurologi coinvolti negli ambulatori Parkinson diretto dal prof. Paolo Barone, prof.ssa Marianna Amboni, prof. Roberto Erro, prof.ssa Maria Teresa Pellecchia, prof.ssa Marina Picillo. </span><br />
<span style="font-size: 18px;">L’evento è aperto al pubblico ed è patrocinato dalla Azienda Ospedaliera Universitaria &#8220;San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona&#8221; , dal DipMed e dall’Ordine dei Fisioterapisti della Provincia di Salerno presieduto dalla dott.ssa Maria Consiglia Calabrese e rientra nelle iniziative di Terza Missione del DipMed. Agli ambulatori del centro delle malattie neurodegenerative presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria salernitana vengono effettuate oltre 2000 visite all’anno a pazienti in ogni fase di malattia e sono disponibili terapie complesse infusionali e chirurgiche per affrontare la fase complicata da fluttuazioni motorie. È inoltre possibile partecipare in studi clinici che valutano efficacia delle terapie più innovative e moderne per la malattia di Parkinson come anticorpi contro la Sinucleina. Infine il centro di Salerno è l’unico centro italiano parte del Network mondiale PPMI lo studio supportato dalla fondazione americana Michael J Fox Foundation diretto a soggetti con disturbi dell’olfatto e del sonno che si trovano nelle fasi prodromiche di malattia di Parkinson.</span><br />
<span style="font-size: 18px;">La malattia di Parkinson è la seconda malattia neurodegenerativa più frequente nel mondo occidentale. In Italia ci sono oltre 300.000 persone affette da malattia di Parkinson. Nonostante ci siano molte terapie sintomatiche disponibili, ad oggi manca una terapia in grado di arrestare o rallentare la malattia. L’esercizio fisico ha un effetto benefico in ogni fase di malattia e, praticato costantemente, ha un effetto protettivo verso l’esordio della malattia stessa. Per questo motivo la tematica della Giornata Nazionale Parkinson 2025 è incentrata sul cammino, per promuovere il movimento partendo da un aumento del numero di passi effettuati ogni giorno a partire dalla popolazione generale.</span></p>
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		<title>Parkinson, adesso è possibile anticipare la diagnosi e migliorare la cura</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/parkinson-adesso-e-possibile-anticipare-la-diagnosi-e-migliorare-la-cura/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=parkinson-adesso-e-possibile-anticipare-la-diagnosi-e-migliorare-la-cura</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2025 11:37:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[cura]]></category>
		<category><![CDATA[parkinson]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La ricerca scientifica sta aprendo nuove possibilità per anticipare la diagnosi e migliorare la gestione della malattia di Parkinson, con terapie sempre più personalizzate&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/parkinson-adesso-e-possibile-anticipare-la-diagnosi-e-migliorare-la-cura/">Parkinson, adesso è possibile anticipare la diagnosi e migliorare la cura</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>La ricerca scientifica sta aprendo nuove possibilità per <b>anticipare la diagnosi</b> e <b>migliorare la gestione della</b> <b>malattia di Parkinson</b>, con terapie sempre più personalizzate e meno invasive anche nelle fasi avanzate. I progressi e le strategie future per la cura di questa patologia neurodegenerativa, che in Italia colpisce circa 400.000 persone, sono stati presentati a Roma durante l’11° Congresso della <b>Società Italiana Parkinson e Disordini del Movimento LIMPE-DISMOV</b>, a cui hanno partecipato oltre 800 specialisti della comunità scientifica nazionale e internazionale.</div>
<div>“Siamo in un momento cruciale – afferma <b>Giovanni Fabbrini</b>, presidente della <b>Società Italiana Parkinson LIMPE-DISMOV</b> –: grazie a nuovi strumenti diagnostici e a terapie sempre più personalizzate, abbiamo la possibilità concreta di intercettare la malattia in fase precoce e accompagnare i pazienti in percorsi di cura più efficaci. Il Congresso ha rappresentato un’occasione preziosa per favorire il confronto e accelerare il trasferimento delle innovazioni dalla ricerca alla pratica clinica”.</div>
<div><b>OLFATTO E SALIVA: LE NUOVE VIE PER UNA DIAGNOSI PRECOCE</b></div>
<div>La perdita dell’olfatto si conferma come uno dei sintomi non motori che possono precedere di anni la comparsa dei segni tipici del Parkinson. Proprio da questo sintomo prende le mosse lo <b>studio internazionale PPMI4 (Parkinson’s Progression Markers Initiative)</b>, promosso dalla <b>Michael J. Fox Foundation</b>, a cui partecipa anche l’Italia con l’Università di Salerno. “L’obiettivo è individuare marcatori precoci della malattia – spiega <b>Paolo Barone</b>, professore di Neurologia dell’ateneo – attraverso un test olfattivo somministrato su larga scala. I soggetti con alterazioni significative verranno sottoposti ad analisi più approfondite, come la ricerca di alfa-sinucleina, una proteina coinvolta nella patogenesi del Parkinson, nel sangue o nei tessuti, o la valutazione di marcatori dopaminergici”. Lo studio prevede il monitoraggio di circa 70.000 persone con un follow-up minimo di quattro anni: tra queste, si stima che almeno 400 individui potrebbero mostrare segnali iniziali della malattia.</div>
<div></div>
<div>Parallelamente, un team dell’Università Sapienza di Roma, in collaborazione con il Campus Biomedico, sta indagando il ruolo della <b>saliva</b> <b>come fluido biologico diagnostico</b>. “Abbiamo identificato un pannello di biomarcatori salivari in grado di distinguere i pazienti nelle fasi iniziali e prevederne l’evoluzione clinica – spiega <b>Daniele Belvisi</b>, neurologo e ricercatore –. In particolare, livelli elevati di alfa-sinucleina in fase iniziale sembrano predire la progressione dei sintomi motori, mentre indici infiammatori sarebbero correlati con l’evoluzione dei disturbi non motori. I dati sono incoraggianti, ma <b>servono conferme su campioni più ampi </b>e in contesti multicentrici. Confrontare diversi fluidi corporei e seguire persone a rischio potrebbe portarci un giorno a <b>diagnosticare il Parkinson prima ancora dell’insorgenza dei sintomi</b>.”</div>
<div><b>TECNOLOGIE INDOSSABILI: IL POTENZIALE PER UNA CURA PIÙ PERSONALIZZATA</b></div>
<div>Le <b>tecnologie indossabili</b> rappresentano una delle frontiere più promettenti nella gestione del Parkinson, perché permettono di raccogliere <b>dati continui e oggettivi </b>sullo stato del paziente, anche nella vita quotidiana. “I wearable non si limitano a monitorare i <b>disturbi del movimento</b> – spiega <b>Andrea Pilotto</b>, neurologo dell’Ospedale Civile di Brescia – ma possono rilevare sintomi non motori, come la qualità del <b>sonno </b>e la <b>pressione arteriosa, </b>e persino <b>aspetti cognitivi</b> e <b>comportamentali”</b>. La tendenza è verso <b>sensori miniaturizzati, localizzati e a basso impatto</b>, in grado di funzionare nel lungo periodo, e integrati con algoritmi intelligenti che circoscrivono il monitoraggio ai parametri più rilevanti. Un ruolo chiave sarà giocato dall’<b>intelligenza artificiale</b>, capace di interpretare la complessità dei dati e fornire <b>risposte personalizzate</b>. “La sfida – conclude Pilotto – è duplice: da un lato serve definire standard clinici condivisi, dall’altro rendere queste tecnologie realmente indossabili e sostenibili nella vita quotidiana del paziente”.</div>
<div><b>FASE AVANZATA: TERAPIE SEMPRE PIÙ EFFICACI E MENO INVASIVE</b></div>
<div>Per i pazienti in fase avanzata sono oggi disponibili trattamenti innovativi che migliorano la continuità terapeutica e riducono la necessità di interventi invasivi.</div>
<div></div>
<div>È il caso dell’<b>infusione sottocutanea continua di foslevodopa/foscarbidopa</b>, disponibile in Italia da poco più di un anno, che garantisce una somministrazione stabile della levodopa. “Questa terapia è una soluzione concreta ed efficace per quei pazienti che, con l’avanzare della malattia, presentano problemi di assorbimento del farmaco assunto per via orale – spiega <b>Giovanni Cossu</b>, neurologo e responsabile del Centro Parkinson dell’ARNAS G. Brotzu di Cagliari –. La procedura è meno invasiva rispetto all’infusione intestinale, perché non comporta interventi chirurgici, è continua anche durante il sonno, salvaguardando il riposo del paziente, ed è più semplice da gestire nella vita quotidiana. Tuttavia, una survey che abbiamo condotto insieme ad altri centri italiani, ha messo in luce quanto sia delicata la <b>fase iniziale</b> di avvio della terapia: nei primi tre mesi è fondamentale un <b>monitoraggio </b>molto frequente per <b>calibrare il dosaggio </b>adeguato del farmaco e garantire il successo del trattamento”.</div>
<div>Accanto a questa opzione farmacologica, si sta affermando sempre più l’utilizzo degli <b>ultrasuoni focalizzati guidati da risonanza magnetica (MRgFUS)</b>, che permettono di agire in modo non invasivo su aree cerebrali specifiche, come il globo pallido o il talamo, creando una piccola lesione controllata (ablazione) che interrompe i circuiti neuronali anomali alla base del tremore. Questo approccio, privo di incisioni chirurgiche, permette di <b>migliorare i sintomi motori </b>nei pazienti selezionati. “È indicata anche per pazienti molto anziani o non idonei ad altri trattamenti, poiché non ha limiti di età – spiega <b>Roberto Eleopra</b>, direttore della Neurologia dell’Istituto Besta di Milano, uno dei pochi centri italiani dove la procedura è effettivamente disponibile e praticata – e consente di testare l’effetto prima di renderlo permanente, aumentando la sicurezza”.</div>
<div>Per le fasi avanzate della malattia di Parkinson, rimane infine centrale la <b>stimolazione cerebrale profonda (DBS)</b>, una tecnica chirurgica consolidata da oltre trent’anni, che consiste nell’<b>impianto di elettrodi</b> in specifiche aree del cervello per modulare l’attività neuronale e ridurre i sintomi motori. “Oggi la DBS è ancora più efficace grazie a dispositivi ricaricabili, adattivi e meno invasivi – spiega <b>Elena Moro</b>, professore di Neurologia e direttore di Dipartimento del Centro Ospedaliero Universitario di Grenoble –. È essenziale però intervenire nel momento giusto: né troppo presto né quando la malattia è ormai in fase troppo avanzata. In generale, è consigliata quando la terapia farmacologica non garantisce più una buona qualità della vita”.</div>
<div></div>
<div><b>CONFRONTO GLOBALE E APPROCCIO MULTIDISCIPLINARE</b></div>
<div>Tra i momenti più significativi del Congresso, la sessione congiunta con la <b>European Academy of Neurology</b>, che ha rafforzato il dialogo a livello internazionale, confermando il ruolo della <b>comunità scientifica italiana come punto di riferimento</b> nella ricerca sul Parkinson e gli altri disturbi del movimento.</div>
<div>Grande attenzione è stata riservata anche alle <b>differenze di genere</b>, che influenzano sia la manifestazione clinica sia la risposta terapeutica, e all’importanza di un approccio multidisciplinare: corsi specifici e momenti di confronto hanno coinvolto fisioterapisti, infermieri, logopedisti e psicologi, sottolineando la centralità di una presa in carico integrata e personalizzata.</div>
<div>Tra i temi affrontati, il ruolo crescente della <b>riabilitazione motoria e cognitiva</b>, inclusa la <b>teleriabilitazione</b>, che si sta configurando come uno strumento promettente per prolungare l’autonomia e migliorare la qualità della vita dei pazienti. A testimoniarlo, le prime analisi di uno studio in fase di pubblicazione condotto dall’Università di Verona e presentato da <b>Marialuisa Gandolfi</b>: “La teleriabilitazione consente di estendere nel tempo il percorso riabilitativo, con potenziali benefici per i pazienti e una gestione più sostenibile delle risorse sanitarie”.</div>
<div>Il Congresso ha mostrato con chiarezza che il futuro della lotta al Parkinson è già cominciato: diagnosi sempre più precoci, terapie su misura e tecnologie intelligenti stanno trasformando la gestione della malattia. La sfida ora è tradurre queste innovazioni in strumenti concreti per tutti i pazienti, il prima possibile.</div>
<div></div>
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		<title>Una tre giorni dedicata al Parkinson</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 May 2025 05:30:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPUNTAEVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[evento]]></category>
		<category><![CDATA[parkinson]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> Da ieri,14 maggio 2025, e fino a domani Roma il Congresso LIMPE-DISMOV, il principale appuntamento scientifico italiano dedicato al Parkinson&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: 18px;"> Da ieri,14 maggio 2025, e fino a domani Roma il Congresso LIMPE-DISMOV, il principale appuntamento scientifico italiano dedicato al Parkinson e ai disordini del movimento.</span></div>
<div><span style="font-size: 18px;">Saranno presenti oltre 800 neurologi, medici e professionisti sanitari da tutta Italia, con ospiti internazionali e una sessione congiunta con la European Academy of Neurology.</span></div>
<div></div>
<div><span style="font-size: 18px;">Tra i temi trattati:</span></div>
<ul>
<li>
<div><span style="font-size: 18px;">nuove terapie per le fasi avanzate della malattia</span></div>
</li>
<li>
<div><span style="font-size: 18px;">diagnosi precoce e uso combinato di biomarcatori, genetica e imaging</span></div>
</li>
<li>
<div><span style="font-size: 18px;">tecnologie digitali, dispositivi indossabili e telemonitoraggio</span></div>
</li>
<li>
<div><span style="font-size: 18px;">focus sulla genetica e le forme giovanili della malattia.</span></div>
</li>
</ul>
<p>A seguire il programma completo</p>
<a href="https://www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2025/05/Programma-Scientifico-Congresso-Roma-2025.pdf" class="pdfemb-viewer" style="" data-width="max" data-height="max" data-toolbar="top" data-toolbar-fixed="on">Programma Scientifico Congresso Roma 2025</a>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/una-tre-giorni-dedicata-al-parkinson/">Una tre giorni dedicata al Parkinson</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<item>
		<title>Parkinson, l’altra faccia della malattia: il 70% dei caregiver è solo e poco supportato</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/parkinson-laltra-faccia-della-malattia-il-70-dei-caregiver-e-solo-e-poco-supportato/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=parkinson-laltra-faccia-della-malattia-il-70-dei-caregiver-e-solo-e-poco-supportato</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Mar 2025 11:10:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[parkinson]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si stima che in Italia siano oltre 300.000 le persone che convivono con il Parkinson, una malattia neurodegenerativa che causa sintomi motori, come&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/parkinson-laltra-faccia-della-malattia-il-70-dei-caregiver-e-solo-e-poco-supportato/">Parkinson, l’altra faccia della malattia: il 70% dei caregiver è solo e poco supportato</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: 18px;">Si stima che <b>in Italia</b> siano <b>oltre 300.000 le persone</b> che <b>convivono con il Parkinson</b>, una malattia neurodegenerativa che causa<b> sintomi motori</b>, come tremori, rigidità e difficoltà nei movimenti, ma anche <b>disturbi non motori</b>, tra cui problemi del sonno, depressione e alterazioni cognitive. L’incidenza aumenta con l’età, ma <b>la malattia colpisce anche fasce più giovani</b>. L’età di esordio si sta abbassando e attualmente un paziente su quattro ha meno di 50 anni, mentre il 10% ne ha meno di 40. Con il progredire della patologia, il <b>bisogno di assistenza</b> diventa sempre più intenso. A garantire un supporto essenziale nella vita quotidiana sono i <b>caregiver</b>, spesso familiari, che si trovano ad affrontare da soli le conseguenze fisiche ed emotive di un impegno crescente.</span></div>
<div><span style="font-size: 18px;">Proprio al <b>peso del caregiving</b> nella malattia di Parkinson è dedicata l’indagine svolta dalla <b>Fondazione LIMPE per il Parkinson ETS</b> in collaborazione con <b>Confederazione Parkinson Italia</b>, sotto<b> </b>la guida del prof.<b> Mario Zappia</b>. Dallo studio, condotto su un campione di 478 caregiver, emerge che <b>tre su quattro sono donne </b>tra i 55 e i 70 anni, <b>l’80% vive con il paziente</b>. L’avanzare della malattia impone un’<b>assistenza quotidiana </b>che incide pesantemente su lavoro e salute di chi assiste: il 15% ha lasciato il proprio impiego, il 75% soffre di stanchezza cronica e il 65% di disturbi del sonno. Nonostante ciò, <b>il 70% non riceve alcun tipo di supporto</b>. Solo il <b>9% dei caregiver beneficia di una formazione adeguata</b>, gli altri si affidano a risorse personali o all’improvvisazione.</span></div>
<div><span style="font-size: 18px;">Questi dati preoccupanti, insieme alle <b>nuove prospettive terapeutiche</b> e alle opportunità di supporto, saranno al centro di<b><i>Parkinson Corpo e Anima</i></b>, il primo forum italiano organizzato da Fondazione LIMPE che, il <b>21 e 22 marzo a Napoli</b>, riunirà persone con Parkinson, familiari, caregiver, neurologi e personale sanitario. Obbiettivo principale della manifestazione, che chiamerà a partecipare circa <b>300 persone da tutta Italia</b>, è quello di creare un’alleanza tra chi cura e chi, al momento della diagnosi, diventa un paziente ma può e deve continuare a sentirsi prima di tutto una persona viva.</span></div>
<div><span style="font-size: 18px;">&#8220;Il Parkinson &#8211; aggiunge il <b>prof.</b> <b>Alessandro Tessitore</b>,<b> </b>coordinatore della Convention &#8211; è una sfida complessa che richiede un approccio su più livelli: medico, psicologico e relazionale. Con questo forum vogliamo offrire risposte concrete a chi vive la malattia ogni giorno e creare una rete efficace per migliorare la qualità di vita di chi affronta questa sfida, spesso in solitudine.&#8221;</span></div>
<div><span style="font-size: 18px;">Il programma dell’evento, infatti, prevede non solo focus con esperti sulle <b>ultime ricerche e innovazioni terapeutiche</b>, dai farmaci agli anticorpi monoclonali fino alle tecnologie per la stimolazione cerebrale, ma anche <b>workshop interattivi</b> su tematiche chiave come la gestione delle <b>emozioni</b>, la <b>riabilitazione</b>, il <b>sonno</b> e un momento dedicato a <b>sfatare falsi miti e fake news</b> sulla malattia di Parkinson.</span></div>
<div><span style="font-size: 18px;">Grande novità di questa quarta edizione, inoltre, è la <b><i>Palestra Parkinson</i></b> con spazi dedicati alla pratica di discipline sportive adattate alle esigenze delle persone con Parkinson, tra cui <b>tai chi, danza, nordic walking, yoga, pugilato, pilates e surf indoor</b>, pensate per migliorare l’<b>equilibrio</b>, la <b>coordinazione</b> e il <b>benessere psicofisico</b>. Lo spazio è coordinato dal dott. <b>Nicola Modugno</b>, membro del Comitato Tecnico Scientifico di Fondazione LIMPE.</span></div>
<div><span style="font-size: 18px;">&#8220;Per la prima volta &#8211; afferma il prof. <b>Michele Tinazzi</b>, presidente di Fondazione LIMPE -, questa convention offre l’opportunità alle persone con il Parkinson di sperimentare pratiche sportive specificamente adattate per le loro esigenze. Un’occasione preziosa per scoprire come attività mirate contribuiscano a migliorare equilibrio, coordinazione e qualità della vita.&#8221;</span></div>
<div><span style="font-size: 18px;"><b><i>Parkinson Corpo e Anima</i></b> è possibile grazie al sostegno di diverse Fondazioni e aziende del territorio. Tra i main sponsor dell’evento: <b>Fondazione Grimaldi Ente filantropico, Fondazione Banco di Napoli, Fondazione Scudieri, Fondazione Santa Maria del Pozzo ETS.</b></span></div>
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