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	<title>ictus Archivi - TuttoSanità</title>
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	<title>ictus Archivi - TuttoSanità</title>
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		<title>Ictus, la Stroke Unit del &#8220;Moscati&#8221;  è una delle 7 in Italia ad aver mantenuto per un intero anno il livello Diamond agli ESO-Angels Awards</title>
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		<dc:creator><![CDATA[T.U.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 05:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AVELLINO]]></category>
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		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arriva dal congresso internazionale ESOC 2026, in corso a Maastricht (dal 6 all’8 maggio), una nuova e importante attestazione di&#8230;</p>
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<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">Arriva dal congresso internazionale ESOC 2026, in corso a Maastricht (dal 6 all’8 maggio), una nuova e importante attestazione di qualità per la Stroke Unit dell’Azienda ospedaliera San Giuseppe Moscati di Avellino, che ha ottenuto il livello Diamond per tutti e quattro i trimestri dell’anno 2025 nell’ambito del programma ESO-Angels Awards, tra i più autorevoli riferimenti europei per la valutazione delle performance nella gestione dell’ictus ischemico.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">Si tratta di un riconoscimento che certifica non solo l’elevata qualità delle cure, ma soprattutto la capacità di garantire interventi rapidi ed efficaci in una patologia in cui il fattore tempo è determinante per salvare vite e ridurre il rischio di disabilità permanente.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-size: 14pt;">Il risultato assume un valore ancora più significativo alla luce dei dati nazionali: in Italia sono circa 220 le Stroke Unit attive, ma solo 7 strutture hanno mantenuto il livello Diamond per un intero anno. Tra queste, la Stroke Unit dell’Azienda Moscati, a conferma di una costanza organizzativa e clinica che rappresenta un elemento distintivo nel panorama</span></span></p>
<div id="delete-action"><a class="submitdelete deletion" href="https://www.tuttosanita.com/wp-admin/post.php?post=100263&amp;action=trash&amp;_wpnonce=4ca2ad9894">Sposta nel cestino</a></div>
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<p><span style="font-size: 14pt;">sanitario europeo.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">Il riconoscimento è stato consegnato oggi, nel corso della cerimonia internazionale nelle mani del responsabile della Stroke Unit, Florindo d’Onofrio, che ha sottolineato il valore del lavoro di squadra: «Mantenere il livello Diamond per 365 giorni – sottolinea il neurologo raggiunto telefonicamente a Maastricht &#8211; significa che ogni ingranaggio della nostra macchina ha funzionato alla perfezione. Questo premio è dedicato ai nostri pazienti: la loro sicurezza e il loro ritorno a casa senza disabilità sono il vero successo».</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">Alla base di questo risultato vi è un modello organizzativo fondato sull’integrazione tra tutte le figure coinvolte nel percorso ictus, con protocolli ottimizzati che consentono di ridurre al minimo i tempi tra l’arrivo in ospedale e l’avvio delle terapie di rivascolarizzazione, anche grazie a percorsi dedicati e a un’elevata sinergia tra i diversi servizi.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">Un risultato che valorizza il lavoro di collaborazione e il coordinamento dell’intera rete dell’emergenza-urgenza, come evidenzia il Direttore generale dell’Azienda Moscati, Germano Perito: «È il frutto di una rete della vita fatta di competenze, integrazione e professionalità che coinvolge medici e infermieri del 118, del Pronto soccorso, neurologi, neuroradiologi, personale di laboratorio, operatori del servizio trasporti ammalati e della riabilitazione. Per i cittadini significa poter contare su standard di cura elevati e su un’organizzazione capace di rispondere con efficacia anche nelle situazioni più complesse».</span></div>
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		<title>Riabilitazione a lungo termine per pazienti colpiti da ictus</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Dec 2025 07:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[ictus]]></category>
		<category><![CDATA[riabilitazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È disponibile online il documento dal titolo “La presa in carico riabilitativa nell&#8217;assistenza a lungo termine delle persone sopravvissute a un ictus&#8220;,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/riabilitazione-a-lungo-termine-per-pazienti-colpiti-da-ictus/">Riabilitazione a lungo termine per pazienti colpiti da ictus</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;"><span style="color: #000000;">È disponibile online il documento dal titolo “<a id="" class="" style="color: #000000;" title="apre pdf" href="https://www.salute.gov.it/new/sites/default/files/2025-12/Doc%20riabilitazione%20LT%20ictus%20Alleanza_def.pdf" target="_blank" rel="noopener nopener noreferrer" aria-label="La presa in carico riabilitativa nell'assistenza a lungo termine delle persone sopravvissute a un ictus"><em>La presa in carico riabilitativa nell&#8217;assistenza a lungo termine delle persone sopravvissute a un ictus</em></a></span>&#8220;, elaborato dall’Alleanza italiana per le malattie cardio-cerebrovascolari, patto volontario sottoscritto tra Ministero della Salute, Società scientifiche, Associazioni dei pazienti e altri Enti operanti nel settore finalizzato a favorire la prevenzione e il contrasto delle citate patologie.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">L’ictus rappresenta una delle principali cause di morte e disabilità in Italia e nel mondo, oltre a essere responsabile di un considerevole carico sociale (<em>burden</em>) per le persone colpite, i familiari e altri <em>caregiver</em>.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Negli ultimi decenni si è osservata nel nostro Paese una notevole riduzione dei tassi di mortalità e di ospedalizzazione per malattie cerebrovascolari, che è stata favorita dal miglioramento delle misure preventive, terapeutiche e assistenziali di queste patologie e dei correlati fattori di rischio. Tuttavia la diminuita mortalità e l’aumento della proporzione di anziani nella popolazione generale hanno contribuito, nel tempo, all’incremento della prevalenza e della disabilità provocata da tali patologie.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Sebbene molto sia stato migliorato nell’ambito sia della prevenzione primaria che della gestione della fase acuta dell’ictus, la presa in carico globale della persona sopravvissuta a questo evento cerebrovascolare rappresenta attualmente una importante problematica di sanità pubblica, anche in termini di disomogeneità di accesso sul territorio nazionale, e include aspetti correlati alla definizione e all’attuazione di programmi di riabilitazione personalizzati e alla disponibilità di servizi dedicati, che possono migliorare sensibilmente gli esiti clinici, le condizioni generali di salute e la qualità della vita di questi pazienti.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Il documento si propone, quindi, di affrontare la tematica della riabilitazione a lungo termine delle persone sopravvissute a un ictus per contribuire a ottimizzare la gestione del post-ictus riducendo le conseguenze socio-sanitarie di una patologia così grave e diffusa.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>A 100  anni sconfigge un ictus e torna a casa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[T.U.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Nov 2025 07:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AVELLINO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La nonnina Gerarda salvata dagli specialisti dell’Azienda ospedaliera Moscati di Avellino. Tre figli, trentuno tra nipoti e pronipoti e una&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/a-100-anni-sconfigge-un-ictus-e-torna-a-casa/">A 100  anni sconfigge un ictus e torna a casa</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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<div dir="auto"><strong><span style="font-size: 18px;">La nonnina Gerarda salvata dagli specialisti dell’Azienda ospedaliera Moscati di Avellino.</span></strong></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 18px;">Tre figli, trentuno tra nipoti e pronipoti e una straordinaria voglia di vivere. La signora Gerarda ha spento cento candeline lo scorso aprile nella sua casa di Teora (Av), dove poco fa è tornata, dopo aver lasciato l’Azienda ospedaliera San Giuseppe Moscati di Avellino, reduce da un ictus ischemico che l’aveva colpita due giorni fa.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 18px;">Si era presentata, infatti, lunedì scorso al Pronto soccorso della Città ospedaliera in condizioni critiche, con afasia e difficoltà a camminare. La rapidità dell’intervento e la competenza dei sanitari hanno fatto la differenza: immediatamente presa in carico dagli specialisti della Stroke Unit, unità operativa dipartimentale afferente alla Neurologia, la paziente è stata sottoposta all’infusione di un farmaco trombolitico utilizzato in casi selezionati e con tempi di somministrazione estremamente ristretti. «La paziente – racconta Florindo d’Onofrio, responsabile della Stroke Unit – nonostante sia ultracentenaria, era completamente autonoma a domicilio. Quando ha manifestato un’improvvisa difficoltà nel linguaggio, il medico di medicina generale, intervenuto subito, ha allertato il 118 e la paziente è stata tempestivamente trasportata in ospedale, dove l’équipe era già pronta ad accoglierla». Dopo la prima valutazione al Pronto soccorso, è stata accompagnata in Neuroradiologia: la tac cranica ha confermato la diagnosi di ictus ischemico, con un quadro neurologico caratterizzato da impossibilità a parlare, lieve deviazione della rima buccale e deficit di forza all’arto inferiore destro. «È stata immediatamente trattata con un potente farmaco – continua il neurologo &#8211; capace di dissolvere il coagulo che ostruiva l’arteria cerebrale. Ricoverata in Stroke Unit, ha avuto un completo recupero clinico dopo circa sei ore ed è stata dimessa dopo 48, tornando a casa sulle sue gambe, in grado di parlare e mangiare normalmente, come se nulla fosse successo. L’ictus – conclude d’Onofrio –, se diagnosticato in tempo, può essere curato a qualsiasi età, restituendo alla normalità anche pazienti in condizioni apparentemente compromesse. È fondamentale il riconoscimento precoce dei sintomi e il funzionamento di tutto il percorso ictus, sia extra che intra-ospedaliero, con il neurologo come regista di questo percorso integrato».</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 18px;">Proprio grazie al trattamento tempestivo e all’assistenza costante del team multidisciplinare, la signora Gerarda ha potuto recuperare pienamente le sue funzioni ed è tornata a camminare autonomamente. «Siamo tutti felicissimi che mamma torni a casa – racconta la figlia Filomena –, abbiamo temuto il peggio. Ringrazio di cuore l’intera équipe della Stroke Unit: medici, infermieri e tutti gli operatori che l’hanno assistita con grande professionalità e umanità».</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 18px;">Molto sentito anche il commento del Direttore Generale dell’Azienda Moscati, Germano Perito: «Fa bene al cuore ascoltare storie come questa. Una storia di buona sanità e di grande dedizione. Ce ne sono tante, ma non sempre vengono raccontate. La signora Gerarda è la dimostrazione che, con tempestività, competenza e lavoro di squadra, si possono restituire la vita e la speranza anche alle persone più fragili. E forse – dice il manager &#8211; la storia non è ancora finita: mi è stato detto che il mese prossimo la trisavola di Teora accoglierà l’arrivo di un nuovo pronipote, portando a trentadue il numero dei suoi discendenti. Un’altra vita che nascerà, mentre la sua continua, forte e luminosa, grazie alla buona sanità irpina».</span></div>
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		<title>Ictus, Cardarelli tra i primi centri in Italia ad utilizzare un nuovo farmaco</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/ictus-cardarelli-tra-i-primi-centri-in-italia-ad-utilizzare-un-nuovo-farmaco/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ictus-cardarelli-tra-i-primi-centri-in-italia-ad-utilizzare-un-nuovo-farmaco</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2025 11:20:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[cardarelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Cardarelli è tra i primi centri in Italia ad aver trattato due pazienti colpite da ictus ischemico con un&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;">Il Cardarelli è tra i primi centri in Italia ad aver trattato due pazienti colpite da ictus ischemico con un nuovo trombolitico che in un&#8217;unica somministrazione endovenosa può consentire una rapida ricanalizzazione vascolare ed un efficace recupero funzionale.</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Si tratta di un&#8217;evoluzione terapeutica decisiva che pone il reparto di Neurologia e Stroke Unit dell&#8217;ospedale napoletano, diretto da Vincenzo Andreone, all&#8217;avanguardia nella cura di occlusioni di importanti arterie cerebrali. Il meccanismo d&#8217;azione del nuovo farmaco punta a sciogliere i coaguli di sangue alla base delle ostruzioni, legandosi alla componente di fibrina del trombo stesso e degradando progressivamente la matrice della proteina fibrosa che genera il blocco. La Campania è tra i primissimi posti in Italia per il trattamento di pazienti con ictus ischemico acuto e il Cardarelli ricopre un ruolo centrale all’interno della rete tempo-dipendente in questo specifico ambito.</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Entrambe le pazienti trattate con il nuovo trombolitico sono attualmente ricoverate e monitorate per la gestione della fase acuta e per l’inquadramento eziologico dell’evento di cui hanno sofferto. Nel primo caso, seguito dallo specialista Paolo Candelaresi, la somministrazione del farmaco è stata associata con successo a una procedura endovascolare di trombectomia meccanica, permettendo la ricanalizzazione dell’arteria occlusa. Nel secondo caso, seguito dal dottor Antonio De Mase, il trattamento ha determinato una rapida riapertura del vaso e la completa regressione dei sintomi, senza necessità di ulteriori interventi.</span><br />
<span style="font-size: 18px;">&#8220;L’impiego di questo nuovo farmaco rappresenta un passo avanti decisivo nella lotta contro l’ictus &#8211; spiega Andreone -, la sua somministrazione in bolo unico endovenoso consente maggiore rapidità e semplicità di utilizzo rispetto alle terapie normalmente utilizzate fino ad oggi, con esiti clinici almeno equivalenti e &#8211; stando ad alcuni studi &#8211; si stima anche superiori in termini di ricanalizzazione vascolare e recupero funzionale. Il nostro ospedale è tra i primi centri in Italia ad adottare questa innovativa terapia, che la letteratura scientifica indica come sicura ed efficace&#8221;.</span><br />
<span style="font-size: 18px;">&#8220;La finestra temporale per il trattamento dell&#8217;ictus è molto breve &#8211; evidenzia Antonio d&#8217;Amore, direttore generale del Cardarelli -, ecco perché tutti gli approcci terapeutici in grado di velocizzare la risposta assistenziale vanno tenuti in grande considerazione e valorizzati. Il nostro ospedale è tra le prime 4 strutture italiane, primo al Sud, per volume di ricoveri con trombolisi. Questa ulteriore innovazione ci pone dinanzi ad obiettivi ancora più ambiziosi e ci consente di migliorare gli standard di appropriatezza ed efficacia delle cure. Il Cardarelli si conferma un centro di sperimentazione di primo piano in Italia per la qualità dei suoi sanitari e per l’organizzazione dei trattamenti garantiti ai cittadini&#8221;.</span></p>
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		<item>
		<title>Ictus, Cardarelli: solo 9 minuti dal ricovero all&#8217;interveno fattivo</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/ictus-cardarelli-solo-9-minuti-dal-ricovero-allinterveno-fattivo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ictus-cardarelli-solo-9-minuti-dal-ricovero-allinterveno-fattivo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 06:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[cardarelli]]></category>
		<category><![CDATA[ictus]]></category>
		<category><![CDATA[trattamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervento da record di velocità per per un paziente colpito da ictus e ricoverato al Cardarelli:  solo 9 minuti dall&#8217;ingresso&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/ictus-cardarelli-solo-9-minuti-dal-ricovero-allinterveno-fattivo/">Ictus, Cardarelli: solo 9 minuti dal ricovero all&#8217;interveno fattivo</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: 18px;"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-91833 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2025/06/cardarelli_reparto_neurologia.jpg?resize=300%2C211&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="211" srcset="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2025/06/cardarelli_reparto_neurologia-scaled.jpg?resize=300%2C211&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2025/06/cardarelli_reparto_neurologia-scaled.jpg?resize=1024%2C720&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2025/06/cardarelli_reparto_neurologia-scaled.jpg?resize=768%2C540&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2025/06/cardarelli_reparto_neurologia-scaled.jpg?resize=1536%2C1080&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2025/06/cardarelli_reparto_neurologia-scaled.jpg?w=1140&amp;ssl=1 1140w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" data-recalc-dims="1" />Intervento da record di velocità per per un paziente colpito da ictus e ricoverato al Cardarelli:  solo 9 minuti dall&#8217;ingresso al Ps all&#8217;inizio del trattamento farmacologico mentre si fa la Tac. Il caso si è verificato qualche giorno fa: in piena notte un&#8217;ambulanza del 118 dell&#8217;area flegrea allerta la Neurologia stroke del Cardarelli che sta trasportando in Pronto Soccorso P.M., un uomo di 83 anni con sintomi di ictus, improvvisi problemi di linguaggio ed una emiparesi sul lato destro. Seguendo la procedura, la neurologa di turno, Claudia Cuccurullo, ha accolto il paziente in acceso al Pronto Soccorso e, confermando la diagnosi, ha accompagnato correndo il paziente in sala Tac per fare l&#8217;esame. Già mentre si concludeva l&#8217;esame Tac il paziente &#8211; cui avevano preso l&#8217;accesso venoso in ambulanza e le cui generalità erano state acquisite nel trasporto &#8211; ha iniziato il trattamento farmacologico. </span></div>
<div><span style="font-size: 18px;">Tanta velocità nel trattamento dell&#8217;ictus ha scongiurato il rischio di gravi disabilità per il paziente che due giorni dopo è stato dimesso dal Cardarelli. </span></div>
<div><span style="font-size: 18px;">Dice Vincenzo Andreone, direttore dell&#8217;Unità di Neurologia &#8211; Stroke Unit del Cardarelli: <i>&#8220;Ringrazio i colleghi che portano avanti l&#8217;attività della stroke unit con passione e competenza, garantendo cure rapidissime ai pazienti che subiscono un ictus. Il nostro ospedale tratta oltre 300 ictus ischemici ogni anno e, grazie al lavoro dei nostri operatori, il tempo medio di trattamento di questa patologia dall&#8217;accesso al Pronto Soccorso alla terapia farmacologica è di circa 37 minuti per la trombolisi endovenosa. Si tratta di tempi e numeri eccezionali che pongono la nostra struttura tra le prime in Europa in questo specifico ambito. Nel trattamento dello stroke, l&#8217;organizzazione è parte della terapia; per questo è importante fare rete coi colleghi del 118, con quelli del Pronto Soccorso e coi quelli della Neuroradiologia che, quando la terapia farmacologica non basta, intervengono con procedure di radiologia interventistica&#8221;.</i>  </span></div>
<div><span style="font-size: 18px;">La rete Ictus in Campania è stata ridisegnata lo scorso agosto ed ha permesso una riorganizzazione di tutte le attività, confermando il ruolo centrale dell&#8217;ospedale Cardarelli per il trattamento di questo tipo di patologia. </span></div>
<div><span style="font-size: 18px;">Dice Antonio d&#8217;Amore, Direttore Generale del Cardarelli: <i>&#8220;In Campania il trattamento dell’ictus è profondamente cambiato grazie ad una riorganizzazione della rete assistenziale che ha permesso alla nostra regione di fare un balzo in avanti nel trattamento tempestivo di questa patologia, garantendo grandi benefici ai pazienti. Il Cardarelli ogni anno viene riconosciuto dalla Società Europea dello stroke unit come un centro di assoluta eccellenza per la velocità e la competenza nel trattamento dell&#8217;Ictus. Tale risultato è frutto di un lavoro di equipe che diventa ancora più prezioso in considerazione degli altissimi numeri di pazienti trattati per questo tipo di patologia ogni anno. La grande esperienza del nostro ospedale in questo ambito è centrale in una rete assistenziale che ha come priorità la velocità e la competenza. Mi complimento coi colleghi che con professionalità, passione e dedizione lavorano per garantire questi importanti risultati assistenziali, contribuendo in modo significativo a determinare un importante cambio di passo nel trattamento precoce della patologia ischemica&#8221;.  </i></span></div>
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		<title>Ictus: l’obiettivo sono 12mila casi in meno entro il 2030</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Apr 2025 06:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[ictus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni anno 100mila persone in Italia vengono colpite da ictus, ma alle Stroke Unit, le unità dedicate al trattamento di&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni anno 100mila persone in Italia vengono colpite da ictus, ma alle Stroke Unit, le unità dedicate al trattamento di questa patologia, arrivano solo il 50-70%, con conseguenze sulla sopravvivenza, sui tempi di intervento terapeutico e sulla compromissione della funzionalità. Sulla situazione &#8211; informa una nota &#8211; è necessario intervenire immediatamente, come messo in evidenza da Isa-Aii (Italian Stroke Association, Associazione italiana ictus) che dal 2024 lavora allo Stroke Action Plan for Italy (Sap-I), la versione italiana del riferimento europeo, lo Stroke Action Plan for Europe (Sap-E). Tra gli obiettivi da raggiungere entro il 2030 emergono la riduzione del 10% degli ictus, 12mila casi &#8211; da ottenere con attività di prevenzione mirate &#8211; e la possibilità di essere ricoverati nelle unità dedicate per almeno il 90% delle persone colpite da ictus.</p>
<p>&#8220;I numeri relativi sia all&#8217;incidenza dell&#8217;ictus che alle modalità di ricovero mostrano l&#8217;importanza di un intervento efficace che veda impegnati sia gli operatori sanitari che le Istituzioni &#8211; spiega Paola Santalucia, presidente Isa-Aii &#8211; Per questa ragione, in linea con il Piano europeo, stiamo lavorando alla versione italiana dello Stroke Action Plan, un piano nazionale per il raggiungimento&#8221;, entro il 2030, &#8220;di importanti obiettivi relativi alla prevenzione primaria dell&#8217;ictus, alla gestione della fase acuta, alla cura, alla prevenzione secondaria e al follow up, alla riabilitazione e al monitoraggio degli esiti. L&#8217;obiettivo sulla prevenzione può essere raggiunto grazie ad attività di informazione ed educazione della popolazione sui fattori di rischio dell&#8217;ictus e sull&#8217;importanza degli stili di vita sani, la promozione di programmi educazionali e di screening per i quali collaboriamo strettamente con Alice, l&#8217;associazione dei pazienti colpiti da ictus, e la collaborazione con i tavoli istituzionali&#8221;.</p>
<p>È poi &#8220;fondamentale intervenire sul dato della presa in carico nelle Stroke Unit &#8211; aggiunge &#8211; per cui sarà necessario un impegno congiunto tra operatori sanitari e Istituzioni: il Sap-I prevede la partecipazione dei coordinatori regionali Isa ai tavoli tecnici regionali, il supporto e la consulenza Isa ai sistemi di monitoraggio del percorso ictus a livello regionale e un&#8217;attenzione mirata sia alle performance della rete ictus che ai servizi pre-ospedalieri&#8221;.</p>
<p>&#8220;Per il raggiungimento di questo obiettivo &#8211; chiarisce Santalucia &#8211; è essenziale lo sviluppo di Percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (Pdta) regionali, che prevedano indicatori specifici e standardizzati. A supporto del piano italiano è altresì importante che venga riconosciuto, da parte del ministero della Salute, il Piano europeo, attraverso l&#8217;adesione del nostro Paese alla &#8216;Dichiarazione di Azioni&#8217;, com&#8217;è già avvenuto in altri 14 Paesi della Comunità europea: un impegno comune per garantire che entro il 2030 tutti i 53 Paesi europei possano condividere piani nazionali che abbiano una base comune. Stiamo lavorando alla versione italiana della Dichiarazione &#8211; che conterrà l&#8217;analisi della situazione attuale, gli obiettivi suddivisi per area e la strategia per raggiungerli &#8211; per poterla presentare a ottobre, in occasione del World Stroke Day e ottenere il riconoscimento del ministero&#8221;.</p>
<p>Osserva il past president Isa-Aii, Mauro Silvestrini: &#8220;L&#8217;impatto di questa patologia è forte anche dal punto di vista socio-economico. I pazienti che sopravvivono all&#8217;evento acuto possono presentare vari disturbi, dalle difficoltà di movimento e di linguaggio fino ai problemi di memoria e concentrazione. Si tratta di condizioni che richiedono ricoveri in strutture apposite o percorsi di riabilitazione anche molto lunghi, con spese sia per i pazienti e i familiari che per la collettività. La Stroke Alliance for Europe (Safe) ha stimato in 60 miliardi di euro l&#8217;impatto economico dell&#8217;ictus nell&#8217;Unione europea, con una previsione di aumento fino a 86 miliardi nel 2040&#8221;.</p>
<p>Tale situazione &#8220;rende indispensabile agire verso la prevenzione della patologia e la presa in carico immediata: trattandosi di una patologia tempo-dipendente, anche la riduzione di pochi minuti tra l&#8217;esordio dei sintomi, il loro riconoscimento e l&#8217;inizio del trattamento possono cambiare gli esiti e ridurre le disabilità post-ictus. Il Sap-I può rivelarsi lo strumento necessario per ottimizzare tutte le fasi della presa in carico del paziente &#8211; rimarca Silvestrini &#8211; e per ridurre l&#8217;impatto dell&#8217;ictus in termini anche quantitativi riducendone l&#8217;incidenza attraverso una corretta gestione dei fattori di rischio. A tale proposito, uno degli obiettivi che ci siamo prefissati di raggiungere entro il 2030 riguarda l&#8217;identificazione e il controllo periodico dell&#8217;80% dei pazienti ipertesi&#8221;.</p>
<p>Fra le conseguenze più impattanti dell&#8217;ictus, &#8220;ci sono quelle che coinvolgono le funzioni cognitive, come memoria, concentrazione, attenzione e calcolo, oltre al linguaggio. Queste si ritrovano almeno nel 50% dei pazienti dopo l&#8217;evento acuto &#8211; sottolinea Leonardo Pantoni, presidente eletto Isa-Aii &#8211; Si tratta di un numero molto alto di persone che necessitano di supporto e riabilitazione specifica, a cui però in pochi hanno accesso, sia a causa della scarsità di strutture che la offrano che di informazione da parte dei clinici sull&#8217;opportunità di intraprendere questi percorsi. Vi è grande disparità tra le Regioni nella distribuzione delle strutture, in particolar modo per quanto riguarda il recupero delle disabilità cognitive, meno visibili delle motorie ma altrettanto impattanti sulla qualità di vita del paziente. Con il Sap-I vogliamo intervenire anche sulla promozione di programmi riabilitativi che tengano conto delle necessità specifiche di ogni persona e che le accolgano in maniera omogenea in tutto il Paese&#8221;.</p>
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<p><span style="font-size: 9px;">Fonte: https://www.doctor33.it/articolo/64166/ictus-isa-aii-lobiettivo-sono-12mila-casi-in-meno-entro-il-2030</span></p>
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		<title>Rete ictus, Avellino e Benevento insieme per migliorare il servizio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Apr 2025 15:35:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AVELLINO]]></category>
		<category><![CDATA[BENEVENTO]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;uinione fa la forza. Asl e Aziende ospedaliere di Avellino e Benevento insieme per ottimizzare la gestione dei pazienti con&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/rete-ictus-avellino-e-beneveto-insieme-per-migliorare-il-servizio/">Rete ictus, Avellino e Benevento insieme per migliorare il servizio</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;">L&#8217;uinione fa la forza. Asl e Aziende ospedaliere di Avellino e Benevento insieme per ottimizzare la gestione dei pazienti con ictus acuto.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">La macroarea comprende il &#8220;Moscati&#8221; di Avellino, designato come Centro Hub-Stroke Unit di II Livello, il &#8220;Frangipane- Bellizzi&#8221; di Ariano Irpino, e il &#8220;San Pio&#8221; di Benevento, i cui vertici si sono riuniti oggi e domani nel capoluogo irpino per cominciare a mettere in campo le nuove modalità di presa in carico dei pazienti e uniformare le procedure attraverso la condivisione e l&#8217;applicazione delle linee guida sui percorsi diagnostici-terapeutici.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/rete-ictus-avellino-e-beneveto-insieme-per-migliorare-il-servizio/">Rete ictus, Avellino e Benevento insieme per migliorare il servizio</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<title>Ictus, in Italia colpite 120mila persone ogni anno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Dec 2024 07:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[ictus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni anno in Italia, l’ictus colpisce 120mila persone, tra cui 12mila sotto i 55 anni, rendendola una delle principali cause&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/ictus-in-italia-120mila-persone-ogni-anno/">Ictus, in Italia colpite 120mila persone ogni anno</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni anno in Italia, l’ictus colpisce 120mila persone, tra cui 12mila sotto i 55 anni, rendendola una delle principali cause di morte e disabilità. Secondo l’Associazione Italiana Ictus (Isa-Aii), questa patologia è spesso legata a stili di vita scorretti, come ipertensione, colesterolo alto, fumo, alcol, sedentarietà e sovrappeso. &#8220;L’ictus può colpire a qualsiasi età, ma è prevenibile attraverso il controllo dei fattori di rischio,&#8221; sottolinea Paola Santalucia, presidente eletto Isa-Aii. Per sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere la prevenzione, Isa-Aii, in collaborazione con la Guardia di Finanza, ha lanciato una campagna di screening gratuiti, iniziata ad aprile presso la Caserma dell’Aquila e in programma in altre sedi italiane nei prossimi mesi.</p>
<p>Durante le giornate di screening, un team di esperti ha esaminato i principali fattori di rischio cardiovascolari, misurando pressione arteriosa, glicemia, indice di massa corporea e colesterolo, per poi stratificare i soggetti in base al rischio con l’indice Score 2. Per i casi a rischio medio-alto è stato effettuato un ecocolordoppler delle carotidi e forniti consigli per migliorare gli stili di vita, come introdurre attività fisica nella routine quotidiana. &#8220;Lavori sedentari e abitudini scorrette, come il fumo e l’alimentazione inadeguata, continuano a essere tra le principali cause di rischio,&#8221; spiega Simona Sacco, presidente della European Stroke Organization, sottolineando l’importanza di integrare movimento e controlli regolari nella quotidianità.</p>
<p>L’ictus, oltre a rappresentare un grave problema di salute pubblica, comporta un significativo impatto economico, con costi stimati in Europa superiori a 60 miliardi di euro. Intervenire con la prevenzione non solo riduce la probabilità di eventi acuti, ma contribuisce anche ad alleggerire il peso socio-economico della patologia. &#8220;Grazie a questa campagna, l’Isa-Aii e la Guardia di Finanza diffondono la cultura della prevenzione e migliorano le opportunità di diagnosi precoce, promuovendo il benessere individuale e collettivo,&#8221; conclude Santalucia.</p>
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<p><span style="font-size: 8pt;">Fonte: <a href="https://www.doctor33.it/articolo/63154/ictus-in-italia-120mila-persone-ogni-anno-una-minaccia-prevenibile-grazie-alla-diagnosi-precoce">https://www.doctor33.it/articolo/63154/ictus-in-italia-120mila-persone-ogni-anno-una-minaccia-prevenibile-grazie-alla-diagnosi-precoce</a></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/ictus-in-italia-120mila-persone-ogni-anno/">Ictus, in Italia colpite 120mila persone ogni anno</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<title>Malattie neurologiche, il riscaldamento globale predispone all&#8217;ictus</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Apr 2024 08:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[ictus]]></category>
		<category><![CDATA[Riscaldamento Globale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una ricerca cinese appena pubblicata su Neurology ha quantificato l’effetto del cambiamento climatico, e in particolare delle fluttuazioni di temperatura,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/malattie-neurologiche-il-riscaldamento-globale-predispone-allictus/">Malattie neurologiche, il riscaldamento globale predispone all&#8217;ictus</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Una ricerca cinese appena pubblicata su Neurology ha quantificato l’effetto del cambiamento climatico, e in particolare delle fluttuazioni di temperatura, sulla salute umana, con focus sull’incidenza dell&#8217;ictus. Questo studio, condotto da Chunrun Qu del Dipartimento di Neurochirurgia e il Centro Nazionale di Ricerca Clinica per i Disturbi Geriatrici dell&#8217;Ospedale Xiangya e della Scuola di Medicina XiangYa, Università del Centro-Sud di Changsha (Cina), e dal suo team ha esaminato la relazione tra temperature non ottimali e il carico globale dell’ictus dal 1990 al 2019, coprendo 204 paesi e territori.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">L’analisi rivela che a livello globale nel 2019 l’ictus legato a temperature non ottimali ha provocato 521.031 decessi e la perdita di 9.423.649 anni di vita corretti per disabilità (anni vissuti con disabilità; DALYs). Sebbene la mortalità standardizzata per età (ASMR) e il tasso di DALYs standardizzati per età (ASDR) siano diminuiti globalmente, il numero di decessi e di DALYs continua a crescere, sottolineando un crescente onere sanitario pubblico, specialmente nei paesi con un basso indice sociodemografico.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Il carico di malattia mostra una distribuzione geografica eterogenea, con l&#8217;Asia Centrale, l&#8217;Europa Orientale e l&#8217;Asia Orientale che presentano i tassi più alti di ASMR e ASDR. Inoltre, gli uomini sono più colpiti rispetto alle donne. Mentre le basse temperature rappresentano attualmente la maggiore causa di ictus, l’onere dovuto alle alte temperature sta crescendo rapidamente. Questa tendenza è particolarmente pronunciata nelle regioni meno sviluppate, come l&#8217;Africa.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Questo studio sottolinea l’urgente necessità di strategie sanitarie globali per mitigare l&#8217;impatto delle temperature non ottimali sull’ictus, specialmente nelle regioni vulnerabili. È fondamentale aumentare la consapevolezza pubblica, migliorare la gestione e la prevenzione dell’ictus, e prendere misure decisive contro il cambiamento climatico per proteggere la salute globale.</span></p>
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<p><span style="font-size: 8pt;">Fonte: <a href="https://www.doctor33.it/articolo/60501/malattie-neurologiche-il-riscaldamento-globale-predispone-allictus">https://www.doctor33.it/articolo/60501/malattie-neurologiche-il-riscaldamento-globale-predispone-allictus</a></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/malattie-neurologiche-il-riscaldamento-globale-predispone-allictus/">Malattie neurologiche, il riscaldamento globale predispone all&#8217;ictus</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<title>Quando vince la vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Mar 2024 16:25:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[ictus]]></category>
		<category><![CDATA[incinta]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale Mare]]></category>
		<category><![CDATA[salvata]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ictus alla quattordicesima settimana di gravidanza, mamma e bimbo salvati all’Ospedale del Mare.  Salvato da morte certa ancor prima di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/quando-vince-la-vita/">Quando vince la vita</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ictus alla quattordicesima settimana di gravidanza, mamma e bimbo salvati all’Ospedale del Mare. </span></h3>
<p><span style="font-size: 14pt;">Salvato da morte certa ancor prima di nascere. È la straordinaria storia del piccolo Salvatore, ma anche della sua mamma Chiara (nomi di fantasia per tutelarne la privacy), colpita da un ictus ischemico alla dodicesima  settimana di gravidanza. La futura mamma è stata salvata all’ospedale del Mare di Napoli grazie allo  straordinario lavoro di una equipe multidisciplinare che ha deciso di intervenire con un intervento molto  delicato. Chiara, soli anni 27, è arrivata in pronto soccorso accompagnata dal marito. Inizialmente vigile, la  futura mamma ha da subito mostrato sintomi preoccupanti: una lieve paralisi del lato sinistro e una difficoltà  a muovere gli arti. Di qui la decisione di procedere immediatamente ad una risonanza magnetica all’encefalo  e ai vasi sanguigni. Immediata e terribile la diagnosi: ischemia in atto, causata dall’occlusione completa  dell’arteria cerebrale media di destra. Chiara, seguita dal neurologo Donato Colella fin dal suo arrivo in pronto  soccorso, dopo la risonanza magnetica ha mostrato un rapido e netto peggioramento dei sintomi. Considerata  la progressione del quadro clinico, dopo un breve consulto, i medici hanno quindi deciso di trasferire la giovane  paziente presso l’Unità Operativa Complessa di Neuroradiologia diretta dal dottor Vincenzo D’Agostino per  sottoporla ad un intervento urgente di tromboectomia meccanica. A quel punto mamma e bimbo sono stati  affidati alle mani dei neuroradiologi Valeria Piscitelli e Fabrizio Fasano che, con l’assistenza degli anestesisti  Giovanni Gallo, Angelo Affinito e la collaborazione dell’equipe composta da tecnici di radiologia RSM e  infermieri, hanno realizzato con successo l’intervento di disostruzione meccanica del vaso cerebrale chiuso  (trombectomia). «Secondo la letteratura medica la paziente aveva il 50% delle probabilità di non sopravvivere,  il 90% di possibilità di riportare una grave disabilità e l’80% di perdere il bambino &#8211; sottolineano i medici – invece tutti e due ce l’hanno fatta». Dopo vari giorni di ricovero, dapprima presso l’Unità Operativa Complessa  di Neurologia diretta dal dottor Vincenzo Palma, poi nell’Unità Operativa Complessa di Anestesia e  Rianimazione diretta dal dottor Ciro Fittipaldi e successivamente nella Stroke Unit, Chiara è stata dimessa, con un recupero pressoché completo del deficit neurologico e la gravidanza procede tuttora regolarmente. </span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">«Una storia straordinaria finita al meglio grazie ad un lavoro di squadra eccellente e grazie all’impegno di tutto  il personale, a partire del pronto soccorso», dice il direttore generale Ciro Verdoliva.</span></p>
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