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	<title>Corrado Caso, Autore presso TuttoSanità</title>
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	<title>Corrado Caso, Autore presso TuttoSanità</title>
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		<title>Crisi climatica, un appello alla coscienza: &#8220;Non c&#8217;è futuro senza pace e tutela dell&#8217;ambiente&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corrado Caso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 07:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo al centro di una crisi climatica globale. L &#8216; estate del 2025 è stata tra le più calde che&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/crisi-climatica-un-appello-alla-coscienza-non-ce-futuro-senza-pace-e-tutela-dellambiente/">Crisi climatica, un appello alla coscienza: &#8220;Non c&#8217;è futuro senza pace e tutela dell&#8217;ambiente&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Siamo al centro di una crisi climatica globale. L &#8216; estate del 2025 è stata tra le più calde che la storia ricordi ma purtroppo sarà la meno calda di quelle che seguiranno. È la febbre maligna che si alimenta anche da migliaia di roghi sparsi per il mondo e che hanno devastato regioni e regioni del bel Paese. La situazione non sollecita una reale preoccupazione in quanti dovrebbero prevenire e proteggere la salute dell&#8217;uomo e l&#8217;habitat che lo circonda. Soccorritori, la generosità dei volontari, allevamenti animali, terreni coltivati, boschi, case, anni e anni di sacrifici e speranze incenerite dalla luce sinistra delle fiamme. È la gola profonda dell&#8217;inferno in terra. Assistiamo a tavole rotonde sugli schermi multimediali, carta straccia nel megafono dall’ipocrisia, degli interessi di parte.  La guerra concima con  carne umana processata in cenere e lapilli, la speranza bruciata dal fosforo bianco.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Non  ce futuro basato sulla violenza, sull’esilio forzato, sulla vendetta. I popoli hanno bisogno di pace” (Leone XIV).</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Verrà forse, al tocco di queste parole, la pace, la necessità di uno sviluppo ecosostenibile e di una politica del lavoro che oltre il profitto rispetti la dignità dell&#8217;uomo e preservi la natura da qualsiasi forma di speculazione e devastazione. Nella   filiera biologica come nel gioco del domino la stabilità di una singola tessera dipende da quella che lo precede. Cadono e scompaiono specie e diversità, una tessera per volta, un granello per volta come un Rosario dai misteri dolorosi che recitiamo senza comprendere la reale importanza e la ricaduta che tutto questo ha su di noi. Abbiamo mescolato le specie, occupato territori cementificando e sventrando la profondità, il cuore della terra per ricavarne l&#8217;umore nero che è la coscienza nera del disastro ambientale. Potrei continuare così all&#8217;infinito ma capisco di essere un perdente. Chi tiene il banco ripete all&#8217;infinito “carta vince e carta perde.” Ma tutti perdiamo la salute masticando 30 volte un petto di pollo all&#8217;antibiotico o un arrosto   agli ormoni che, per magia, si sgonfia sulla brace e diventa una suola di scarpa. </span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Il mondo è un organismo vivente e, perché tale, il suo istinto di sopravvivenza reagirà con un meccanismo proporzionale al danno che subisce con eventi di estrema violenza. Forse vedremo cose mai viste&#8230; </span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Questo breve scritto vuole essere una riflessione sullo stretto legame dell’uomo con il clima e le sue variazioni. Ippocrate, padre della medicina moderna, insegnava all&#8217;ombra di un platano millenario nella piazza centrale di Kos  che l&#8217;uomo convive con la natura e il cielo è il tetto nella sua casa. L’insegnamento del maestro metteva in evidenza il rapporto causale tra condizioni meteorologiche, stagioni, patologie e benessere.  La    nostra salute è segnata dal passaggio dei fronti temporaleschi, caldo e freddo, sole e luna. L&#8217;uomo è un sistema aperto in stretto rapporto con tutto ciò che lo circonda:</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Tutte le cose sono reciprocamente intrecciate. Il. loro legame è sacro è quasi nessuna cosa è estranea all&#8217;altra. Unico è il Dio che le attraversa tutte quante, unica la sostanza e unica la legge” (Marco Aurelio).</span></p>
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		<title>La mia è una semplice testimonianza: Bruno Ravera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corrado Caso]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 07:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[Ravera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vorrei parlare di tante cose, di pensieri condivisi, di una radice che accomunava me e tanti colleghi a Bruno Ravera,&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Vorrei parlare di tante cose, di pensieri condivisi, di una radice che accomunava me e tanti colleghi a Bruno Ravera, Presidente emerito dell’Ordine dei Medici. Della sua volontà di avermi come parte attiva nella famiglia dell’Ordine di Salerno e della mia incapacità ad accettare il suo invito espresso in una lunga telefonata che si protrasse fino a notte inoltrata. Quella telefonata mise a nudo la solitudine di un uomo forte, perché nella fragilità si rinnova la forza, nel crepuscolo la luce, nella consapevolezza l’umanità. Ravera era il suo prossimo. Era la necessità di condividere idee e progetti. Il suo insegnamento mi ha accompagnato. Non un   processo di depersonalizzazione ma una condivisione che rende possibili e sopportabile molti aspetti della vita professionale.  Mi volle membro nel Comitato Etico dell’Asl Salerno. Collaboratore di Salerno Medica. rivista dell’Ordine della quale Ravera era direttore. Tra etica e politica sanitaria componeva un mosaico di attualità e informazione accessibile a tutti. Tanti anni trascorsi insieme… . il tempo, la sua linearità, principio e fine ha reso tutto così breve e incompiuto. La perdita di Bruno Ravera è un grumo che opprime e rende attuale il tempo finito.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">All’atto del mio pensionamento volle dedicarmi la testimonianza dell’uomo e del Presidente che, come una vedetta, aveva a cuore i suoi medici e li accompagnava nel difficile percorso professionale e umano. Una  mattina di Aprile del 2018 lo vidi inatteso vicino al mio letto nella sala di rianimazione. Sorrise…  mi sentii rassicurato dalla sua presenza.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Ricordando la comune fede cattolica lasciò a me come, credo, a tanti colleghi un testamento morale del quale pubblico un breve stralcio “…non domandarti per chi suona la campana perché essa suona per te perché tu fai parte dell’umanità” non nel tuo animo, perché i sentimenti di donazione di sé, di umanità, di competenza e l’impegno professionale sono connaturali al tuo essere…”</span></p>
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		<title>Medico e paziente, un viaggio oltre la cura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corrado Caso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le altre cose, forse le più importanti, non furono dette ma lasciarono trasparire una diversa complicità per essersi raccontati in&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Le altre cose, forse le più importanti, non furono dette ma lasciarono trasparire una diversa complicità per essersi raccontati in maniera inusuale.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Era un viaggio che vide occasionalmente medico e paziente sullo stesso treno, seduti uno di fronte all’altro. Per un lungo tratto lo stesso percorso per una fermata diversa, perché la vita si ferma dove il destino, quel liquido vitale che sfugge a ogni consapevolezza diventa profezia solo nell’ evidenza e nel fatto compiuto. </span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Quale il motivo se non la presa in carico del paziente” disse il medico. Parlava in forma confidenziale, quasi sottovoce per non disperdere nell’ambiente una scelta personale e, forse, demodé. Perché dubbio e scetticismo hanno sfregiato le certezze e la miglior parte della nostra società. Siamo immersi in un labirinto, dove le diverse opinioni, le fake news, e l’arte della confusione crea percorsi intricati per confondere chi li attraversa. </span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Fa più rumore un albero che cade o una foresta che cresce?”.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">In questa crescita silenziosa gli operatori sanitari, in tutti i tempi, hanno sacrificato famiglia, affetti, vita sociale e… “vita” per contenere, ancora una volta, l’illusione di una medicina che parla di immortalità ma è sempre in ritardo nel fronteggiare gli agguati della vita.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Come filo, tra mani esperte, passa da parte a parte la cruna dell’ago, così il treno infilò con un lungo respiro l’ultima galleria prima della stazione. Fu un attimo di oscurità. Si erano raccontati con lunghe pause in un paesaggio alterno, una scia colorata davanti ad occhi incuriositi e sonnolenti: case, strade, grandi distese, campi coltivati, un orizzonte di acqua e pietra sotto un cielo plumbeo e inospitale. Medico e paziente avevano eviscerato le molteplici ragioni del loro rapporto. Non avevano trascurato i grossi temi, l’attualità e ricadere su fatti di cronaca e su quanto stava trasformando, in maniera imprevedibile, il rapporto tra genitori e figli.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Voi conoscete mio figlio, l’avete cresciuto…”. Sembrava che l’interlocutore chiedesse conto di una paternità putativa, diversa ma ugualmente responsabile. Intuiva il rapporto che legava le difficoltà, le aspettative del ragazzo con la fiducia al suo medico. Lo chiedeva come se il medico fosse stato in grado di leggere attraverso malattie e umori, l’eterno gioco della vita e della morte che in maniera radicale sembra ispirare le azioni dei giovani. Così sperava, quella mattina, di trovare una chiave interpretativa alla sua paternità delusa, mai completamente soddisfatta. </span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Il medico concentrò la richiesta in un dubbio comune, anche lui aveva figli e la consapevolezza che erano tempi diversi. Comprese che, in tanti anni, la reciprocità del rapporto lo aveva trasformato, agli occhi del padre del ragazzo, in un   esploratore attento, maturo e disponibile a percorrere un viaggio comune. Ricreò, nella sua immaginazione, il volto del ragazzo, la sottile peluria contrastata da un corpo disarmonico, la natura del transfert che legava medico e paziente. </span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Voi conoscete mio figlio, l’avete cresciuto…”.  Questa affermazione risvegliò nel medico i molteplici perché di una scelta professionale. </span><br />
<span style="font-size: 14pt;">  Perché la scienza medica è una costola della filosofia. È domanda sul senso della vita.  Integra una possibile risposta È acqua fluente che scaturisce dalla roccia. È la fonte della vita.  Disseta il contadino che raccoglie dalla terra, dall’archetipo della Madre terra, il nutrimento. Nutre l’assetato di tutte le scienze umanistiche. Si nutre di tutti i perché consapevole che esiste un cono d’ombra, un buco cosmico e perdersi nel Nulla:  “il mistero”. La sua intenzione è quel giovane dal corpo e dal carattere disarmonico. È l’uomo vitruviano al centro del pensiero. La sua ricerca: ricerca nella ricerca un percorso insonne, mai conclusivo e che non potrà mai concludersi.</span></p>
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		<title>Il ricordo di Bruno Ravera: l’eredità morale di un maestro della medicina</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/il-ricordo-di-bruno-ravera-leredita-morale-di-un-maestro-della-medicina/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-ricordo-di-bruno-ravera-leredita-morale-di-un-maestro-della-medicina</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Corrado Caso]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 06:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Ravera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vorrei parlare di tante cose, di pensieri condivisi, di una radice che accomunava me e tanti colleghi a Bruno Ravera&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/il-ricordo-di-bruno-ravera-leredita-morale-di-un-maestro-della-medicina/">Il ricordo di Bruno Ravera: l’eredità morale di un maestro della medicina</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Vorrei parlare di tante cose, di pensieri condivisi, di una radice che accomunava me e tanti colleghi a Bruno Ravera Presidente emerito dell’Ordine dei Medici. Della sua volontà di avermi come parte attiva nella famiglia dell’Ordine di Salerno e della mia incapacità ad accettare il suo invito espresso in una lunga telefonata che si protrasse fino a notte inoltrata. Quella telefonata mise a nudo la solitudine di un uomo forte, perché nella fragilità si rinnova la forza, nel crepuscolo la luce, nella consapevolezza l’umanità. Ravera era il suo prossimo. Era la necessità di condividere idee e progetti. Il suo insegnamento mi ha accompagnato. Non un   processo di depersonalizzazione ma una condivisione che rende possibili e sopportabile molti aspetti della vita professionale.  Mi volle membro nel Comitato Etico dell’ASL Salerno.  Collaboratore di Salerno Medica. rivista dell’Ordine   della quale Ravera era direttore. Tra etica e politica sanitaria componeva un mosaico di attualità e informazione accessibile a tutti. Tanti anni trascorsi insieme… . il tempo, la sua linearità, principio e fine ha reso tutto così breve e incompiuto. La perdita di Bruno Ravera è un grumo che opprime e rende attuale il tempo finito. </span><br />
<span style="font-size: 14pt;">All’atto del mio pensionamento volle dedicarmi la testimonianza dell’uomo e del Presidente che, come una vedetta, aveva a cuore i suoi medici e li accompagnava nel difficile percorso professionale e umano.  Una  mattina di Aprile del 2018 lo vidi inatteso vicino al mio letto nella sala di rianimazione. Sorrise…  mi sentii rassicurato dalla sua presenza. </span><br />
<span style="font-size: 14pt;"> Ricordando la comune fede cattolica lasciò a me come, credo, a tanti colleghi un testamento morale del quale pubblico un breve stralcio “…non domandarti per  chi suona la campana perché essa suona per te perché tu fai parte dell’umanità” non nel tuo animo, perché i sentimenti di donazione di sé, di umanità, di competenza e l’impegno professionale sono connaturali al tuo essere…”</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/il-ricordo-di-bruno-ravera-leredita-morale-di-un-maestro-della-medicina/">Il ricordo di Bruno Ravera: l’eredità morale di un maestro della medicina</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<title>Ondate di calore, come difendersi: i consigli dello specialista per un’estate in sicurezza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corrado Caso]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 06:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
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		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Clima]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono le prime ondate di calore, le più pericolose perché ricadono improvvise e intense sui nostri corpi non ancora acclimatati&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Sono le prime ondate di calore, le più pericolose perché ricadono improvvise e intense sui nostri corpi non ancora acclimatati alle alte temperature estive. Siamo stati giustamente allertati dai sistemi di comunicazione del sopraggiungere di un’onda di caldo e di umidità atmosferica eccessiva che ha raggiunto il nostro paese. Tutto in fatto di clima è diventato preoccupante e complesso ai nostri giorni.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Dall’inizio del 900 la temperatura della Terra è notevolmente aumentata. Un clima, sostanzialmente, stabile in questi ultimi dieci anni ha iniziato velocemente a modificarsi. Esiste da sempre una ciclicità di fenomeni che indipendentemente dalle azioni devastanti dell’uomo influenzano il clima. Provvidenzialmente, il pianeta sul quale viviamo ha un suo sistema di difesa (foreste, barriera corallina etc.)  equiparabile a un complesso immunitario formato da anticorpi rinvigoriti e specializzati da milioni di anni di lotta contro un clima spesso ostile e contro la vita. Purtroppo, l’opera devastatrice e insensata dell’uomo, lo sfruttamento indiscriminato di queste difese, l’immissione dei gas serra ha  messo in crisi   il rigenerarsi di quanto irrimediabilmente viene distrutto o parzialmente danneggiato. Un modello di sviluppo senza possibilità di ritorno ha alterato il fragile equilibrio climatico favorendo i fenomeni meteorologici estremi: ondate di calore, alluvioni, attese glaciazioni, tornadi, siccità. Sono fenomeni frequenti che provocano lutti e distruzioni.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Come la natura, l’uomo ha la capacità di bilanciare attraverso i meccanismi fisici della termoregolazione la produzione e nel caso specifico, la dispersione del calore corporeo. Si perde il calore eccessivo soprattutto con la sudorazione, la dispersione e la respirazione.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Quali sono i soggetti maggiormente a rischio nel corso di un’ondata di calore?</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Le età più vulnerabile sono la infantile e la terza età. La prima lo è a causa di una immaturità dei centri di termoregolazione dell’organismo. La terza età a causa di una facile esauribilità degli stessi meccanismi e per una generale presenza di malattie invalidanti come il diabete, l’ipertensione arteriosa o patologie cardiache e respiratorie.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">È importante difendersi dagli eccessi climatici, non farsi trovare indifesi e impreparati dalla loro insorgenza e azione ostile. È, altrettanto, importante dedicare una maggiore attenzione a previsioni e allarmi meteorologici divulgati da canali di informazione. Durante i periodi di maggior caldo e umidità e in corso di “ondate di calore” sono da prediligere per svolgere qualsiasi attività non essenziale o per necessità le prime ore del mattino o del tardo pomeriggio. È consigliabile che i bambini giochino all’ aperto nelle ore meno afose. La medesima raccomandazione vale per gli sportivi che dovrebbero adeguare in modo intelligente lo sforzo fisico alle condizioni climatiche.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">L’ estate è vita, è strada, incontro, narrazione. Un turnover di attività sociale da prediligere passeggiando e sostando in luoghi freschi, alberati e ventilati, possibilmente, lontani dall’ inquinamento delle grandi metropoli.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">L’80% del nostro organismo è acqua. L’ acqua è necessaria alla vita. Una riflessione che lascia comprendere la sacralità dell’elemento e la dipendenza degli esseri viventi da esso. Un elemento che l’eccessivo calore tende rapidamente a sottrarci.  Bere per idratarsi e farlo con acqua semplice, preferibilmente, non gasata o troppo fredda. Mantenersi in forma con un’alimentazione frazionata in più momenti della giornata, con cibi di facile digeribilità. Prediligere frutta e verdura per la loro ricchezza in sali minerali in particolare potassio, magnesio e vitamine del gruppo B. </span><br />
<span style="font-size: 14pt;">È tempo di gran caldo, se possibile mettiamoci comodi…indossando tessuti leggeri e traspiranti (lino e cotone) e taglie confortevoli. Occhiali da sole per filtrare i raggi, il cui ultravioletto è nocivo per l’occhio e un cappello con visiera che ripari il capo e la fronte. </span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Malauguratamente, in caso di malessere generale, pelle senza sudore, secca e arrossata, innalzamento della temperatura corporea, confusione mentale, è decisivo agire portando il soggetto interessato in un posto fresco e ventilato sventagliando e sorvegliando la corretta funzionalità degli organi vitali. In caso di necessità nessuna iniziativa dovrà ritardare un intervento dei mezzi di soccorso e un eventuale trasferimento in Ospedale. Un’ultima attenzione è sulle partenze (poco) intelligenti…</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Malattie rare, queste &#8220;sconosciute&#8221;</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/malattie-rare-queste-sconosciute/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=malattie-rare-queste-sconosciute</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Corrado Caso]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2026 06:30:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Pandemia da Covid-19 e le relative norme di sicurezza hanno condizionato l’attenzione sulle tante malattie non pandemiche ma non&#8230;</p>
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<div id="avWBGd-236"><span style="font-size: 14pt;">La Pandemia da Covid-19 e le relative norme di sicurezza hanno condizionato l’attenzione sulle tante malattie non pandemiche ma non meno gravi, che ci affliggono, quali  le malattie rare. Queste ultime sono, quasi, scomparse dai programmi e talk schow della comunicazione. Questo articolo è per ricordare che: di malattie rare si vive e, purtroppo, si muore</span><br />
<span style="font-size: 14pt;"> In natura  ciò che è “raro” è eccezionale, imprevedibile, inatteso. Schegge impazzite  che hanno, per un tempo non dato,  la logica dei piccoli numeri. Si ritiene che siano intorno a 8000  le malattie rare accertate (fonte ISS). Una goccia nel mare grande della sofferenza umana.  8000 forse… ma nessuno conosce quale “sarà” la realtà. Tanto rare da diventare visibili a chi ha la disavventura di contrarle,  ma invisibili  all’opinione pubblica e alla  ricerca scientifica lenta   nel codificarle e che appaiono, il più delle volte, sul piccolo schermo della pubblicità solidale   che chiede  una pari dignità  al suo soffrire. L’esperienza  insegna che i numeri sono un divenire. Hanno  una capacità di trasformazione, una diversità della forma che  lascia presagire  un prima e   un dopo con il  quale dovremo confrontarci. Un numero in progressivo aumento asincrono con il tempo e l’interesse della  ricerca e che ha radici profonde  in anomalie genetiche ed epigenetiche, negli stili di vita, nell’habitat e, purtroppo, in cause ignote. Sono malattie “Orfane” perché, spesso, è sconosciuta la  genitorialità, il gruppo d’appartenenza. Non hanno, molto spesso,  terapia specifica o risolutiva ma solo una remissione con farmaci sintomatici. Diagnosticarle non è semplice perchè  la diagnosi iniziale si complica  e approda in un  percorso inatteso. Nel  divenire della scienza il  tempo del malato è l’unica attesa che diviene  speranza, affidamento. Il problema della malattia rara è la rarità  che smuove poco la ricerca ma impegna  la solidarietà sociale affidata, spesso, ad associazioni di volontariato impegnate nel dare  assistenza, informazione e formazione a malato e famiglia e  tentare, a volte, inutilmente, di semplificare i percorsi clinico-assistenziali.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Il territorio è sangue e carne. È l’incarnato di un popolo, il suo modo di realizzarsi pur nella molteplicità delle sue contraddizioni. La fragilità del malato, la famiglia rappresentano un insieme di problemi che interrogano società e istituzioni. Molti pazienti vivono di solitudine, in povertà e privazioni. Quale il ruolo della medicina  territoriale e della medicina di famiglia?.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Creare un modello efficiente di presa in carico di quanti a lei affidano le aspettative di salute e benessere. Realizzare una medicina di confronto e opportunità, di associazione, aggregazioni funzionali territoriali, di unità complesse cure primarie, di ospedale di comunità  anello di congiunzione tra ospedale e territorio senza disperdere la individualità del “soggetto” che caratterizza, da sempre, il rapporto medico/paziente.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Concludo questo articolo con  il light-motive del Convegno tenutosi a Napoli il 27 maggio 2017 e organizzato dalla Federazione  Medici di medicina generale: “Uniti e RARI”.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Uniti” affinché tutto quanto è “raro” non diventi lontananza, disattenzione ma opportunità di formazione, responsabilità e competenza.         </span></p>
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		<title>SSN, cosa resterà degli anni &#8217;80</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corrado Caso]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 06:00:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La 833 del 23 dicembre 1978 fu la data della istituzione del Servizio Sanitario Nazionale. Interprete dell’articolo 32 della Costituzione&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">La 833 del 23 dicembre 1978 fu la data della istituzione del Servizio Sanitario Nazionale. Interprete dell’articolo 32 della Costituzione garantiva il diritto alla salute a tutti i cittadini.  Un principio solidale che avrebbe tutelato in forma paritaria il singolo e la comunità. Un sistema flessibile capace di adattarsi alle esigenze e a variazioni temporali che caratterizzano salute e benessere: la vita.  Un cambiamento epocale che contrariamente alle aspettativi viene, ancora oggi, lentamente ingabbiato nelle sabbie mobili di un’economia drogata da interessi, dalla strisciante competizione tra pubblico e privato. Un insieme di fatti che hanno compromesso la tenuta del servizio sanitario.   Una sanità in coma…al suo capezzale si avvicendano guaritori, cartomanti, improvvisatori politici, tromboni, potentati economici, le lottizzazioni, la gestione in termini di potere e profitto.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Dicono che attraversiamo un momento difficile. Ho vissuto una vita all’ombra del “momento difficile”. Una cantilena ripetuta nel tempo.  Un assioma per abituarci all’idea che senza risorse, dopo averle stornate in altri lidi o sottratte in nome della filosofia del “magna- magna”, la sanità di casa nostra ritenuta, nel passato, tra le prime al mondo per qualità ed efficienza, ha le armi spuntate e non regge al passo con i tempi.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Milioni di italiani sono costretti a rinunciare alle cure a causa della  difficoltà economica, dei ticket e dei lunghi tempi di attesa (percepiti come un sopruso) per ricevere un’assistenza specialistica, un’indagine strumentale. Non diversa la condizione ospedaliera dove il personale sanitario è sotto numero. Mancano i posti letto. Le urgenze viaggiano da ospedale a ospedale, da regioni a regioni fino ad approdare per chi può approdare in un privato efficiente e palestrato. I medici e il comparto sanitario battono cassa in preda al burn out. Come pugili suonati lasciano l’Italia per approdare in paesi che della sanità fanno un interesse primario, una ricerca, una tecnologia d’avanguardia, un’attrattiva, una ricchezza economica da reinvestire e rinnovare  il “sistema salute”.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">  Una sanità con una pelle aliena a macchia di leopardo ha creato nel tempo un divario tra regioni ricche e quelle economicamente più povere. Favorendo una migrazione sanitaria dal sud verso le regioni del nord.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Immagine iconica è la medicina territoriale. Il medico di famiglia   era garante    delle attese di salute e della fiducia degli assistiti.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Convenzionato e indipendente da influenze esterne… presente in varie espressioni garantiva assistenza su tutto il territorio nazionale. Ormai sotto numero, limitata da provvedimenti restrittivi e da lacciuoli burocratici ha perso il primato, il cuore degli italiani. Chi ha le leve del potere e della decisione studia una dipendenza per togliere al medico l’autonomia e al cittadino la facoltà della scelta e della contrattazione. </span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Quel che resta del Sistema Sanitario Nazionale vive nella determinazione dei suoi operatori. Interpreta tra mille trappole il suo primitivo ideale: realizzare   la migliore sanità possibile e garantire una dignitosa ed efficacia assistenza a tutti, in particolare, ai soggetti fragili. Un   ombrello protettivo che vada oltre  i limiti del campanile, le barriere geografiche, sociali, generi ed etnie nel rispetto delle diverse peculiarità regionali.  Chi crede conosce i limiti e i rischi. Ma il S.S.N. come un organismo vivente si rigenera nel tempo per la ricchezza delle sue cellule staminali.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">L’anima della medicina, la sua giustificazione è l’uomo dell’alternanza dei giorni di vita, sofferenza e morte. Diversamente, tutto quello che facciamo diventa un freddo contenitore che rende meno drammatica la vita.  Questo valore primario “dell’altro” è la base di una metaetica su cui dovremmo riscrivere un nuovo umanesimo.</span></p>
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		<title>Nasce la &#8220;Dieta dei  monti Lattari&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corrado Caso]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 May 2026 06:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
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		<category><![CDATA[SALERNO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Firmato un protocollo d&#8217;intesa  tra Ente Parco dei Monti Lattari e L’ Associazione Scientifica Anardi. La tradizione della Scuola Medica&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Firmato un protocollo d&#8217;intesa  tra Ente Parco dei Monti Lattari e L’ Associazione Scientifica Anardi.</strong></span><br />
<span style="font-size: 14pt;"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-100635 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/05/IMG_20260523_141416.jpg?resize=298%2C300&#038;ssl=1" alt="" width="298" height="300" srcset="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/05/IMG_20260523_141416.jpg?resize=298%2C300&amp;ssl=1 298w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/05/IMG_20260523_141416.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/05/IMG_20260523_141416.jpg?w=541&amp;ssl=1 541w" sizes="(max-width: 298px) 100vw, 298px" data-recalc-dims="1" />La tradizione della Scuola Medica Salernitana, la dedizione ad una alimentazione “sana” si innova nel tempo e nell’impegno dell’Anardi e in particolare nella ricerca di Francesco Santonicola Specialista in Scienze dell’alimentazione. </span><br />
<span style="font-size: 14pt;">In una recente intervista al nostro giornale “Tutto Sanità” Giuseppe Ferrantino parla del  Regimen Sanitatis Salernitanum e De flore dietarum   elaborato nell’ambiente culturale salernitano, tra il XII e XIII secolo,  è in parte ancora attuale  antesignano dell’idea che la salute può essere conservata adottando un corretto stile di vita e una corretta alimentazione… Abbiamo bisogno di conoscere le tracce del passato che ci hanno condotto al presente per consentirci di incidere in maniera positiva sul futuro”.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Il valore della tradizione è motivo centrale di una eredità che si rinnova, in questi giorni, alla   Reggia di Quisisana di Castellammare di Stabia. Salute e longevità sono l’insieme di una gestione consapevole di più fattori. In un’epoca caratterizzata dal   cibo spazzatura, da obesità e dalle patologie del metabolismo che caratterizzano, maggiormente, i paesi detentori dell’80% della ricchezza mondiale occorre la riscoperta della Dieta mediterranea nelle sue diverse espressioni territoriali. La lotta alla sedentarietà, la cultura del lavoro, la necessità di orientare con una politica previdente l’interesse verso le radici e la conoscenza del territorio e racchiuderlo in una cartolina che, di questi, testimoni il buono e il bello.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Un modello alimentare territoriale, sviluppato da Francesco,  punta a mettere insieme salute, sostenibilità, valorizzazione delle produzioni locali. È questo l’obiettivo del progetto “Dieta dei Monti Lattari” un passaggio chiave nel percorso avviato dal Parco Regionale dei Monti Lattari, Presidente Prof. Enzo Peluso artefice dell’iniziativa insieme alla Società scientifica “Anardi”, con la firma di un protocollo di intesa che sancisce la collaborazione tra ente parco e mondo medico-scientifico. tra prevenzione sanitaria e valorizzazione ambientale. La strategia si inserisce in un più ampio percorso di promozione del patrimonio agroalimentare locale, con particolare attenzione alla filiera corta, alla stagionalità dei prodotti e alla diffusione di una cultura del cibo consapevole.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Venite in Agerola non come turisti ma come ospiti (parafrasando Davide Rampelli in Striscia la notizia).</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Agerola è terra antica, ricca di ampolle, anfore, lucerne, vasi, monete, abituri e cunicoli. Una storia che risale ai tempi dei Cesari, alla dominazione bizantina, longobarda. E oggi, dalla presenza delle spoglie del generale Paolo Crescenzo Martino Avitabile (Abu Tabela) conservate nella Chiesa di San Martino Vescovo.</span></p>
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		<title>Giovanni Ricco, il valore dello Sport</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corrado Caso]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 07:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi incontriamo il dottor Giovanni Ricco, medico chirurgo specializzato in chirurgia oncologica, da anni protagonista del panorama sanitario, scientifico e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/giovanni-ricco-il-valore-dello-sport/">Giovanni Ricco, il valore dello Sport</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Oggi incontriamo il dottor <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Giovanni Ricco</span></span>, medico chirurgo specializzato in chirurgia oncologica, da anni protagonista del panorama sanitario, scientifico e sociale del territorio salernitano. Consigliere dell’Ordine dei Medici di Salerno, dirigente sanitario e autore di numerose pubblicazioni scientifiche, Ricco vanta una lunga esperienza nel campo dell’endoscopia chirurgica e dell’emergenza-urgenza. Accanto all’attività medica, ha promosso importanti progetti umanitari internazionali, in particolare ad Haiti, distinguendosi per il suo impegno nella cooperazione sanitaria e nell’assistenza alle fasce più fragili della popolazione. Un percorso professionale e umano che unisce medicina, formazione, solidarietà e management sanitario.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Da un’indagine condotta su 203 studenti di un istituto tecnico-professionale della provincia di Avellino è emerso che la maggioranza dei ragazzi pratica attività sportiva, mentre tra le ragazze prevale la non pratica. A tuo avviso, da cosa dipende ancora oggi questo divario? Quanto incidono i condizionamenti culturali e gli stereotipi di genere nelle scelte sportive dei più giovani?</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Condizionamenti e stereotipi di genere pesano moltissimo. A mio modesto parere ciò è particolarmente vero se si prende in considerazione la fascia adolescenziale. Incidono meno nei più piccoli. E’ quindi importante che i giovani si avvicinino alla pratica sportiva quanto prima possibile. Di qui, il ruolo fondamentale delle scuole (specie quella primaria e secondaria di primo grado – elementari e medie) con la organizzazione di progetti, condivisi con le famiglie, finalizzate a far conoscere e provare la maggior parte delle discipline sportive a tutti gli alunni, prima che scattino le cosiddette “etichette/stereotipi” di genere.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Allo stato, sono sempre più numerose le scuole che organizzano eventi conoscitivi teorico/pratici per avvicinare i nostri piccoli alle varie discipline sportive, anche grazie alla collaborazione delle Associazioni Sportive presenti sul territorio di competenza. È innegabile che in questi ultimi anni la popolazione sportiva è sempre più numerosa.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>L’agonismo rappresenta spesso un’occasione per misurare e migliorare le proprie capacità. In un’epoca in cui il risultato sembra contare più di tutto, secondo te è ancora possibile trasmettere ai giovani il valore educativo dello sport?</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Certamente sì. Tutte le organizzazioni sportive devono avere come obiettivo principale la promozione dello sport inteso quale strumento inclusivo. Vincere o perdere deve rappresentare un semplice confronto inserito in un percorso educativo molto più ampio. Vince chi si diverte, vince chi rispetta le regole, vince chi è solidale, vince chi migliora la propria performance.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Oggi si vedono sempre più persone praticare attività sportiva, anche in gruppo e con attrezzature di alto livello. Eppure, sul piano dei risultati, delle strutture e della formazione, il Nord Italia appare spesso più organizzato rispetto al Sud, dove persistono anche livelli più elevati di sovrappeso e obesità. Secondo te, si tratta di un problema culturale, organizzativo o di insufficiente sostegno da parte delle istituzioni?</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Non credo si tratti di un problema culturale. È innegabile che in quelle realtà del sud Italia, laddove si riesce a migliorare l’offerta in termini di strutture ed organizzazione, i risultati sportivi esplodono. Direi piuttosto che il vero problema è economico a favore del nord Italia quali Pil pro capite, reddito delle famiglie, concentrazione di grandi imprese in grado di finanziare o sponsorizzare. A questo si aggiunge certamente un insufficiente sostegno da parte delle istituzioni del sud Italia che si traduce in una scarsa disponibilità di strutture sportive certificate o scuole ad indirizzo sportivo. Sul piano organizzativo, il fatto che la maggior parte dei Centri Tecnici Federali hanno sede nel nord-Italia, determina una ridotta possibilità di accesso ai corsi per la formazione di Tecnici qualificati. Senza allenatori avvicinare i giovani allo sport è estremamente difficile.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>La pratica sportiva è da sempre associata non solo al benessere fisico, ma anche a quello mentale. Quanto conta, secondo la tua esperienza di medico, l’attività fisica costante nella prevenzione delle malattie, nel mantenimento dell’equilibrio psicologico e, più in generale, nella qualità della vita?</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">È fondamentale. L’esercizio e l’allenamento costante hanno benefici specifici in quanto consentono di mantenere la forma ed il tono muscolare, migliorare la funzionalità cardio-circolatoria e respiratoria con innegabili effetti sull’autostima e sulla qualità della vita.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Per le persone anziane, abitudini semplici come camminare ogni giorno, evitare l’uso dell’auto per i tragitti brevi o limitare l’ascensore possono rappresentare una forma efficace di attività fisica?</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Mi vengono in mente le parole e, soprattutto i comportamenti, del Professore Rocco Albano, esimio medico ortopedico salernitano con il <span class="Apple-converted-space">  </span>quale ho mosso i primi passi verso la carriera di Direttore Sanitario: dopo i 60 anni bisogna mangiare esclusivamente per sostenere il nostro corpo, bere molta acqua, camminare tanto, salire le scale possibilmente due gradini per volta e, soprattutto, tenere in esercizio il nostro cervello.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Hai dedicato gran parte della tua vita allo sport, prima come medico e oggi anche come direttore della Società Sportiva Canottieri Irno di Salerno. Quale percorso stai portando avanti insieme ai tuoi collaboratori e quali obiettivi vi proponete per diffondere, soprattutto tra i giovani, una più solida cultura dello sport?</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Da quando ho avuto l’onore di presiedere Il Circolo Canottieri Irno, una delle Società Sportive Dilettantistiche più antiche e più medagliate del territorio salernitano e campano ho cercato di finalizzare le attività del sodalizio verso la promozione degli sport del mare tra i più giovani, destinando buona parte delle risorse alla implementazione di numerosi progetti in collaborazione con le scuole primarie e secondarie del territorio. Non solo giovani, siamo orgogliosi di essere stati tra i primi ad aver aderito con convinto entusiasmo al Programma Nazionale di Sport Terapia messo in campo dalla Federazione Italiana Canottaggio che promuove l’attività fisica non solo come attività “riabilitativa” nel senso medico del termine, ma una attività per il benessere in senso olistico, accessibile a tutti per una migliore qualità della vita che favorisca naturalmente la prevenzione delle malattie con l’obiettivo di raggiungere il benessere psicofisico. In particolare abbiamo introdotto il Progetto Trotula ed il Progetto Dragon Boat, realizzati grazie alla collaborazione delle Associazioni “Noi Donne soprattutto” ed “Angela Serra”, dedicati al recupero fisico e psichico delle donne mastectomizzate.</span></p>
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		<title>Poche risorse per dare salute</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corrado Caso]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2026 06:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il management in medicina generale è un viaggio complesso e necessario perché viviamo un tempo di risorse limitate e dal&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/poche-risorse-per-dare-salute/">Poche risorse per dare salute</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Il management in medicina generale è un viaggio complesso e necessario perché viviamo un tempo di risorse limitate e dal futuro incerto. La   richiesta di salute è aumentata ed è opportuno individuare su riferimenti etici e di equità sociale una distinzione tra quanto è necessario e indifferibile e quanto è superfluo e diversamente risolvibile. Non sfugge la complessità del problema, l’importanza di una educazione sanitaria che coinvolga le parti, una consapevolezza disincantata della realtà che attraversiamo, la necessità di favorire   comportamenti adeguati senza cadere nelle trappole della demagogia. Una quadratura necessaria, la più indolore possibile, solo se preceduta e giustificata da strumenti di gestione idonei a una diversa figura di paziente considerata, oggi, da molti analisti utente-cliente di un servizio. C’è in tutto questo una rottura traumatica tra passato e presente, una inversione di tendenza verso una definitiva riscrittura della medicina di famiglia in uno scenario mediatico, caotico tra leggi, linee guida, statistiche, l’invecchiamento della popolazione e la cronicità della malattia. La crisi del servizio sanitario ormai parcellato secondo gli egoismi regionali e la ripartizione delle risorse e della ricchezza da parte di una classe politica che ha smarrito gli obblighi verso una sanità da nord a sud uguale per tutti.  La logica del profitto, l’arroganza del potentato economico è la causa di una crisi di identità   della medicina di famiglia legata alla realtà, all’invecchiamento e a una mancata rigenerazione di giovani medici. Un presente dispnoico e un futuro compromesso vede questi ultimi emigrare verso paesi dove le condizioni economiche e lavorativi sono migliori e favoriscono il divenire professionale.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"> Le   richieste in medicina generale sono un insieme di condizioni complesse che superano il fatto, il semplice interesse per la salute dell’assistito per ricadere pesantemente sulla sfera familiare e sociale. Il management trova un terreno fertile in  un comune senso di responsabilità nella gestione  e  razionalizzazione delle risorse e  nella capacità dell’operatore verso l’uso di sistemi e tecnologie per ottimizzare la prevenzione, l’ascolto anamnestico, la diagnosi con il bagaglio tecnico-strumentale , la terapia con una gestione dei presidi farmacologici e specialistici. Sono momenti distinti ma uniti da un comune denominatore, un legame storico di umanesimo che ha contraddistinto una civiltà antica che guardava l’uomo nella sua integrità. </span></p>
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