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	<title>The Bridge Archivi - TuttoSanità</title>
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	<title>The Bridge Archivi - TuttoSanità</title>
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		<title>&#8220;Fondazione The Bridge&#8221;, Rosaria Iardino: “Più risorse per combattere lo stigma sulla salute mentale”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Oct 2025 05:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I pazienti psichiatrici non possono essere considerati &#8220;figli di un Dio minore&#8221;. Quando la mente &#8220;cede&#8221; e, putroppo anche nel&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 21px;"><strong>I pazienti psichiatrici non possono essere considerati &#8220;figli di un Dio minore&#8221;.</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Quando la mente &#8220;cede&#8221; e, putroppo anche nel &#8220;civilissimo occidente&#8221;, le Istituzioni &#8220;non vedono&#8221;. </span><span style="font-size: 18px;">“La salute mentale rappresenta un’emergenza che coinvolge trasversalmente tutta la società, senza distinzioni di età, genere o condizione socioeconomica. Il suicidio, in particolare, è una delle principali cause di morte tra i giovani. È, quindi, fondamentale aumentare le risorse economiche e investire sul capitale umano, attraverso la formazione della comunità educante e l’aggiornamento continuo degli operatori sociosanitari. Allo stesso tempo, non possiamo abbassare la guardia nella lotta contro lo stigma che ancora grava sulla salute mentale. Come Fondazione The Bridge siamo quotidianamente impegnati su più livelli, sociale e sanitario, per affrontare questa sfida in modo concreto e strutturato”. Lo ha dichiarato </span><strong style="font-size: 18px;">Rosaria Iardino</strong><span style="font-size: 18px;">, Presidente della Fondazione The Bridge, in occasione della Giornata mondiale della salute mentale 2025.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">“La situazione è allarmante – ha proseguito – secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Europa, un operatore sanitario su tre, tra medici e infermieri, soffre di depressione, e uno su dieci riferisce pensieri suicidi passivi. Anche l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse) evidenzia che il 20% della popolazione presenta sintomi lievi o moderati di ansia o depressione, il 3% soffre di depressione maggiore e il 5% di disturbi d’ansia generalizzata. In Italia, l’Istituto superiore di sanità segnala che oltre il 6% degli adulti e il 9% degli over 65 manifesta sintomi depressivi. In questo scenario – ha osservato Iardino – è essenziale che le nuove generazioni sviluppino una maggiore consapevolezza sul tema della salute mentale. Come ha affermato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è prioritario ‘incoraggiare la prevenzione, garantire un’assistenza di qualità e favorire percorsi di partecipazione attiva’.”</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">“Non va, inoltre, sottovalutato l’impatto che i dispositivi digitali possono avere sullo sviluppo cognitivo e neurologico dei giovani &#8211; ha concluso la presidentessa di &#8220;The Bridge &#8211; perché l’uso eccessivo può compromettere attenzione, memoria e capacità di problem-solving. Riconoscere rapidamente segnali di disagio, come passività o inattività, è decisivo per individuare situazioni di ansia o depressione che potrebbero rimanere invisibili” ha concluso.</span></p>
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		<title>The Bridge: “Nuova Piattaforma nazionale strumento indispensabile per monitoraggio dati”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jul 2024 09:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[The Bridge]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“La nuova legge sulle liste d’attesa può rappresentare uno strumento di concreta utilità per i cittadini e rendere la sanità&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;">“La nuova legge sulle liste d’attesa può rappresentare uno strumento di concreta utilità per i cittadini e rendere la sanità finalmente più accessibile. In particolare, con l’istituzione presso Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari, della Piattaforma nazionale sulle liste d’attesa sarà possibile avviare un coordinamento tra le diverse Regioni e Province Autonome, attuando quel monitoraggio che come Fondazione The Bridge avevamo più volte evidenziato e sollecitato alle Istituzioni”. Lo afferma <strong>Rosaria Iardino</strong>, Presidente di Fondazione The Bridge, in merito all’approvazione della nuova legge sulle liste d’attesa.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;">“Tra le tante criticità che da tempo abbiamo avuto modo di rilevare &#8211; ha aggiunto Iardino &#8211; c’è sicuramente il dato della disomogeneità nella gestione delle liste d’attesa da parte delle Regioni. Una disomogeneità che si riflette anche nelle modalità con cui i dati delle liste d’attesa vengono raccolti e resi pubblici, rendendo impossibile una lettura corretta e coerente della situazione esistente. Non solo, diventa difficile anche definire una comparazione tra le diverse realtà regionali, con il risultato di precludere la possibilità di una programmazione coerente ed efficiente”.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;">“Siamo, quindi, soddisfatti per l’approvazione di questo provvedimento, che prevede l’implementazione di un modello che riteniamo garantirà la necessaria interoperabilità dei dati e un confronto attivo e proficuo tra i sistemi sanitari regionali. Una modalità che Fondazione The Bridge aveva auspicato già nel “Report sulla sperimentazione del monitoraggio ex ante delle prestazioni prenotate in attività istituzionale”, scritto in collaborazione con Agenas e le Università di Genova e di Pavia” ha concluso Iardino.</span></p>
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		<title>The Bridge: “Aumentare finanziamento FSN non basta: la spesa sanitaria va riclassificata”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2024 10:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[The Bridge]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“È sicuramente auspicabile aumentare il finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale, anche perché ci sono servizi, come quelli orientati verso il&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;">“È sicuramente auspicabile aumentare il finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale, anche perché ci sono servizi, come quelli orientati verso il disagio giovanile, i disturbi del comportamento alimentare, la neuropsichiatria infantile o la psichiatria dell’adolescenza, che rappresentano un vulnus eccezionale a cui è doveroso cercare di porre rimedio. Ma aumentare le risorse non è una misura sufficiente, la spesa sanitaria va invece riclassificata”. Lo ha detto il Vicepresidente di Fondazione the Bridge, <strong>Alessandro Venturi</strong>, durante l’audizione alla Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame delle proposte di legge sulle “Disposizioni per il sostegno finanziario del Servizio sanitario nazionale”.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;">“La stratificazione dell’aumento della spesa &#8211; ha precisato Venturi &#8211; comporta ritardi nella riorganizzazione della spesa stessa e questo è un punto cruciale. Una parte significativa dell’attuale spesa sanitaria, già stanziata nel Bilancio dello Stato, andrebbe rimodulata per liberare risorse da orientare verso nuovi bisogni. Sono perplesso sulla possibilità di aumentare la spesa senza una sua riclassificazione, perché tutte le volte che nel nostro Paese vengono iniettate risorse pubbliche, come ad esempio il PNRR, tale iniezione non si trasforma in un esempio virtuoso di ripensamento delle politiche pubbliche, al fine di orientare più correttamente l’impiego delle risorse”.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;">Per Venturi, inoltre, è “fondamentale una revisione di alcuni profili di governo del sistema sanitario nazionale, come le professioni sanitarie e i comparti assicurativo e mutualistico. Ciò consentirebbe di rendere sostenibili dal punto di vista dei conti pubblici le proposte di legge sul sostegno finanziario del SSN. Oggi, infatti, rispetto al tasso di crescita del Paese appare poco verosimile immaginare che nei prossimi anni il finanziamento del sistema sanitario nazionale possa contare sui 40 o 45 miliardi che servirebbero per completare il quadro dell’offerta attuale” ha concluso.</span></p>
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		<title>The Bridge, autonomia differenziata: in sanità le disuguaglianze tra Regioni esistono già</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Mar 2024 09:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[The Bridge]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Non sono d’accordo con chi ritiene che l’autonomia differenziata rappresenti un punto di non ritorno in relazione al tema dell’equità&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;">“<em>Non sono d’accordo con chi ritiene che l’autonomia differenziata rappresenti un punto di non ritorno in relazione al tema dell’equità dell’assistenza sanitaria tra le Regioni italiane</em>”. Lo afferma <strong>Rosaria Iardino</strong>, Presidente di Fondazione The Bridge, in merito al Ddl sull’<strong>autonomia differenziata, con particolare riferimento alla sanità</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;">Sul tema la <strong>Fondazione The Bridge ha elaborato uno studio accurato</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;">La lettura di diverse fonti di monitoraggio (dagli adempimenti ai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA, ai BES) ci restituisce l’immagine di un SSN frammentato, con output e raggiungimenti degli obiettivi molto diversi. Indubbiamente si delinea una disomogeneità nella storica dualità Nord–Sud, ma anche tra Regioni confinanti.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;">Purtroppo, la scelta dei parametri con cui storicamente vengono fatte considerazioni sulla bontà del SSN, seppur da anni criticate, ancora oggi fungono da unico elemento di confronto per tracciare indicazioni per la futura programmazione, portando con sé la fragilità dell’analisi. Qualche esempio per chiarire.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;">Come emerge dal Report di Fondazione The Bridge, è indubbio che nell’ultimo decennio la spesa sanitaria pubblica sia in continuo calo, ma limitarsi ai soli dati relativi a spesa e investimenti, senza una valutazione l’allocazione e il valore delle risorse investite in salute (il noto concetto del value for money) non fornisce indicazioni utili per valutarne la bontà e l’efficacia. Allo stesso modo, uno strumento di monitoraggio concentrato sul numero di prestazioni erogate e non sulla misurazione del complessivo esito di salute non può essere considerato uno strumento congruo alla valutazione. Rispetto al tema, è importante inoltre ricordare che l’attuale sistema di monitoraggio nazionale degli attuali LEA (attraverso gli indicatori LEA CORE – ex-griglia LEA) non obbliga alcune delle regioni e PA a statuto speciale alla verifica degli adempimenti, a cui si aggiunge il fatto che anche regioni a statuto ordinario come la Lombardia, prevedono di realizzare un’autonoma valutazione degli esiti del monitoraggio con strumenti regionali.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;">Quanto, dunque, tale montaggio può risultare esaustivo per determinare la maggiore o minore autonomia in ambito sanitario? Indubbiamente, la mancanza di un sistema di monitoraggio vincolante per tutte le Regioni e le province, con sanzioni importanti per le regioni inadempimenti, rappresenta un limite alla possibilità di attuazione degli standard nazionali atti a garantire la riduzione del gap strutturale del paese.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;">Fatta questa premessa – e prendendo i sistemi di monitoraggio citati – “<em>è corretto</em> – sottolinea Iardino &#8211; <em>affermare che il sistema sanitario italiano è già ora caratterizzato da profonde diseguaglianze in termini di accesso alle prestazioni sanitarie, diseguaglianze non semplicemente riassumibili nel solo gradiente nord sud, ma riferibili ad una serie di altri fattori legati alle dimensioni del contesto regionale di riferimento e ad altri fattori legati a specificità territoriali che hanno portato ad un maggiore o minore sviluppo dei servizi nei territori. È scorretto affermare che ciò dipenda solo da una questione legata a meridiani e paralleli”</em>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;">Una lettura dei dati condotta da Fondazione The Bridge degli <strong>adempimenti LEA per determinare </strong>lo stato attuale delle differenze regionali in termini di accesso alla sanità, anche sulla scorta di quanto previsto dalla modifica del Titolo V della Costituzione, che ha modificato l&#8217;assetto delle relazioni tra Governo centrale e territoriale, emergono alcune riflessioni. Un aspetto che emerge con chiarezza è legato alla constatazione che le Regioni del nord del paese a <strong>statuto ordinario</strong> sembrano essere quelle che nel contesto attuale hanno saputo meglio rispondere alle esigenze dei cittadini, garantendo meglio di altre i livelli essenziali delle prestazioni. Alcune di esse hanno <strong>saputo comunque esercitare ampie forme di autonomia in ambito sanitario</strong> (Toscana, Veneto ed Emilia-Romagna in particolare, ma anche la Lombardia), mentre <strong>Regioni e Province Autonome a statuto speciale</strong> in alcuni casi non sembrano aver esercitato o valorizzato l’autonomia che avrebbero potuto attuare e si collocano più in basso se non in fondo nelle diverse classifiche.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;">“<em>Va tuttavia ricordato</em> – osserva Iardino &#8211; <em>che esse in molti casi non hanno fornito i dati richiesti dal livello centrale, compromettendo una adeguata valutazione della loro capacità di garantire ai propri cittadini le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale (SSN) è tenuto a fornire a tutti. Calabria, Sardegna e Province autonome di Bolzano e Trento non avendo inviato alcuni flussi informativi obbligatori risultano pertanto penalizzate nella graduatoria. Al momento, da questo tipo di monitoraggio, non vi sono dati in grado di predire con certezza se e quanto una accelerazione nella direzione della autonomia delle regioni possa portare ad una crescita delle già inaccettabili disuguaglianze tra i cittadini italiani nell’accesso al diritto essenziale della salute statuito dalla Costituzione; dunque, occorre valutare e promuovere una serie di condizioni affinché ciò non avvenga</em>”.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;"><strong>Dallo studio di Fondazione The Bridge si evince </strong>come l’attuale sistema di monitoraggio, per dare spunti di interesse, vada letto adottando un buon livello di granularità. Prendendo ad esempio, i dati relativi all’area Prevenzione (RISULTATI NSG – sottoinsieme CORE) riferibili al 2020 si possono fare alcune considerazioni, a partire dal fatto che nessuna regione ha ottenuto il massimo del punteggio, ma che le due più performanti sono state Umbria (regione del Meridione) ed Emilia-Romagna (regione del Nord, con forte autonomia in ambito sanitario); ben sei Regioni possono essere giudicate insufficienti (Basilicata, Abruzzo, Prov. Autonoma di Bolzano, Liguria, Sicilia e Calabria), e che in generale esiste molta disomogeneità a livello di risultati, ma ciò non sembra dalla maggiore o minore autonomia.</span></p>
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		<title>Fondazione The Bridge: &#8220;Basta proroghe, l&#8217;Aifa va rinnovata&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Oct 2023 14:55:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Aifa]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[rinnovo]]></category>
		<category><![CDATA[The Bridge]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Siamo di fronte a un&#8217;ennesima proroga, quando invece sarebbe assolutamente urgente avviare il riordino dell&#8217;Agenzia nel segno di competenza, indipendenza&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/fondazione-the-bridge-basta-proroghe-laifa-va-rinnovata/">Fondazione The Bridge: &#8220;Basta proroghe, l&#8217;Aifa va rinnovata&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">“Siamo di fronte a un&#8217;ennesima proroga, quando invece sarebbe assolutamente urgente avviare il riordino dell&#8217;Agenzia nel segno di competenza, indipendenza e imparzialità”. Lo afferma la Presidente di Fondazione The Bridge, <strong>Rosaria Iardino</strong>, in merito alla proroga della Commissione scientifica ed economica del farmaco (CSE) dell’Aifa, approvata dal Consiglio dei Ministri. “Inoltre – aggiunge Iardino &#8211; sarebbe opportuno in questa fase prevedere fin da subito l&#8217;avvio di un percorso condiviso che garantisca nel nuovo assetto adeguata rappresentatività alle associazioni di pazienti. Fondazione The Bridge è da sempre attiva su questi temi e continueremo a sostenere il contributo fondamentale che questi soggetti possono dare nei processi decisionali in ambito sanitario ad ogni livello”.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/fondazione-the-bridge-basta-proroghe-laifa-va-rinnovata/">Fondazione The Bridge: &#8220;Basta proroghe, l&#8217;Aifa va rinnovata&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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