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	<title>gravidanza Archivi - TuttoSanità</title>
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	<title>gravidanza Archivi - TuttoSanità</title>
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		<title>Gravidanza criptica non rilevata, morire a 36 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 06:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[criptica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando l&#8217;errore medico produce morte. Se l&#8217; addome della paziente fosse stato &#8220;adeguatamente palpato&#8221; , &#8220;non sarebbe assolutamente potuto sfuggire&#8221;&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;">Quando l&#8217;errore medico produce morte. Se l&#8217; addome della paziente fosse stato &#8220;adeguatamente palpato&#8221; , &#8220;non sarebbe assolutamente potuto sfuggire&#8221; che la paziente era giunta al termine di una gravidanza e, quindi, la condotta della dottoressa &#8220;ha avuto una concreta incidenza causale sull&#8217;evento morte&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">È quanto sostiene il giudice monocratico di Napoli Filippo Putaturo nelle motivazioni della sentenza con la quale ha condannato un medico dell&#8217; ospedale Pellegrini di Napoli per l&#8217; omicidio colposo di una donna, Anna Siena.</span><br />
<span style="font-size: 18px;">La vittima si era recata il 15 gennaio 2019 al pronto soccorso con forti dolori addominali causati, si scoprirà poi dall&#8217; autopsia, dalle conseguenze della morte del feto che aveva in grembo e di cui non aveva avuto fino a quel momento alcuna contezza, trattandosi di una gravidanza criptica.</span><br />
<span style="font-size: 18px;">La donna, una 36enne, è deceduta il 18 gennaio 2019 a Napoli, tre giorni dopo essere stata visitata nell&#8217;ospedale Vecchio Pellegrini, dove le venne erroneamente diagnosticata una lombosciatalgia.</span><br />
<span style="font-size: 18px;">La morte sopraggiunse, secondo i consulenti del pm, &#8220;a causa di uno shock emorragico conseguente ad una sindrome da coagulazione intravascolare disseminata prodotta dalla ritenzione di feto morto in utero&#8221;, presumibilmente un paio di settimane prima del ricovero del 15 gennaio 2019.</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Per il giudice, inoltre, è &#8220;del tutto ragionevole attendersi che un medico, nell&#8217;esecuzione della palpazione dell&#8217;addome, rilevi la presenza di una formazione estranea di dimensioni ragguardevoli (il feto pesava 2,4 kg) che, quand&#8217;anche celata alla vista per la particolare condizione di &#8216;gravidanza criptica&#8217;, doveva comunque occupare un certo volume all&#8217;interno dell&#8217;addome&#8221;.</span><br />
<span style="font-size: 18px;">&#8220;Al di là dell&#8217; aspetto giuridico della vicenda &#8211; commenta l&#8217;avvocato Sergio Pisani, legale della famiglia di Anna Siena &#8211; questa sentenza può rappresentare un importante precedente in tema di gravidanza criptica che, spero, possa servire a salvare altre vite&#8221;.</span></p>
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		<title>Gravidanza, l’aumento di peso torna in discussione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jan 2026 07:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[Peso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un’analisi pubblicata sul British Medical Journal, ha fornito nuove evidenze sull’associazione tra aumento di peso in gravidanza e rischio di&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;">Un’analisi pubblicata sul <a href="https://www.bmj.com/content/391/bmj-2025-085710" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #0000ff;"><i>British Medical Journal</i></span></a>, ha fornito nuove evidenze sull’associazione tra aumento di peso in gravidanza e rischio di esiti avversi sia per le madri sia per i neonati, considerando diverse regioni del mondo e contesti socioeconomici differenti.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Una delle questioni più discusse nella pratica ginecologica quotidiana riguarda l’aumento di peso in gravidanza e il suo impatto sugli esiti materni e neonatali. È noto che l’aumento di peso in gravidanza è associato a rischi acuti e a lungo termine per la salute delle madri e dei neonati. Le tendenze globali degli ultimi due decenni evidenziano un incremento dell’età materna, del BMI e dell’aumento di peso in gravidanza, sostenendo ulteriormente l’urgenza di aggiornare le linee guida sulla base di popolazioni contemporanee e diversificate.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Questa revisione sistematica e meta-analisi fornisce evidenze aggiornate e preziose sulla relazione tra aumento di peso in gravidanza ed esiti avversi per madri e neonati.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Lo studio ha incluso studi condotti dal 2009 al 2024 per un totale di 1,6 milioni di donne provenienti da cinque regioni OMS. Circa il 53% presentava un BMI normale prima della gravidanza, il 6% era sottopeso, il 19% sovrappeso e il 22% obeso. L’analisi mostra come solo una minoranza delle donne completi la gravidanza con un aumento ponderale entro gli intervalli raccomandati. Infatti, solo il 32% della popolazione totale ha avuto un aumento di peso in gravidanza entro i limiti raccomandati, mentre il 23% ne ha preso meno e il 45% ha guadagnato più del consigliato.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Lo studio ha evidenziato che un aumento di peso inferiore al range raccomandato è associato a un minor rischio di taglio cesareo, neonato grande per l’età gestazionale (LGA) e macrosomia, ma a un rischio più elevato di parto pretermine, neonato piccolo per l’età gestazionale (SGA), basso peso alla nascita e distress respiratori. Al contrario, un aumento di peso superiore ai range raccomandati è risultato associato a un rischio più elevato di taglio cesareo, aumento del peso neonatale, disordini ipertensivi della gravidanza, neonato LGA, macrosomia e ricovero in terapia intensiva neonatale (NICU), ma un minor rischio di taglio cesareo prematurità e basso peso alla nascita.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Un dato interessante riguarda l’obesità: le donne collocate nelle fasce più basse dell’obesità presentano una maggior probabilità di avere figli di peso eccessivo alla nascita rispetto alle donne fortemente obese. Tuttavia, l’eterogeneità degli studi e l’uso di differenti classificazioni del BMI limitano la solidità di questa osservazione, suggerendo prudenza nell’interpretazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">La revisione, oltre a mettere in luce le differenze tra regioni geografiche, evidenzia criticità metodologiche che oggi ostacolano una valutazione precisa dei rischi. Se da un lato la meta-analisi amplia la conoscenza sugli effetti dell’aumento ponderale, dall’altro lascia aperte numerose questioni, tra cui quella più delicata: la sicurezza della perdita di peso nelle donne obese durante la gravidanza, tema per il quale le evidenze sono attualmente insufficienti. La mancanza di sistemi uniformi per classificare BMI e aumento di peso rende difficile confrontare i dati e definire raccomandazioni universalmente applicabili. Questo rappresenta uno dei principali motivi per cui l’OMS ha avviato il processo di definizione di standard globali più adeguati.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Per la pratica clinica, questo lavoro rappresenta uno stimolo a valutare con ancora maggiore attenzione l’evoluzione ponderale delle pazienti, contestualizzandola non solo sul piano individuale ma anche rispetto alle differenze etniche e ai profili di rischio. Pur riconoscendo il valore delle linee guida esistenti, il nuovo scenario evidenzia chiaramente che un aggiornamento internazionale, basato su popolazioni più rappresentative e su metodologie standardizzate, è ormai imprescindibile.</span></p>
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<p><span style="font-size: 9px;">Fonte:<a href="https://www.doctor33.it/articolo/66405/gravidanza-laumento-di-peso-torna-in-discussione-i-nuovi-dati"> https://www.doctor33.it/articolo/66405/gravidanza-laumento-di-peso-torna-in-discussione-i-nuovi-dati</a></span></p>
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		<title>Gravidanza e anemia falciforme: il dosaggio del PlGF predice il rischio precoce di preeclampsia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Dec 2025 07:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[Anemia Falciforme]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La misurazione del fattore di crescita placentare (PlGF) potrebbe rappresentare uno strumento predittivo chiave per identificare precocemente le donne in&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;">La misurazione del fattore di crescita placentare (PlGF) potrebbe rappresentare uno strumento predittivo chiave per identificare precocemente le donne in gravidanza con anemia falciforme a rischio di sviluppare preeclampsia (meglio conosciuta dai non addetti ai lavori come gestosi è una gravissima complicanza legata alla gravidanza ndr.) </span><span style="font-size: 18px;">a esordio precoce. Lo evidenzia uno studio pubblicato su <a href="https://ashpublications.org/bloodadvances/article/doi/10.1182/bloodadvances.2025016821/547850/Utility-of-Placental-Growth-Factor-PlGF-for" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;">Blood Advances</span></span></a><span style="color: #000000;">, c</span>he apre la strada a una migliore stratificazione del rischio e a strategie di prevenzione più tempestive nelle gravidanze ad alto rischio.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">L’anemia falciforme, la più comune malattia ereditaria del sangue, è in aumento anche in Europa per effetto dei flussi migratori e della maggiore sopravvivenza dei pazienti.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Si stima che oltre 60.000 persone in Europa convivano con la patologia, con un incremento significativo anche in Italia secondo i dati del Registro Nazionale delle Emoglobinopatie.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Le donne affette da anemia falciforme presentano un rischio di preeclampsia circa due volte e mezzo superiore rispetto alla popolazione generale. Questa condizione, caratterizzata da ipertensione e proteinuria dopo la ventesima settimana di gestazione, è una delle principali cause di morbilità e mortalità materno-fetale, associata a restrizione della crescita intrauterina, parto pretermine, ictus e danno d’organo. Uno studio ha mostrato un’incidenza di preeclampsia nel 9,6% delle gravidanze con anemia falciforme contro l’1,7% nelle donne senza la malattia, confermando la rilevanza clinica della complicanza anche nel contesto europeo.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Il PlGF è una proteina prodotta dalla placenta che regola la formazione dei vasi sanguigni e rappresenta un indicatore essenziale della salute placentare. Valori ridotti di PlGF sono associati a un rischio maggiore di preeclampsia e di malperfusione vascolare materna, la più comune lesione placentare nei casi complicati da preeclampsia o ritardo di crescita fetale.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Nello studio, sono stati analizzati retrospettivamente i dati di 83 gravidanze con anemia falciforme confrontate con 149 gravidanze senza la malattia. Tutte le partecipanti avevano almeno una misurazione del PlGF tra la 20ª e la 36ª settimana di gestazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">I risultati mostrano che nelle donne con anemia falciforme e preeclampsia a insorgenza precoce i livelli mediani di PlGF erano significativamente più bassi (78 pg/mL a 20–24 settimane) rispetto ai casi di preeclampsia tardiva (158 pg/mL) o alle gravidanze non complicate (435 pg/mL). Il trend era analogo nel gruppo di controllo, confermando che il biomarcatore mantiene valore predittivo anche in presenza della malattia ematologica.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">“Le pazienti con anemia falciforme producono PlGF anche al di fuori della gravidanza, e questo ha sollevato dubbi sulla validità del test in questa popolazione,” spiega Kinga Malinowski, autrice principale dello studio. “I risultati mostrano che possiamo utilizzare le stesse soglie di riferimento delle pazienti senza anemia falciforme, con analoga accuratezza diagnostica.”</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Un valore soglia di 87 pg/mL tra le 20 e le 24 settimane è risultato predittivo di preeclampsia precoce con sensibilità e specificità del 100%, mentre un cut-off di 832 pg/mL ha mostrato pari accuratezza per la forma tardiva.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">L’identificazione precoce del rischio consente di ottimizzare il follow-up, ridurre le complicanze e migliorare la sicurezza materno-fetale.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">“Le pazienti con anemia falciforme sono particolarmente vulnerabili alle complicanze placentari”, spiega Malinowski. “Avere un biomarcatore affidabile come il PlGF permette di anticipare il rischio e pianificare un monitoraggio intensivo, migliorando gli esiti per madre e bambino.”</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">L’integrazione dei biomarcatori come il PlGF può quindi ottimizzare la gestione delle gravidanze ad alto rischio nelle pazienti con anemia falciforme e l’uso delle stesse soglie diagnostiche della popolazione generale potrebbe entrare nei protocolli di sorveglianza ostetrica anche per le pazienti con anemia falciforme.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Il team di ricerca sta ora conducendo uno studio multicentrico internazionale per validare un calcolatore di rischio dedicato alle gravidanze complicate da anemia falciforme, con l’obiettivo di supportare i clinici nella decisione terapeutica e ridurre gli esiti avversi.</span></p>
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		<title>Diabete in gravidanza, l’OMS pubblica le prime linee guida globali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2025 07:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[diabete]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’OMS pubblica le prime linee guida globali per la gestione del diabete in gravidanza, diffuse in occasione del World Diabetes&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/diabete-in-gravidanza-loms-pubblica-le-prime-linee-guida-globali/">Diabete in gravidanza, l’OMS pubblica le prime linee guida globali</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;">L’OMS pubblica le prime linee guida globali per la gestione del diabete in gravidanza, diffuse in occasione del World Diabetes Day 2025. La condizione riguarda una gravidanza su sei, pari a circa 21 milioni di donne l’anno, ed è associata a un aumento del rischio di complicanze gravi per madre e bambino. L’obiettivo del documento è fornire standard di cura chiari e basati sulle evidenze, integrando la gestione del diabete nei servizi prenatali di routine.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Secondo l’OMS, il diabete in gravidanza non trattato adeguatamente può aumentare il rischio di pre-eclampsia, morte endouterina, traumi da parto e, nel lungo periodo, incrementare la probabilità di sviluppare diabete di tipo 2 e malattie cardiometaboliche sia per la madre sia per il figlio. Il peso maggiore ricade sui Paesi a basso e medio reddito, dove l’accesso alla diagnosi e alle tecnologie di monitoraggio è più limitato.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">“È la prima volta che l’OMS definisce uno standard specifico di cura per il diabete in gravidanza”, afferma <b>Tedros Adhanom Ghebreyesus</b>, direttore generale. L’organizzazione indica 27 raccomandazioni, articolate in quattro aree principali:</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">– cura individualizzata, con indicazioni su alimentazione, attività fisica e target glicemici;</span><br />
<span style="font-size: 18px;">– monitoraggio ottimale, che prevede controlli regolari della glicemia sia nelle visite sia al domicilio;</span><br />
<span style="font-size: 18px;">– trattamento personalizzato, con schemi farmacologici distinti per diabete di tipo 1, tipo 2 e gestazionale nei casi in cui sia necessario ricorrere ai farmaci;</span><br />
<span style="font-size: 18px;">– supporto specialistico, con presa in carico multidisciplinare per le donne con diabete preesistente.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">L’OMS sottolinea che l’integrazione dell’assistenza diabetologica nei percorsi prenatali è un passaggio essenziale per migliorare la qualità delle cure e ridurre l’incidenza delle complicanze. Le nuove linee guida si inseriscono nel tema del World Diabetes Day 2025, “Diabetes across life stages”, che promuove un approccio lungo tutto il corso della vita, dall’infanzia all’età adulta.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Il documento richiama inoltre la crescita globale del diabete, che interessa oltre 800 milioni di persone, ed è tra le principali cause di malattie cardiovascolari, insufficienza renale, cecità e amputazioni. L’aumento più rapido della prevalenza si osserva nei Paesi a basso e medio reddito, dove persistono difficoltà di accesso alle cure e ai farmaci essenziali.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Per l’OMS, garantire standard uniformi nella gestione del diabete in gravidanza rappresenta un tassello centrale per rafforzare la salute materna, migliorare gli esiti perinatali e contribuire alla prevenzione delle malattie croniche nelle generazioni future.</span></p>
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<p><span style="font-size: 9px;">Fonte: https://www.doctor33.it/articolo/66051/diabete-in-gravidanza-loms-pubblica-le-prime-linee-guida-globali</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/diabete-in-gravidanza-loms-pubblica-le-prime-linee-guida-globali/">Diabete in gravidanza, l’OMS pubblica le prime linee guida globali</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<title>Il miracolo di Sara: dà alla luce una bambina nonostante il cuore malato</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/il-miracolo-di-sara-da-alla-luce-una-bambina-nonostante-il-cuore-malato/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-miracolo-di-sara-da-alla-luce-una-bambina-nonostante-il-cuore-malato</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2025 06:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Risultato straordinario, grazie al lavoro di squadra delle équipe dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II. La donna, affetta da un grave&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/il-miracolo-di-sara-da-alla-luce-una-bambina-nonostante-il-cuore-malato/">Il miracolo di Sara: dà alla luce una bambina nonostante il cuore malato</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;">Risultato straordinario, grazie al lavoro di squadra delle équipe dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II. </span><span style="font-size: 18px;">La donna, affetta da un grave scompenso cardiaco ed una severa ipertensione polmonare, ha partorito la sua bambina </span><span style="font-size: 18px;">grazie ad un percorso dedicato, attivato in collaborazione tra le Unità Operative Complesse di Cardiologia, Ostetricia e </span><span style="font-size: 18px;">Ginecologia, Anestesia e Rianimazione, Neonatologia, Cardiochirurgia e Psicologia clinica. </span><br />
<span style="font-size: 18px;">Un cuore fragile, segnato da una complessa cardiopatia congenita e da uno scompenso severo, ma</span><br />
<span style="font-size: 18px;">una forza straordinaria. La storia è quella di Sara (nome di fantasia a tutela della privacy) che,</span><br />
<span style="font-size: 18px;">contro ogni previsione, è riuscita a mettere al mondo la sua bambina. La paziente, una donna di 31</span><br />
<span style="font-size: 18px;">anni con grave scompenso cardiaco e severa ipertensione polmonare è riuscita a portare a termine la</span><br />
<span style="font-size: 18px;">gravidanza grazie al lavoro di squadra delle équipe multidisciplinari dell’Azienda Ospedaliera</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Universitaria Federico II di Napoli. Un risultato ancor più straordinario se si considera che Sara era</span><br />
<span style="font-size: 18px;">stata già trattata in età neonatale e oggi &#8211; nonostante il quadro di grave scompenso cardiaco con</span><br />
<span style="font-size: 18px;">severa ipertensione polmonare &#8211; ha dato alla luce una bambina sana.</span><br />
<span style="font-size: 18px;">A rendere possibile ciò che sembrava impossibile è stato il lavoro sinergico di una squadra</span><br />
<span style="font-size: 18px;">multidisciplinare che ha seguito la paziente con rigore scientifico e attenzione umana durante tutte</span><br />
<span style="font-size: 18px;">le fasi: il percorso prenatale, il parto e il delicato periodo post-operatorio.</span><br />
<span style="font-size: 18px;">«Li ringrazierò per sempre, sono stati tutti straordinari ed è solo grazie a loro se sono qui oggi e</span><br />
<span style="font-size: 18px;">posso abbracciare la mia bambina», commenta Sara commossa.</span><br />
<span style="font-size: 18px;">La gravidanza in donne affette da scompenso cardiaco severo e ipertensione polmonare è</span><br />
<span style="font-size: 18px;">considerata una delle condizioni a più alto rischio in ambito ostetrico: il rischio di eventi avversi</span><br />
<span style="font-size: 18px;">materni, fetali e neonatali è molto elevato, con possibilità di complicanze cardiocircolatorie acute e</span><br />
<span style="font-size: 18px;">di esiti sfavorevoli per la madre ed il feto. Trasferita alla 29ª settimana di gestazione presso l’AOU</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Federico II da altra regione e mediante elitrasporto, la paziente è stata presa in carico attraverso un</span><br />
<span style="font-size: 18px;">percorso dedicato, attivato in collaborazione tra le Unità Operative Complesse di Cardiologia,</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Ostetricia e Ginecologia, Anestesia e Rianimazione, Neonatologia, Cardiochirurgia e Psicologia</span><br />
<span style="font-size: 18px;">clinica, con il supporto di esperti esterni.</span><br />
<span style="font-size: 18px;">«Questo risultato – ha dichiarato il prof. Giovanni Esposito, Direttore dell’UOC di Cardiologia,</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Emodinamica e UTIC – è il frutto della competenza dei nostri professionisti e della capacità di</span><br />
<span style="font-size: 18px;">lavorare come una squadra. La nostra paziente aveva davanti a sé un rischio elevatissimo, ma la</span><br />
<span style="font-size: 18px;">preparazione meticolosa e il monitoraggio continuo ci hanno permesso di arrivare a questo esito</span><br />
<span style="font-size: 18px;">positivo».</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Per ridurre al minimo i rischi, il gruppo multidisciplinare ha programmato un parto cesareo in una</span><br />
<span style="font-size: 18px;">sala operatoria cardiochirurgica ad alta tecnologia, dotata di apparecchiature di monitoraggio</span><br />
<span style="font-size: 18px;">avanzato e con la disponibilità di sistemi di supporto circolatorio extracorporeo (ECMO) pronti</span><br />
<span style="font-size: 18px;">all’uso e con la presenza simultanea di cardiologi, anestesisti, ginecologi, cardiochirurghi,</span><br />
<span style="font-size: 18px;">neonatologi e rianimatori: un lavoro di squadra in cui ciascuno ha avuto un ruolo preciso,</span><br />
<span style="font-size: 18px;">coordinato e integrato. La nascita è avvenuta con successo: la bambina, in buone condizioni</span><br />
<span style="font-size: 18px;">cliniche, è stata subito affidata ai neonatologi per le prime cure. La madre è stata trasferita in terapia</span><br />
<span style="font-size: 18px;">intensiva, dove ha affrontato le ore critiche post-partum con monitoraggio costante e supporto</span><br />
<span style="font-size: 18px;">farmacologico mirato. Accanto alle terapie, è stato garantito un supporto psicologico costante alla</span><br />
<span style="font-size: 18px;">paziente e alla sua famiglia. La consapevolezza dei rischi, le paure e le speranze hanno</span><br />
<span style="font-size: 18px;">rappresentato un carico emotivo enorme, affrontato insieme grazie alla presenza di professionisti</span><br />
<span style="font-size: 18px;">che hanno sostenuto la donna come paziente, ma soprattutto come persona e come madre.</span><br />
<span style="font-size: 18px;">«Lavorare in un’équipe multidisciplinare ha permesso di integrare competenze diverse per tutelare</span><br />
<span style="font-size: 18px;">al meglio la salute di madre e figlia. Ogni nascita rappresenta un evento straordinario; nelle</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">situazioni più complesse come questa, il suo valore assume un significato ancora più profondo», le</span><br />
<span style="font-size: 18px;">parole del prof. Giuseppe Bifulco, Direttore dell’UOC di Ostetricia, Ginecologia e Centro di</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Sterilità dell’AOU Federico II.</span><br />
<span style="font-size: 18px;">La nascita di questa bambina, avvenuta proprio in occasione della Giornata Mondiale del Cuore, è</span><br />
<span style="font-size: 18px;">un simbolo di scienza, competenza e umanità: la dimostrazione che, anche di fronte a condizioni</span><br />
<span style="font-size: 18px;">cliniche estreme, la medicina può trasformare il rischio in vita e la paura in speranza.</span><br />
<span style="font-size: 18px;">«Questa esperienza rappresenta non solo un successo clinico, ma anche un modello organizzativo</span><br />
<span style="font-size: 18px;">replicabile per la gestione delle gravidanze ad alto rischio. Inoltre, rafforza l’impegno dell’AOU</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Federico II a sviluppare percorsi clinici sempre più mirati alle donne, soprattutto quelle con</span><br />
<span style="font-size: 18px;">patologie cardiache e comorbidità severe», sottolinea Elvira Bianco, Direttore Generale dell’AOU</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Federico II.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/il-miracolo-di-sara-da-alla-luce-una-bambina-nonostante-il-cuore-malato/">Il miracolo di Sara: dà alla luce una bambina nonostante il cuore malato</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<title>Alcol, Iss: non bere in gravidanza, un solo bicchiere può cambiare la vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2025 08:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[alcol]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[Iss]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella Giornata internazionale di sensibilizzazione sulla sindrome feto-alcolica di del 9 settembre, l’Istituto superiore di sanità (Iss) ha voluto sensibilizzare&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/alcol-iss-non-bere-in-gravidanza-un-solo-bicchiere-puo-cambiare-la-vita/">Alcol, Iss: non bere in gravidanza, un solo bicchiere può cambiare la vita</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;">Nella Giornata internazionale di sensibilizzazione sulla sindrome feto-alcolica di del 9 settembre, l’Istituto superiore di sanità (Iss) ha voluto sensibilizzare le donne attraverso lo slogan: “Un solo bicchiere potrebbe cambiare una vita intera. Se aspetti un bambino, non rischiare”. È questo il messaggio lanciato per ribadire l’unico metodo sicuro dagli esperti: zero alcol in gravidanza e quando si pianifica una maternità.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Le Fetal Alcohol Spectrum Disorders (Fasd) sono un insieme di condizioni provocate dall’assunzione di alcol in gravidanza. Possono manifestarsi con difficoltà di apprendimento, problemi comportamentali, deficit cognitivi e, nei casi più gravi di Fetal Alcohol Syndrome (Fas), con caratteristiche fisiche distintive come bassa statura, microcefalia, ritardo mentale, tratti facciali peculiari (setto nasale corto, occhi piccoli e distanti, labbro superiore sottile, filtro naso-labiale appiattito).</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">La scelta del 9 settembre non è casuale: il nono giorno del nono mese richiama i nove mesi di gravidanza, periodo in cui l’astensione completa dall’alcol rappresenta una misura di prevenzione fondamentale.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Il Centro nazionale Dipendenze e Doping dell’Iss, con il supporto del Ministero della Salute, ha sviluppato materiali informativi rivolti ai giovani e, parallelamente, ha rafforzato la formazione degli operatori sanitari nell’ambito del progetto “Salute materno-infantile: formazione degli operatori socio-sanitari ed empowerment delle giovani donne (18-24 anni) sui rischi connessi al consumo di alcol in gravidanza”.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Il 3 settembre 2025 si è concluso il programma nazionale di formazione online curato dagli esperti dell’Iss, rivolto a medici, ostetriche e professionisti sanitari. I corsi hanno registrato oltre 23.600 iscrizioni, con 15.590 completamenti (pari al 66%). Particolare interesse ha suscitato il modulo dedicato agli elementi di base per la diagnosi, seguito da quasi 10mila operatori.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Secondo l’Iss, il coinvolgimento degli operatori sociosanitari è essenziale per rafforzare la consapevolezza e la prevenzione, contribuendo a diffondere un messaggio chiaro: in gravidanza non esistono quantità sicure di alcol.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/alcol-iss-non-bere-in-gravidanza-un-solo-bicchiere-puo-cambiare-la-vita/">Alcol, Iss: non bere in gravidanza, un solo bicchiere può cambiare la vita</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<title>Antidepressivi in gravidanza, per l&#8217;FDA occorre più informazione alle donne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Aug 2025 06:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Antidepressivi]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Durante una riunione della FDA presieduta da Marty Makary (Johns Hopkins University), la maggioranza dei dieci esperti convocati ha sottolineato&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/antidepressivi-in-gravidanza-per-lfda-occorre-piu-informazione-alle-donne/">Antidepressivi in gravidanza, per l&#8217;FDA occorre più informazione alle donne</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Durante una riunione della FDA presieduta da <b>Marty Makary</b> (Johns Hopkins University), la maggioranza dei dieci esperti convocati ha sottolineato la necessità di informare più chiaramente le donne in gravidanza sui potenziali rischi associati agli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), pur riconoscendone i benefici terapeutici nel trattamento della depressione. Makary ha evidenziato che circa il 5% delle gestanti assume antidepressivi, e ha richiamato studi che ipotizzano una stretta interazione tra serotonina e sviluppo fetale, con implicazioni potenzialmente rilevanti per cuore, cervello e apparato gastrointestinale. Le complicanze segnalate includono emorragia post-partum, ipertensione polmonare, difetti cardiaci e alterazioni cognitive, sebbene la definizione del rischio resti ancora incerta.</p>
<p>Alcuni esperti, da tempo critici verso l’uso degli SSRI in gravidanza, hanno riportato associazioni osservazionali con autismo, ADHD, depressione e ansia nei figli. Il significato clinico di queste correlazioni rimane controverso, anche alla luce della possibile influenza di fattori confondenti come la depressione materna non trattata. L’esclusione sistematica delle donne in gravidanza dai protocolli randomizzati rende complessa la valutazione del rapporto causale. Secondo Kay Roussos-Ross (University of Florida, Gainesville), il rischio più frequente è la sindrome da adattamento neonatale, che colpisce circa il 10–20% dei neonati esposti, provocando irritabilità e difficoltà respiratorie generalmente autolimitanti. Ha inoltre richiamato gli effetti negativi della depressione non trattata, tra cui recidive, parto pretermine, basso peso neonatale, preeclampsia, scarsa adesione ai controlli, abuso di sostanze e difficoltà di attaccamento madre-figlio. Jay Gingrich (Columbia University, New York) ha sostenuto che gli SSRI non devono essere negati alle pazienti con depressione, pur auspicando una comunicazione più efficace sui rischi. Adam Urato (MetroWest Medical Center, Framingham e Natick) ha proposto l’inserimento di riquadri di avvertenza sulle confezioni, mentre Josef Witt-Doerring (ex-dirigente della FDA) ha suggerito l’uso di QR code per video informativi. David Healy (Royal College of Psychiatrists, Londra) ha sottolineato che l’obbligo di informazione spetta al medico prescrittore.</p>
<p>Diversi relatori hanno discusso possibili alternative agli SSRI, tra cui psicoterapia, antidepressivi triciclici e atipici. Joanna Moncrieff (University College London) ha contestato l’efficacia della classe farmacologica, mentre Roger McFillin (Center for Integrated Behavioral Health in Bethlehem, California) ha criticato la medicalizzazione dell’esperienza emotiva femminile. In chiusura, Steven Fleischman (American College of Obstetricians and Gynecologists, Washington) ha contestato l’impostazione di alcuni interventi, definendoli infondati e allarmistici, e ha ricordato che le evidenze disponibili suggeriscono che gli SSRI possono essere impiegati con cautela in gravidanza, quando clinicamente indicati, nel contesto di una valutazione individuale del rischio-beneficio.</p>
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<p><span style="font-size: 9px;">Fonte:<a href="https://www.doctor33.it/articolo/65187/antidepressivi-in-gravidanza-per-lfda-occorre-piu-informazione-alle-donne"> https://www.doctor33.it/articolo/65187/antidepressivi-in-gravidanza-per-lfda-occorre-piu-informazione-alle-donne</a></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/antidepressivi-in-gravidanza-per-lfda-occorre-piu-informazione-alle-donne/">Antidepressivi in gravidanza, per l&#8217;FDA occorre più informazione alle donne</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<title>Gravidanza e post-parto, l’Iss aggiorna le linee guida</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/gravidanza-e-post-parto-liss-aggiorna-le-linee-guida/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=gravidanza-e-post-parto-liss-aggiorna-le-linee-guida</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jun 2025 07:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[post parto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Più attenzione alla salute mentale perinatale e alla violenza domestica e di genere. Sono questi i punti chiave dell’aggiornamento alla&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/gravidanza-e-post-parto-liss-aggiorna-le-linee-guida/">Gravidanza e post-parto, l’Iss aggiorna le linee guida</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Più attenzione alla salute mentale perinatale e alla violenza domestica e di genere. Sono questi i punti chiave dell’aggiornamento alla linea guida “Gravidanza fisiologica” elaborata dal Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute (Cnapps) dell’Istituto Superiore di Sanità, presentato oggi nel corso di un webinar dedicato.</p>
<p>Destinato ai professionisti del percorso nascita, alle donne e ai loro familiari, il documento aggiorna la versione del 2010 e introduce raccomandazioni per migliorare l’appropriatezza dell’assistenza in gravidanza, promuovendo un approccio centrato sulla donna. Tra i temi affrontati: esami clinici e di laboratorio, screening per disturbi ematologici, ansia e depressione, valutazione della violenza di genere e identificazione di fattori sociali complessi.</p>
<p>Secondo l’ISS, il suicidio è stata la prima causa di morte materna in Italia entro un anno dalla gravidanza nel periodo 2011-2019. Per questo, la linea guida ora raccomanda lo screening sistematico per ansia e depressione durante ogni bilancio di salute in gravidanza e fino a 12 mesi dopo il parto. Si suggerisce inoltre l’organizzazione di una rete assistenziale integrata che coinvolga dipartimenti di salute mentale, servizi sociali e agenzie territoriali.</p>
<p>In base ai dati dell’OMS, una donna su tre subisce violenza fisica nella vita e una su quattro durante la gravidanza. Il documento sottolinea il ruolo dei professionisti sanitari nel riconoscere precocemente situazioni di rischio e nel garantire supporto tempestivo alle donne vittime di violenza.</p>
<p>L’aggiornamento evidenzia infine l’importanza della valutazione di fattori sociali complessi, tra cui difficoltà economiche, isolamento, recente migrazione e barriere linguistiche, che possono limitare l’accesso alle cure e aumentare il rischio di esiti avversi.</p>
<p>Tra le novità introdotte, anche il modello di continuità assistenziale ostetrica con almeno otto bilanci di salute raccomandati per ogni donna in gravidanza, in un’ottica di presa in carico globale del benessere fisico, emotivo e relazionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/gravidanza-e-post-parto-liss-aggiorna-le-linee-guida/">Gravidanza e post-parto, l’Iss aggiorna le linee guida</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<title>Grand Hotel Salerno, domani evento formativo sul tema &#8220;Diabete e Gravidanza&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2025 09:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[SALERNO]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[diabete]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Diabete e gravidanza. È questo il titolo dell’evento formativo in programma domani, venerdì 7 marzo (inizio ore 8) a Salerno&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/grand-hotel-salerno-domani-evento-formativo-sul-tema-diabete-e-gravidanza/">Grand Hotel Salerno, domani evento formativo sul tema &#8220;Diabete e Gravidanza&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Diabete e gravidanza. È questo il titolo dell’evento formativo in programma domani, venerdì 7 marzo (inizio ore 8) a Salerno presso il Grand Hotel. </span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La responsabile scientifica dell’incontro di aggiornamento è la dottoressa Marilena  Rispoli, specialista ambulatoriale CAD Cava de’ Tirreni Distretto Sanitario 63. </span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Il corso è rivolto agli specialisti diabetologi, agli infermieri ed ai nutrizionisti operanti nei centri di</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">diabetologia, in quanto parte integrante del team multidisciplinare. </span><br />
<span style="font-size: 14pt;">In Italia ogni anno più di 40.000 gravidanze sono complicate da diabete, la maggior parte da diabete gestazionale, una forma transitoria che insorge nel III trimestre,e la restante parte da diabete pregestazionale. Il diabete mellito e la gravidanza sono due condizioni che si influenzano reciprocamente, il diabete può comportare esiti negativi della gravidanza (perinatali e a lungo termine per madre e prole), la gravidanza influenza negativamente il controllo metabolico e può peggiorare le complicanze del diabete mellito. </span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Il primo corso diabete e gravidanza, grazie all&#8217;intervento di vari specialisti italiani esperti in gravidanze diabetiche, si propone di fornire competenze e abilità nella gestione del diabete in gravidanza, di avviare un’adeguata programmazione che consenta alle donne affette da diabete pregravidico, di iniziare  la gravidanza in buon controllo glicemico e di implementare lo screening del diabete gestazionale sul territorio regionale, ai fini di una vera e propria prevenzione primaria del diabete mellito tipo 2 e delle morbilità cardiovascolari, che si presentano a distanza di anni dalla comparsa del diabete durante la gravidanza.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/grand-hotel-salerno-domani-evento-formativo-sul-tema-diabete-e-gravidanza/">Grand Hotel Salerno, domani evento formativo sul tema &#8220;Diabete e Gravidanza&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<title>Influenza aviaria, in gravidanza è fatale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Dec 2024 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Aviaria]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Contrarre l&#8217;influenza aviaria è fatale per la stragrande maggioranza delle donne incinte&#8221;. A lanciare l&#8217;allarme sono i ricercatori del Murdoch&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/influenza-aviaria-in-gravidanza-e-fatale/">Influenza aviaria, in gravidanza è fatale</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Contrarre l&#8217;influenza aviaria è fatale per la stragrande maggioranza delle donne incinte&#8221;. A lanciare l&#8217;allarme sono i ricercatori del Murdoch Children&#8217;s Research Institute (Mcri) di Melbourne, in Australia, autori di una metanalisi che analizzato 1.500 articoli scientifici per un totale di 30 casi di mamme contagiate in gravidanza: 27 sono decedute, dato che indica &#8220;un tasso di mortalità del 90%&#8221;, avvertono gli studiosi mentre crescono a livello globale le infezioni umane collegate a focolai di virus aviari altamente patogeni. L&#8217;ultima segnalazione nei giorni scorsi dagli Usa, che hanno registrato il primo caso di malattia grave collegata a influenza aviaria A/H5N1 nel Paese, in un paziente ricoverato in Louisiana dopo essere stato esposto a uccelli malati e morti in allevamenti di cortile.</p>
<p>I risultati del lavoro, spiegano i ricercatori australiani, suggeriscono che includere il prima possibile le donne incinte nei piani pandemici va considerata &#8220;una priorità fondamentale&#8221;. Rachael Purcell, coautrice della metanalisi, sottolinea che le mamme in attesa, nonostante rappresentino una popolazione ad alto rischio, sono spesso escluse dalle sperimentazioni sui vaccini e scontano ritardi di accesso ai programmi vaccinali di sanità pubblica. &#8220;E&#8217; necessario un cambiamento di paradigma &#8211; ammonisce l&#8217;esperta &#8211; per includere sistematicamente le donne incinte nei programmi di preparazione alla pandemia e scongiurare morti evitabili&#8221;.</p>
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<p><span style="font-size: 8pt;">Fonte: <a href="https://www.doctor33.it/articolo/63148/influenza-aviaria-in-gravidanza-e-fatale-studio-lancia-lallarme">https://www.doctor33.it/articolo/63148/influenza-aviaria-in-gravidanza-e-fatale-studio-lancia-lallarme</a></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/influenza-aviaria-in-gravidanza-e-fatale/">Influenza aviaria, in gravidanza è fatale</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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