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	<title>alcol Archivi - TuttoSanità</title>
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	<title>alcol Archivi - TuttoSanità</title>
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		<title>Alcol e ictus emorragico, esordio più precoce e danno cerebrale più esteso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Dec 2025 08:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[alcol]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo quanto riportato su “Neurology”, l’uso cronico e prolungato di alcol è associato a un esordio più precoce dell’emorragia intracerebrale,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/alcol-e-ictus-emorragico-esordio-piu-precoce-e-danno-cerebrale-piu-esteso/">Alcol e ictus emorragico, esordio più precoce e danno cerebrale più esteso</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;">Secondo quanto riportato su “Neurology”, l’uso cronico e prolungato di alcol è associato a un esordio più precoce dell’emorragia intracerebrale, a un maggiore volume dell’ematoma e a segni radiologici compatibili con una più avanzata malattia dei piccoli vasi cerebrali di tipo ipertensivo. Lo studio ha analizzato i dati di 1.600 pazienti consecutivi ricoverati per emorragia intracerebrale spontanea e non traumatica presso il Massachusetts General Hospital tra il 2003 e il 2019, con l’obiettivo di chiarire il ruolo dell’abuso alcolico nella gravità dell’evento acuto e nel carico di malattia vascolare cerebrale cronica.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">L’uso eccessivo di alcol è stato definito come un consumo regolare pari o superiore a tre unità alcoliche al giorno. I ricercatori hanno utilizzato modelli di regressione multivariata per valutare le associazioni tra consumo alcolico e caratteristiche cliniche e radiologiche dell’emorragia, nonché con i marcatori di malattia dei piccoli vasi cerebrali rilevati alla risonanza magnetica.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Dei 1.600 pazienti inclusi (53% uomini, età mediana 75 anni), 104 (7%) soddisfacevano i criteri per l’uso eccessivo di alcol. Rispetto ai soggetti non esposti, questi pazienti presentavano un’età significativamente inferiore all’esordio dell’emorragia (mediana 64 contro 75 anni) e un volume ematico maggiore, con un incremento di 1,7 volte. Inoltre, mostravano una probabilità più elevata di localizzazione profonda dell’emorragia (odds ratio aggiustato 2,01) e di estensione intraventricolare (odds ratio aggiustato 1,95).</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Tra i 1.195 pazienti sottoposti a risonanza magnetica (75% del campione), l’analisi dei marcatori di malattia dei piccoli vasi cerebrali ha evidenziato un’associazione indipendente tra uso eccessivo di alcol e presenza di iperintensità della sostanza bianca di grado severo (odds ratio aggiustato 3,04), nonché con un pattern di malattia dei piccoli vasi compatibile con eziologia ipertensiva (odds ratio aggiustato 1,82). Nessun altro marcatore di malattia dei piccoli vasi cerebrali ha mostrato associazioni significative con il consumo alcolico.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Dal punto di vista laboratoristico e clinico, i pazienti con uso eccessivo di alcol presentavano anche una conta piastrinica inferiore (β = -17,73) e valori pressori più elevati all’ingresso (β = 4,81), suggerendo un profilo emodinamico e coagulativo potenzialmente più sfavorevole.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Nel complesso, i risultati indicano che l’uso cronico di alcol può contribuire a una maggiore gravità dell’emorragia intracerebrale acuta e a un’accelerazione del danno vascolare cerebrale cronico, in particolare attraverso un incremento del carico di lesioni della sostanza bianca e un pattern di malattia dei piccoli vasi coerente con l’ipertensione arteriosa. Tuttavia, lo studio presenta alcune limitazioni, tra cui il disegno trasversale, la disponibilità della risonanza magnetica solo in una parte del campione e l’assenza di una valutazione dettagliata dell’esposizione alcolica nel corso della vita.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Alla luce di questi dati, saranno necessari ulteriori studi per chiarire i meccanismi attraverso cui l’alcol può influenzare la progressione della malattia dei piccoli vasi cerebrali e la gravità dell’emorragia intracerebrale, con l’obiettivo di sviluppare strategie preventive mirate.</span></p>
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		<title>Alcol, Iss: non bere in gravidanza, un solo bicchiere può cambiare la vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2025 08:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[alcol]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[Iss]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella Giornata internazionale di sensibilizzazione sulla sindrome feto-alcolica di del 9 settembre, l’Istituto superiore di sanità (Iss) ha voluto sensibilizzare&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/alcol-iss-non-bere-in-gravidanza-un-solo-bicchiere-puo-cambiare-la-vita/">Alcol, Iss: non bere in gravidanza, un solo bicchiere può cambiare la vita</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;">Nella Giornata internazionale di sensibilizzazione sulla sindrome feto-alcolica di del 9 settembre, l’Istituto superiore di sanità (Iss) ha voluto sensibilizzare le donne attraverso lo slogan: “Un solo bicchiere potrebbe cambiare una vita intera. Se aspetti un bambino, non rischiare”. È questo il messaggio lanciato per ribadire l’unico metodo sicuro dagli esperti: zero alcol in gravidanza e quando si pianifica una maternità.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Le Fetal Alcohol Spectrum Disorders (Fasd) sono un insieme di condizioni provocate dall’assunzione di alcol in gravidanza. Possono manifestarsi con difficoltà di apprendimento, problemi comportamentali, deficit cognitivi e, nei casi più gravi di Fetal Alcohol Syndrome (Fas), con caratteristiche fisiche distintive come bassa statura, microcefalia, ritardo mentale, tratti facciali peculiari (setto nasale corto, occhi piccoli e distanti, labbro superiore sottile, filtro naso-labiale appiattito).</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">La scelta del 9 settembre non è casuale: il nono giorno del nono mese richiama i nove mesi di gravidanza, periodo in cui l’astensione completa dall’alcol rappresenta una misura di prevenzione fondamentale.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Il Centro nazionale Dipendenze e Doping dell’Iss, con il supporto del Ministero della Salute, ha sviluppato materiali informativi rivolti ai giovani e, parallelamente, ha rafforzato la formazione degli operatori sanitari nell’ambito del progetto “Salute materno-infantile: formazione degli operatori socio-sanitari ed empowerment delle giovani donne (18-24 anni) sui rischi connessi al consumo di alcol in gravidanza”.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Il 3 settembre 2025 si è concluso il programma nazionale di formazione online curato dagli esperti dell’Iss, rivolto a medici, ostetriche e professionisti sanitari. I corsi hanno registrato oltre 23.600 iscrizioni, con 15.590 completamenti (pari al 66%). Particolare interesse ha suscitato il modulo dedicato agli elementi di base per la diagnosi, seguito da quasi 10mila operatori.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Secondo l’Iss, il coinvolgimento degli operatori sociosanitari è essenziale per rafforzare la consapevolezza e la prevenzione, contribuendo a diffondere un messaggio chiaro: in gravidanza non esistono quantità sicure di alcol.</span></p>
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		<title>Uso non sano di alcol, negli Usa raccomandato lo screening universale per gli adulti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Aug 2025 10:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[alcol]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La U.S. Preventive Services Task Force (USPSTF) ha pubblicato una nuova bozza di raccomandazioni secondo cui tutti gli adulti dovrebbero&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/uso-rischioso-di-alcol-negli-usa-raccomandato-lo-screening-universale-negli-adulti/">Uso non sano di alcol, negli Usa raccomandato lo screening universale per gli adulti</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;">La U.S. Preventive Services Task Force (USPSTF) ha pubblicato una nuova bozza di raccomandazioni secondo cui tutti gli adulti dovrebbero essere sottoposti a screening per l’uso non sano di alcol durante le visite di medicina generale. Il documento conferma le linee guida già espresse nel 2018, con un’indicazione di grado B, che riflette un beneficio netto moderato.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Per i soggetti che risultano positivi a uno screening per consumo rischioso o dannoso di alcol, la Task Force raccomanda interventi brevi di counseling comportamentale. L&#8217;obiettivo è ridurre il rischio associato a uno dei principali fattori di morte e malattia prevenibili negli adulti statunitensi.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">I dati su cui si basa il documento derivano da una revisione di 79 studi clinici, per un totale di oltre 40.000 partecipanti. Le analisi aggregate indicano che i soggetti sottoposti a interventi mirati hanno ridotto il consumo di alcol di una media di 1,6 unità a settimana rispetto ai gruppi di controllo.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">La definizione di “uso non sano” comprende un ampio spettro di comportamenti, dal consumo rischioso al disturbo da uso di alcol. Negli Stati Uniti, le linee guida federali considerano come limite massimo due drink al giorno per gli uomini e uno per le donne. La Task Force evidenzia come il consumo eccessivo sia associato a complicanze epatiche, cardiovascolari e oncologiche, ma anche a un incremento del rischio di traumi e decessi accidentali, in particolare tra i giovani adulti.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Per quanto riguarda gli adolescenti (12-17 anni), la USPSTF ha dichiarato di non disporre di prove sufficienti per raccomandare o sconsigliare lo screening e il counseling in ambito clinico. L’evidenza disponibile è limitata sia in termini di accuratezza degli strumenti diagnostici, sia nella dimostrazione di un’efficacia significativa degli interventi educativi nel modificare i comportamenti a rischio.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">L&#8217;American Academy of Pediatrics, in una posizione differente, raccomanda comunque uno screening universale per l’uso di sostanze, compreso l’alcol, nei pazienti adolescenti.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">La Task Force ha inoltre evidenziato la necessità di ulteriori ricerche per valutare:</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">• l’efficacia degli strumenti di screening specifici per i più giovani;</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">• l’impatto degli interventi nei contesti di cure primarie;</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">• la validità di strumenti come il USAUDIT (U.S. Alcohol Use Disorders Identification Test) e il USAUDIT-C (Consumption).</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Le raccomandazioni non si applicano agli adulti già diagnosticati con disturbo da uso di alcol o che stanno ricevendo un trattamento attivo. Per quanto riguarda la gravidanza, il documento riafferma che non esiste una soglia sicura di consumo, in quanto l’alcol può causare disturbi dello spettro feto-alcolico e altre conseguenze neonatali.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">La bozza sarà aperta per consultazione pubblica fino al 2 settembre.</span></p>
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<p><span style="font-size: 9px;">Fonte: <a href="https://www.doctor33.it/articolo/65214/uso-rischioso-di-alcol-negli-usa-raccomandato-lo-screening-universale-negli-adulti">https://www.doctor33.it/articolo/65214/uso-rischioso-di-alcol-negli-usa-raccomandato-lo-screening-universale-negli-adulti</a></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/uso-rischioso-di-alcol-negli-usa-raccomandato-lo-screening-universale-negli-adulti/">Uso non sano di alcol, negli Usa raccomandato lo screening universale per gli adulti</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<title>Alcol, etichette sui rischi oncologici: la proposta di Oms Europa</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/alcol-etichette-sui-rischi-oncologici-la-proposta-di-oms-europa/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=alcol-etichette-sui-rischi-oncologici-la-proposta-di-oms-europa</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Feb 2025 08:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[alcol]]></category>
		<category><![CDATA[tumori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) propone l’introduzione di avvertenze sanitarie sulle etichette delle bevande alcoliche, analoghe a quelle sui pacchetti&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) propone l’introduzione di avvertenze sanitarie sulle etichette delle bevande alcoliche, analoghe a quelle sui pacchetti di sigarette, per informare i consumatori sui rischi per la salute, inclusa la correlazione con il cancro.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Secondo l’Oms, il consumo di alcol è responsabile di oltre 400.000 decessi annui nella regione europea, pari al 7% del totale. Tra i tumori legati all’assunzione di alcol, vengono segnalati quelli della bocca, faringe, esofago, colon-retto e seno.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">A sottolineare la necessità di un&#8217;etichettatura obbligatoria e standardizzata sulle bevande alcoliche è un nuovo rapporto &#8220;Etichette di avvertenza sanitaria sull&#8217;alcol: una prospettiva di salute pubblica per l&#8217;Europa&#8221;, che rivela che solo il 15% degli intervistati è consapevole che l&#8217;alcol possa causare il cancro al seno e solo il 39% è a conoscenza del suo legame con il cancro al colon. L’obiettivo dell’iniziativa è aumentare la consapevolezza e ridurre il peso delle malattie correlate.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Alcuni Paesi hanno già adottato misure simili. L’Irlanda ha approvato una normativa che prevede etichette con informazioni sui rischi oncologici e sulle malattie epatiche a partire dal 2026. Il settore industriale si oppone alla proposta, temendo un impatto negativo sul mercato, ma l’OMS ribadisce che una maggiore consapevolezza dei rischi potrebbe ridurre il consumo di alcol e i costi sanitari associati.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Le proposte saranno discusse nei prossimi mesi in sede internazionale.</span></p>
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		<title>Allarme Oms, crescita esponenziale dell&#8217;uso di alcol tra minori</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/allarme-oms-crescita-esponenziale-delluso-di-alcol-tra-minori/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=allarme-oms-crescita-esponenziale-delluso-di-alcol-tra-minori</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Apr 2024 10:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[alcol]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oltre la metà dei quindicenni in Europa (57%) ha sperimentato l&#8217;alcol e 1 su 5 ha recentemente utilizzato le e-cig.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/allarme-oms-crescita-esponenziale-delluso-di-alcol-tra-minori/">Allarme Oms, crescita esponenziale dell&#8217;uso di alcol tra minori</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="inArticle">
<p><span style="font-size: 14pt;">Oltre la metà dei quindicenni in Europa (57%) ha sperimentato l&#8217;alcol e 1 su 5 ha recentemente utilizzato le e-cig.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Preoccupa anche l&#8217;utilizzo di cannabis da parte del 12% dei giovani, in leggero calo rispetto al 14% del 2018.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Emerge da un ultimo rapporto dell&#8217;Oms/Europa su un campione di 280mila adolescenti intervistati. Quello che si delinea, avverte l&#8217;Oms, e &#8220;un quadro preoccupante del consumo di sostanze da parte degli adolescenti&#8221;, con una &#8220;riduzione del divario di genere nell&#8217;uso di sostanze&#8221;. Le conseguenze a lungo termine di queste tendenze, afferma l&#8217;Organizzazione mondiale della sanità, &#8220;sono significative e i politici non possono permettersi di ignorare tali risultati allarmanti&#8221;. </span><br />
<span style="font-size: 14pt;">    L&#8217;alcol è la sostanza consumata più frequentemente, con il 57% dei quindicenni intervistati che l&#8217;ha provata almeno una volta e quasi 4 su 10 (37%) indicano di aver consumato alcol negli ultimi 30 giorni. Circa 1 adolescente su 10 (9%) di tutte le fasce d&#8217;età ha sperimentato un significativo stato di ubriachezza &#8211; essendo stato ubriaco almeno due volte &#8211; nel corso della sua vita, un tasso che sale in modo allarmante dal 5% all&#8217;età di 13 anni al 20% all&#8217;età di 15 anni, &#8220;dimostrando una tendenza in aumento nell&#8217;abuso di alcol tra i giovani&#8221;. </span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">&#8220;L’uso diffuso di sostanze nocive tra i bambini in molti paesi della regione europea e oltre rappresenta una grave minaccia per la salute pubblica &#8211; afferma Hans Henri P. Kluge, direttore regionale dell’Oms per l’Europa -. Considerando che il cervello continua a svilupparsi anche dopo i 25 anni, gli adolescenti devono essere protetti dagli effetti di prodotti tossici e pericolosi. Sfortunatamente, i bambini oggi sono costantemente esposti al marketing online mirato di prodotti dannosi, mentre la cultura popolare, come i videogiochi, li normalizza&#8221;. L’oms/Europa, conclude, &#8220;sta lavorando con i paesi per garantire a tutti i giovani il miglior inizio possibile nella vita. Ciò significa proteggerli da prodotti tossici e che creano dipendenza, che potrebbero compromettere la loro qualità di vita negli anni a venire&#8221;.</span></p>
</div>
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		<item>
		<title>Aisf, fegato a rischio per i giovani con l’aumento del consumo di alcol fuori dal pasto</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/aisf-fegato-a-rischio-per-i-giovani-con-laumento-del-consumo-di-alcol-fuori-dal-pasto/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=aisf-fegato-a-rischio-per-i-giovani-con-laumento-del-consumo-di-alcol-fuori-dal-pasto</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Mar 2024 09:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[alcol]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il fegato dei giovani italiani soprattutto torna sotto osservazione, anche a causa di nuovi stili di vita che provocano un&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/aisf-fegato-a-rischio-per-i-giovani-con-laumento-del-consumo-di-alcol-fuori-dal-pasto/">Aisf, fegato a rischio per i giovani con l’aumento del consumo di alcol fuori dal pasto</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Il fegato dei giovani italiani soprattutto torna sotto osservazione, anche a causa di nuovi stili di vita che provocano un aumento delle cause metaboliche di diverse patologie. In particolare i nuovi modelli culturali che portano a consumare sempre più bevande alcoliche al di fuori dal pasto e che colpiscono i giovani mettono a serio rischio la salute del fegato. Questo è uno degli aspetti sotto osservazione di centinaia di specialisti,  in occasione del <b>56° Congresso Nazionale </b><b>dell’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato</b>, che si tiene a Roma presso il Centro Congressi Auditorium della Tecnica in Viale Umberto Tupini, 65, giovedì 14 e venerdì 15 marzo, alla presenza di oltre 800 specialisti.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><b>A BERE SONO SOPRATTUTTO I GIOVANI, MA ANCHE I PAZIENTI CON EPATOPATIA.</b>  <b>IL FENOMENO <i>BINGE DRINKING</i> &#8211;</b> Dalle stime dell&#8217;Istat e dell&#8217;Osservatorio nazionale alcol dell&#8217;Istituto Superiore di Sanità emerge che circa 35 milioni di italiani sopra gli 11 anni di età consumino bevande alcoliche (78,1% di uomini e 53,5% di donne) e che, di questi, più di 8,6 milioni abbiano una modalità del bere a rischio. Nel biennio 2021-2022, solo il 42% degli adulti di età compresa tra i 18 e i 69 anni dichiara di non consumare bevande alcoliche, mentre 1 persona su 6 (17%) ne fa un consumo definito a “maggior rischio” per la salute, per quantità o modalità di assunzione. Il 9% si caratterizza per consumi episodici eccessivi, secondo il fenomeno del <b><i>binge drinking</i></b> (5 o più unità alcoliche in una unica occasione per gli uomini e 4 o più per le donne). Il consumo a “maggior rischio” è più frequente tra i giovani e in particolar modo tra i giovanissimi (fra i 18-24enni la quota sfiora il 35%), fra gli uomini (21% vs 13% nelle donne) e tra le persone socialmente più avvantaggiate (19% vs 14%). Preoccupa anche il numero di persone che assume alcol pur avendo una controindicazione assoluta, come i pazienti con malattie del fegato, tra i quali il 52% dichiara di aver consumato alcol nei 30 giorni precedenti l’intervista. Il consumo di alcol a “maggior rischio” resta una prerogativa dei residenti nel Nord Italia (con un trend in aumento), in particolare il nord-est.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">“<i>Il consumo di alcol in Italia sta subendo cambiamenti</i> – evidenzia <b>Giacomo Germani</b>, Gastroenterologo, Unità Trapianto Multiviscerale, Azienda Ospedale – Università di Padova –. <i>Se prima era prevalente il consumo di vino durante il pasto, emergono percentuali del 40% per gli uomini e quasi il 20% delle donne che consumano alcolici fuori pasto.</i> <i>I dati cambiano poi a seconda dell’età, con i giovani che consumano più birra o altri alcolici. I consumatori abituali eccedentari tra i 16-17 anni registrano la percentuale più elevata, con il 35% dei maschi e il 29% delle femmine. Questo determina un problema sociale oltre che di salute. Nel 2021 circa 3 milioni italiani sopra gli 11 anni che hanno consumato alcol con modalità “binge drinking”, tra questi il 9.5% erano uomini e 3.6% donne. Un altro dato allarmante è che c’è una fascia d’età molto giovane, compresa tra gli 11 e i 17 anni, in cui il 17% dei maschi e il 14% delle femmine ha assunto alcol</i>”.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><b>AUMENTA IL RISCHIO DI STEATOSI E CIRROSI</b> – Gli effetti nocivi dell’alcol sulla salute possono essere di diverso tipo, senza contare che sono particolarmente gravi nei minori in quanto fino a 18 anni gli enzimi non sono ancora maturi per metabolizzarlo, aumentando così anche il rischio di provocare un coma etilico.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">“<i>L’alcol può avere effetti sul fegato che vanno dalla steatosi (l’accumulo di grasso) fino alla cirrosi, all’epatocarcinoma e all’epatite acuta alcol correlata, che ha un’elevatissima mortalità </i>– spiega  <b>Giacomo Germani</b> – <i>Ci sono poi i danni indiretti, come gli incidenti stradali, oltre ad altre patologie che colpiscono altri organi e a livello sistemico. Le preoccupazioni per la salute emergono anche in prospettiva: una popolazione giovanile che consuma alcol in quantità significative già dagli 11 anni d’età si espone in prospettiva a un elevato rischio di malattia epatica, soprattutto se in presenza di altre patologie o di predisposizione genetica. Anche il binge drinking è un fattore di rischio: insieme ad altri cofattori come il diabete o la predisposizione genetica nel lungo periodo può accentuare lo sviluppo di malattia epatica cronica e in particolare la cirrosi</i>”.</span></p>
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		<title>Tanta acqua e poco alcol, come proteggere i reni d&#8217;estate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jul 2023 09:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[alcol]]></category>
		<category><![CDATA[Reni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Eccessivo consumo di alcol, alimentazione ricca di grassi e proteine, eccessiva sudorazione, ambienti surriscaldati, poca acqua, troppa acqua: sono alcuni&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/tanta-acqua-e-poco-alcol-come-proteggere-i-reni-destate/">Tanta acqua e poco alcol, come proteggere i reni d&#8217;estate</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Eccessivo consumo di alcol, alimentazione ricca di grassi e proteine, eccessiva sudorazione, ambienti surriscaldati, poca acqua, troppa acqua: sono alcuni dei rischi da considerare con l&#8217;aumento delle temperature perché mettono a dura prova il corretto funzionamento dei reni.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">È quanto riferito dalla Società Italiana di Nefrologia (SIN) che ha messo a punto un vademecum per l&#8217;estate rivolto a tutti ma soprattutto ad anziani, ipertesi e pazienti con insufficienza cardiaca, per evitare confusione rispetto a consigli generali che si danno in estate ma che non vanno bene per certe categorie di pazienti.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">In estate è importante bere più liquidi per reidratarsi ma attenzione, raccomanda Stefano Bianchi, Presidente della Società Italiana di Nefrologia (SIN), il consiglio di bere tanto, però, vale solo per le persone con una funzionalità renale e cardiaca normale. In presenza di insufficienza renale e/o cardiaca (soprattutto quando è presente una cardiopatia con episodi di scompenso cardiaco), bisogna evitare di assumere quantità di acqua e liquidi molto superiori alla norma, perché i reni divengono incapaci di eliminare i liquidi in eccesso, con conseguente comparsa di ritenzione fino allo scompenso cardiaco.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Altra categoria di pazienti a rischio è quella degli ipertesi, specie se anziani, che assumono terapia antipertensiva, soprattutto in caso di assunzione di diuretici.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">&#8220;D&#8217;estate &#8211; sottolinea Mariacristina Gregorini, Segretario SIN e Direttore S.C. Nefrologia e Dialisi AUSL- IRCCS di Reggio Emilia &#8211; è molto importante controllare spesso la pressione arteriosa agli anziani, perché il grande caldo tende ad abbassarla anche in modo significativo. Con valori di pressione eccessivamente ridotti gli anziani vanno incontro più facilmente a problemi a carico del cervello (con aumentato rischio di cadute), cuore (con rischio di sofferenza cardiaca), reni (con ridotta funzionalità renale fino a veri e propri quadri di insufficienza renale acuta)&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Con il grande caldo la terapia antipertensiva e/o diuretica non va sospesa, ma molto spesso deve essere rimodulata in base alle esigenze dell&#8217;organismo: questa operazione va fatta sempre sotto il controllo del proprio medico di famiglia o del proprio specialista di riferimento.</span></p>
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		<title>Iss, 8 milioni i consumatori di alcol a rischio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Apr 2023 07:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[alcol]]></category>
		<category><![CDATA[Iss]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2021 sono stati 7,7 milioni gli italiani di età superiore a 11 anni (pari al 20% degli uomini e&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Nel 2021 sono stati 7,7 milioni gli italiani di età superiore a 11 anni (pari al 20% degli uomini e all&#8217;8,7% delle donne) che hanno bevuto quantità di alcol tali da esporre la propria salute a rischio.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Tre milioni e mezzo di persone hanno bevuto per ubriacarsi e 750mila sono stati i consumatori dannosi, cioè coloro che hanno consumato alcol provocando un danno alla loro salute, a livello fisico o mentale. E se è vero che molti valori sono diminuiti tornando ai livelli pre-pandemici, è altrettanto vero che questi erano comunque elevati e che i decrementi, registrati quasi sempre per gli uomini e non per le donne, sono distanti dal raggiungimento degli Obiettivi di salute sostenibile dell&#8217;Agenda 2030 delle Nazioni Unite.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">A scattare la fotografia è, come ogni anno, l&#8217;Osservatorio nazionale alcol (Ona) dell&#8217;Istituto superiore di Sanità, che ha rielaborato i dati Istat in occasione dell&#8217;Alcohol prevention day.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Tra i consumatori a rischio, preoccupano soprattutto i giovani (circa 1.370.000 tra 11 e 25 anni, di cui 620mila minorenni), le donne (circa 2,5 milioni, in crescita dal 2014, con punte massime di consumatrici a rischio del 29% tra le minorenni 16-17enni), gli anziani (2,6 milioni, di cui uno su 3 e quasi una su 10 over65 sono a rischio: eccedono su base quotidiana e consumano fuori pasto).</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">I dati saranno illustrati domani nel corso di un workshop internazionale presso la sede dell&#8217;Iss. </span></p>
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		<title>Cancro al Seno, l&#8217;abuso di alcol importante fattore di rischio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Feb 2023 10:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[alcol]]></category>
		<category><![CDATA[tumore al seno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il consumo eccessivo di alcol è un fattore cancerogeno rilevante ma &#8220;ancora sottovalutato&#8221;, soprattutto in relazione al tumore alla mammella&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Il consumo eccessivo di alcol è un fattore cancerogeno rilevante ma &#8220;ancora sottovalutato&#8221;, soprattutto in relazione al tumore alla mammella che resta la forma di cancro più diffusa in Italia, con 55.700 nuove diagnosi nel 2022.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">L&#8217;allerta arriva dagli oncologi in occasione del convegno Focus sul Carcinoma Mammario che, giunto alla sua ventesima edizione, riunisce a Udine oltre 500 esperti italiani e stranieri.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">    L&#8217;alcol, afferma il presidente dell&#8217;Associazione Italiana Oncologia Medica (Aiom) Saverio Cinieri, &#8220;è uno dei più rilevanti fattori di rischio del tumore del seno anche se vi è una tendenza a sottovalutarlo.</span></p>
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<p><span style="font-size: 14pt;">Non va assolutamente criminalizzato il consumo di bevande, come vino e birra, però numerose pubblicazioni scientifiche hanno evidenziato il collegamento con la neoplasia mammaria. Vi sono poi altri fattori di rischio conclamati come quelli riproduttivi-ormonali tra cui il menarca precoce, una menopausa tardiva e l&#8217;età più avanzata alla prima gravidanza. Infine, non va dimenticata la sedentarietà, una &#8216;malattia&#8217; che colpisce il 31% degli adulti italiani&#8221;. Enormi sono però gli avanzamenti scientifici degli ultimi due decenni. &#8220;Nei primi anni 2000 la sopravvivenza a cinque anni era poco più del 76% mentre ora siamo arrivati quasi al 90% &#8211; sottolinea Michelino De Laurentiis, Direttore del Dipartimento di Senologia e Toraco-Polmonare dell&#8217;Istituto Tumori Pascale di Napoli -. Il merito di questo straordinario successo è da ricercare nella nostra maggiore capacità di definire e individuare i vari sottotipi di carcinoma mammario.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">    Da questo passa la forte crescita del nostro arsenale terapeutico anche per le forme più gravi della malattia&#8221;. &#8220;Oggi si parla di medicina di precisione ma, nel caso della patologia mammaria, è interessante analizzare il concetto di chirurgia di precisione &#8211; prosegue Samuele Massarut, Direttore dell&#8217;Oncologia Chirurgica Senologica del Cro di Aviano -. Gli interventi sono sempre più personalizzati in base alle caratteristiche delle pazienti e della malattia&#8221;. </span></p>
<table border="0" width="100%" cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" bgcolor="#FFFFFF" width="100%">
<table border="0" width="100%" cellspacing="8" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top"><span id="text" style="font-size: 14pt;">In molti casi, può essere evitata la linfadenectomia ascellare, a livello mammario si è sempre più conservativi, mentre la chirurgia ricostruttiva, sottolinea l&#8217;oncologo, &#8220;consente di raggiungere ottimi risultati e, laddove il contesto clinico lo consente, può essere proposto il trattamento radiante intraoperatorio&#8221;. Una delle sfide più difficili restano tuttavia i tumori mammari in fase metastatica, spiega Lucia Del Mastro, direttore della Clinica di Oncologia Medica dell&#8217;Irccs Ospedale Policlinico San Martino, Università di Genova. Sono circa 14mila, afferma, &#8220;i nuovi casi che registriamo ogni anno in tutta Italia e per queste donne è fondamentale definire un percorso di cura il più possibile personalizzato e che rientri sempre in una gestione multidisciplinare della neoplasia&#8221;.<br />
In questi ultimi 20 anni, inoltre, il ruolo dell&#8217;anatomo-patologo è cresciuto esponenzialmente ed ha assunto una rilevanza fondamentale, conclude Giuseppe Viale, direttore del Dipartimento di Anatomia Patologica e Medicina di Laboratorio, Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano: &#8220;La ricerca internazionale, anche grazie a importanti contributi italiani, è riuscita a identificare dei biomarcatori specifici per le varie forme di neoplasia mammaria. Questi rappresentano dei bersagli per le nuove terapie che hanno dimostrato di essere efficaci sia nella malattia avanzata che in quella precoce. E si contano almeno sette diversi biomarcatori per altrettanti trattamenti&#8221;.</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Trattamenti per la fertilità, quanto il consumo di alcol influisce sulla probabilità di successo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Oct 2022 08:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[alcol]]></category>
		<category><![CDATA[fertilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il consumo di caffeina non sembra ridurre le probabilità di successo dei trattamenti per la fertilità nelle donne, mentre occorre&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Il consumo di caffeina non sembra ridurre le probabilità di successo dei trattamenti per la fertilità nelle donne, mentre occorre fare attenzione al consumo di alcol, che diminuisce le possibilità di avere un figlio anche quando a bere, nelle coppia, è l&#8217;uomo.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Lo suggerisce un&#8217;analisi del Tongji Medical College (Cina), pubblicato su Acta Obstetricia et Gynecologica Scandinavica, che ha preso in considerazione i risultati di 7 studi sul consumo di caffeina e di 9 studi sul consumo di alcol, per un totale di 26.922 donne (e partner) che hanno fatto ricorso ai trattamenti per la fertilità.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">&#8220;Le coppie dovrebbero essere consapevoli che alcuni fattori modificabili del loro stile di vita, come il consumo di alcol, possono influenzare i risultati del trattamento. Ma quanto questi fattori influiscano sul sistema riproduttivo deve essere ancora approfondito&#8221;, ha affermato Yufeng Li, tra gli autori dello studio.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">    L&#8217;analisi dei dati ha in particolare rilevato che il consumo di caffeina da parte delle donne sottoposte a trattamento e dei loro partner non era significativamente associato ad alcun cambiamento dei tassi di gravidanza o di nascita di un figlio.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Al contrario, il consumo materno e paterno di alcol sembrava influire negativamente sulle possibilità di avere una gravidanza dopo il trattamento e di vedere nascere un figlio.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">    In particolare, rispetto alle coppie che si sono astenute dal bere, il consumo di una sola unità alcolica al giorno, vale a dire l&#8217;equivalente di un bicchiere di vino o una lattina di birra, per un totale di 84 grammi di alcol settimanali, tra le donne era associato a -7% di probabilità di avere una gravidanza. Effetti negativi sono stati riscontrati anche nel caso in cui a bere sia l&#8217;uomo: chi consumava più di 84 grammi a settimana aveva il 9% di probabilità in meno di diventare papà.</span></p>
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