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	<title>zanzare Archivi - TuttoSanità</title>
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	<title>zanzare Archivi - TuttoSanità</title>
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		<title>Caldo torrido e insetti che pungono tutto l&#8217;anno: le vecchie difese non bastano più</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 06:30:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
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		<category><![CDATA[malattie]]></category>
		<category><![CDATA[zanzare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> Inverni corti e miti, estati lunghe e caldissime con temperature ben oltre le medie delle passate stagioni e gli insetti&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<table style="width: 100%;" role="presentation" border="0" width="100%" cellspacing="0" cellpadding="10">
<tbody>
<tr>
<td style="width: 100%;">
<div>
<p><span style="font-size: 14pt;"> Inverni corti e miti, estati lunghe e caldissime con temperature ben oltre le medie delle passate stagioni e gli insetti pungitori (zanzare, zecche, pulci &#8230;) potenziali vettori di malattie, anche importanti, diventano unna minaccia seria per gli esseri umani.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Fino a qualche anno fa, il problema di questi insetti  iniziava a giugno e si spegneva con i primi freddi di fine settembre. Oggi, l&#8217;estate 2026 ci conferma che questa rigida stagionalità è un ricordo del passato. A causa delle alterazioni climatiche, zanzare &amp; C. stanno cambiando rapidamente abitudini, sono presenti quasi per tutto l&#8217;anno (e in qualche zona dl Bel Paese il quasi risulta superfluo) e sono diventati una priorità anche di salute pubblica che richiede un nuovo approccio alla prevenzione.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Gli esperti del team scientifico di <strong>Citriodiol</strong> — leader mondiale nella produzione e nella sperimentazione di principi attivi botanici repellenti per insetti — hanno analizzato le quattro dinamiche silenziose che stanno ridefinendo la nostra convivenza con questi parassiti:</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong> La scomparsa del &#8220;reset&#8221; invernale</strong> &#8211; con inverni sempre più miti, è venuto a mancare il gelo prolungato che agiva da disinfestante naturale. Specie come la zanzara comune e le pulci rimangono ormai attive per quasi tutto l&#8217;anno. Questo allungamento della stagione riproduttiva porta a un accumulo di generazioni, generando picchi demografici estivi eccezionalmente densi.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>L&#8217;effetto &#8220;Incubatrice&#8221;: virus più veloci</strong> &#8211; il caldo estremo non accelera solo il ciclo vitale dell&#8217;insetto, ma anche quello dei patogeni che trasporta. Con temperature medie vicine ai 30°C, il tempo necessario a un virus (come Dengue o West Nile) per moltiplicarsi all&#8217;interno della zanzara e renderla infettiva si dimezza. Le zanzare diventano contagiose molto più in fretta e hanno più tempo per trasmettere le malattie.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>L&#8217;invasione delle alte quote</strong> &#8211; il riscaldamento globale sta riscrivendo le mappe geografiche del rischio. Le zecche, vettori della pericolosa Malattia di Lyme, un tempo confinate a quote collinari, oggi prosperano comunemente oltre i 1.500 metri su Alpi e Appennini. Allo stesso modo, i pappataci hanno ormai colonizzato stabilmente le regioni del Nord Italia.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Il paradosso meteo: alluvioni e siccità alleati delle zanzare</strong> &#8211; le piogge estreme creano enormi ristagni temporanei senza predatori naturali (habitat perfetto per le larve). Al contrario, durante i periodi di grave siccità, l&#8217;acqua rimasta nei letti dei fiumi o stoccata nei serbatoi agricoli diventa la culla ideale per la proliferazione della Zanzara Tigre.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>La Guida Pratica: Come proteggersi nel nuovo scenario climatico</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Di fronte a un&#8217;esposizione prolungata — che oggi va da marzo a novembre — le vecchie abitudini di protezione non bastano più. Ecco <strong>3 consigli degli esperti</strong> per adattarsi a questa nuova normalità senza danneggiare l&#8217;ecosistema:</span></p>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table class="m_2020992418512646679list_block" role="presentation" border="0" width="100%" cellspacing="0" cellpadding="10">
<tbody>
<tr>
<td>
<div>
<ul>
<li aria-level="1"><span style="font-size: 14pt;"><strong>Prevenzione quotidiana, non solo serale:</strong> la Zanzara Tigre punge di giorno, le zecche si prendono passeggiando nei boschi al mattino; la protezione repellente deve diventare una routine quotidiana prima di uscire, esattamente come la protezione solare, e non solo lo spray da usare per la cena all&#8217;aperto.</span></li>
<li aria-level="1"><span style="font-size: 14pt;"><strong>Gestione idrica domestica strategica:</strong> con le piogge irregolari, ogni goccia conta. Coprire con zanzariere a maglia fine i bidoni di raccolta dell&#8217;acqua piovana e svuotare quotidianamente gli abbeveratoi degli animali domestici impedisce che diventino focolai larvali nei periodi di siccità.</span></li>
<li aria-level="1"><span style="font-size: 14pt;"><strong>La scelta botanica per l&#8217;uso prolungato:</strong> dover usare un repellente per 9 mesi all&#8217;anno pone un serio problema di esposizione a sostanze chimiche di sintesi (come il DEET) e di impatto sugli ecosistemi idrici durante le docce. La soluzione è affidarsi alla &#8220;chimica verde&#8221;. Il principio attivo di origine vegetale più efficace è <strong>Citriodiol® (olio di Eucalyptus citriodora, idratato, ciclizzato)</strong>: estratto dalle foglie di eucalipto, garantisce <strong>un&#8217;efficacia</strong> di grado medico (protegge anche dalle zecche) ma risulta delicato sulla pelle e rapidamente biodegradabile, perfetto per un uso quotidiano e prolungato.</span></li>
</ul>
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		<title>Arbovirosi, quelle fastidiose &#8220;punture&#8221; che possono risultare fatali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale De Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 04:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[arbovirosi]]></category>
		<category><![CDATA[zanzare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel pieno della stagione estiva, caratterizzata da temperature elevate, ondate di calore sempre più frequenti e condizioni ambientali favorevoli alla&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Nel pieno della stagione estiva, caratterizzata da <strong>temperature elevate</strong>, <strong>ondate di calore</strong> sempre più frequenti e condizioni ambientali favorevoli alla <strong>proliferazione dei vettori</strong>, tornano al centro dell’attenzione le <strong>arbovirosi</strong>, malattie trasmesse principalmente da <strong>zanzare</strong> e altri artropodi. Le prime segnalazioni di casi importati e autoctoni, registrate in diverse aree del Paese, confermano come il rischio di diffusione di queste infezioni rappresenti ormai una realtà con cui il <strong>Servizio Sanitario Nazionale</strong> deve confrontarsi ogni anno.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">In questo contesto assume particolare rilevanza la circolare del <strong>Ministero della Salute</strong> per la stagione vettoriale 2026, che richiama l’attenzione delle <strong>Regioni</strong>, delle <strong>Aziende Sanitarie</strong> e delle <strong>Amministrazioni locali</strong> sulla necessità di <strong>rafforzare</strong> le attività di <strong>sorveglianza</strong>, <strong>prevenzione</strong> e <strong>controllo</strong> delle arbovirosi attraverso <strong>un approccio integrato e multidisciplinare</strong>.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">La <strong>Società Italiana d’Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI)</strong> condivide pienamente l’impostazione delineata dal <strong>Ministero della Salute</strong> e ribadisce la necessità di rafforzare la <strong>sorveglianza epidemiologica, entomologica e virologica</strong>, migliorare la <strong>tempestività delle segnalazioni</strong> e <strong>consolidare l’integrazione operativa</strong> tra sanità umana, veterinaria e ambientale secondo i principi dell’approccio <strong>“One Health”</strong>.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><em>“Il contesto epidemiologico nazionale ed internazionale è caratterizzato dall’<strong>aumento </strong>dei flussi di <strong>viaggiatori</strong>, dai <strong>cambiamenti climatici</strong> e dalla crescente <strong>diffusione dei vettori</strong>. In queste condizioni diventa sempre più importante investire in prevenzione, sorveglianza e capacità di risposta tempestiva </em>– afferma il <strong>Dr. Enrico Di Rosa</strong>, Presidente della <strong>Società Italiana d’Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI)</strong> –<em> Le <strong>arbovirosi</strong> non rappresentano più un rischio occasionale, o limitato a specifiche aree geografiche, ma una <strong>sfida strutturale</strong> per la <strong>Sanità Pubblica</strong> che richiede una <strong>programmazione stabile</strong> e un <strong>approccio pienamente preventivo</strong>”.</em></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><em> </em></span></p>
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		<item>
		<title>Febbre del Nilo, salgono a 8 le vittime nel Casertano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Aug 2025 10:22:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[CASERTA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Capua]]></category>
		<category><![CDATA[vittima]]></category>
		<category><![CDATA[zanzare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Risiedeva a Capua (Caserta) l&#8217;83enne pensionato morto all&#8217;ospedale Sant&#8217;Anna e San Sebastiano di Caserta perché infettato dal virus West Nile. Si&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;">Risiedeva a Capua (Caserta) l&#8217;83enne pensionato morto all&#8217;ospedale Sant&#8217;Anna e San Sebastiano di Caserta perché infettato dal virus West Nile. Si tratta dell&#8217;ottava vittima del virus nel Casertano. </span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Il sindaco di Capua Adolfo Villani ha attivato le procedure per il monitoraggio nell&#8217;area dove viveva l&#8217;anziano ed emesso un&#8217;ordinanza disponendo in via precauzionale la pulizia dei terreni incolti, delle piscine in disuso e di tutte le strutture in grado di sviluppare ristagni d&#8217;acqua. L&#8217;83enne era stato ricoverato nei giorni scorsi, ma le sue condizioni si sono aggravate fino a provocarne il decesso.</span><br />
<span style="font-size: 18px;">   </span></p>
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		<item>
		<title>Spray anti-zanzare per bambini: come scegliere quello giusto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jul 2025 08:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[repellenti]]></category>
		<category><![CDATA[zanzare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l’arrivo dell’estate il prodotto antizanzare diventa un prodotto indispensabile e soprattutto se deve proteggere i bambini la scelta può&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/anti-zanzare-adatti-ai-bambini-scegliere-il-repellente-giusto/">Spray anti-zanzare per bambini: come scegliere quello giusto</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;">Con l’arrivo dell’estate il prodotto antizanzare diventa un prodotto indispensabile e soprattutto se deve proteggere i bambini la scelta può essere guidata da diversi driver di sicurezza ed efficacia. A fare chiarezza è Altroconsumo, che ha analizzato 85 prodotti repellenti, di cui 31 pensati per l’infanzia, tracciando una guida pratica per orientarsi tra etichette, claims e sostanze da evitare.</span></p>
<h2><span style="font-size: 18px;"><b>Pubblicità: non fidarsi ciecamente dei claims</b></span></h2>
<p><span style="font-size: 18px;">Per Altroconsumo, il primo errore da non commettere è fidarsi ciecamente delle diciture pubblicitarie sulle confezioni. Secondo i testo effettuati “non sempre ci si può fidare dei claim “kids” o “per bambini”. Spesso si tratta di prodotti cosmetici a base di olii essenziali poco efficaci, altre volte contengono Deet, una sostanza molto efficace, che però sconsigliamo in via precauzionale. Possono contenere allergeni del profumo, sconsigliabili in prodotti che non si risciacquano e restano a lungo a contatto con la pelle sensibile dei bambini” avverte l’associazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Anche i claim come “baby”, “junior” o “kids” non offrono garanzie: “I produttori li utilizzano a propria discrezione, mancando delle linee guida ufficiali”, spiega Altroconsumo, sottolineando come l’unico modo per riconoscere un repellente efficace sia leggere con attenzione l’etichetta sul retro del prodotto.</span></p>
<h2><span style="font-size: 18px;"><b>Quando iniziare a usare il repellente. Concentrazioni e formato</b></span></h2>
<p><span style="font-size: 18px;">Uno dei punti cardine della guida è l’età del bambino. Prima dei 2 anni, Altroconsumo è netta: “Non va usato nessun repellente, ma solo barriere fisiche, zanzariere e indumenti protettivi”. Dopo i 2 anni si può cominciare ad applicare repellenti con basse concentrazioni di principio attivo, prediligendo formati che non si spruzzano per ridurre i rischi di inalazione o ingestione.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Dai 2 anni sono consigliate solo concentrazioni al 10%, dai 3 anni al 20%. Le salviettine sono il formato più adatto, riducendo i rischi di ingestione, inalazione e irritazione oculare. Bene anche gel, roll on e stick che non si spruzzano.</span></p>
<h2><span style="font-size: 18px;"><b>I principi attivi: quali funzionano davvero</b></span></h2>
<p><span style="font-size: 18px;">Sul fronte degli ingredienti, Altroconsumo raccomanda per l’infanzia solo prodotti autorizzati come presidi medico-chirurgici o biocidi, e non cosmetici. I principi attivi più consigliati sono icaridina, citrepel (o citrodiol) e cymbopogon, ritenuti un buon compromesso tra efficacia e tollerabilità. Il DEET, pur efficace, è “sconsigliato in via precauzionale per la pelle delicata dei più giovani”, così come l’IR3535, ritenuto “poco efficace e da evitare”.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Attenzione anche alla concentrazione: oltre alle concentrazioni adatta a seconda dell’età, al di sotto del 5%, l’efficacia è limitata; sopra il 30-50%, aumenta il rischio di effetti indesiderati e la formulazione non è adatta ai bambini.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Diverso è il caso degli oli essenziali: non riportano concentrazione in etichetta perché sono classificati come cosmetici, non repellenti. “Non sono efficaci indipendentemente da quanti ne contengono”, precisa l’associazione. Inoltre, non avendo ricevuto un’autorizzazione ufficiale, non garantiscono né efficacia né sicurezza.</span></p>
<h2><span style="font-size: 18px;"><b>Leggere l&#8217;etichetta: come riconoscere un vero repellente</b></span></h2>
<p><span style="font-size: 18px;">La differenza tra un repellente efficace e un cosmetico profumato si gioca sul retro della confezione. Altroconsumo raccomanda di verificare sempre la presenza della dicitura “Presidio Medico Chirurgico” o “biocida”, accompagnata dal numero di autorizzazione del Ministero della Salute, dal nome del principio attivo e dalla relativa concentrazione espressa in grammi per 100 g di prodotto.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Se, al contrario, sulla confezione compare soltanto l’elenco ingredienti in linguaggio INCI, si tratta di un cosmetico, che può profumare o idratare, ma “non può vantare nessuna efficacia repellente”.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Altroconsumo sottolinea che, pur non potendo escludere ogni possibile reazione individuale, alcune precauzioni possono ridurre significativamente il rischio, soprattutto nei bambini. “Non utilizzare Deet, olii essenziali o concentrazioni elevate (30-50%)”, è il consiglio. Va inoltre evitata l’applicazione su pelle lesa o irritata e, dopo l’uso, è sempre buona norma “sciacquare abbondantemente la pelle con acqua”.</span></p>
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<p><span style="font-size: 9px;">Fonte: <a href="https://www.doctor33.it/articolo/65153/anti-zanzare-adatti-ai-bambini-scegliere-il-repellente-giusto-le-indicazioni">https://www.doctor33.it/articolo/65153/anti-zanzare-adatti-ai-bambini-scegliere-il-repellente-giusto-le-indicazioni</a></span></p>
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		<item>
		<title>West Nile, 12 casi in Campania</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/west-nile-12-casi-in-campania/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=west-nile-12-casi-in-campania</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Manto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jul 2025 06:30:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[CASERTA]]></category>
		<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[febbre]]></category>
		<category><![CDATA[Nilo]]></category>
		<category><![CDATA[zanzare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aumentano in Campania, i casi accertati riconducibili al virus che provoca la Febbre del Nilo. Rispetto al precedente bollettino (9&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;">Aumentano in Campania, i casi accertati riconducibili al virus che provoca la Febbre del Nilo. Rispetto al precedente bollettino (9 i casi accertati) infatti il numero dei contagiati è salito a 12. Fra questi, per quattro, si è reso necessario il ricovero in terapia intensiva.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Intanto, a Portici nell’Istituto zooprofilattico del Mezzogiorno ,si esaminano le zanzare catturate nelle zone di provenienza dei pazienti contagiati.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Certamente non è una situazione da allarme rosso, come sottolinea qualche esperto, ma fra la popolazione campana segnatamente nelle zone che hanno fatto registrare i primi casi, cresce la paura. Basta guardare gli scaffali  dei supermercati per rendersene conto. Quelli contenenti repellenti, insetticidi e prodotti vari per difendersi dal molesto insetto, sono vuoti o in via di svuotamento.</span></p>
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		<title>Appello della Società di Igiene: urge prevenire le Arbovirosi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2025 06:30:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[arbovirosi]]></category>
		<category><![CDATA[protezione]]></category>
		<category><![CDATA[zanzare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l’arrivo del bel tempo e del caldo torna, putroppo, la “minaccia” delle malattie trasmesse da vettori come le zanzare. La Società&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 18px;"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-91868 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2025/06/Dr.-Enrico-Di-Rosa_Presidente-SItI.jpg?resize=300%2C200&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="200" srcset="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2025/06/Dr.-Enrico-Di-Rosa_Presidente-SItI-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2025/06/Dr.-Enrico-Di-Rosa_Presidente-SItI-scaled.jpg?resize=1024%2C681&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2025/06/Dr.-Enrico-Di-Rosa_Presidente-SItI-scaled.jpg?resize=768%2C511&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2025/06/Dr.-Enrico-Di-Rosa_Presidente-SItI-scaled.jpg?resize=1536%2C1022&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2025/06/Dr.-Enrico-Di-Rosa_Presidente-SItI-scaled.jpg?w=1140&amp;ssl=1 1140w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" data-recalc-dims="1" />Con l’arrivo del bel tempo e del <strong>caldo</strong> torna, putroppo, la “minaccia” delle malattie trasmesse da vettori come le <strong>zanzare</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 18px;">La <strong>Società Italiana di Igiene (SItI)</strong> ha lanciato <strong>un appello urgente</strong> alle <strong>Istituzioni</strong> e alla <strong>popolazione</strong> per una <strong>rinnovata attenzione</strong> ed un <strong>immediato rilancio</strong> delle <strong>azioni preventive</strong> contenute nel <strong>Piano Nazionale Prevenzione Arbovirosi</strong>. Questo impegno richiede un <strong>approccio &#8220;One Health&#8221;</strong> con il coinvolgimento pieno delle competenze igienistiche, veterinarie ed ambientali e la sensibilizzazione ed attivazione delle Amministrazioni Locali.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 18px;"><em>&#8220;La <strong>prevenzione</strong> è <strong>l&#8217;arma più efficace</strong> che abbiamo contro le arbovirosi </em>&#8211; dichiara il <strong>Dr. Enrico Di Rosa</strong>, Presidente della Società Italiana d’Igiene &#8211;<em> L&#8217;esperienza ci ha dimostrato che sottovalutare il rischio e non agire in modo tempestivo può portare a <strong>conseguenze sanitarie significative</strong>. È fondamentale che le <strong>Amministrazioni Locali</strong> si sentano <strong>pienamente coinvolte e responsabilizzate</strong> nell&#8217;attuazione del Piano Nazionale Prevenzione Arbovirosi, stanziando risorse adeguate e promuovendo la collaborazione tra i diversi attori del territorio. Con il Piano 2020-2025 in scadenza è il momento di rinnovare l&#8217;impegno e consolidare le strategie. La necessità di una <strong>collaborazione stretta</strong> con i medici veterinari, secondo l&#8217;approccio &#8216;One Health&#8217;, è più che mai evidente, data la circolazione di questi virus anche negli animali. La salute di tutti dipende dall&#8217;impegno sinergico di Istituzioni, cittadini e, in particolare, delle nostre comunità locali&#8221;.</em></span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 18px;"><em> </em></span></p>
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		<title>Febbre del Nilo, scendono a 61 i nuovi casi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Aug 2024 06:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[aggiornamento]]></category>
		<category><![CDATA[febbre]]></category>
		<category><![CDATA[Nilo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono 61 i nuovi casi umani di West Nile Virus (Wnv) segnalati nel periodo 22–28 agosto, leggermente meno rispetto ai&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Sono 61 i nuovi casi umani di West Nile Virus (Wnv) segnalati nel periodo 22–28 agosto, leggermente meno rispetto ai 72 della settimana precedente. Dall’inizio di maggio 2024, quando è partita la sorveglianza, sono stati segnalati in Italia 232 casi confermati di infezione da Wnv nell’uomo (171 nel precedente bollettino) e notificati 8 decessi (1 Piemonte, 4 Veneto, 1 Friuli-Venezia Giulia, 2 Emilia-Romagna). Questi i dati aggiornati del bollettino di sorveglianza integrata West Nile e Usutu virus, diffuso oggi dall&#8217;Istituto superiore di sanità.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Dei casi segnalati da maggio, 131 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva (4 Piemonte, 1 Lombardia, 27 Veneto, 5 Friuli-Venezia Giulia, 80 Emilia-Romagna<strong>, 3 Campania</strong>, 2 Puglia, 1 Calabria, 1 Sardegna, 2 casi importati dagli Stati Uniti e 5 dall’Albania), 29 sono casi asintomatici identificati in donatori di sangue (2 Piemonte, 8 Lombardia, 5 Veneto, 2 Friuli- Venezia Giulia, 11 Emilia-Romagna, 1 Campania), 72 casi di febbre (2 Piemonte, 1 Lombardia, 46 Veneto, 20 Emilia-Romagna, 1 Calabria, 1 caso importato da Oman e 1 dal Marocco). Il primo caso umano autoctono di infezione da Wnv della stagione è stato segnalato dall’Emilia-Romagna il 26 giugno nella provincia di Modena.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Castel Volturno, cresce l&#8217;allarme West Nile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Oct 2022 13:25:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[CASERTA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Castel Volturno]]></category>
		<category><![CDATA[febbre]]></category>
		<category><![CDATA[Nilo]]></category>
		<category><![CDATA[zanzare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo la positività accertata su di un cavallo deceduto, rilevata in seguito all&#8217;autopsia, altri quattro animali &#8211; tre cavalli e&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Dopo la positività accertata su di un cavallo deceduto, rilevata in seguito all&#8217;autopsia, altri quattro animali &#8211; tre cavalli e un pollo &#8211; dello stesso allevamento sono risultati contagiati dal virus trasmesso dalle zanzare comuni, che può colpire anche l&#8217;uomo.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Il riscontro è arrivato grazie all&#8217; indagine epidemiologica svolta in modo congiunto dal personale dell&#8217;Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno (Unità di Malattie esotiche e trasmesse da insetti vettori), del servizio veterinario dell&#8217;Asl di Caserta e dei rappresentanti del Centro di riferimento Regionale per la Sanità Animale (Cresan).</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">    I tecnici si sono messi a lavoro subito dopo il primo caso di West Nile, campionando gli altri cavalli e i polli dell&#8217;azienda, e scoprendo quattro nuove positività. &#8220;L&#8217;azienda è stata messa in biosicurezza &#8211; spiega una nota dell&#8217;Istituto Zooprofilattico &#8211; ed a seguito di successive analisi su insetti vettori presenti, verrà effettuato un trattamento di disinfestazione. È stato inoltre prodotto un buffer di protezione del raggio di 5 km con epicentro il focolaio, all&#8217;interno del quale sono state identificate e saranno campionate tutte le aziende in possesso di specie sensibili&#8221;. L&#8217;Asl di Caserta, in una nota a firma del direttore Amedeo Blasotti, evidenzia di aver &#8220;istituito una task force per il contenimento dell&#8217;infezione&#8221;. &#8220;Si stanno mettendo a dimora le trappole &#8211; fa sapere l&#8217;Asl &#8211; per verificare il grado di infezione delle zanzare del luogo. Anche il centro trasfusionale sta applicando le misure di controllo previste in tali casi, come la verifica dell&#8217;eventuale presenza del virus nel sangue donato. Al fine delle prevenzione della malattia, si consiglia l&#8217;uso di repellenti fino ad almeno all&#8217;arrivo della stagione invernale&#8221;. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Zanzare, dopo le tigri ecco le coreane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Dec 2019 10:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[zanzare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo perché la zanzara coreana ha una diffusione molto rapida e, a differenze della zanzara tigre, è in grado di&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: large;"><b>Questo perché la zanzara coreana ha una diffusione molto rapida e, a differenze della zanzara tigre, è in grado di sopravvivere a temperature molto basse e altitudini maggiori.</b></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large;">Sotto l’albero di Natale, ogni anno, spesso arrivano i regali più attesi. In questo caso, però, insieme a Babbo Natale, potrebbe arrivare una sorpresa molto meno gradita. Da qualche anno in Italia, infatti, si è riscontrata la presenza della Zanzara Coreana (Aedes Koreicus), appena più grande della zanzara tigre e che rappresenta una nuova minaccia per la salute umana e animale. Questo insetto è infatti capace di trasmettere anche il virus dell’encefalite giapponese e la filariosi, pericolosi per l’uomo e gli animali.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Il primo avvistamento di questa specie invasiva di origine asiatica è stato nel 2011 nella provincia di Belluno e ad oggi, in Italia, è presente in almeno 5 regioni &#8211; Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Veneto, Lombardia e Liguria. Questo perché la zanzara coreana ha una diffusione molto rapida e, a differenze della zanzara tigre, è in grado di sopravvivere a temperature molto basse e altitudini maggiori. Inoltre l’espansione di questo insetto viene agevolata dal trasporto passivo per mezzo di autoveicoli privati o per il trasporto merci. Trova il suo habitat ideale nei luoghi umidi con presenza di ristagni d’acqua.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">L’Aedes Koreicus, come la zanzara tigre, utilizza per la riproduzione contenitori artificiali (vasi, penumatici, vivai, cimiteri, binari stradali), ma anche habitat naturali (fossati); le larve di entrambe le specie sono state trovate in alcuni casi negli stessi siti di riproduzione. Grazie alla sua tolleranza alle temperature piuttosto basse (fino a 10°C), la zanzara coreana riesce a colonizzare aree collinari e montuose, non raggiunte dalla zanzara tigre. Non sorprende quindi che, secondo i dati dell’Osservatorio Rentokil, nel 2019 le richieste d’intervento nel periodo autunno-inverno contro le zanzare sono aumentate del 44% rispetto al 2018.</span></p>
<p>“<span style="font-size: large;">La zanzara coreana si differenzia dalla zanzara tigre, oltre che per le dimensioni maggiori, per la mancanza della linea bianca sul dorso e per la sua attività prevalentemente diurna &#8211; commenta Ester Papa, technical manager di Rentokil Italia – per difendersi da questa specie, valgono gli stessi rimedi utilizzati nel periodo primaverile e estivo: continuare a utilizzare zanzariere e repellenti, mantenere gli spazi esterni in ordine, tagliando la vegetazione e rimuovendo l’acqua stagnante da sottovasi e secchi. In generale, anche d’inverno non bisogna abbassare la guardia nella lotta alle zanzare poiché sia le uova sia le zanzare in forma adulta possono entrare in </span><span style="font-size: large;"><i>diapausa,</i></span><span style="font-size: large;"> uno stato di ibernazione che le rende inattive fino al loro risveglio nel periodo più caldo”.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Le zanzare riescono quindi a restare in vita anche nel periodo più freddo, annidandosi in luoghi come garage, cantine e spazi esterni con un microclima adatto alla loro sopravvivenza. Il continuo monitoraggio di questi spazi è fondamentale per evitare di “allevare il nemico” in casa propria.</span></p>
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