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	<title>virus Archivi - TuttoSanità</title>
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	<title>virus Archivi - TuttoSanità</title>
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		<title>Virus respiratori, dopo influenza e Covid rischio cardiovascolare fino a 5 volte maggiore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2025 10:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[respiratori]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Durante le settimane successive all’infezione da virus respiratori come influenza o SARS-CoV-2, il rischio di infarto o ictus può aumentare&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;">Durante le settimane successive all’infezione da virus respiratori come influenza o SARS-CoV-2, il rischio di infarto o ictus può aumentare fino a cinque volte. È quanto emerge da una revisione sistematica e metanalisi pubblicata sul Journal of the American Heart Association (JAHA), condotta su 155 studi da un gruppo di ricercatori della David Geffen School of Medicine dell’Università della California a Los Angeles, guidati da Kosuke Kawai.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">L’analisi mostra che, nel mese successivo a un episodio di influenza confermata in laboratorio, la probabilità di un infarto è circa quattro volte superiore e quella di ictus cinque volte maggiore rispetto ai periodi di controllo. Per quanto riguarda l’infezione da Covid, il rischio risulta triplicato sia per infarto che per ictus nelle 14 settimane successive, mantenendosi elevato fino a un anno.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Secondo gli autori, la spiegazione risiede nella risposta immunitaria che segue l’infezione: l’attivazione di processi infiammatori e procoagulanti può persistere anche dopo la risoluzione dei sintomi, favorendo eventi cardiovascolari acuti.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Il rischio non riguarda solo le infezioni stagionali. Le infezioni croniche come HIV, epatite C e herpes zoster si associano a un incremento a lungo termine del rischio cardiovascolare: +60% per infarto e +45% per ictus in presenza di HIV; +27% e +23% rispettivamente per epatite C; +12% e +18% per herpes zoster.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">I ricercatori sottolineano che il rischio legato a HIV, HCV e zoster è inferiore rispetto a quello osservato dopo influenza e Covid, ma risulta clinicamente rilevante poiché persiste nel tempo. “Le misure preventive contro le infezioni virali, inclusa la vaccinazione, possono svolgere un ruolo importante nel ridurre il rischio di malattie cardiovascolari”, evidenzia Kawai.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Secondo gli autori, aumentare i tassi di vaccinazione contro influenza, Covid e herpes zoster potrebbe contribuire a diminuire l’incidenza complessiva di infarti e ictus. Una revisione citata nello studio indica che il vaccino antinfluenzale riduce del 34% il rischio di eventi cardiovascolari maggiori.</span></p>
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		<title>Virus respiratori in crescita, al Bambino Gesù attesi oltre 10.000 accessi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2025 06:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[respiratori]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oltre 10.000 accessi al Pronto Soccorso sono attesi nei prossimi mesi per infezioni respiratorie stagionali al Bambino Gesù di Roma,&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;">Oltre 10.000 accessi al Pronto Soccorso sono attesi nei prossimi mesi per infezioni respiratorie stagionali al Bambino Gesù di Roma, in linea con i dati dello scorso anno. Lo riferisce l’ospedale pediatrico, che segnala un anticipo di circa due settimane nell’inizio dei casi rispetto al 2024-25. Nella scorsa stagione, su 10.831 accessi per patologie respiratorie, i ricoveri sono stati 1.378, di cui 49 in terapia intensiva, la metà rispetto ai 98 dell’anno precedente, risultato attribuito anche all’avvio dell’immunizzazione contro il virus respiratorio sinciziale (RSV).</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Secondo le stime epidemiologiche, oltre 5 milioni di minori saranno colpiti in Italia da sindromi influenzali o parainfluenzali, mentre la circolazione dei virus A/H3N2 e B/Victoria osservata in Australia lascia prevedere una stagione intensa. “Anche quest’anno i virus respiratori circoleranno con forza – spiega <b>Alberto Villani</b>, responsabile di Pediatria generale e malattie infettive del Bambino Gesù –. È fondamentale mantenere l’attenzione, evitare ambienti affollati per i lattanti e vaccinare contro l’influenza”.</span></p>
<h2><span style="font-size: 18px;"><b>Prevenzione e strumenti di protezione</b></span></h2>
<p><span style="font-size: 18px;">Lavarsi spesso le mani, coprire naso e bocca quando si tossisce o starnutisce, e limitare i contatti con persone sintomatiche restano le misure primarie di prevenzione. La vaccinazione antinfluenzale è raccomandata per tutti i bambini dai sei mesi ai sette anni, per i soggetti con patologie croniche, le donne in gravidanza, gli over 60 e il personale sanitario. È inoltre attiva la campagna vaccinale anti-Covid-19 per tutte le fasce di età.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Accanto ai vaccini, sono oggi disponibili anticorpi monoclonali contro l’RSV, indicati per i lattanti e i bambini fragili, e un vaccino specifico per le gestanti per proteggere i neonati dalla bronchiolite. “Vaccino antinfluenzale, anti-Covid e anticorpi monoclonali sono armi complementari – sottolinea Marta Ciofi degli Atti, responsabile di Epidemiologia del Bambino Gesù – capaci di ridurre incidenza, complicanze e accessi ospedalieri”.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">La maggior parte delle infezioni respiratorie invernali si risolve spontaneamente in pochi giorni. Paracetamolo resta il farmaco di elezione per febbre e dolori; gli antibiotici devono essere usati solo su indicazione medica.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">I lavaggi nasali con soluzione fisiologica aiutano a liberare le vie aeree, soprattutto nei lattanti. È importante garantire una buona idratazione e valutare lo stato generale del bambino, più che la temperatura in sé.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Febbre associata a difficoltà respiratorie, sonnolenza anomala o dolore intenso richiede una valutazione pediatrica urgente, in particolare nei neonati, nei prematuri e nei bambini con patologie croniche. “I genitori devono evitare l’automedicazione – conclude <b>Sebastian Cristaldi</b>, responsabile del DEA di II livello – e rivolgersi al pediatra per garantire cure sicure e appropriate”.</span></p>
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		<item>
		<title>Virus Respiratorio Sinciziale, 50 mila anziani ricoverati ogni anno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2025 07:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Sinciziale]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;appello di specialisti e pazienti per la rimborsabilità di un&#8217;affezione più severa di influenza e Covid. “Serve un’alleanza concreta per&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/virus-respiratorio-sinciziale-50-mila-anziani-ricoverati-ogni-anno/">Virus Respiratorio Sinciziale, 50 mila anziani ricoverati ogni anno</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;"><strong>L&#8217;appello di specialisti e pazienti per la rimborsabilità di un&#8217;affezione più severa di influenza e Covid.</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">“Serve un’alleanza concreta per proteggere i più fragili da un virus che ha conseguenze profonde non solo per i pazienti, ma anche per le famiglie e per l’intero sistema di cura” evidenzia Simona Barbaglia, Presidente dell’Associazione Respiriamo Insieme.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">L’arrivo della stagione autunnale riaccende l’attenzione sui virus respiratori, ma uno in particolare rimane ancora sottovalutato tra gli adulti: il virus respiratorio sinciziale (RSV). Non si tratta solo di proteggere le gestanti e i neonati, non è un tema esclusivamente pediatrico, poiché <strong>oggi l’RSV si conferma una delle principali cause di ospedalizzazione e mortalità tra gli anziani over 65 e i soggetti fragili.</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Con la conferenza stampa “Il valore della vaccinazione per la protezione dei più fragili: un impegno condiviso per contrastare il virus respiratorio sinciziale”, organizzata su iniziativa dell’On. Simona Loizzo presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati in collaborazione con l’Associazione Nazionale Pazienti Respiriamo Insieme, specialisti di diverse discipline hanno ribadito l’urgenza di una strategia nazionale che includa la vaccinazione anti-RSV nei programmi di prevenzione per la popolazione adulta, al pari di quanto avviene già per influenza e pneumococco.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><strong>Anziani più a rischio dei bambini</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Se in pediatria il tema ha raggiunto la sensibilità delle istituzioni – con tutte le Regioni che si sono attivate per l’introduzione dell’anticorpo monoclonale anti-RSV – la popolazione adulta resta invece completamente scoperta. Eppure, il rischio di mortalità è sei volte maggiore negli over 65 rispetto ai bambini sotto l’anno di età (Hansen CL et al., JAMA Netw Open, 2022). Un recente studio europeo (Zhang T et al., BMC Med, 2025) stima per l’Italia oltre 50mila ospedalizzazioni l’anno dovute a RSV negli over 60 &#8211; il doppio rispetto alle stime precedenti &#8211; sottolineando una severità della malattia paragonabile, se non superiore, a influenza e COVID-19 (Surie D et al., JAMA Netw Open 2024; Maggi S et al., Vaccines 2022; Ackerson B et al., Clin Infect Dis 2019).</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">“Il virus respiratorio sinciziale sull’anziano ha un impatto importante, peraltro anche sottostimato a causa del fatto che nella maggior parte dei casi di infezione respiratoria questo virus non viene ricercato – sottolinea il Prof. Claudio Pedone, membro SIGG – La gran parte delle persone anziane ha dei fattori di rischio (patologie cardio-respiratorie, diabete mellito, eccetera) che moltiplicano il rischio di ospedalizzazione e mortalità. Inoltre, le infezioni severe, soprattutto se necessitano di ospedalizzazione, causano molto frequentemente un peggioramento dello stato funzionale e possono portare ad una perdita dell’autosufficienza, con ovvie ricadute non solo sullo stato di salute individuale, ma anche sociali ed economiche”.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><strong>Un vuoto di copertura che pesa sulla salute pubblica</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Nonostante le rassicurazioni del Ministero lo scorso luglio, la vaccinazione anti-RSV per soggetti adulti fragili non è ancora stata inclusa nei calendari vaccinali. Un’assenza che contrasta con la situazione degli altri Paesi europei come Germania, Francia, Spagna, Regno Unito che hanno già introdotto programmi di immunizzazione o rimborsi dedicati per gli adulti sopra i 60 anni. Intanto, i dati italiani confermano l’impatto del virus: in due stagioni di osservazione su pazienti over 50 seguiti dai Medici di Medicina Generale, la prevalenza di RSV ha raggiunto picchi del 18,9% in un solo mese, con il 50% dei pazienti trattati con antibiotici (Domnich A et al., Infect Dis Ther, 2025) — un elemento critico anche in ottica di contrasto all’antibiotico-resistenza (AMR).</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">“Il virus respiratorio sinciziale è uno dei principali responsabili delle infezioni respiratorie che vediamo nei pazienti anziani e fragili &#8211; sottolinea Alessandro Rossi, Presidente SIMG &#8211; I vaccini disponibili sono sicuri ed efficaci, tanto da essere stati già adottati in molti Paesi. Chiediamo che possano essere utilizzati anche in Italia in associazione agli altri vaccini stagionali. Il contatto con il medico di famiglia è fondamentale per motivare il paziente alla vaccinazione: prevenire un’infezione che in questi soggetti può avere esiti severi è un dovere di sanità pubblica. Naturalmente, ciò è possibile solo se la vaccinazione è resa disponibile dal Servizio Sanitario Nazionale. La SIMG, infatti, insieme ad altre società scientifiche, ha inviato al Ministero della Salute una forte raccomandazione per l’inserimento della vaccinazione anti-RSV negli adulti nei programmi di prevenzione pubblica e nel Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale”.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"> <strong>Vaccinazione anti-rsv: efficacia confermata dai dati real world</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Le nuove evidenze in real world presentate all’ESCMID 2025 confermano che la vaccinazione contro il RSV è altamente efficace nel ridurre i ricoveri per malattia respiratoria da RSV tra gli adulti over 60: si riscontra infatti una riduzione dell’82,3% di ospedalizzazioni per infezioni delle basse vie respiratorie da RSV (Tseng et al., ESCMID 2025). La vaccinazione è inoltre raccomandata anche per le donne in gravidanza, al fine di proteggere il nascituro nei primi mesi di vita, quando l’infezione da RSV può avere conseguenze gravi. Questa indicazione amplia ulteriormente la portata preventiva della vaccinazione, estendendone i benefici a due generazioni.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">“Le nuove evidenze scientifiche confermano che il virus respiratorio sinciziale non è un problema confinato all’età pediatrica, ma una minaccia crescente per gli anziani e i pazienti fragili &#8211; sottolinea il Prof. Claudio Mastroianni, Past President SIMIT – Disporre di una vaccinazione sicura ed efficace che protegge l’80% dei soggetti vaccinati ci consente di prevenire un numero significativo di infezioni gravi, ricoveri e decessi. L’inserimento della vaccinazione anti-RSV nei LEA e nel Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale rappresenterebbe un passo essenziale per colmare un vuoto di protezione che non possiamo più ignorare. È fondamentale che il Ministero, la comunità scientifica e le associazioni di pazienti continuino a lavorare insieme per garantire un accesso equo e tempestivo alla vaccinazione su tutto il territorio nazionale”.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><strong>Un appello condiviso: urgente proteggere i più fragili </strong></span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">“Serve un’alleanza concreta per proteggere i più fragili da un virus che ha conseguenze profonde non solo per i pazienti, ma anche per le famiglie e per l’intero sistema di cura &#8211; evidenzia Simona Barbaglia, Presidente dell’Associazione Respiriamo Insieme &#8211; Come associazione di pazienti, chiediamo che la protezione contro il virus respiratorio sinciziale diventi una priorità di salute pubblica: oggi non possiamo più permetterci che chi convive con patologie croniche o fragilità respiratorie resti senza difese. Per questo, con la nostra campagna di sensibilizzazione e informazione “Non è così come sembra” – avviata nel 2024 e rinnovata quest’anno – vogliamo costruire una rete tra cittadini, clinici e istituzioni per promuovere consapevolezza, prevenzione e accesso alla vaccinazione anti-RSV”.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">“La tutela dei pazienti fragili deve essere una priorità di sanità pubblica e il virus respiratorio sinciziale rappresenta oggi una minaccia ancora troppo sottovalutata &#8211; ha sottolineato l’On. Simona Loizzo, membro XII Commissione, Affari Sociali, Camera &#8211; Nei mesi scorsi abbiamo sollecitato il Ministro della Salute a prevedere la vaccinazione contro il RSV per le categorie più a rischio – anziani, oncologici, diabetici e pazienti con patologie respiratorie – all’interno della campagna vaccinale autunnale. Oggi rinnoviamo questo appello con ancora maggiore forza: abbiamo a disposizione una vaccinazione efficace e sicura, riconosciuta a livello europeo, e dobbiamo renderla accessibile anche in Italia. È il momento di trasformare la consapevolezza in decisioni concrete”.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><strong>La conferenza stampa alla camera dei deputati</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">La conferenza stampa “Il valore della vaccinazione per la protezione dei più fragili: un impegno condiviso per contrastare il virus respiratorio sinciziale”, organizzata dall’Associazione Respiriamo Insieme APS, con la segreteria organizzativa di Aristea, con il contributo non condizionante di GSK, Pfizer e Moderna, si è aperta con i saluti istituzionali dell’On. Simona Loizzo e dell’On. Gian Antonio Girelli, membri della XII Commissione, Affari Sociali, Camera. Dopo l’introduzione di Simona Barbaglia, sono intervenuti Prof. Claudio Maria Mastroianni; Prof. Claudio Pedone; Gianmarco Rea, Segretario SIMG Lazio; Prof. Vito Trojano, Presidente SIGO. A moderare Daniel Della Seta, giornalista scientifico.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Il virus Mpox rischia di divenire una minaccia globale</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/il-virus-mpox-rischia-di-divenire-una-minaccia-globale/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-virus-mpox-rischia-di-divenire-una-minaccia-globale</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2025 08:20:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il vaiolo delle scimmie (Mpox) rappresenta un potenziale pericolo per la salute globale se non affrontato con la dovuta attenzione.&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;">Il vaiolo delle scimmie (Mpox) rappresenta un potenziale pericolo per la salute globale se non affrontato con la dovuta attenzione. Questo il monito che da una lettera pubblicata su<span style="color: #0000ff;"> <a href="https://www.nature.com/articles/s41591-025-03589-8" target="_blank" rel="noopener">Nature Medicine</a></span> da un gruppo di scienziati dell&#8217;Università del Surrey, che in evidenziano la crescente capacità del virus di trasmettersi da persona a persona in modo sostenuto.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Il vaiolo delle scimmie è un&#8217;infezione virale appartenente alla stessa famiglia del vaiolo e si manifesta con sintomi quali febbre, linfonodi ingrossati ed eruzioni cutanee dolorose. La trasmissione avviene prevalentemente tramite contatto diretto con individui o animali infetti.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Secondo<b> Carlos Maluquer de Motes</b>, docente di virologia molecolare, &#8220;i recenti focolai indicano che il contatto intimo rappresenta ora una via di diffusione rilevante del virus, contribuendo a catene di trasmissione più lunghe e a focolai persistenti&#8221;. La diffusione del ceppo Mpox &#8216;IIb&#8217; è particolarmente preoccupante, ma anche alcune varianti del tipo I, potenzialmente più aggressive, stanno aumentando. Inoltre, mutazioni genetiche specifiche potrebbero favorire l&#8217;adattamento del virus all&#8217;organismo umano, aumentando il rischio di una sua evoluzione in una forma più virulenta.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Se in passato l&#8217;Mpox era circoscritto all&#8217;Africa centrale, dal 2022 il virus si è diffuso in tutto il mondo e continua a generare focolai in diversi Paesi dell&#8217;Africa subsahariana. Sebbene finora l&#8217;infezione abbia colpito prevalentemente gli adulti, gli esperti avvertono che potrebbe estendersi ad altri gruppi vulnerabili, come i bambini, che presentano un rischio maggiore di sviluppare complicanze gravi. Tuttavia, al momento non si registrano evidenze di una trasmissione sostenuta tra i più piccoli.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Il controllo del vaiolo delle scimmie deve diventare una priorità nell&#8217;agenda della salute pubblica globale, per prevenire scenari futuri che potrebbero risultare difficili da contenere.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p><span style="font-size: 9px;">Fonte: </span><a href="https://www.doctor33.it/articolo/64034/il-virus-mpox-rischia-di-divenire-una-minaccia-globale-la-lettera-degli-scienziati"><span style="font-size: 9px;">https://www.doctor33.it/articolo/64034/il-virus-mpox-rischia-di-divenire-una-minaccia-globale-la-lettera-degli-</span>scienziati</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/il-virus-mpox-rischia-di-divenire-una-minaccia-globale/">Il virus Mpox rischia di divenire una minaccia globale</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<item>
		<title>Sclerosi Multipla e virus di Epstein Barr: è possibile una vaccinazione personalizzata?</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/sclerosi-multipla-e-virus-di-epstein-barr-e-possibile-una-vaccinazione-personalizzata/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sclerosi-multipla-e-virus-di-epstein-barr-e-possibile-una-vaccinazione-personalizzata</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Apr 2025 05:30:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[epstein barr]]></category>
		<category><![CDATA[multipla]]></category>
		<category><![CDATA[sclerosi]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La ricerca, coordinata dal Centro Sclerosi Multipla della Sapienza, Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Andrea, evidenzia i meccanismi che legano il virus alla&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/sclerosi-multipla-e-virus-di-epstein-barr-e-possibile-una-vaccinazione-personalizzata/">Sclerosi Multipla e virus di Epstein Barr: è possibile una vaccinazione personalizzata?</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 18px;"><em>La ricerca, coordinata dal Centro Sclerosi Multipla della Sapienza, Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Andrea, evidenzia i meccanismi che legano il virus alla malattia e apre la strada a una vaccinazione selettiva e a nuove terapie. Lo studio, finanziato dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla con la sua Fondazione (FISM) , è stato pubblicato sulla rivista “PNAS” (Proceedings of the National Academy of Sciences)</em></span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 18px;">La recente dimostrazione di un nesso causale fra virus di Epstein Barr (EBV) e sclerosi multipla ha aperto nuove prospettive non solo per curare ma anche per prevenire questa malattia. Soprattutto per quanto riguarda la prevenzione, un vaccino contro l’EBV rappresenta l’approccio più logico.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 18px;">Tuttavia, poiché il virus infetta “naturalmente” &#8211; e senza particolari conseguenze &#8211; più del 90% della popolazione adulta, vaccinare “a tappeto” può non essere semplice, anche per problematiche di accettazione, come la recente pandemia ha insegnato.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 18px;">Dopo diversi anni di lavoro, uno studio coordinato dal Centro Sclerosi Multipla dell’Università Sapienza – Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Andrea, pubblicato sulla rivista <em>Proceedings of the National Academy of Sciences </em>(PNAS), indica una possibile soluzione.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 18px;"><strong>Lo studio mostra, infatti, che alcune varianti del virus “dialogano” con i geni che predispongono alla sclerosi multipla in un modo che le rende più a rischio di provocare la malattia.</strong></span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 18px;">“<em>Questo risultato apre la strada alla possibilità di una vaccinazione selettiva, limitata a coloro che presentano le varianti del virus più ‘a rischio’, riducendo al minimo le resistenze alla vaccinazione e garantendo, al contempo, una protezione a chi ne ha più bisogno</em>”, <strong>afferma il Prof. Marco Salvetti del Centro Sclerosi Multipla del Sant’Andrea-Sapienza.</strong>  <strong>Per la Prof.ssa Rosella Mechelli, dell’Università Telematica San Raffaele di Roma, altro Centro coordinatore dello studio</strong>, “<em>la ricerca mostra anche come il virus sia associato alla sclerosi multipla in modo specifico, non riscontrabile in molte delle altre malattie autoimmunitarie esaminat</em>e”. “<em>Andare alle radici delle cause della malattia</em>”, <em>conclude il Prof. Giuseppe Matarese, ordinario di Immunologia e Patologia Generale alla Università Federico II di Napoli</em>, “<em>ci permette di capire quali siano i meccanismi immunologici più rilevanti, anche per il disegno di terapie future</em>”.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 18px;">&#8220;<em>Si tratta di risultati molto importanti e innovativi, che ci forniscono una chiave per spiegare perché un&#8217;infezione diffusa nel 90-95% della popolazione mondiale possa favorire l&#8217;esordio della SM solo in una piccola porzione di individui</em> – <strong>dichiara Paola Zaratin Direttore Ricerca Scientifica AISM-FISM</strong>. <em>Questi risultati forniranno utili informazioni sulla strategia dello sviluppo di vaccini personalizzati anti-EBV. La ricerca eziologica della SM, su cui l&#8217;Associazione Italiana SM insieme alla sua Fondazione è da sempre impegnata, è l&#8217;unica che può portare ad una prevenzione primaria della SM (equivalente di &#8220;end MS&#8221;)</em>&#8220;</span></p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>È allarme nel Massachusetts per le zanzare portatrici di un raro virus</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Aug 2024 09:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
		<category><![CDATA[Zanzara]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono 10 le comunità del Massachusetts negli Stati Uniti in cui è scattato lo stato di allerta per la salute&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="inArticle">
<p><span style="font-size: 14pt;">Sono 10 le comunità del Massachusetts negli Stati Uniti in cui è scattato lo stato di allerta per la salute pubblica a causa della presenza di zanzare portatrici del virus dell&#8217;encefalite equina occidentale.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Alcuni giorni fa una cittadina dello Stato &#8211; Oxford &#8211; si era messa volontariamente in lockdown serale per il timore della diffusione del virus.</span></p>
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<p><span style="font-size: 14pt;">Ma ora &#8211; secondo gli stessi ufficiali sanitari del Massachusetts &#8211; la preoccupazione si sta diffondendo ad altre aree. I consigli alla popolazione includono l&#8217;evitare di uscire al tramonto e la sera, coprirsi il più possibile ed usare spray repellenti. Gli eventi sportivi serali, anche scolastici, sono stati sospesi in tutte le aree a rischio. Recentemente negli Usa sono stati segnalati tre casi della malattia che hanno colpito persone: in Vermont e New Jersey. </span><br />
<span style="font-size: 14pt;">    I Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) fanno presente che l&#8217;encefalite equina occidentale (in sigla Eee) &#8220;è una patologia rara ma grave&#8221;, trasmessa appunto dalla puntura di zanzare infette. Il virus &#8211; precisano &#8211; presenta un pericolo per la salute &#8220;significativo&#8221;. La maggior parte dei casi è asintomatica o dà pochi disturbi, ma circa il 30% dei contagi può scatenare infiammazione cerebrale, che a sua volta può innescare danni neurologici permanenti. Non esiste né vaccino né cura per la malattia. I sintomi più comuni sono: febbre, mal di testa, vomito e diarrea. Nei casi più gravi anche epilessia, e coma.</span></p>
</div>
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		<title>Preoccupa anche in Italia il Virus Oroupouche: che cos’è, che sintomi dà e come proteggersi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Aug 2024 09:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Preoccupa anche in Italia il virus Oroupouche che ha fatto registrare già 4 casi nel nostro Paese, tutti di importazione&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Preoccupa anche in Italia il virus Oroupouche che ha fatto registrare già 4 casi nel nostro Paese, tutti di importazione da Paesi del Sud-America. Si tratta di una malattia trasmessa da vettori, principalmente attraverso la puntura di un insetto comunemente noto come moscerino (Culicoides paraensis), che nelle aree endemiche si trova in zone boschive nei pressi di ruscelli, stagni e paludi, o di alcune zanzare come Culex quinquefasciatus. &#8220;Nessuno di questi vettori al momento è presente in Italia o in Europa. Non è stata al momento confermata la possibilità di una trasmissione da uomo a uomo del virus&#8221;. A fare il punto sullo stato attuale del virus è l&#8217;Istituto superiore di sanità, che ha aggiornato il proprio sito web con una Faq sull&#8217;infezione.</span></p>
<h2><span style="font-size: 14pt;"><b>Perché si parla di Oropouche</b></span></h2>
<p><span style="font-size: 14pt;">Il ministero della Salute brasiliano &#8211; ricorda l&#8217;Iss &#8211; ha riferito oggi di 2 morti causate dal virus, che al momento risultano le prime mai registrate al mondo, e sono attualmente in corso di indagine 6 possibili casi di trasmissione verticale di Orov associati ad aborto spontaneo, morte fetale e/o microcefalia, comunicati dall&#8217;Organizzazione panamericana della sanità (Paho). Nel 2024, al 23 luglio, sono stati registrati oltre 7.700 casi nel mondo in 5 Paesi: Brasile, Bolivia, Peru, Cuba e Colombia. &#8220;Nelle scorse settimane sono stati registrati alcuni casi del virus anche in Italia, tutti importati e senza conseguenze gravi&#8221;, puntualizza l&#8217;istituto.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><b>Come proteggersi e come identificare i sintomi</b></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Il rischio di infezione &#8211; prosegue l&#8217;Iss &#8211; è presente se si viaggia nei Paesi in cui è presente il virus. Per chi si trova in queste zone, si raccomanda di mettere in atto tutte le precauzioni necessarie a evitare il contatto con gli insetti vettori: usare repellenti chimici, indossare vestiti che coprano braccia e gambe, soggiornare in case dotate di zanzariere e cercare di ridurre le attività all&#8217;aperto nei periodi di maggiore attività vettoriale (all&#8217;alba e al crepuscolo). I sintomi principali dell&#8217;infezione &#8211; elenca l&#8217;istituto &#8211; sono febbre, mal di testa, dolore articolare e, in qualche caso, fotofobia, diplopia (visione doppia), nausea e vomito. Se si è di ritorno da un viaggio nei Paesi in cui è presente il virus e si hanno questi sintomi, il consiglio è di rivolgersi al proprio medico, specificando le zone in cui si è soggiornato. L&#8217;Iss &#8211; si legge sul sito dell&#8217;istituto &#8211; offre supporto tecnico scientifico al sistema sanitario nazionale e al ministero della Salute in qualità di laboratorio nazionale di riferimento per attività di conferma diagnostica e caratterizzazione microbiologica e, grazie ad un team multi-disciplinare di esperti, monitora il rischio per la sanità pubblica di questo evento in Italia per gli aspetti virologici, entomologici ed epidemiologici.</span></p>
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<p><span style="font-size: 8pt;">Fonte: <a href="https://www.doctor33.it/articolo/61820/febbre-oropouche-che-cose-che-sintomi-da-e-come-proteggersi-le-indicazioni">https://www.doctor33.it/articolo/61820/febbre-oropouche-che-cose-che-sintomi-da-e-come-proteggersi-le-indicazioni</a></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/preoccupa-anche-in-italia-il-virus-oroupouche-che-cose-che-sintomi-da-e-come-proteggersi/">Preoccupa anche in Italia il Virus Oroupouche: che cos’è, che sintomi dà e come proteggersi</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<item>
		<title>Ospedali, palcoscenico di violenza e intimidazioni</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/ospedali-palcoscenico-di-violenza-e-intimidazioni/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ospedali-palcoscenico-di-violenza-e-intimidazioni</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Corrado Caso]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jul 2024 09:42:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qualche anno fa il virus aviario iniziò il suo lungo viaggio sulle nostre tavole con il pollame e in cielo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/ospedali-palcoscenico-di-violenza-e-intimidazioni/">Ospedali, palcoscenico di violenza e intimidazioni</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Qualche anno fa il virus aviario iniziò il suo lungo viaggio sulle nostre tavole con il pollame e in cielo sulle ali di uccelli selvatici e migratori.  Il tempo fu galantuomo: ci diede tempo prima di creare una variazione del virus. I virus hanno la prerogativa di cambiare pelle per raggiungere gli obiettivi che si prefiggono e propagarsi con il loro potenziale di morte.  Fu così che la malattia si diffuse tra gli umani, per fortuna in maniera non eccessiva. Si aprirono scenari apocalittici di pandemia che generarono panico e confusione. C’erano i presupposti per una reale preoccupazione. Una mobilitazione generale e la consapevolezza sociale della gravità del fenomeno al quale saremo andati incontro fece adottare provvedimenti e misure adeguate e di buon senso che contennero la pandemia. Fu il tempo del sospetto e della paura.   Febbre e sintomi che caratterizzano, da sempre, il periodo influenzale misero in affanno gli ospedali, blindarono le porte di casa, alterarono le relazioni sociali. Entrò, con il gelido vento di ponente, la solitudine e la paura. </span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Fu l’occasione per i soliti noti di motivare, in maniera strumentale, l’assalto ai pronto soccorso, eventuali ricoveri e inadeguatezze come cartina di tornasole dell’implosione di tutto il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) e, in particolare, della inefficienza della medicina sul territorio. Il momento giusto per cavalcare la medicina privata, la medicina di chi se lo può permettere. </span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Poi venne una presunta epidemia di meningite e molti indossarono il casco per isolare il cervello dal contagio della malattia…. L&#8217;istinto di sopravvivenza travolse ragione e intelligenza della miglior parte delle persone. Pochi   furono i contagiati.  Molti furono condizionati da organi di stampa e sistemi multimediali che martellarono notizie allarmistiche, pareri contrapposti, falsi esperti in un full time al solo fine   di disorientare e incrementare l’audience.  </span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Oggi, la fragilità economica caratterizza una condizione di malessere individuale e sociale. L&#8217;ospedale è, molte volte, una scelta di necessità e opportunità perché non esistono lunghi tempi di attesa e tutto è, diversamente, possibile e a costo zero.  Il risvolto della medaglia è la negazione del tempo necessario, la sopraffazione dell’altro, il limite delle risorse. Gli ospedali sono diventati palcoscenico di   un esercito di parenti incazzati, avvocati, pennivendoli e fattucchiere.  In un’atmosfera di sospetto si radicano comportamenti scorretti, aggressioni verbali e fisiche, intimidazioni verso il corpo sanitario. </span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Si è creato un clima plumbeo.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Chi ha fatto della compassione un esercizio della buona pratica di medico è stato travolto   dalla stanchezza di esercitarla. È il burnout della compassione, una dicotomia nel DNA del corpo sanitario del quale siamo tutti responsabili. </span><br />
<span style="font-size: 14pt;"> Cosa ha insegnato l’esperienza del Covid? Cosa la nostra fragilità nel confronto?  Vorrei fare un viaggio in un futuro prossimo. Le pandemie sono l’Idra della moderna mitologia. Come l’Idra hanno più facce mostruose che si riproducono e una faccia centrale che ha la prerogativa dell’immortale. Le pandemie sono parte integrante della nostra umanità, vivranno il nostro tempo. Un gruppo internazionale di ricercatori coordinati dall&#8217;Università di Padova e dall’ Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti d&#8217;America (PNAS) parla della probabilità che una pandemia come quella di CoViD-19 si verifichi in un qualunque momento. Lo studio ha calcolato anche la possibilità che scoppi una pandemia capace di spazzare il genere umano dalla faccia della Terra. È probabile che accada entro i prossimi 12.000 anni, ma non significa che non possa accadere tra uno, dieci, duecento, mille, tremila anni.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">E‘ prudente non proiettare allucinazioni per certezze. C&#8217;è la necessità di prepararsi a simili eventualità. Soprattutto ricucire la frattura tra noi e il nostro mondo rispettando i luoghi della biodiversità, l’igiene e il benessere del territorio. Un territorio di incontro, opinioni, civiltà, interazioni e scambievole confronto si fonda sulla fiducia. La fiducia è un sentimento complesso non un sacramento indissolubile ma viene valorizzata   da sentimenti di opportunità e attesa, gratitudine verso l’altro. </span></p>
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		<title>SItI-SIMIT: pubblicato documento per la prevenzione delle infezioni da Virus Respiratorio Sinciziale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Feb 2024 11:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[simit]]></category>
		<category><![CDATA[Sinciziale]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Virus Respiratorio Sinciziale &#8211; RSV è in aumento. In Europa, infatti, provoca più del 60% delle infezioni respiratorie acute in bambini inferiori ai 5 anni di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/siti-simit-pubblicato-documento-per-la-prevenzione-delle-infezioni-da-virus-respiratorio-sinciziale/">SItI-SIMIT: pubblicato documento per la prevenzione delle infezioni da Virus Respiratorio Sinciziale</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;">Il <strong>Virus Respiratorio Sinciziale &#8211; </strong><strong>RSV</strong> è <strong>in aumento</strong>. In <strong>Europa</strong>, infatti, provoca <strong>più del 60%</strong> delle infezioni respiratorie acute in bambini inferiori ai 5 anni di età e negli adulti over 60 vengono stimati <strong>circa 3 milioni</strong> di casi di sindromi respiratorie acute, con <strong>più di 465mila</strong> ospedalizzazioni e <strong>più di 33mila</strong> decessi in ambito ospedaliero RSV-correlati.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;">La <strong>Società Italiana d’Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI)</strong> e la <strong>Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT) </strong>hanno redatto un Documento congiunto per stimolare <strong>alcune azioni urgenti</strong> per la <strong>prevenzione</strong> delle <strong>malattie RSV-associate</strong>, come l’uso preventivo del nuovo anticorpo monoclonale a lunga emivita (Nirsevimab) e l’impiego dei nuovi vaccini contro l’RSV oggi disponibili. Si auspica, inoltre, che la vaccinazione contro l’RSV venga inserita nel <strong>calendario vaccinale</strong> e sia raccomandata negli adulti con più di 60 anni con co-morbosità e negli anziani over 75.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;"><strong>IL DOCUMENTO SIMIT-SItI</strong> – Per far fronte al quadro epidemiologico del RSV ed alla luce delle nuove opzioni di prevenzione a disposizione, il Documento “<strong>Prevenzione delle infezioni da Virus Respiratorio Sinciziale nella popolazione italiana</strong>” redatto dagli specialisti di <strong>SItI</strong> e <strong>SIMIT</strong> si propone come punto di partenza per quattro obiettivi: potenziare il sistema di sorveglianza per le infezioni virali respiratorie in accordo con le indicazioni dell’OMS e dell’ECDC; considerare la disponibilità del nuovo anticorpo monoclonale come un’importante arma di prevenzione universale delle malattie da Virus Respiratorio Sinciziale, che andrebbe inquadrata in termini regolatori e organizzativi alla stregua di un programma vaccinale che interessi come presidio preventivo l’intera coorte di nuovi nati; considerare che i nuovi vaccini contro l’RSV oggi disponibili rappresentano un’opzione preventiva innovativa nei confronti di un bisogno medico ad oggi insoddisfatto; prevedere di inserire la vaccinazione contro l’RSV nel calendario vaccinale, raccomandando la vaccinazione negli adulti &gt;60 anni di età con co-morbosità e negli anziani &gt;75 anni di età.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;"><em>“Il Virus Respiratorio Sinciziale umano è uno dei virus più comuni che infettano i bambini in tutto il mondo ed è sempre più riconosciuto come un importante patogeno negli adulti, in particolare negli anziani – afferma il <strong>Prof. Giovanni Gabutti</strong>, Coordinatore del Gruppo di Lavoro ‘Vaccini e Politiche vaccinali’ della Società Italiana d’Igiene (SItI) &#8211; Le infezioni da RSV rappresentano un rilevante problema di Sanità pubblica che coinvolge tutte le fasce di età e per il quale purtroppo non esiste un trattamento efficace. La gestione e la prevenzione delle patologie RSV-correlate sono ad oggi un bisogno medico insoddisfatto che può trovare una risposta grazie alle nuove scoperte scientifiche ed alla disponibilità di nuove opzioni di intervento in termini di immunoprofilassi passiva ed attiva”.</em></span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;"><em>“Il Virus Sinciziale lo abbiamo conosciuto meglio negli ultimi anni con il nuovo sistema di monitoraggio delle polmoniti </em>– sottolinea il <strong>Prof. </strong><strong>Massimo Andreoni</strong>, Direttore Scientifico SIMIT – <em>È un virus che frequentemente colpisce bambini o persone in età più avanzata con forme di polmonite molto gravi, con un rischio di letalità certamente non trascurabile. La disponibilità dei nuovi strumenti preventivi, i cui risultati di sicurezza ed efficacia sono confermati, deve rappresentare un punto di riferimento imprescindibile per il SSN. Permetteranno infatti di salvaguardare la salute di soggetti i cui sistemi immunitari non sono completamente sviluppati, come i bambini, o che attraversano una fase di immunosenescenza, come negli over 60</em>”.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;"><strong>VIRUS RESPIRATORIO SINCIZIALE, NUMERI IN AUMENTO IN ITALIA E IN EUROPA</strong> &#8211; Il Virus Respiratorio Sincinziale (RSV) è uno dei virus più comuni che infettano i bambini ed è riconosciuto come un importante patogeno anche negli adulti. <strong>Più del 60%</strong> delle infezioni respiratorie acute in bambini inferiori ai 5 anni di età (e <strong>più dell’80%</strong> nei bambini con meno di 1 anno) sono dovute a RSV. In Europa, negli adulti over 60, vengono stimati <strong>circa 3 milioni</strong> di casi di sindromi respiratorie acute, <strong>più di 465mila</strong> ospedalizzazioni e <strong>più di 33mila</strong> decessi in ambito ospedaliero RSV-correlati. In Italia, nel periodo 2001–2014 sono stati registrati <strong>57.656 ricoveri ospedalieri</strong> per patologie da RSV. Si stima che nella stagione 2022-2023, circa il <strong>50%</strong> delle sindromi simil-influenzali nei bambini con meno due anni sia stato causato da RSV. Inoltre, il tasso di ospedalizzazione in età pediatrica RSV-correlato è <strong>incrementato</strong> nelle ultime stagioni rispetto a quanto registrato negli anni precedenti. L’impatto negli adulti, certamente sottostimato, nel 2019 conta <strong>circa 290mila</strong> casi di infezioni respiratorie acute da RSV, <strong>26mila</strong> ospedalizzazioni e <strong>2mila</strong> decessi in ambito ospedaliero.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;"><strong>NORME DI PROFILASSI E OPZIONI PREVENTIVE</strong> &#8211; Non sono disponibili terapie antivirali per l’RSV. Si può ridurre il rischio di contagio con approcci non farmacologici come il lavaggio delle mani, non toccarsi il volto, pulire le superfici, la distanza da persone con starnutazione o tosse, la non esposizione al fumo di tabacco. Tuttavia, l’aspetto innovativo risiede nei nuovi approcci preventivi farmacologici: l’immunoprofilassi passiva con anticorpi monoclonali e la profilassi attiva mediante immunizzazione. La prima consiste nell’anticorpo monoclonale Nirsevimab, che ha un’efficacia del 74,5% per le infezioni delle basse vie respiratorie da RSV e del 62,1% per le ospedalizzazioni per le infezioni delle basse vie respiratorie RSV-correlate. Recentemente poi sono stati approvati e sono disponibili due vaccini per RSV: il vaccino ricombinante, bivalente non adiuvato ed il vaccino ricombinante monovalente adiuvato, entrambi con elevati profili di efficacia. Il vaccino ricombinante, bivalente non adiuvato è indicato per la protezione passiva nei neonati dalla nascita fino ai 6 mesi di età a seguito dell’immunizzazione della madre durante la gravidanza e per l’immunizzazione attiva dei soggetti di età pari o superiore a 60 anni; il vaccino ricombinante monovalente adiuvato è indicato per l’immunizzazione attiva negli adulti di età pari o superiore a 60 anni. Anche un terzo vaccino a mRNA è in fase avanzata di sviluppo.</span></p>
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		<title>Virus estivi, i bambini sono quelli più a rischio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jul 2023 06:30:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Esitivi]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;estate non manda in vacanza batteri e virus. Se nei mesi caldi sono &#8216;a riposo&#8217; le infezioni respiratorie, come quelle&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">L&#8217;estate non manda in vacanza batteri e virus.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Se nei mesi caldi sono &#8216;a riposo&#8217; le infezioni respiratorie, come quelle dovute al virus influenzale e sinciziale, lo stesso non vale per quelle che prendono di mira l&#8217;intestino o per alcuni batteri che si diffondono bene con la sabbia e che vedono, proprio in questo periodo, larga diffusione.</span></p>
<p id="ob"><span style="font-size: 14pt;">&#8220;Nei pronto soccorso pediatrici in estate i casi che arrivano sono in numero contenuto e dovuti soprattutto da traumi e infezioni intestinali, mentre sono molto più rare bronchiti e polmoniti&#8221;, spiega all&#8217;ANSA Susanna Esposito, responsabile del Tavolo tecnico di malattie infettive della Società Italiana di Pediatria.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">    L&#8217;estate è, infatti, la stagione delle gastroenteriti.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">    Veicolati, dal mangiare cibi mal conservati o dal fare il bagno in piscinette senza un&#8217;adeguata manutenzione dell&#8217;acqua, in estate circolano maggiormente i virus che provocano diarrea, vomito e modesto rialzo termico. &#8220;I più diffusi sono il rotavirus e il norovirus che per i bambini sotto l&#8217;anno di vita possono essere pericolosi a causa del rischio di disidratazione.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">    Per questo, in caso di sintomi, è bene non aspettare troppo prima di rivolgersi al proprio pediatra&#8221;, spiega Esposito, professoressa ordinaria di Pediatria all&#8217;Università di Parma.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">    Ci sono poi le gastroenteriti di origine batterica, come quelle provocate da salmonella (da cui ci si contagia mangiando uova non ben cotte, latte non pastorizzato, acqua contaminata) e da alcuni ceppi di Escherichia coli e di stafilococco aureo, che si diffondono ad esempio tramite alimenti esposti a sbalzi termici o lasciati troppo tempo fuori dal frigo. Altra famiglia di virus che non teme il caldo sono gli enterovirus, precisa Esposito, &#8220;che si manifestano con sintomi gastrointestinali e respiratori ma anche con eruzioni esantematiche, come la mani-piedi-bocca&#8221;.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">    Accanto a questi, ci sono batteri che si diffondono bene con la sabbia e si manifestano con vescicole sulla pelle. &#8220;Malattia tipicamente estiva e contagiosa, l&#8217;impetigine è spesso causata dallo stafilococco aureo e colpisce soprattutto i bambini con meno di 10 anni di età e va curata con una pomata antibiotica prescritta dal medico&#8221;.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">    Un&#8217;attenzione particolare in questo periodo va data alle infezioni portate dalle zecche. &#8220;Le punture di questi animali possono portare infezioni come quelle da Borrelia burgdorferi, che causa la malattia di Lyme, dalle possibili gravi conseguenze se non adeguatamente diagnosticata e trattata. Le regioni più interessate sono Friuli Venezia Giulia, Liguria, Veneto, Emilia Romagna e Trentino Alto Adige&#8221;. Fondamentale, quindi, se ci si sdraia sull&#8217;erba usare un telo, utilizzare calzettoni che proteggano il polpaccio e al termine delle escursioni in campagna o montagna controllare che non siano presenti &#8216;ospiti indesiderati&#8217;.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">    Infine, non vanno sottovalutate le infezioni parassitarie.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">    Tra queste la più frequente è la pediculosi: &#8220;a torto si ritiene che i pidocchi vadano in vacanza con la fine della scuola. Ma &#8211; conclude l&#8217;esperta &#8211; purtroppo non è così&#8221;.</span></p>
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