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	<title>SSN Archivi - TuttoSanità</title>
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	<title>SSN Archivi - TuttoSanità</title>
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		<title>Il rilancio del ruolo pubblico del Servizio Sanitario Nazionale: quando il sindacato promuove</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pippo Fontana]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 06:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un tema ampio e complesso  al centro del dibattito politico sociale della Regione Campania. Rafforzare la qualità e ottimizzare la&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/il-rilancio-del-ruolo-pubblico-del-servizio-sanitario-nazionale-quando-il-sindacato-promuove/">Il rilancio del ruolo pubblico del Servizio Sanitario Nazionale: quando il sindacato promuove</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="s4"><span style="font-size: 18px;">Un tema ampio e complesso  al centro del dibattito politico sociale della Regione Campania.</span></p>
<p class="s4"><span style="font-size: 18px;">Rafforzare la qualità e ottimizzare la presenza del sistema sanitario e sociosanitario campano sembra essere una esigenza immediata e concreta. Che la sanità campana viva in una condizione di forte sofferenza ce ne accorgiamo tutti: liste di attesa fuori controllo, pronto soccorsi saturi e invivibili, carenza cronica di personale, ritardi nell’attuazione delle case di comunità, medicina territoriale fragile , rinuncia alle cure in crescita.  Dietro  queste statistiche, andando nel sociale, ci sono persone, anziani soli e famiglie che, impossibilitate a   pagare di tasca propria l’assistenza sanitaria,  sono costrette a rinunciare a visite, farmaci e terapie per mancanza di risorse economiche. Medici, infermieri e operatori socio – sanitari stremati dall’eccessivo lavoro, in numero  insufficiente rispetto ai bisogni reali  della popolazione . In un simile scenario emerge quindi laconsiderazione che il diritto costituzionale alla salute, art 32 della Somma Carta, rischia di diventare un diritto esclusivo di pochi. E qui nasce l’esigenza di un confronto immediato ed urgente. Nel nuovo Plesso Universitario di Scampia il 15 Aprile c.a.  il sindacato Cisl con un’assunzione di responsabilità politica, ha convocato gli Stati Generali della Sanità Napoletana. Una convocazione nata dall’esigenza di promuovere un confronto ampio, responsabile,  orientato a rafforzare la qualità del sistema sanitario e socio sanitario e a   rilanciare quindi il ruolo pubblico del servizio sanitario regionale.</span></p>
<p class="s4"><span style="font-size: 18px;"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-100204 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/05/PHOTO-2026-05-06-16-10-14.jpg?resize=177%2C300&#038;ssl=1" alt="" width="177" height="300" srcset="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/05/PHOTO-2026-05-06-16-10-14-scaled.jpg?resize=177%2C300&amp;ssl=1 177w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/05/PHOTO-2026-05-06-16-10-14-scaled.jpg?w=603&amp;ssl=1 603w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/05/PHOTO-2026-05-06-16-10-14-scaled.jpg?resize=768%2C1304&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/05/PHOTO-2026-05-06-16-10-14-scaled.jpg?resize=904%2C1536&amp;ssl=1 904w" sizes="(max-width: 177px) 100vw, 177px" data-recalc-dims="1" />Il sindacato campano della Cisl ha convocato i Consigli Generali di categoria di tutte le sue strutture e soprattutto  operatori medici e paramedici, universitari, per proporre una riforma del sistema sanitario regionale attraverso l’analisi e la soluzione dei suoi nodi strutturali: separazione tra sanitario e sociosanitario, integrazione con gli ambiti territoriali, ritardi nell’utilizzo delle risorse attribuite dal PNRR, valorizzazione delle persone e del capitale umano, ​governance del sistema. Tutto ciò attraverso un modello di programmazione che parta dalla verifica attuativa dm 70 e dalla verifica della reale disponibilità di posti letto spesso presenti sulla carta ma non realmente attivi. Di qui  il sovraffollamento dei pronto soccorso, le permanenze prolungate inappropriate, lecarenze gravi nelle aree di lungodegenza e riabilitazione, l’implementazione di un monitoraggio pubblico permanente di verifica e controllo, il superamento del precariato sanitario e l’ attuazioneimmediata delle stabilizzazioni per assicurare un livello non più tollerabile di lavoro precario nel sistema sanitario campano. In linea con la disposizione della recente Legge di Bilancio, in meritoalla stabilizzazione del personale avente diritto, urge attivare i percorsi di stabilizzazione, garantire uniformità tra le aziende sanitarie, istituire una cabina di regia per la verifica delle prestazioni non erogate e delle criticità inerenti la diagnostica. Nel documento finale della CISL di Napoli al convegno degli Stati Generali della Sanità, emerge la necessità di rafforzare la ricerca e la formazione sanitaria che rappresenta la leva strategica per il rilancio del sistema e per contrastare la fuga di competenze verso regioni con sistemi più evoluti. A tal fine viene identificata la necessità di incrementare il finanziamento alla ricerca sanitaria e socio sanitaria valorizzando le eccellenze, aumentare in modo strutturale i posti di formazione e specializzazione con obiettivi coerenti al fabbisogno reale, finanziare posti aggiuntivi con risorse regionali, favorire quindi la permanenza dei professionisti nei nostri territori.</span></p>
<p class="s6"><span style="font-size: 18px;">Il diritto alla salute non è negoziabile L’insufficiente programmazione di posti di specializzazione rappresenta oggi una delle principali cause della carenza di personale. Senza ricerca non c’è innovazione, senza formazione non c’è sanità pubblica, senza programmazione non c’è futuro. Il ruolo del sindacato diventa di volano per assicurare un valido strumento fondamentale di partecipazione proposta e programmazione. Il valore delle relazioni sindacali diventa elemento strutturale della governance del sistema sanitario e sociosanitario, attraverso il quale   sarà possibile costruire politiche efficaci e condivise capaci di rispondere alle reali esigenze dei cittadini e dei lavoratori. L’auspicio è di un lavoro condiviso con le amministrazioni politiche perché Napoli, la città, la regione Campania hanno bisogno di una sanità pubblica forte e non residuale, non privatizzata e non diseguale con le regioni del nord<span class="s5">.  </span><span class="s5">L’Art.</span><span class="s5"> 32 della nostra costituzione è chiaro</span><span class="s5">:</span><span class="s5"> il diritto alla salute non è negoziabile, e non lo è </span><span class="s5">n</span><span class="s5">è</span><span class="s5"> per gli </span><span class="s5">anzi</span><span class="s5">ani</span><span class="s5"> ,</span> <span class="s5">n</span><span class="s5">è</span><span class="s5"> per i </span><span class="s5">lavoratori ,</span> <span class="s5">n</span><span class="s5">è</span><span class="s5"> per i medici</span><span class="s5">,</span> <span class="s5">né </span><span class="s5">per le </span><span class="s5">famigli</span><span class="s5">e </span><span class="s5">né</span> <span class="s5">per chi vive nelle periferie</span><span class="s5">, e</span><span class="s5"> non può essere più forte al nord che al sud</span> <span class="s5">nè</span><span class="s5"> può essere condizionato al codice di avviamento postale.</span></span></p>
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		<title>Contratto dirigenti Sanità, firmato il rinnovo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 08:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo la certificazione della Corte dei conti, l’ARAN ha sottoscritto in via definitiva il Contratto collettivo nazionale di lavoro dell’Area&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;">Dopo la certificazione della Corte dei conti, l’ARAN ha sottoscritto in via definitiva il Contratto collettivo nazionale di lavoro dell’Area Sanità per il triennio 2022-2024. Il rinnovo riguarda <b>137mila dirigenti</b> del Servizio sanitario nazionale: 120mila medici e 17mila dirigenti sanitari non medici. Hanno firmato tutte le organizzazioni sindacali, ad eccezione della Cgil Medici. Le risorse stanziate ammontano a <b>1,2 miliardi di euro</b> e garantiscono un incremento medio del 7,27%. L’aumento complessivo è pari a circa 491 euro lordi mensili per tredici mensilità, anche se l’incremento effettivo sullo stipendio tabellare è di 230 euro lordi al mese dal 1° gennaio 2024, poiché una quota era già stata anticipata negli anni precedenti. Il nuovo stipendio tabellare annuo lordo è fissato a 50.005,77 euro.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Il contratto rafforza anche i <b>fondi aziendali</b>: quello per la retribuzione degli incarichi cresce di 1.038,70 euro pro capite annui; il fondo per le condizioni di lavoro aumenta di 533 euro pro capite, con ulteriori risorse per l’indennità di pronto soccorso; il fondo per la retribuzione di risultato sale di 481 euro pro capite annui. Tra le novità più rilevanti figurano le <b>tutele in caso di aggressioni</b>. L’azienda si farà carico delle spese legali in ogni grado di giudizio, compresi i consulenti tecnici, con possibilità per il dirigente di indicare un professionista di fiducia. Previsto anche supporto psicologico su richiesta e la facoltà per le aziende di stipulare coperture assicurative dedicate. Interventi anche sulla <b>libera professione intramuraria</b>, con un incremento della retribuzione di posizione fissa legata all’incarico: si va da un minimo di 600 euro annui per i neoassunti fino a 2.410 euro per i direttori di struttura complessa di area chirurgica, con miglioramenti medi superiori al 15% e oltre il 35% per i nuovi ingressi.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Il testo introduce inoltre <b>l’obbligo di pianificazione delle ferie</b> entro il primo quadrimestre e misure per garantire l’effettivo godimento dei periodi di riposo, anche durante il preavviso se compatibile con le esigenze organizzative. Rideterminata infine l’indennità di specificità medico-veterinaria, che dal 31 dicembre 2024 sale a 9.466 euro annui lordi, e a 12.570,42 euro per gli ex II livello; per i dirigenti sanitari non medici l’indennità è fissata a 1.614,46 euro. Con la firma definitiva si chiude il rinnovo del triennio 2022-2024 e si apre ora la partita del nuovo contratto 2025-2027.</span></p>
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		<title>Personale Ssn, tensione tra Regioni e medici convenzionati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 08:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le organizzazioni della medicina convenzionata criticano il documento approvato dalla Conferenza delle Regioni sull’attrattività del personale del Servizio sanitario nazionale&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;">Le organizzazioni della medicina convenzionata criticano il documento approvato dalla Conferenza delle Regioni sull’attrattività del personale del Servizio sanitario nazionale e segnalano l’assenza di misure dedicate a medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e specialisti ambulatoriali.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">In un comunicato congiunto, Fimmg, Fimp e Sumai rilevano che il piano regionale prevede interventi straordinari per il personale dipendente, ma non contempla analoghe misure per la medicina convenzionata. Le sigle evidenziano che anche i convenzionati attraversano una fase di difficoltà e chiedono un impegno specifico sul fronte economico e contrattuale.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Tra le proposte indicate figurano la defiscalizzazione del reddito legato al raggiungimento di obiettivi strategici del Servizio sanitario nazionale, la revisione della quota capitaria per i medici di medicina generale e della quota oraria per gli specialisti ambulatoriali, oltre a risorse aggiuntive dedicate alla medicina convenzionata.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Le organizzazioni sollecitano inoltre l’avvio dell’Atto di indirizzo per il rinnovo dell’Accordo collettivo nazionale 2025-2027, ritenuto necessario per intervenire sulle condizioni economiche e professionali della categoria.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Secondo Fimmg, Fimp e Sumai, il tema dell’attrattività del personale sanitario deve riguardare tutte le componenti del sistema, comprese quelle convenzionate.</span></p>
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<p><span style="font-size: 9px;">Fonte:<a href="https://www.doctor33.it/articolo/66788/personale-ssn-tensione-tra-regioni-e-medici-convenzionati-le-misure-chieste-dai-sindacati"> https://www.doctor33.it/articolo/66788/personale-ssn-tensione-tra-regioni-e-medici-convenzionati-le-misure-chieste-dai-sindacati</a></span></p>
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		<item>
		<title>Manovra 2026, oltre 6 miliardi in più in sanità e nuove assunzioni nel Ssn</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 2026 08:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Manovra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La legge di Bilancio 2026 è definitivamente legge. Con il via libera finale della Camera – 216 voti favorevoli, 126&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/manovra-2026-oltre-6-miliardi-in-piu-in-sanita-e-nuove-assunzioni-nel-ssn/">Manovra 2026, oltre 6 miliardi in più in sanità e nuove assunzioni nel Ssn</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;">La legge di Bilancio 2026 è definitivamente legge. Con il via libera finale della Camera – 216 voti favorevoli, 126 contrari e 3 astenuti – il Parlamento ha approvato una manovra che, sul fronte sanitario, mette in campo un incremento significativo delle risorse e una serie di misure strutturali destinate a incidere sull’organizzazione del Servizio sanitario nazionale. Il <b>Fondo sanitario nazionale</b> viene rafforzato con un aumento di 2,38 miliardi di euro nel 2026, che si somma alle risorse già programmate, portando il finanziamento complessivo a 142,9 miliardi di euro, oltre 6,3 miliardi in più rispetto al 2025. Gli incrementi proseguiranno anche negli anni successivi: +2,63 miliardi nel 2027 e +2,63 miliardi annui dal 2028.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Uno dei capitoli più rilevanti riguarda il <b>personale sanitario</b>. Per ridurre le liste d’attesa viene autorizzata l’assunzione a tempo indeterminato, anche in deroga ai vincoli di spesa, con un tetto di 450 milioni di euro annui a partire dal 2026. La norma consente inoltre di completare le procedure di stabilizzazione del personale reclutato durante l’emergenza pandemica. Sono previsti aumenti delle indennità di specificità per la dirigenza sanitaria, per i medici, gli infermieri e gli operatori sociosanitari, oltre a misure dedicate ai professionisti dei pronto soccorso, per i quali le Regioni potranno incrementare il trattamento accessorio. Interventi rilevanti anche sul fronte della <b>spesa farmaceutica</b>. Dal 2026 il tetto per gli acquisti diretti aumenta dello 0,30%, mentre quello della farmaceutica convenzionata cresce dello 0,05%. Resta invariata la quota per i gas medicinali. Contestualmente, il <b>Fondo per i farmaci innovativi</b> viene ridotto di 140 milioni di euro annui, scelta che ha già sollevato perplessità tra operatori e addetti ai lavori.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Cambia anche il quadro per i <b>dispositivi medici</b>: viene fissato un nuovo limite nazionale di spesa pari al 4,6% del Fondo sanitario, con uno stanziamento aggiuntivo di 280 milioni di euro, riconoscendo l’aumento dei costi legato all’innovazione tecnologica. Sul versante <b>tariffario</b>, la Manovra stanzia 100 milioni di euro per l’avvio dell’adeguamento delle tariffe ambulatoriali, che si aggiungono al miliardo già previsto dal 2026 per la revisione delle tariffe di ricovero e riabilitazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Ampio spazio è dedicato a <b>prevenzione e medicina di precisione</b>: dal 2026 saranno disponibili 238 milioni di euro annui per screening oncologici, test genomici, screening neonatali, prevenzione dell’obesità e delle patologie croniche, oltre all’acquisto dei vaccini del calendario nazionale. Per il solo 2026 queste risorse sono incrementate di ulteriori 247 milioni di euro. Diventa infine strutturale la <b>farmacia dei servizi</b> dopo 16 anni di sperimentazione: le farmacie pubbliche e private convenzionate entrano stabilmente nel Ssn come presidio di sanità di prossimità, con 50 milioni di euro annui vincolati a partire dal 2026. Una trasformazione che ridefinisce il ruolo delle farmacie nell’assistenza territoriale, in sinergia con medici di famiglia e pediatri.</span></p>
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<p><span style="font-size: 9px;">Fonte: <a href="https://www.doctor33.it/articolo/66449/manovra-2026-il-testo-e-legge-oltre-6-miliardi-in-piu-in-sanita-e-nuove-assunzioni-nel-ssn">https://www.doctor33.it/articolo/66449/manovra-2026-il-testo-e-legge-oltre-6-miliardi-in-piu-in-sanita-e-nuove-assunzioni-nel-ssn</a></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/manovra-2026-oltre-6-miliardi-in-piu-in-sanita-e-nuove-assunzioni-nel-ssn/">Manovra 2026, oltre 6 miliardi in più in sanità e nuove assunzioni nel Ssn</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<title>Liste di attesa troppo lunghe, l’80% degli italiani rinuncia a curarsi</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/liste-attesa-l80-degli-italiani-rinuncia-a-ssn/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=liste-attesa-l80-degli-italiani-rinuncia-a-ssn</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 May 2025 08:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[SSN]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Assistenza sanitaria sempre peggio. L’80% degli italiani, infatti, ha rinunciato alle cure del Servizio Sanitario Nazionale più di una volta&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/liste-attesa-l80-degli-italiani-rinuncia-a-ssn/">Liste di attesa troppo lunghe, l’80% degli italiani rinuncia a curarsi</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;">Assistenza sanitaria sempre peggio. L’80% degli italiani, infatti, ha rinunciato alle cure del Servizio Sanitario Nazionale più di una volta a causa dei lunghi tempi di attesa, un dato in netto peggioramento rispetto al 65% rilevato nel 2024. È il dato allarmante che emerge dall’indagine che Ipsos ha condotto per la Fimmg, in occasione della giornata mondiale del Medico di Famiglia, che si festeggia il 19 maggio. “Tra chi rinuncia al SSN per via dei tempi di attesa, l’84% si rivolge a un privato e il 13% rinuncia del tutto a curarsi, dato che sale al 19% tra chi vive difficoltà economiche. Al contrario i tempi di attesa per un appuntamento dal proprio medico di famiglia sono bassissimi: il 73% dei cittadini viene ricevuto entro una settimana, l’87% entro due settimane, solo il 4% oltre le due settimane”, dichiara Andrea Scavo, responsabile dell’Osservatorio ItaliaInsight di IPSOS.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">“Di fronte a una Sanità al collasso, la Medicina Generale resta l’ultimo servizio ancora adeguato a fornire ai cittadini un servizio gratuito e accessibile senza attese per le piccole urgenze ed entro pochi giorni per le visite su appuntamento – è il commento di FIMMG, la Federazione Italiana dei medici di Famiglia. Le proposte di riforma riportate da notizie giornalistiche da parte di alcune Regioni avrebbero lo scopo di trasformare l’efficienza del modello attuale della medicina generale in quello della dirigenza, con la diretta conseguenza di creare le liste di attesa laddove oggi non esistono, come già sta accadendo nei pochi Paesi in cui il medico di famiglia è un dipendente”. Un altro dato significativo riguarda i cittadini che hanno rinunciato a curarsi con il SSN perché la prestazione di cui avevano bisogno non veniva erogata nella zona in cui vivevano: “è accaduto più di una volta al 53% degli italiani – continua Scavo – contro il 44% rilevato nel 2024. In questo caso il 76% del campione si è rivolto al privato e ben il 20% ha rinunciato del tutto alle cure tra la popolazione generale: un valore che sale al 28% tra le persone in difficoltà economica. Al contrario, il 78% dei cittadini afferma di essere soddisfatto del proprio medico per la vicinanza dello studio alla propria abitazione, distante non più di 2 chilometri nel 63% dei casi e raggiungibile a piedi dal 41% del campione, in particolare dal 54% nel Sud Italia, dove ben il 77% della popolazione risiede entro 2 chilometri dallo studio del medico”.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Per la Fimmg, il sondaggio “conferma che per i nostri pazienti la prossimità dell’assistenza sanitaria di base è di primaria importanza e che la diffusione capillare dei nostri sessantamila studi medici è garantita su tutto il territorio nazionale. Salvaguardare questo modello e rinforzare l’offerta dei servizi vicino alle persone attraverso una fitta rete di spoke dovrebbe essere la priorità per la politica, riservando alle case della comunità hub e agli ospedali l’offerta di prestazioni multiprofessionali, tecnologiche e ad elevata specializzazione”.</span></p>
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<p><span style="font-size: 9px;">Fonte: <a href="https://www.doctor33.it/articolo/64424/liste-attesa-l80-degli-italiani-rinuncia-a-ssn-medico-di-famiglia-ultimo-baluardo">https://www.doctor33.it/articolo/64424/liste-attesa-l80-degli-italiani-rinuncia-a-ssn-medico-di-famiglia-ultimo-baluardo</a></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/liste-attesa-l80-degli-italiani-rinuncia-a-ssn/">Liste di attesa troppo lunghe, l’80% degli italiani rinuncia a curarsi</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<title>Medici in fuga dal Ssn, in 6 anni dimissioni triplicate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2025 09:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[in fuga]]></category>
		<category><![CDATA[medici]]></category>
		<category><![CDATA[SSN]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La fuga dei medici dagli ospedali pubblici è diventata oramai un’emergenza. A ribadirlo una nota della Federazione Cimo-Fesmed a partire&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/medici-in-fuga-dal-ssn-in-sei-anni-dimissioni-triplicate/">Medici in fuga dal Ssn, in 6 anni dimissioni triplicate</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">La fuga dei medici dagli ospedali pubblici è diventata oramai un’emergenza. A ribadirlo una nota della Federazione Cimo-Fesmed a partire dai dati presentati dal Ministero della Salute nel corso dell’audizione in Commissione Affari sociali sul riordino delle professioni sanitarie. Dati eloquenti, sottolinea la nota Cimo-Fesmed: in sei anni, il numero di medici che si sono dimessi dal Servizio sanitario nazionale è triplicato: nel 2016 erano 1.564, nel 2022 4.349. Ed è estremamente probabile che negli ultimi due anni tale numero sia ulteriormente cresciuto.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Al contempo, sottolinea il sindacato, risulta altrettanto impressionante la crescita registrata tra il 2021 ed il 2024 del numero di borse di specializzazione non accettate dai neo-medici, passato complessivamente dal 10% al 29%.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">«Come ripetiamo spesso, il Servizio sanitario nazionale non è più attrattivo – dichiara Guido Quici, Presidente della Federazione. E il problema, come ha ben evidenziato la dottoressa Mainolfi, DG delle professioni sanitarie e delle risorse umane del SSN, non riguarda solo i medici, ma anche gli infermieri. Condividiamo l’analisi delle cause di tale emergenza illustrata dal Ministero, che spazia dal fattore retributivo alla responsabilità professionale; tuttavia, nutriamo seri dubbi su alcune delle proposte presentate per risolvere la situazione».</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">«Se, infatti, riteniamo necessaria la definizione di ruoli e responsabilità di ciascun professionista, non possiamo che dissentire sulla proposta di “sviluppare forme di task shifting”, che non consentirebbero né di superare il grave problema di carenza di professionisti e di attrattività del SSN, né di garantire la sicurezza delle cure per i cittadini».</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">«Deve essere chiaro, infatti, che l’incremento di competenze e responsabilità difficilmente renderà più appetibili alcune professioni sanitarie, a fronte del medesimo trattamento economico e delle stesse condizioni di lavoro sofferte oggi. In un contesto di grave carenza di personale, aumentare le competenze senza l’adeguamento dell’organico non può che essere un boomerang, che non risolverebbe il problema ma anzi lo amplierebbe, rendendo ancora meno attrattivo il lavoro in ospedale. Al contempo, è necessario preservare le attività che devono essere svolte in modo esclusivo dai medici, a partire da anamnesi, diagnosi e terapia», aggiunge Quici.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">«In ogni caso – conclude il Presidente Cimo-Fesmed – ci auguriamo che qualsiasi intervento volto a riordinare le professioni sanitarie e a prevedere il trasferimento di competenze da una professione all’altra veda un coinvolgimento attivo e centrale dei rappresentanti dei professionisti ad un tavolo di confronto. Sono i professionisti, infatti, gli unici attori capaci di offrire una visione sistemica delle criticità e delle esigenze di un Servizio sanitario nazionale in costante evoluzione».</span></p>
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<p><a href="https://www.doctor33.it/articolo/63416/medici-in-fuga-dal-ssn-in-sei-anni-dimissioni-triplicate-cimo-fesmed-e-emergenza">Fonte: https://www.doctor33.it/articolo/63416/medici-in-fuga-dal-ssn-in-sei-anni-dimissioni-triplicate-cimo-fesmed-e-emergenza</a></p>
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		<title>Liste d’attesa insostenibili, oltre l’85% degli italiani boccia le Ssn</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Apr 2024 07:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[SSN]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Italiani insoddisfatti del Servizio sanitario nazionale, liste d&#8217;attesa insostenibili per circa 9 su 10 (per 88% degli italiani si aspetta&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Italiani insoddisfatti del Servizio sanitario nazionale, liste d&#8217;attesa insostenibili per circa 9 su 10 (per 88% degli italiani si aspetta troppo per una prima visita, per l&#8217;85% per esami diagnostici specifici o per esami di controllo e per l&#8217;84% per interventi chirurgici) e difficoltà di accesso alla specialistica; sette italiani su 10 ritengono che il governo debba investire maggiormente nel sistema sanitario pubblico: sono in estrema sintesi i risultati di un&#8217;indagine dell&#8217;EngageMinds HUB, il Centro di ricerca dell&#8217;Università Cattolica di Cremona diretto da Guendalina Graffigna.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Di positivo c&#8217;è che quasi 6 italiani su 10 si sentono in un buono stato di salute.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Da dati emerge anche che, sempre considerando le visite specialistiche, 5 su 10 lamentano di non riuscire a trovare sempre medici competenti. Il 49% ripone piena fiducia nel Ssn, mentre il 51% non si fida. Quasi 8 italiani su 10 sono critici sulla qualità del sistema sanitario regionale, che salgono a 9 su 10 se si guarda a quello nazionale.</span></p>
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		<title>Donne SSN: &#8220;Costrette a scegliere tra famiglia e carriera&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Mar 2024 10:44:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[SSN]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Al Sud le donne che lavorano nel SSN devono scegliere tra famiglia e carriera e per le famiglie dei camici&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/donne-ssn-costrette-a-scegliere-tra-famiglia-e-carriera/">Donne SSN: &#8220;Costrette a scegliere tra famiglia e carriera&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">«Al Sud le donne che lavorano nel SSN devono scegliere tra famiglia e carriera e per le famiglie dei camici bianchi non c’è quasi nessun aiuto. Una situazione inaccettabile alla quale occorre porre rimedio». A denunciarlo è il segretario regionale dell’Anaao Assomed Bruno Zuccarelli, sulla base di un’indagine prodotta dal Gruppo Donne del sindacato della dirigenza medica e sanitaria ; gruppo che vede come responsabile la dottoressa Marlene Giugliano. «Nelle strutture sanitarie italiane abbiamo 220 asili aziendali, di cui 208 sono al Nord (23 solo in Lombardia). In Campania gli asili nido su 16 aziende ospedaliere sono solo 2: Cardarelli e Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II. Il Moscati di Avellino aveva un asilo nido che è stato chiuso con la pandemia e ad oggi il baby parking dell’Azienda Ospedaliera dei Colli è chiuso. Una condizione vergognosa e desolante», aggiunge Zuccarelli. Ma i dati raccolti dal sindacato dicono anche altro: se si guarda al personale del servizio sanitario nazionale, il 68% è costituito da donne, quasi 7 operatori su 10, con un forte sbilanciamento verso il Nord dove le donne sono il 76%, mentre al Sud solo il 50%. «Un divario tra Nord e Sud, quello della sanità, che si lega alle condizioni di difficoltà che le donne devono affrontare – aggiunge Giugliano -, del resto in Campania il costo medio della retta mensile di un asilo è di 300 euro, con cifre che in alcuni casi arrivano anche a 600 euro. E nella nostra regione c’è un posto in asili nido solo ogni 10 bambini». Per questo le donne campane dell’Anaao chiedono di essere ascoltate dalle Istituzioni regionali, così come dalle Aziende ospedaliere e Sanitarie. Tre i punti chiave sui quali intervenire: creazione di asili nido aziendali che rappresentano una forma di attenzione per le esigenze dei propri dipendenti e consentono una migliore conciliazione dei tempi casa-lavoro; sostituzione dei dirigenti in astensione obbligatoria per maternità o paternità e applicazione delle norme già esistenti, come flessibilità oraria; ⁠nomina, costituzione e funzionamento dei Comitati unici di garanzia (Cug). «Sono organismi che prevedono compiti propositivi, consultivi e di verifica in materia di pari opportunità e di benessere organizzativo per contribuire all’ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico, agevolando l’efficienza e l’efficacia delle prestazioni e favorendo l’affezione al lavoro, garantendo un ambiente lavorativo nel quale sia contrastata qualsiasi forma di discriminazione», spiega Giugliano. In regioni come la nostra questi organismi hanno solo un ruolo formale cosa che non siamo più disposte ad accettare».</span></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/donne-ssn-costrette-a-scegliere-tra-famiglia-e-carriera/">Donne SSN: &#8220;Costrette a scegliere tra famiglia e carriera&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<title>Medicina dell’emergenza, in Campania mancano all’appello 363 camici bianchi</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/medicina-dellemergenza-in-campania-mancano-allappello-363-camici-bianchi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=medicina-dellemergenza-in-campania-mancano-allappello-363-camici-bianchi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Magliulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Feb 2024 15:56:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[decesso]]></category>
		<category><![CDATA[SSN]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come si distrugge la reputazione, e non solo quella, dell&#8217;oramai ex miglior Sistema sanitario del mondo. &#160; Pronto soccorso sotto&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/medicina-dellemergenza-in-campania-mancano-allappello-363-camici-bianchi/">Medicina dell’emergenza, in Campania mancano all’appello 363 camici bianchi</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Come si distrugge la reputazione, e non solo quella, dell&#8217;oramai ex miglior Sistema sanitario del mondo.</span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Pronto soccorso sotto assedio, ambulanze senza medici a bordo, file interminabili presso tutte le strutture che assicurano (?) trattamenti, spesso salvavita.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">In pratica, c’è carenza di specialisti dell&#8217;emergenza in quasi tutti i riferimenti sanitari (territoriali ed ospedalieri) con situazioni che diventano  sempre più incandescenti di giorno in giorno: cittadini furibondi e medici e personale sanitario sull’orlo di una perenne crisi di nervi.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">In dettaglio, mancano 84 specialisti medici dell’emergenza nell’Asl di Salerno che così guida la poco invidiabile classifica; 60 unità nell’Asl Na1 Centro che ottiene così il piazzamento “d’onore”; 45 nell’Asl Na 3 Sud; 44 nell’Asl Na2 Nord; 41 nell’Asl di Caserta; 28 nell’Azienda ospedaliera Universitaria Ruggi D’Aragona di Salerno; 13 nel “San Pio” di Benevento; 12 nel Cardarelli; 11 nell’Azienda dei Colli di Napoli e nel “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta; 9 nell’Asl di Avellino; 5 nella Cittadella ospedaliera Irpina.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Insomma, un disastro al quale hanno concorso, a pari demerito, Università e Politica.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Il mondo accademico perché  ha preferito conservare lo status quo (vedi le ripetute e gravissime esternazioni deluchiane che, per quanto ci risulta, non hanno incassato neanche lo straccio di una denuncia); la politica che si è burocratizzata “passando carte” per tacitare in parte la coscienza, magari per evitare i rigori della legge, a causa di una programmazione completamente inesistente.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Va in questa direzione l’ultima delibera, la 363 dell’Asl di Salerno che tenta di reperire queste professionalità carenti attraverso l’indizione di un concorso pubblico, in applicazione (udite, udite) della delibera di Giunta Regionale  numero 1 dell’otto gennaio scorso e del decreto dirigenziale numero 38 del 22 gennaio 2024. Una &#8220;tempestività&#8221; che lascia senza fiato rispetto ad allarmi vecchi di decenni.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Ancora una volta si ripropone lo schema del teatrino dei reclutamenti dei medici dell’emergenza-urgenza attraverso procedure concorsuali, uno spettacolo penoso già andato in onda su base locale, con bandi di concorso che sono andati </span><span style="font-size: 14pt;">puntualmente deserti. C’è da chiedersi, cosa avrà di più accattivante il concorsone “centralizzato” rispetto ai concorsini locali?</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">E così, mentre continuiamo ad importare medici italiani formati, senza nessun intento denigratorio per quei Paesi, in Albania, Romania …. &#8211; e dobbiamo persino essere grati per questo – il funerale al fu sistema sanitario migliore del Mondo è bello che celebrato, con importanti pezzi del Parlamento impegnati, con zelo, a passare la palla ai privati e, possiamo dirlo senza tema di smentita, alla creazione di un sistema assistenziale dove i ricchi si curano ed i poveri crepano.  </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/medicina-dellemergenza-in-campania-mancano-allappello-363-camici-bianchi/">Medicina dell’emergenza, in Campania mancano all’appello 363 camici bianchi</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<item>
		<title>Troppe ore di lavoro e burn out, tre medici su quattro vorrebbero andare via da Ssn</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/troppe-ore-di-lavoro-e-burn-out-tre-medici-su-quattro-vorrebbero-andare-via-da-ssn/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=troppe-ore-di-lavoro-e-burn-out-tre-medici-su-quattro-vorrebbero-andare-via-da-ssn</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Feb 2024 07:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[SSN]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fagocitati dal lavoro, in 72 su 100 &#8211; percentuale senza precedenti &#8211; vorrebbero lasciare il Servizio sanitario nazionale per trasferirsi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/troppe-ore-di-lavoro-e-burn-out-tre-medici-su-quattro-vorrebbero-andare-via-da-ssn/">Troppe ore di lavoro e burn out, tre medici su quattro vorrebbero andare via da Ssn</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Fagocitati dal lavoro, in 72 su 100 &#8211; percentuale senza precedenti &#8211; vorrebbero lasciare il Servizio sanitario nazionale per trasferirsi all’estero: è sempre più difficile la vita per i medici dipendenti e per i loro colleghi infermieri con ruolo dirigenziale. Lo rivela un sondaggio Anaao Assomed su un campione rappresentativo di camici bianchi: l’87% dei rispondenti dichiara di non avere una vita personale soddisfacente, e il 96,5% reputa eccessivo il carico cui è sottoposto. La vita in ospedale non è più concepita, nemmeno dai giovani, come una sfida con sé stessi e come un percorso di squadra; appare piuttosto impegno oneroso, ripetitivo, scandito da guardie e reperibilità. Uno scenario che sembra spiegare, come sottolinea il segretario Anaao Assomed Pierino Di Silverio, “il calo di appeal di specialità che offrono meno possibilità e prospettive del privato”. Il sindacato maggioritario dei medici ospedalieri aveva presentato un analogo questionario nove anni fa; oggi qualcosa è migliorato, ci sono più medici giovani fra i 31 ai 40 anni, grazie alle nuove assunzioni in periodo Covid-19. E si è dimezzato il numero di camici che riferisce di lavorare dopo la notte di guardia, in violazione della normativa sui riposi. Ma la gioventù non corazza rispetto ad un lavoro comunque aumentato del 5,5% rispetto a 9 anni fa: ogni anno sono tra 150 e 250 le ore lavorate in più (si resta in struttura un 40% in più del 2014) e un medico su due non recupera il giorno festivo non fruito per la reperibilità. Rispetto al sondaggio precedente, si visita lo stesso numero di pazienti in corsia, ed è identico il numero di notti e reperibilità, festivi trascorsi in servizio. E risulta peggiorato il dato di fruizione delle ferie: oltre il 50% non riesce a utilizzare i giorni di riposo. Per non parlare delle ore di aggiornamento, utilizzate “da una percentuale risibile”. Ci sono infine nuovi fenomeni come il lavoro su più presìdi conseguente all’accorpamento di Aziende Sanitarie o l’introduzione di cooperative di medici e sanitari, denunciati rispettivamente dal 26% e dal 20% degli intervistati. Quanto alla dottoressa in maternità, non è sostituita nell’85% dei reparti. Solo per il 3% è sostituita entro i due mesi e per il 12% dopo oltre 2 mesi. Del resto, essendo sempre meno i medici nelle specialità più “gravose” e onerosi in termini di tempo trascorso al lavoro, in tutta Italia vanno spesso deserti bandi per contratti a tempo indeterminato.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Tra i 96 su 100 che dichiarano eccessivo il carico lavorativo (4,6% in più di 9 anni fa), il 56%, oltre metà, dichiara di essere vicino al “burn out”. Il superlavoro mina “il rapporto con partner/figli” (64,5%) e la vita personale (87%, contro l’80% dell’indagine 2014). Il nuovo contratto 2019-21 mette delle pezze, come sottolinea Di Silverio, «ad esempio dove prevede l’assegnazione della sede di ordinaria attività lavorativa, contribuendo a ridurre il fenomeno del lavoro su più presidi. O dove definisce le tipologie di eccedenza dell’orario contrattuale, la loro remunerazione e possibilità di recupero. E infine dove regola il Servizio di Pronta Disponibilità, auspicabilmente riducendone l’abuso». Ma vanno fatti sforzi ulteriori da governo e regioni. Dal punto di vista economico, per Anaao Assomed urge retribuire di più le specialità con attività prevalentemente ospedaliera e i turni di guardia festivi e feriali, investendo sull’adeguamento dei salari alla media europea. Inoltre, servirebbe raccordare i carichi di lavoro con il rispetto dell’orario. E ancora: l’aumento dell’opportunità di carriera, la sostituzione della maternità, la flessibilità oraria. Infine, oltre ad aumentare i letti, eliminare la nomina politica dei Direttori Generali potrebbe creare un clima in grado di migliorare la collaborazione tra dirigenza e middle management. Come dovrebbero migliorare (anche in chiave anti-burocrazia, altra piaga) i percorsi assistenziali ospedale-territorio con la riorganizzazione dei servizi territoriali. «I risultati del sondaggio confermano l’urgenza di un nostro obiettivo: migliorare le condizioni di lavoro attraverso un suo diverso valore, anche salariale, sue diverse collocazioni giuridiche e diversi modelli organizzativi per superare quel disagio medico che è causa principale del grande scontento attuale», dice Di Silverio. «Dobbiamo fermare questa deriva che rischia di travolgere il servizio sanitario pubblico e nazionale costruito in 45 anni di lavoro e sacrifici. I risultati della survey saranno inviati al Presidente del Consiglio, al Governo, ai partiti e alle Regioni perché nelle loro scelte tengano conto dell’urgenza di una “vision” rispetto alla salvaguardia del Servizio Sanitario pubblico e universale».</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/troppe-ore-di-lavoro-e-burn-out-tre-medici-su-quattro-vorrebbero-andare-via-da-ssn/">Troppe ore di lavoro e burn out, tre medici su quattro vorrebbero andare via da Ssn</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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