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	<title>Oncologia Archivi - TuttoSanità</title>
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	<title>Oncologia Archivi - TuttoSanità</title>
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		<title>Oncologia in Campania, tutti insieme in rete si riesce meglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 13:01:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un’alleanza che coinvolge i maggiori istituti di cura della Campania (tra i quali l’Istituto Pascale e il Santobono Pausilipon) e&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;">Un’alleanza che coinvolge i maggiori istituti di cura della Campania (tra i quali l’Istituto Pascale e il Santobono Pausilipon) e i pediatri, per dare piena sostanza alla rete oncologica pediatrica. L’annuncio di questo lavoro sinergico, già in fase avanzata, è stato dato questa mattina all’Ordine dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri di Napoli e provincia, nel corso di un incontro dedicato alle patologie oncologiche in pediatria. All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, <b>Pietro Buono</b>, della Direzione Generale per la Tutela della Salute della Regione Campania; <b>Rodolfo Conenna</b>, direttore generale dell’IRCCS Santobono Pausilipon; <b>Maurizio Di Mauro</b>, direttore generale dell’Istituto Pascale; e <b>Giovanni Galano</b>, garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Campania. «L’obiettivo è consolidare la connessione tra l’oncologia pediatrica, che è già parte della rete oncologica, e la pediatria di base, con i pediatri, per fare in modo che, come avviene nell’adulto, anche nel settore pediatrico la medicina del territorio possa avere riferimenti chiari e diretti nei confronti dei centri campani che si occupano di oncologia pediatrica», ha spiegato <b>Sandro Pignata</b>, responsabile scientifico della Rete Oncologica Campana. Un obiettivo che consentirà anche di contrastare la migrazione sanitaria. In concreto, sono stati creati moduli digitalizzati all’interno della piattaforma della Rete Oncologica, attraverso i quali i pediatri di libera scelta possono inviare le segnalazioni dei nuovi pazienti intercettati tra i propri assistiti. Il lavoro da fare, tuttavia, non si limita a questo. Come già avvenuto per l’adulto, si punta ora ad attivare percorsi più efficaci di trasmissione delle informazioni e di continuità assistenziale dagli ospedali pediatrici campani alle ASL. Un percorso che dovrà essere ulteriormente strutturato in modo completo ed efficace. «Finora la rete comprendeva già la presa in carico dei pazienti pediatrici attraverso strutture come il Santobono Pausilipon – spiega <b>Raffaella de Franchis</b>, consigliera dell’Ordine e pediatra di famiglia – ma i pediatri non avevano accesso diretto alla piattaforma. Con le nuove credenziali, il pediatra di famiglia può inserire in piattaforma un bambino con sospetto diagnostico oncologico, attivando un percorso dedicato di presa in carico. Il sistema consente anche di seguire l’evoluzione del caso, segnalare eventuali criticità e mantenere un collegamento diretto con gli specialisti ospedalieri». «La diagnosi precoce e la presa in carico tempestiva possono fare la differenza nella vita di un bambino e della sua famiglia – sottolinea <b>Bruno Zuccarelli</b>, presidente dell’Ordine dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri di Napoli e provincia –. Per questo è fondamentale che i pediatri siano pienamente integrati nella rete oncologica. Il territorio deve poter dialogare in modo rapido, strutturato e diretto con i centri specialistici, evitando ritardi, frammentazioni e percorsi disomogenei. L’Ordine sostiene con convinzione questo modello, perché rafforza la sanità pubblica campana, valorizza il ruolo dei professionisti e contribuisce a ridurre la necessità per tante famiglie di cercare cure fuori regione».</span></p>
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		<title>Prevenzione oncologica, l&#8217;Asl Irpina potenzia l&#8217;offerta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Oct 2025 05:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AVELLINO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuovo open day dell’Asl irpina per la prevenzione oncologica nel Distretto di Avellino. Nell’ambito del Programma Nazionale Equità in salute&#8230;</p>
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<div dir="auto">
<div dir="auto"><span style="font-size: 18px;">Nuovo open day dell’Asl irpina per la prevenzione oncologica nel Distretto di Avellino. Nell’ambito del Programma Nazionale Equità in salute (PNES) Area di intervento: “Maggiore copertura degli screening oncologici” l’ASL di Avellino, insieme alla Regione Campania, promuove un programma di “Azioni volte all’implementazione dei 3 screening principali”. </span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 18px;">Oggi, sabato 4 ottobre presso il Distretto di Avellino in via degli Imbimbo 10/12 dalle ore 9.00 alle ore 13.00, sarà possibile sottoporsi allo Screening della Mammella e del Colon retto.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 18px;">Le donne nella fascia di età 50-69 anni residenti in provincia di Avellino, tramite prenotazione alla Centrale Screening oncologici (tel. 0825 292029 dalle ore 9.00 alle ore 14.00) oppure presentandosi direttamente presso il Distretto Sanitario, potranno effettuare gratuitamente la mammografia senza necessità di impegnativa del medico. Inoltre, le donne e gli uomini nella fascia di età 50-69 anni residenti in provincia di Avellino potranno sottoporsi a screening del colon retto.</span></div>
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		<title>&#8220;Ruggi&#8221;, consegnata un nuovo casco refrigerante per l’oncologia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jun 2025 15:58:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[SALERNO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Consegnato al reparto di Oncologia dell&#8217;Azienda Ospedaliera Universitaria &#8220;San Giovanni di Dio e Ruggi d&#8217;Aragona&#8221; di Salerno, diretto dalla dottoressa&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Consegnato al reparto di Oncologia dell&#8217;Azienda Ospedaliera Universitaria &#8220;San Giovanni di Dio e Ruggi d&#8217;Aragona&#8221; di Salerno, diretto dalla dottoressa Fortuna Lombardi, il secondo Paxman Scalp Cooling, ovvero uno specifico casco refrigerante che attraverso la crioterapia e la conseguente vasocostrizione del cuoio capelluto, consente di bloccare la perdita dei capelli causata dai trattamenti chemioterapici, contrastando così l&#8217;inevitabile e temuta alopecia delle donne.<br />
Era l&#8217;anno 2020, quando grazie al progetto &#8216;Dixhuit-Bellasempre&#8217; di Teresa Giordano, anche Fondatrice della Comunity &#8216;Oltre lo Specchio&#8217;, con il contributo del CNA Salerno, Fondazione della Comunità Salernitana, Inner Wheel Salerno e dopo un&#8217;accurata e partecipata raccolta fondi, il primo casco refrigerante è stato collocato all&#8217;interno del D.H Oncologico del &#8216;Ruggi&#8217;, allora diretto dalla dottoressa Clementina Savastano.<br />
Il macchinario, è stato in seguito utilizzato da un centinaio di pazienti alle quali è stato così garantito e tutelato il benessere psicofisico, profondamente intaccato dai cambiamenti apportati dalla chemioterapia.<br />
Il secondo casco, consegnato alla presenza delle istituzioni aziendali, di Teresa Giordano, della dottoressa Clementina Savastano, del dottore Giuseppe Pistolese, della dottoressa Fortuna Lombardi e dell&#8217;equipe di Oncologia, è stato acquistato grazie al contributo della LILT e del presidente Giuseppe Pistolese, dell&#8217;Azienda Ospedaliera Universitaria &#8216;Ruggi&#8217; e di una ulteriore raccolta di beneficenza sempre organizzata da Teresa Giordano, tutti protagonisti di un progetto che rappresenta un enorme sostegno per le pazienti oncologiche.</p>
<div class="yj6qo"></div>
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		<title>Oncologia, vivono con tumore 3,7 milioni italiani ma ancora gap tra regioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 May 2025 06:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono 3,7 milioni gli italiani che oggi vivono dopo una diagnosi di tumore. Un numero destinato a crescere fino a&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/oncologia-vivono-con-tumore-37-milioni-italiani-ma-ancora-gap-tra-regioni/">Oncologia, vivono con tumore 3,7 milioni italiani ma ancora gap tra regioni</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;">Sono 3,7 milioni gli italiani che oggi vivono dopo una diagnosi di tumore. Un numero destinato a crescere fino a 4 milioni entro il 2030, pari al 7% della popolazione. A fronte di questo scenario in continua evoluzione, la risposta del sistema sanitario italiano passa per un cambio di paradigma: i pazienti oncologici diventano parte attiva del Servizio sanitario nazionale (SSN). È quanto emerge dal 17° Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici, presentato oggi a Roma in occasione della XX Giornata nazionale del malato oncologico, promossa da FAVO (Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia). La vera svolta, spiegano gli esperti, arriva con la legge di bilancio 2025, che sancisce formalmente il ruolo delle organizzazioni di pazienti nei processi decisionali delle Reti oncologiche regionali. Una riforma definita “dirompente” dal presidente FAVO <b>Francesco De Lorenzo</b>, che sottolinea: “Non sarà più possibile progettare la sanità esclusivamente dalla prospettiva dell’offerta e dei professionisti. I pazienti diventano protagonisti delle scelte che li riguardano”.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Intervenuto alla presentazione anche il ministero della Salute <b>Orazio Schillaci</b> che ha dichiarato: &#8220;Nel periodo post-Covid il vero problema sono le altre malattie, per prime le patologie oncologiche che sono state trascurate con visite saltate e prevenzione scesa a livelli inaccettabili. Ora siamo ripartiti ma dobbiamo riprendere con grande attenzione anche perchè i dati ci dicono che l&#8217;incidenza dei tumori aumenta soprattutto nelle fasce più giovani della popolazione&#8221;. Su questo, ha sottolineato Schillaci, &#8220;abbiamo programmi di screening e vogliamo allargare la fascia di persone che possono sottoporsi a questi esami&#8221;. Il numero crescente di persone che convivono con il cancro – anche grazie ai progressi delle terapie – impone una riorganizzazione del sistema. Secondo il presidente AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) <b>Francesco Perrone</b>, serve “una nuova organizzazione più performante, capace di rispondere a bisogni in rapida trasformazione: cure domiciliari, pazienti anziani con patologie multiple, cronicizzazione della malattia”. Le Reti oncologiche regionali sono indicate come il modello più efficace per la presa in carico personalizzata e multidisciplinare del paziente oncologico. Tuttavia, il Rapporto denuncia forti disomogeneità territoriali: non tutte le Regioni sono allo stesso punto nel coinvolgimento delle associazioni, e permangono ostacoli burocratici che rendono difficile la partecipazione, soprattutto per le realtà più piccole.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Per garantire l’uniformità delle Reti, è stato istituito il Coordinamento Generale delle Reti Oncologiche (CRO), in cui FAVO rappresenta le associazioni di pazienti. De Lorenzo insiste sulla necessità che il Coordinamento “inizi quanto prima la propria attività” per dare concretezza al cambiamento avviato. Nel frattempo, FAVO – in collaborazione con Agenas – ha elaborato un documento quadro, in fase di approvazione presso la Conferenza Stato-Regioni, che mira a rendere strutturale e trasparente la partecipazione delle organizzazioni di volontariato oncologico alla governance sanitaria. Una vera e propria “istituzionalizzazione” del ruolo dei pazienti, destinata a diventare best practice nazionale. “Il volontariato oncologico oggi siede nella stanza dei bottoni – afferma ancora De Lorenzo –. Ma perché questa partecipazione sia reale, il SSN deve favorirla attivamente”. A fargli eco <b>Elisabetta Iannelli</b>, segretaria FAVO: “Le associazioni sono ormai interlocutori competenti e affidabili per la governance sanitaria”. A pesare sul sistema è anche la mobilità sanitaria inter-regionale, che nel 2022 ha generato spese per 2 miliardi di euro. Le Regioni del Nord – Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto – si confermano più attrattive, mentre il Sud continua a registrare un alto tasso di &#8220;fuga&#8221; dei pazienti (13,36% contro l’8,85% del Nord). Per <b>Carmine Pinto</b>, coordinatore della Rete Oncologica dell’Emilia-Romagna, le Reti regionali possono contribuire a ridurre questo squilibrio, garantendo una presa in carico più equa ed efficace. Anche <b>Massimo Di Maio</b>, presidente eletto AIOM, sottolinea il valore della collaborazione multidisciplinare: “Permette di migliorare l’appropriatezza terapeutica e di evitare trattamenti inadeguati”.</span></p>
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		<item>
		<title>Monaldi, Carnevale con il S.O.R.R.I.S.O&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Mar 2025 11:52:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Carnevale]]></category>
		<category><![CDATA[Monaldi]]></category>
		<category><![CDATA[Oncologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Domani, 4 marzo 2025, alle ore 14:30, presso l’aula magna dell’Ospedale Monaldi si terrà l’evento “Carnevale con il S.O.R.R.I.S.O”, un pomeriggio di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/monaldi-carnevale-con-il-s-o-r-r-i-s-o/">Monaldi, Carnevale con il S.O.R.R.I.S.O&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: 14pt;">Domani, <b>4 marzo 2025</b>, alle <b>ore 14:30</b>, presso l’<b>aula magna dell’Ospedale Monaldi</b> si terrà l’evento “Carnevale con il S.O.R.R.I.S.O”, un pomeriggio di festa per parlare di umanizzazione dei percorsi di cura in oncologia. L’evento è promosso dalla UOC di Oncologia dell’Ospedale Monaldi, diretta dal dr. <b>Vincenzo Montesarchio</b>. </span></div>
<p><span style="font-size: 14pt;">Intervengono, tra gli altri, il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, avv. <b>Anna Iervolino</b>, il Presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), dr. <b>Francesco Perrone</b> e la Presidente del Collegio Italiano di Oncologi Medici (CIPOMO), dr.ssa <b>Luisa Fioretto</b>.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">L’evento sarà arricchito dalla presenza di <b>Gigi e Ross</b> e dalla musica del Maestro <b>Carlo Morelli e della sua band</b>, che accompagnerà la <b>sfilata in maschera dei pazienti in cura presso l’Oncologia del Monaldi</b>. </span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Conclude il Presidente della Regione Campania, on. <b>Vincenzo De Luca</b>.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/monaldi-carnevale-con-il-s-o-r-r-i-s-o/">Monaldi, Carnevale con il S.O.R.R.I.S.O&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<item>
		<title>Asl Na 2, ritornano gli appuntamenti con la prevenzione oncologica</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/asl-na-2-ritornano-gli-appuntamenti-con-la-prevenzione-oncologica/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=asl-na-2-ritornano-gli-appuntamenti-con-la-prevenzione-oncologica</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Sep 2024 08:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Asl napoli 2]]></category>
		<category><![CDATA[Oncologia]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Torna l&#8217;iniziativa promossa dall&#8217;ASL Napoli 2 Nord per informare e sensibilizzare la cittadinanza sull&#8217;importanza della prevenzione dei tumori della mammella,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/asl-na-2-ritornano-gli-appuntamenti-con-la-prevenzione-oncologica/">Asl Na 2, ritornano gli appuntamenti con la prevenzione oncologica</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Torna l&#8217;iniziativa promossa dall&#8217;ASL Napoli 2 Nord per informare e sensibilizzare la cittadinanza sull&#8217;importanza della prevenzione dei tumori della mammella, colon-retto e cervice uterina.</p>
<p>Sarà possibile sottoporsi agli esami per gli screening oncologici direttamente a bordo di un&#8217;unità mobile di diagnostica medica altamente tecnologica dotata di mammografo e ambulatori per praticare visite e Pap Test.</p>
<p>Un’iniziativa che intende garantire, inoltre, un accesso equo alle prestazioni di prevenzione a tutti i cittadini, soprattutto per le fasce di popolazione più fragili.</p>
<p><strong>Tutte le attività sono gratuite e ad accesso libero</strong></p>
<p>Oltre agli esami strumentali, verranno distribuiti e raccolti i kit per la ricerca del sangue occulto nelle feci per la prevenzione delle patologie tumorali del colon.</p>
<p>I cittadini riceveranno, inoltre, consigli sui corretti stili di vita e indicazioni sulla prevenzione all’infezione dell’HPV, in particolare potranno essere prenotate le vaccinazioni contro l’HPV da praticare successivamente presso i Distretti Sanitari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La campagna &#8220;<strong>Guarda al futuro, Previeni!</strong>”, in sinergia con gli Enti territoriali, prevede tappe a:</p>
<p><strong>Giugliano:</strong> 28-29 settembre presso il Centro Commerciale Grande Sud</p>
<p><strong>Procida:</strong>    21-24 ottobre in Piazza Marina Grande</p>
<p><strong>Ischia:</strong>       28-31 ottobre</p>
<p><strong>Forio Ischia:</strong> 1-2 novembre in Piazzale Cristoforo Colombo.</p>
<p>Per informazioni sulla campagna &#8220;<strong>Guarda al futuro: Previeni!</strong>&#8221; è possibile consultare il sito web e le pagine social dell&#8217;ASL Napoli 2 Nord</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/asl-na-2-ritornano-gli-appuntamenti-con-la-prevenzione-oncologica/">Asl Na 2, ritornano gli appuntamenti con la prevenzione oncologica</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<title>Malati oncologici, 1 su 4 viaggia oltre 30km per ricevere le cure</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 May 2024 07:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Oncologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A rendere più difficile la vita già complessa di un paziente oncologico sono, anche, le distanze: sia quelle fisiche dai&#8230;</p>
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<p>A rendere più difficile la vita già complessa di un paziente oncologico sono, anche, le distanze: sia quelle fisiche dai luoghi di cura che quelle emotive, con la difficoltà di comunicazione con gli operatori sanitari coinvolti.</p>
<p>Il 20% dei pazienti con un tumore, infatti, è costretto a percorrere oltre 30 chilometri per raggiungere il centro dove è in cura.<br />
<span style="-webkit-text-size-adjust: 100%;">Mentre circa il 50% dei malati avverte il bisogno di una maggiore attenzione di quella ricevuta da parte degli operatori sanitari e una migliore qualità della comunicazione medico-paziente. Sono alcuni dati che emergono da una ricerca condotta da Cipomo (Collegio italiano primari oncologi medici ospedalieri) su quasi 1000 pazienti con il cancro, con età media di 65 anni, seguiti nelle strutture di oncologia distribuite nelle diverse realtà regionali del Paese. </span></p>
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<div>    Dati che mostrano come il 96% dei pazienti abbia sperimentato diverse criticità lungo tutto il percorso di cura, dalla diagnosi ai controlli. La maggior parte dei pazienti ha dichiarato di raggiungere il centro oncologico di riferimento dopo un viaggio medio-lungo. La distanza media percorsa dal 32% dei pazienti si aggira tra i 10 e i 30 chilometri, ma per il 20% il luogo di cura è lontano oltre i 30 chilometri. Il 63% dei pazienti ha raggiunto il centro in auto insieme a un familiare o a un amico e il 23% ha dichiarato che, mediamente, il tempo di attesa per la visita supera i 60 minuti. Temi su cui si sono confrontati i primari di oncologia in occasione del 28/mo congresso nazionale in corso a Siracusa.<br />
&#8220;Ricevere una diagnosi di cancro può sconvolgere la vita di un paziente, sia sotto il profilo emotivo che pratico &#8211; spiega Luisa Fioretto, presidente Cipomo -. In questo contesto il nostro compito non è quindi solo curare la malattia, ma la persona nella sua interezza. Dalla voce dei pazienti dal nord al sud del Paese emerge la necessità di cure assistenziali più orientate alla persona&#8221;. Per il 50% dei pazienti la fase più impegnativa è stata quella della diagnosi, seguita dalla cura (22%), dalla recidiva della malattia (15%) e dal follow-up (1%).<br />
A pesare sono le distanze, anche emotive. &#8220;L&#8217;indagine ci ha anche permesso di esplorare quali siano le attività di supporto ed espressive più richieste dai pazienti &#8211; sottolinea Paolo Tralongo, direttore del dipartimento di oncologia dell&#8217;Azienda sanitaria provinciale di Siracusa -. Tra le preferenze sono state citate attività artistiche espressive, attività fisiche e servizi relativi all&#8217;immagine corporea. In sintesi due le questioni significative emerse: una richiesta di maggiore attenzione da parte degli operatori sanitari, in termini di tempo e capacità di ascolto, e di una maggiore diffusione di servizi di psiconcologia&#8221;. C&#8217;è un gran bisogno di una &#8220;buona comunicazione, elemento fondamentale nel percorso di cura &#8211; evidenziano Fioretto e Tralongo &#8211; Accanto alle competenze tecnico-scientifiche, all&#8217;oncologo è richiesto di acquisire anche competenze comunicativo-relazionali. La comunicazione medico-paziente, così come quella con i famigliari e i caregiver, assume sempre di più un&#8217;importanza strategica nella lotta ai tumori&#8221;.<br />
Al congresso è anche stato presentato il volume &#8216;I medici raccontano. Storie di vita e di malattia&#8217;, a cura di Luisa Fioretto e Alberto Scanni. &#8220;Si tratta di una raccolta di storie scritte da professionisti dell&#8217;oncologia, per ricordare ai colleghi, ai pazienti, ai familiari e a chiunque legga queste narrazioni, che le competenze scientifiche e le competenze relazionali non sono due saperi distinti&#8221;, conclude Scanni.</div>
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		<title>Pazienti oncologici, dalle associazioni parte un nuovo stile di vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Apr 2024 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Oncologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bisogna intervenire sullo stile di vita nelle diverse fasi di prevenzione per salvaguardare i pazienti oncologici. Per favorire diagnosi precoci&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;">Bisogna intervenire sullo stile di vita nelle diverse fasi di prevenzione per salvaguardare i pazienti oncologici. Per favorire diagnosi precoci e per evitare recidive le associazioni sono già impegnate in progetti di sensibilizzazione, screening, reinserimento sociale, ma serve una maggiore sensibilizzazione sulle vaccinazioni, che permettono di proteggere da infezioni come <strong>Pneumococco</strong>, <strong>Herpes Zoster</strong>, <strong>Virus Respiratorio Sinciziale</strong>, oltre che contro Covid e influenza. Queste possono colpire i pazienti fragili più frequentemente, provocando effetti più gravi. Questi aspetti sono emersi nell’incontro scientifico-istituzionale che si è tenuto al Ministero della Salute “<strong>La protezione vaccinale nei pazienti fragili e a rischio. Focus sui pazienti oncologici</strong>”, organizzato da Aristea con il contributo non condizionante di GSK.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;"><strong>I NUMERI CRESCENTI DEI TUMORI IN ITALIA  </strong>&#8211; Nel 2023, in Italia, sono stimate 395mila nuove diagnosi di cancro (nel 2020 erano 376.600). In tre anni l’incremento è di oltre 18mila casi. Il tumore più frequentemente diagnosticato è stato il carcinoma della mammella (55.900), seguito dal colon-retto (50.500), polmone (43.800), prostata (41.100) e vescica (29.700) (dati ISS). Per questi pazienti è fondamentale acquisire consapevolezza e avere facile accesso alle vaccinazioni: come rileva l’OMS, molti decessi sono ancora causati da malattie infettive prevenibili, soprattutto tra i pazienti immunocompromessi e con comorbosità.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;"><strong>LE NUOVE OPPORTUNITÀ VACCINALI</strong> &#8211; La disponibilità di nuovi vaccini contro Herpes Zoster e Virus Respiratorio Sinciziale offre importanti opportunità. La probabilità di sviluppare un’infezione da Herpes Zoster in un paziente con cancro orale, esofageo, dello stomaco, colorettale, del polmone, del seno, delle ovaie, della prostata, del rene e della vescica è infatti superiore del 10-50% rispetto alla popolazione generale; inoltre, questa infezione può incidere sul prosieguo della terapia. Il nuovo vaccino ricombinante adiuvato si può somministrare anche nei soggetti immunocompromessi. Il Virus Respiratorio Sinciziale nei Paesi industrializzati, negli adulti, provoca oltre 420mila ricoveri ogni anno e 29mila decessi, con alto rischio di malattia grave nei soggetti immunocompromessi. Il primo vaccino per gli adulti, da poco disponibile, ha dimostrato straordinaria efficacia nei soggetti con patologie concomitanti, con una riduzione del 94,1% della malattia grave da RSV e un&#8217;efficacia complessiva del vaccino dell&#8217;82,6%. Per favorire la prevenzione tramite i vaccini, l’On. <strong>Luciano Ciocchetti</strong>, Vicepresidente XII Commissione Affari Sociali, Camera, nonché Presidente dell’Intergruppo One Health, ha accolto le istanze promosse dalla comunità scientifica e dalle associazioni dei pazienti, sottolineando l’impegno a favorire un’integrazione tra ospedale e territorio. Sarà infatti una possibilità estendere le vaccinazioni anche nella rete delle farmacie, che potranno essere guidate dai centri vaccinali delle ASL. Inoltre, nel biennio 2025-2026 ci sarà la riorganizzazione del sistema territoriale della sanità con l’attuazione piena del DM 77 che vedrà la partenza delle case di comunità, che saranno presenti sul territorio una ogni 50mila abitanti e rappresenteranno il punto di riferimento nel rapporto per i pazienti, rendendo la sanità meno ospedalo-centrica. Mettendo insieme le reti territoriali e ospedaliere si potranno delineare percorsi definiti e una efficiente presa in carico del paziente.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;"><strong>DA INCONTRADONNA UN VADEMECUM PER LA SALUTE, UN DISCO VACCINALE, PODCAST E CAMPAGNE SOCIAL –</strong> “<em>IncontraDonna crede fermamente nella prevenzione primaria come strumento per l&#8217;abbattimento del rischio, sia nella popolazione sana sia in quella oncologica. Le vaccinazioni sono uno veicolo  straordinario di salute. Quella per il Papilloma Virus (HPV) è in grado di contrastare 6 tipi di cancro ed è fortemente raccomandata soprattutto nella popolazione giovane con chiamata attiva da parte delle Regioni. La vaccinazione per l&#8217;Herpes Zoster evita complicazioni anche gravi in una popolazione già fragile come quella oncologica</em> – spiega Prof.ssa <strong>Adriana Bonifacino</strong>, Presidente Fondazione IncontraDonna – <em>A tale scopo, abbiamo realizzato il podcast #NONGIOCARECOLFUOCO volto a sensibilizzare sulla vaccinazione anti Herpes Zoster. Abbiamo varato il Disco Calendario Vaccinale, un progetto che promuove il nuovo piano vaccinale e ne incentiva l’adesione. Inoltre, è in elaborazione la nuova edizione del Frecciarosa-Vademecum della Salute 2024, aggiornato ogni anno e distribuito sui treni da volontari e medici a disposizione per consulti a bordo treno e online. Affianchiamo le  Istituzioni nel diffondere la cultura della prevenzione e della vaccinazione. Chiediamo loro, comunque di elaborare e diffondere dati sulle coperture vaccinali e sulle disponibilità effettive presso i centri vaccinali e le ASL, di potenziare i servizi di prevenzione vaccinale sfruttando gli strumenti digitali e soprattutto il territorio (ad esempio vaccinando nelle farmacie dei servizi come prevede il DM77)</em>”.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;"><strong>VACCINI E TRATTAMENTI INTEGRATI NEI PROGRAMMI DEGLI ONCONAUTI</strong> – “<em>La tutela della salute immunitaria si può ottenere con due strumenti importanti: le vaccinazioni e i trattamenti integrati per migliorare lo stile di vita </em>– evidenzia <strong>Stefano Giordani</strong>, Direttore Scientifico Associazione Onconauti – <em>L’Associazione Onconauti facilita le vaccinazioni dei pazienti nelle proprie sedi con sportelli dedicati. Nei pazienti in follow up oncologico, infatti, il rischio principale è la comparsa dei secondi tumori: il 20% delle nuove diagnosi di tumore è in pazienti già colpiti da tumore in precedenza o in follow up oncologico. Per questo serve anche una consapevolezza dei tumori virus-correlati, che identificano nella vaccinazione uno strumento fondamentale. Inoltre, siamo impegnati in percorsi volti a migliorare lo stile di vita con attività fisica, riduzione dello stress, corretta alimentazione. Questi percorsi di riabilitazione integrata possono dare un contributo in sinergia con le vaccinazioni</em>”.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;"><strong>UN NUOVO RAPPORTO TRA MEDICO E PAZIENTE GUIDATO DA SALUTE DONNA</strong> – “<em>L’impegno di Salute Donna si sviluppa in varie direzioni, tra cui il supporto all’Intergruppo Parlamentare per la lotta contro il cancro, che coinvolge 150 parlamentari di Camera e Senato guidati dall’On. Vanessa Cattoi e dal Sen. Guido Quintino Liris</em> – spiega <strong>Anna Maria Mancuso</strong>, Presidente di Salute Donna – <em>L’obiettivo è quello di comunicare ai cittadini come orientarsi di fronte alla disinformazione e di indurre la comunità scientifica e le istituzioni a considerare il paziente in modo olistico, nei suoi molteplici bisogni, oltre la sola malattia. Per far fronte alla limitata comunicazione tra medico e paziente si potrebbe valorizzare il ruolo dell’infermiere, degli altri operatori sanitari, delle ASL e delle stesse associazioni. Nel nuovo modello di comunicazione proposto rientra anche l’invito alle vaccinazioni che proteggono contro malattie trasmissibili che possono aggravare la patologia oncologica. La nostra associazione, a tale proposito, si è distinta per l’opuscolo realizzato durante la pandemia volto a guidare i pazienti oncologici nella vaccinazione anti-covid, in un momento di grande spaesamento</em>”.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;"><strong>DA FAVO L’INVITO A COINVOLGERE MMG E FARMACISTI</strong> – “<em>La vaccinazione nel paziente oncologico è uno strumento fondamentale per prevenire malattie che potrebbero avere conseguenze più gravi in questa popolazione</em> – sottolinea <strong>Marcella Marletta</strong>, Componente Comitato Esecutivo FAVO – <em>La diffusione delle vaccinazioni può essere favorita dall’inserimento nei nuovi percorsi diagnostico terapeutici assistenziali e nell’aggiornamento dei LEA, soprattutto ora che il calendario vaccinale potrà essere  aggiornato velocemente in base alle evidenze scientifiche e all’innovazione. Per far fronte alla stanchezza vaccinale successiva alla pandemia, serve un ruolo formativo, operativo e organizzativo degli oncologi ospedalieri, dei Medici di Medicina Generale e dei farmacisti, che possono invertire la tendenza di sfiducia e raggiungere obiettivi di copertura vaccinale adeguati. Sarà importante la sensibilizzazione dei medici stessi sull’offerta dei vaccini e sulla sicurezza degli stessi, nonché la formazione per il corretto utilizzo da parte degli operatori sanitari dell’Anagrafe Vaccinale Regionale e del Fascicolo Sanitario Elettronico per permettere che ogni professionista sia nelle condizioni di poter visionare e aggiornare lo stato vaccinale dei pazienti</em>”.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;"><strong>I TRE PIANI DI PREVENZIONE DELLA LILT, CON LE VACCINAZIONI AL CENTRO</strong> – “<em>La Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori ha nella prevenzione la sua missione e la sviluppa su tre piani</em> – sottolinea il Prof. <strong>Giuseppe Tonini</strong>, Coordinatore del Comitato Scientifico Nazionale LILT – <em>La prevenzione primaria di basa sulla sensibilizzazione per uno stile di vita sano per ridurre l’incidenza dei tumori. Nella prevenzione secondaria si promuovono diagnosi precoci dei tumori attraverso programmi di screening organizzati per rilevare la malattia nelle sue fasi iniziali. In caso di diagnosi, LILT attiva anche una prevenzione terziaria con servizi di supporto psicologico, gruppi di auto-aiuto e programmi di riabilitazione fisica, oltre a progetti di formazione specifica per i caregiver. In ognuna di queste fasi restano centrali le vaccinazioni contro infezioni dagli effetti potenzialmente molto dannosi: LILT, in collaborazione con la comunità scientifica, fornisce materiale informativo e possibilità di indirizzare i pazienti nei centri giusti nelle varie città italiane. Inoltre, LILT si dedica anche alla ricerca scientifica, elemento chiave nella lotta contro il cancro</em>”.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;"><strong>IL CONFRONTO AL MINISTERO</strong> – L’incontro scientifico-istituzionale “La protezione vaccinale nei pazienti fragili e a rischio. Focus sui pazienti oncologici” si è aperto con i saluti istituzionali del Prof. <strong>Francesco Saverio Mennini</strong>, Capo del Dipartimento della programmazione, dei dispositivi medici, del farmaco e delle politiche in favore del Servizio sanitario nazionale del Ministero della Salute. Con la moderazione del giornalista scientifico <strong>Daniel Della Seta</strong> si sono susseguite quattro tavole rotonde. Nella prima “L’investimento nella prevenzione come tutela della salute e forma di risparmio pubblico” sono intervenuti Sen. <strong>Francesco Zaffini</strong>, Presidente 10ª Commissione Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, Senato; Sen. <strong>Daniele Manca</strong>, e Sen. <strong>Elisa Pirro</strong>, membri 5ª Commissione Bilancio, Senato; On. <strong>Luciano Ciocchetti</strong>, Vicepresidente XII Commissione Affari Sociali, Camera; On. <strong>Gian Antonio Girelli</strong> e On. <strong>Simona Loizzo</strong>, membri XII Commissione Affari Sociali, Camera; On. <strong>Nicola Ottaviani</strong>, Segretario V Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione, Camera. Nella sessione che ha messo a confronto i diversi modelli regionali sono intervenuti <strong>Guido Bertolaso</strong>, Assessore alla Sanità Regione Lombardia; <strong>Luca Coletto</strong>, Assessore alla Salute e Politiche Sociali Regione Umbria; <strong>Claudio D’Amario</strong>, Direttore del Dipartimento Sanità Regione Abruzzo; <strong>Roberto Ieraci</strong>, Membro Gruppo di Lavoro Strategie Vaccinali Regione Lazio. La tavola rotonda scientifica ha visto la partecipazione del Prof. <strong>Massimo Andreoni</strong>, Direttore Scientifico SIMIT; <strong>Andrea Mandelli</strong>, Presidente FOFI; <strong>Roberto Parrella</strong>, Presidente SIMIT; <strong>Alessandro Rossi</strong>, Presidente SIMG; Prof. <strong>Carlo Signorelli</strong>, Presidente NITAG; Prof.ssa <strong>Roberta Siliquini</strong>, Presidente SItI; Prof. <strong>Giuseppe Tonini</strong>, Delegato AIOM. La parte delle associazioni dei pazienti ha coinvolto Prof.ssa <strong>Adriana Bonifacino</strong>, Presidente Fondazione IncontraDonna; <strong>Stefano Giordani</strong>, Direttore Scientifico Associazione Onconauti; <strong>Anna Maria Mancuso</strong>, Presidente Salute Donna; <strong>Marcella Marletta</strong>, Componente Comitato Esecutivo FAVO; Prof. <strong>Giuseppe Tonini</strong>, Coordinatore del Comitato Scientifico Nazionale LILT.</span></p>
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		<title>Vaccinazione per i pazienti oncologici, al Monaldi una giornata di confronto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Mar 2024 15:37:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[confronto]]></category>
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		<category><![CDATA[Oncologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il manager dell&#8217;Ao dei Colli, Anna Iervolino: «Fare rete per offrire ai pazienti la migliore Sanità possibile». Insieme è meglio.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/vaccinazione-per-i-pazienti-oncologici-al-monaldi-una-giornata-di-confronto/">Vaccinazione per i pazienti oncologici, al Monaldi una giornata di confronto</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><b>Il manager dell&#8217;Ao dei Colli, Anna Iervolino: «Fare rete per offrire ai pazienti la migliore Sanità possibile».</b></span></h3>
<p><span style="font-size: 14pt;">Insieme è meglio. È stata una giornata di confronto e di approfondimento scientifico sul delicato tema delle vaccinazioni nei pazienti oncologici quella dal tema “Brainstorming: Vaccini e dintorni” promossa dall’Azienda Ospedaliera dei Colli in sinergia con la Rete Oncologica Campana presso l’Aula Magna dell’Ospedale Monaldi.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">L’evento (responsabili scientifici il dottor <b>Vincenzo Montesarchi</b>o, direttore della UOC Oncologia dell’AO dei Colli e il dottor <b>Sandro Pignata</b>, coordinatore della Rete Oncologica Campana) nasce dalla volontà di sensibilizzare e promuovere la vaccinazione come pratica di buona salute ed è stato fortemente voluto dai direttori generali dell’AO dei Colli, <b>Anna Iervolino</b> e IRRCS  Istituto Nazionale Tumori &#8211; Fondazione Pascale, <b>Attilio Bianchi</b>. </span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Un pomeriggio di dibattito e di confronto sul documento tecnico elaborato dalla ROC sul programma vaccinale per i pazienti affetti da patologie tumorali e varato con l’obiettivo di ampliare la diffusione di vaccini fortemente consigliati, come quello anti Herpes Zoster una patologia che, per i pazienti fragili, può rappresentare una condizione estremamente invalidante e di difficile approccio terapeutico, soprattutto sfocia in nevralgia post erpetica. </span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Il documento, redatto dalla ROC e approvato dalla Regione, nasce con la volontà di rassicurare i pazienti sull’opportunità offerta dal protocollo vaccinale e rappresenta un vademecum per il personale delle Unità di Oncologia di tutta la Campania. </span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">«Monaldi e Cotugno fanno parte della Rete Oncologica Campana. Fare rete significa condividere saperi, conoscenze e competenze. Questa è la strada da percorrere per offrire ai pazienti la migliore Sanità possibile» è il commento di <b>Anna Iervolino</b>, direttore generale dell’AO dei Colli. </span></p>
<div></div>
<p><span style="color: #888888;"><span class="gmail_signature_prefix">&#8212;</span></span></p>
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		<title>La Polizia di Stato a fianco dei pazienti oncologici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Oct 2023 08:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Oncologia]]></category>
		<category><![CDATA[Polizia di Stato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Lo studio dell’Associazione Onconauti e AUSL Bologna sulle donne operate al seno ha documentato per la prima volta che il&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/la-polizia-di-stato-a-fianco-dei-pazienti-oncologici/">La Polizia di Stato a fianco dei pazienti oncologici</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><span style="font-size: 14pt;"><i>“Lo studio dell’Associazione Onconauti e AUSL Bologna sulle donne operate al seno ha documentato per la prima volta che il 42% ha riscontrato un reinserimento problematico per sintomi psichici e fisici secondari ai trattamenti che dopo un anno tendono a cronicizzare; il 6% non rientra più al lavoro, anche a causa di discriminazioni” sottolinea  Stefano Giordani, Direttore Scientifico Associazione Onconauti</i><i></i></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Presentato presso l&#8217;Auditorium intitolato al Prefetto Vincenzo Parisi della Scuola Superiore di Polizia di Roma <b>il nuovo progetto congiunto dell’Associazione Onconauti con la Polizia di Stato</b> <b>volto a favorire un reintegro professionale e sociale delle donne affette da tumore, </b>le quali spesso, nonostante superino la malattia, si trovano discriminate sul posto di lavoro. Davanti a una platea costituita da molti medici appartenenti alle forze dell&#8217;ordine e ufficiali, il progetto &#8220;Return to work&#8221; è stato illustrato con la toccante testimonianza diretta delle pazienti operate che hanno commosso e toccato le corde e l&#8217;anima dei presenti, fra cui molti clinici come Fabrizio Ciprani Dirigente Generale Medico Polizia di Stato, Antonio Magi Segretario SUMAI e Presidente Ordine Medici di Roma, Il Prof. Nicola Magnavita, il Prof. Francesco Schittulli Presidednte LILT, l&#8217;oncologa Prof.ssa Stefania Gori Presidente AIGOM, Mauro Valsiglio, Susanna Cantoni, oltre che uomini di legge come il Prof. Paolo Pascucci Docente Diritto del Lavoro all’Università di Urbino.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><b>1071 DIAGNOSI OGNI GIORNO E 496 MORTI QUOTIDIANE IN ITALIA</b> – Come riportano i dati LILT, in Italia ogni giorno vi sono 1071 diagnosi di tumore e 496 morti. Ma è in costante aumento anche il numero di donne operate al seno che sopravvivono a un tumore e convivono con gli effetti collaterali: un report del National Health Institute USA (JAMA Oncology, Aprile 2023) evidenzia che negli ultimi 20 anni il numero di pazienti oncologici lungo-sopravviventi con limitazioni causate dalle terapie oncologiche è aumentato fino a raggiungere il 70% nel 2018. Per affrontare le conseguenze psico-sociali ed economiche di questa condizione, l’Associazione dei pazienti Onconauti ha realizzato in collaborazione con le Istituzioni Sanitarie pubbliche un metodo di riabilitazione con interventi integrati sullo stile di vita che si è rivelato efficace, riproducibile e a basso costo. Già sono state coinvolte oltre duemila pazienti. Un passo ulteriore è stato compiuto con il National Meeting “<b>Dall’invalidità ai percorsi di reinserimento lavorativo nelle donne operate al seno: sintesi degli aspetti clinici, medico legali e riabilitativi per le “pazienti-lavoratrici” nel lavoro e nel follow-up</b>”, con responsabili scientifici il Dott. <b>Fabrizio Ciprani</b> e il Dott. <b>Stefano Giordani</b>.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><b>I NUMERI IN CRESCITA DELLE PAZIENTI-LAVORATRICI ONCOLOGICHE</b> &#8211; In Italia, circa il 50% delle nuove diagnosi di tumore vengono eff­ettuate in età lavorativa e ogni anno circa 100mila persone si aggiungono ai quasi 1,5 milioni di “pazienti-lavoratori” oncologici che sono rientrati al lavoro dopo un tumore. Fra questi, le donne operate al seno costituiscono il gruppo più numeroso, con circa 30-40mila casi annui stimati di rientro al termine dei trattamenti e più di 800mila lungo-sopravviventi, che spesso hanno difficoltà nel reinserimento lavorativo. “<i>Lo studio sulle donne operate al seno, promosso dall’Associazione Onconauti a Bologna, ha documentato per la prima volta che il 42% ha riscontrato un reinserimento problematico per sintomi psichici e fisici secondari ai trattamenti che dopo un anno tendono a cronicizzare; il 6% non rientra più al lavoro, anche a causa di discriminazioni</i> – sottolinea  <b>Stefano Giordani</b>, Direttore Scientifico Associazione Onconauti – <i>Negli ultimi 10 anni un numero sempre maggiore di pazienti per ridurre l’incidenza di recidive a distanza eff­ettua terapie ormonali preventive fino a 7-10 anni dopo la diagnosi, e usa farmaci biologici per 2-3 anni. Inoltre, sempre più donne con malattia metastastica sono ormai da considerarsi lungo-sopravviventi e possono rientrare al lavoro, pur dovendo eseguire terapie ormonali, farmaci biologici e chemioterapia per il resto della vita. Sulle spalle dei Medici Competenti grava quindi un’enorme responsabilità, che non è però supportata da strumenti adeguati, in quanto nessuno ha mai misurato l’impatto psico-sociale e le conseguenze sulla capacità lavorativa di questa nuova realtà clinica</i>”.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><b>AL LAVORO PER PREVENIRE</b> &#8211; Il Piano Oncologico Nazionale e il Piano Nazionale di Prevenzione sottolineano l’importanza degli stili di vita salutari e del recupero del benessere nel follow-up oncologico, con gli ambienti di lavoro identificati come “setting” di prevenzione. “<i>Serve un ampio consenso tra Istituzioni, Società scientifiche, Aziende e Associazioni del Terzo Settore che favorisca una comunicazione tra Oncologi, MMG e Medici Competenti, e percorsi riabilitativi di ‘Return to Work’ dedicati al recupero funzionale delle pazienti lavoratrici. Intervenire sullo stile di vita è difficile, non bastano le raccomandazioni; servono dei percorsi di reinserimento lavorativo adeguati</i>” aggiunge il Dott. <b>Giordani</b>.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><b>IL PROGETTO DEGLI ONCONAUTI</b> – Il metodo di riabilitazione integrata oncologica validato da oltre dieci anni dall’Associazione Onconauti riduce ansia, depressione, dolore, affaticamento e migliora l’efficienza psico-fisica. “<i>Il metodo della nostra associazione consiste in trattamenti non farmacologici che si sono dimostrati di provata efficacia scientifica </i>– spiega <b>Stefano Giordani</b>, Direttore Scientifico Associazione Onconauti &#8211;<i> Ai pazienti viene offerto un programma personalizzato di attività come lezioni di yoga, agopuntura o shiatsu, riflessologia e Qi Gong, interventi sullo stile di vita per stabilire un’alimentazione salutare e svolgere attività fisica regolare; ricevere supporto psicologico (arteterapia, mindfulness, ecc); e, in caso di necessità specifiche, sedute di fisioterapia. La combinazione di questi tre elementi (trattamenti integrati, stile di vita corretto, supporto psicologico) in un percorso della durata di tre mesi ha dimostrato il miglioramento della qualità di vita e dei sintomi nell’86% dei partecipanti, che possono così riprendere l’attività lavorativa. Questi interventi, conferma la letteratura scientifica, sono inoltre anche in grado nei tumori più frequenti di ridurre il rischio di recidiva della malattia e aumentano la sopravvivenza. Fondamentali in questo percorso risultano la tecnologia per la Teleriabilitazione, la presenza sul territorio e la personalizzazione degli interventi</i>”.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><b>L’IMPEGNO DELLA PS NEL RECUPERO DEI PAZIENTI</b> – “<i>Siamo lieti di dare ospitalità a questa iniziativa, che rientra appieno nell’attività della struttura medica che abbiamo nell’ambito della polizia</i> – evidenzia <b>Fabrizio Ciprani</b>, direttore centrale della sanità della Polizia di Stato – <i>Nella PS siamo impegnati nel recupero dei pazienti oncologici: se lo fa la polizia che è una realtà con compiti operativi, tanto più si può fare in ambiti dove vi siano incarichi impiegatizi. È molto importante favorire questi processi in quanto il lavoro è una terapia in sé e aiuta psicologicamente le donne che abbiano avuto un tumore e nel nostro ambito cerchiamo di incentivare questo processo</i>”.</span></p>
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