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	<title>Oms Archivi - TuttoSanità</title>
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	<title>Oms Archivi - TuttoSanità</title>
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		<title>Caldo, Oms: pronto soccorso sotto pressione in Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 06:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;ondata di calore che sta investendo l&#8217;Europa sta mettendo a dura prova i sistemi sanitari. A lanciare l&#8217;allarme è l&#8217;Organizzazione&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">L&#8217;ondata di calore che sta investendo l&#8217;Europa sta mettendo a dura prova i sistemi sanitari. A lanciare l&#8217;allarme è l&#8217;Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Europa, che parla di pronto soccorso sempre più affollati, servizi di emergenza sotto pressione e ospedali alle prese con difficoltà organizzative legate alle temperature estreme. In questo contesto, la Società italiana di medicina di emergenza-urgenza (Simeu) rassicura sulla situazione italiana, pur invitando a non abbassare la guardia: il sistema dell&#8217;emergenza-urgenza sta reggendo, ma la sua tenuta dipenderà dalla durata dell&#8217;ondata di caldo.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Secondo Hans Kluge, direttore dell&#8217;Ufficio regionale europeo dell&#8217;Oms, &#8220;in tutta Europa i pronto soccorso si stanno riempiendo&#8221; e i servizi di ambulanza stanno registrando &#8220;numeri record&#8221;. In Francia, le chiamate ai servizi di emergenza sono aumentate fino al 50% in alcune città, mentre a Londra è stato registrato il più alto numero di richieste di soccorso per pericolo di vita mai rilevato in un solo giorno. In Spagna il sistema di monitoraggio della mortalità ha già stimato oltre 300 decessi in eccesso correlati al caldo in pochi giorni, mentre in Italia sono stati segnalati cinque decessi in 24 ore. L&#8217;Oms sottolinea inoltre che anche gli ospedali stanno subendo &#8220;un&#8217;enorme pressione&#8221;, non soltanto per l&#8217;aumento degli accessi, ma anche per gli effetti diretti del caldo sulle strutture. Tra le criticità segnalate figurano sistemi di raffreddamento in avaria, apparecchiature mediche malfunzionanti, personale sanitario affaticato dalle elevate temperature notturne e reparti non progettati per affrontare ondate di calore di questa intensità. </span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"> In Italia, al momento, il quadro appare più rassicurante. &#8220;La situazione è stabile, ma se il caldo persiste le cose potrebbero peggiorare&#8221;, afferma Alessandro Riccardi, presidente Simeu. &#8220;Per ora il sistema regge: medici e infermieri sono abituati a far fronte alle emergenze, come ci ha insegnato il Covid&#8221;. Le prime criticità si stanno manifestando soprattutto negli ospedali del Nord Italia. &#8220;Il vero problema non è il dato di picco, ma la durata complessiva e continua del caldo&#8221;, spiega Fabio De Iaco, direttore del Pronto soccorso dell&#8217;ospedale Maria Vittoria di Torino e past president Simeu. Il presidio torinese, con 300 posti letto, circa 80mila accessi l&#8217;anno e oltre 70 ambulanze al giorno, ha già attivato specifiche misure per assistere i pazienti colpiti dagli effetti delle alte temperature. Tra queste, la conservazione delle flebo a 4 gradi per favorire una rapida reidratazione e il raffreddamento dei pazienti attraverso lenzuola bagnate. Per Simeu, dunque, l&#8217;emergenza è al momento gestibile, ma il monitoraggio resta costante. Se le temperature elevate dovessero protrarsi ancora per diversi giorni, il numero di accessi ai pronto soccorso potrebbe aumentare progressivamente, mettendo sotto pressione strutture e operatori sanitari già impegnati a garantire la continuità dell&#8217;assistenza durante il periodo estivo.</span></p>
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		<title>Oms, allarme caldo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 07:25:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[caldo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bolle l&#8217;Europa investita da un&#8217;eccezionale ondata di caldo e il &#8220;killer silenzioso&#8221; miete già 1300 vittime secondo i calcoli dell&#8217;Oms,&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Bolle l&#8217;Europa investita da un&#8217;eccezionale ondata di caldo e il &#8220;killer silenzioso&#8221; miete già 1300 vittime secondo i calcoli dell&#8217;Oms, di cui solo mille in Francia. Temperature record si raggiungono nella giornata di oggi in tutto il Vecchio continente dalla Repubblica ceca, alla Germania, alla Polonia (ben 40,5 gradi) mentre c&#8217;è attesa per l&#8217;ingresso di correnti più fresche dal Nord Atlantico che da martedì potrebbero portare a un progressivo abbassamento delle temperature, con rovesci e fenomeni temporaleschi.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">L&#8217;afa soffocante imperversa senza dare tregua anche in Italia dove cittadini e turisti continuano a cercare rifugio nelle chiese, nei musei, nei centri commerciali. Le temperature restano alte anche la notte (a Torino è record di minima a 27.3 gradi, il valore più elevato mai registrato dal 1753, anno di inizio delle misurazioni) e in generale soffrono le grandi città con Milano, Firenze, Roma e Napoli che sfiorano di giorno i 40 gradi ma anche i piccoli centri.</span></p>
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		<title>Caldo, Oms Europa: oltre 200.000 morti in quattro anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 06:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[caldo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Organizzazione mondiale della sanità per l&#8217;Europa ha pubblicato una nuova edizione delle linee guida per i Piani d&#8217;azione caldo-salute, aggiornando&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Organizzazione mondiale della sanità per l&#8217;Europa ha pubblicato una nuova edizione delle linee guida per i Piani d&#8217;azione caldo-salute, aggiornando le raccomandazioni rivolte alle autorità sanitarie per prevenire gli effetti delle ondate di calore sulla popolazione.</p>
<p>Secondo l&#8217;Oms, il caldo estremo aumenta il rischio di malattie cardiovascolari e può aggravare condizioni croniche preesistenti, soprattutto negli anziani e nei soggetti fragili. L&#8217;invecchiamento della popolazione europea e la crescente urbanizzazione stanno contribuendo ad amplificare l&#8217;impatto sanitario delle ondate di calore.</p>
<p>La presentazione è avvenuta l&#8217;11 giugno a Berlino in occasione dell&#8217;Heat Action Day. Secondo l&#8217;Oms Europa, negli ultimi quattro anni oltre 200.000 persone sono morte nel continente a causa del caldo estremo. L&#8217;Italia è il Paese che ha registrato il maggior numero di decessi prematuri correlati al calore, seguita da Spagna, Germania e Grecia. Quest&#8217;ultima presenta il tasso più elevato di morti legate al caldo in rapporto alla popolazione.</p>
<p>«L&#8217;Europa si sta riscaldando più rapidamente di qualsiasi altro continente e stiamo pagando questo fenomeno in vite umane», ha dichiarato Hans Henri P. Kluge, direttore regionale dell&#8217;Oms per l&#8217;Europa. «Il caldo è un killer silenzioso, ma non inevitabile. Le nuove linee guida forniscono alle autorità una tabella di marcia basata sulle evidenze per sviluppare sistemi di preparazione capaci di salvare vite».</p>
<p>L&#8217;Oms sottolinea che l&#8217;aumento delle temperature, associato all&#8217;invecchiamento della popolazione e alla crescente urbanizzazione, sta rendendo le ondate di calore una minaccia sempre più rilevante per la salute pubblica. Gli anziani e le persone con patologie croniche preesistenti rappresentano i gruppi più vulnerabili.</p>
<p>Le nuove raccomandazioni individuano otto elementi fondamentali per la pianificazione degli interventi. Tra questi figurano il rafforzamento dei sistemi locali di allerta per il caldo, il miglioramento della comunicazione del rischio verso le popolazioni vulnerabili e il coordinamento delle misure di protezione sanitaria a livello locale.</p>
<p>Il documento aggiorna la precedente versione pubblicata nel 2008 e incorpora le più recenti evidenze scientifiche e le esperienze maturate nella gestione delle ondate di calore. L&#8217;obiettivo è fornire un quadro operativo per autorità sanitarie, amministrazioni locali e altri soggetti coinvolti nella prevenzione degli effetti del caldo sulla salute.</p>
<p>Secondo l&#8217;Oms Europa, le misure di adattamento possono contribuire a ridurre significativamente l&#8217;impatto sanitario delle temperature estreme. Tra gli interventi indicati figurano anche l&#8217;espansione degli spazi verdi urbani e il miglioramento delle strategie di adattamento climatico nelle città, particolarmente esposte agli effetti delle ondate di calore.<br />
&nbsp;</p>
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		<title>Infermieri, Oms Europa: entro il 2030 rischio carenza di 1 milione di operatori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 07:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[infermieri]]></category>
		<category><![CDATA[Oms]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Entro il 2030 la Regione europea dell’Oms potrebbe registrare una carenza di quasi 1 milione di operatori sanitari, con particolare&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;">Entro il 2030 la Regione europea dell’Oms potrebbe registrare una carenza di quasi 1 milione di operatori sanitari, con particolare criticità per il personale infermieristico. L’allarme è contenuto nel nuovo policy brief pubblicato dall’Ufficio regionale per l’Europa dell’Organizzazione mondiale della sanità, dedicato al tema dello “safe nurse staffing”, ovvero alla presenza del numero e del mix adeguato di infermieri formati e supportati per garantire cure sicure.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Gli infermieri rappresentano il 56% della forza lavoro sanitaria nella Regione e sono tra i professionisti più esposti a carichi di lavoro elevati, stress e pressioni sulla salute mentale. Secondo l’Oms, condizioni di lavoro deteriorate e burnout stanno accelerando l’abbandono della professione, con ricadute dirette sulla sicurezza dei pazienti e sulla sostenibilità dei sistemi sanitari.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Già nel 2022 Oms Europa aveva definito la carenza di personale sanitario una “bomba a orologeria”. Nuove stime regionali confermano il rischio di un deficit significativo entro il 2030. Ulteriori evidenze provenienti da diversi Stati membri dell’Unione europea indicano che il peggioramento delle condizioni di lavoro e il calo di interesse verso la professione infermieristica stanno contribuendo ad aggravare il quadro.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Il documento programmatico, parte del progetto “Nursing Action” finanziato dalla Commissione europea nell’ambito del programma EU4Health e che coinvolge 21 Stati membri, individua otto azioni prioritarie per sostenere una pianificazione sicura e sostenibile del personale infermieristico.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Tra le misure indicate figurano il riconoscimento dell’assistenza infermieristica come elemento critico per la sicurezza dei pazienti, il rafforzamento dei sistemi di raccolta dati su organici e carichi di lavoro, il miglioramento del monitoraggio e dell’accountability, investimenti mirati, formazione di qualità e sviluppo professionale continuo, oltre al rafforzamento della leadership infermieristica.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Il policy brief sottolinea che lo staffing sicuro deve essere affrontato sia a livello strategico, attraverso scelte di pianificazione e finanziamento di lungo periodo, sia a livello operativo, garantendo ogni giorno la presenza del personale adeguato nei contesti ospedalieri e territoriali. Le due dimensioni, evidenzia l’Oms, sono interdipendenti e necessarie per assicurare la sostenibilità dei sistemi sanitari europei.</span></p>
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		<item>
		<title>Influenza numeri in crescita, Oms: ma vaccino ancora protettivo contro le forme gravi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Dec 2025 08:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Oms]]></category>
		<category><![CDATA[vaccino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’incremento dell’attività influenzale e la maggiore circolazione dei virus A(H3N2), compreso il sottoclade J.2.4.1 “K”, emergono dal nuovo aggiornamento pubblicato&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="clearfix">
<div class="my-3">
<p><span style="font-size: 18px;">L’incremento dell’attività influenzale e la maggiore circolazione dei virus A(H3N2), compreso il sottoclade J.2.4.1 “K”, emergono dal nuovo aggiornamento pubblicato dall’Organizzazione mondiale della sanità sulla situazione globale. Le prime stime indicano che il vaccino antinfluenzale mantiene un’efficacia significativa nel prevenire le ospedalizzazioni in bambini e adulti.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">L’Oms segnala che, nelle ultime settimane, l’attività influenzale è aumentata in diverse aree del mondo. La crescita riguarda soprattutto i virus A(H3N2), con un incremento della quota di rilevazioni riconducibili al sottoclade J.2.4.1 “K”, identificato in più Paesi a partire da agosto 2025 sulla base dei dati di sequenziamento disponibili. L’Organizzazione chiarisce che non sono emerse indicazioni di una maggiore severità della malattia associata a questi virus e che gli indicatori epidemiologici restano entro i livelli stagionali attesi, seppur con aumenti più precoci o superiori alla media in alcune regioni.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Secondo l’Oms, i virus influenzali continuano a evolvere nel tempo e richiedono un monitoraggio costante. Il sottoclade “K” presenta mutazioni che distinguono questi ceppi dai virus A(H3N2) correlati. L’Organizzazione precisa che il cambiamento genetico non si traduce, allo stato attuale, in un incremento della gravità clinica. Il quadro resta sotto sorveglianza attraverso l’analisi dei dati epidemiologici, virologici e genetici forniti dai sistemi di sorveglianza nazionali.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Sul fronte della protezione vaccinale, le prime valutazioni disponibili mostrano che il vaccino continua a offrire protezione contro le ospedalizzazioni correlate all’influenza. Rimane invece da definire la stima dell’efficacia contro la malattia clinica nella stagione in corso. L’Oms ribadisce l’importanza della vaccinazione soprattutto per le persone più esposte al rischio di complicazioni e per chi assiste soggetti fragili. Anche in presenza di differenze genetiche tra i virus circolanti e i ceppi inclusi nel vaccino, è attesa una protezione contro le forme severe e contro gli altri componenti vaccinali.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">L’Oms conferma infine il proprio impegno nel monitoraggio dell’attività influenzale globale, nel supporto ai Paesi per il rafforzamento della sorveglianza e nell’aggiornamento delle indicazioni tecniche. Il quadro delineato evidenzia la necessità di mantenere elevata l’attenzione sull’evoluzione dei virus influenzali e di promuovere la vaccinazione come principale misura di prevenzione.</span></p>
</div>
</div>
<div class="ff-karla bg-site-light px-4 py-5 mb-5"></div>
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		<item>
		<title>OMS: l&#8217;obesità è una malattia (Campania ai primi posti)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Dec 2025 07:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[obesi]]></category>
		<category><![CDATA[Oms]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’obesità, riconosciuta dall’OMS come malattia cronica, progressiva e recidivante, rappresenta oggi una delle principali sfide di salute pubblica a livello&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/oms-lobesita-e-una-malattia-campania-ai-primi-posti/">OMS: l&#8217;obesità è una malattia (Campania ai primi posti)</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-full wp-image-97008 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2025/12/obesi.jpg?resize=264%2C191&#038;ssl=1" alt="" width="264" height="191" data-recalc-dims="1" />L’obesità, riconosciuta dall’OMS come malattia cronica, progressiva e recidivante, rappresenta oggi una delle principali sfide di salute pubblica a livello mondiale. Secondo le più recenti analisi, nel mondo una persona su otto vive con obesità, mentre in Italia il numero supera i 5,8 milioni di adulti, con una crescita del 38% negli ultimi vent’anni.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">La condizione è associata a oltre 200 co-morbilità, tra cui diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, steatosi epatica e numerosi tumori, e impatta in modo significativo sull’aspettativa e sulla qualità della vita.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">La recente approvazione della Legge 741/2025 (Legge Pella) sta contribuendo a ridefinire il quadro normativo nazionale, riconoscendo formalmente l’obesità come malattia e prevedendo interventi dedicati di prevenzione, cura e ricerca. Parallelamente, il nuovo Piano Nazionale della Cronicità inserisce l’obesità tra le patologie croniche prioritarie, delineando un modello di presa in carico che integra prevenzione, trattamento e continuità assistenziale.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Nonostante i progressi normativi, persistono però forti disomogeneità territoriali nell’accesso alle cure, nella disponibilità di percorsi multidisciplinari e nella capacità dei servizi territoriali di intercettare precocemente i pazienti. La mancanza di un Percorso Preventivo diagnostico Terapeutico Assistenziale (PPDTA) nazionale univoco, l’insufficiente integrazione tra i diversi livelli di assistenza e la limitata formazione specialistica contribuiscono a generare ritardi diagnostici, bassa aderenza terapeutica e un ricorso non uniforme ai trattamenti oggi disponibili, inclusi quelli farmacologici innovativi.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"> I nuovi interventi terapeutici non invasivi, infatti, possono rappresentare un’opportunità significativa per migliorare gli esiti clinici, ridurre il rischio di complicanze e generare risparmi per il Servizio Sanitario Nazionale.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">L’impatto economico dell’obesità in Italia è stimato infatti in 13,34 miliardi di euro l’anno, di cui 7,89 miliardi legati a costi sanitari diretti e 5,45 miliardi riconducibili alla perdita di produttività, all’assenteismo e al pensionamento precoce.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><strong>La Campania ha un alto tasso di obesità e sovrappeso, con circa il 39-40% degli adulti in eccesso ponderale e picchi preoccupanti nell&#8217;obesità infantile (36% bambini 6-16 anni in passato, 43% sovrappeso/obesità nel 2023), classificandosi come una delle regioni più colpite d&#8217;Italia.</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Un dato particolare salta agli occhi ed è quello fornito dall’indagine svolta nel 2023  nella regione Campana da <strong>“OKKio alla SALUTE”.</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-39864 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2020/12/obesita.jpg?resize=300%2C196&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="196" srcset="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2020/12/obesita.jpg?resize=300%2C196&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2020/12/obesita.jpg?resize=768%2C501&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2020/12/obesita.jpg?w=962&amp;ssl=1 962w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" data-recalc-dims="1" />“Il quadro che emerge mette in evidenza che nel 2023 in Campania il 6% dei bambini risulta in condizioni di obesità grave, il 12,6% è obeso, il 24,6% sovrappeso, il 55,5% normopeso e l’1,3% sottopeso. Rispetto agli anni precedenti è stato osservato che l’eccesso ponderale (sovrappeso e obesità) ha un trend leggermente discendente, passando dal 44,2% del 2019 al 43,2 del 2023. La prevalenza di obesità è simile tra i bambini di 8 e 9 anni e tra maschi e femmine, mentre i valori di sovrappeso sono leggermente superiori nei bambini di 9 anni rispetto a quelli di 8 anni (26,3% vs 24%).</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">I bambini che frequentano scuole in centri con &lt;10.000 abitanti tendono a essere più obesi. Inoltre, quando almeno uno dei due genitori è in sovrappeso il 25,9% dei bambini risulta in sovrappeso e il 16,7% obeso, mentre quando almeno un genitore è obeso il 26,9% dei bambini è in sovrappeso e il 28% obeso. Il rischio di obesità diminuisce con il crescere della scolarità della madre. La percentuale di bambini sovrappeso-obesi aumenta al diminuire delle ore di sonno.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Dal 2016, nel questionario rivolto ai genitori, sono state inserite alcune domande sul tipo di parto, la settimana gestazionale, il peso alla nascita e il tipo di allattamento. L’indagine mostra che l’allattamento è associato a un rischio di sovrappeso e obesità inferiore rispetto ai bambini non allattati.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><strong>Abitudini alimentari</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-full wp-image-97009 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2025/12/cibo-sazz.jpg?resize=259%2C194&#038;ssl=1" alt="" width="259" height="194" srcset="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2025/12/cibo-sazz.jpg?w=259&amp;ssl=1 259w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2025/12/cibo-sazz.jpg?resize=160%2C120&amp;ssl=1 160w" sizes="(max-width: 259px) 100vw, 259px" data-recalc-dims="1" />Da quanto riportato dai bambini in merito alla colazione effettuata il giorno della rilevazione, il 49,2% di loro fa una colazione qualitativamente adeguata. Il 19,5% non fa colazione (più nei bambini rispetto alle bambine, 20,4% vs 18,5%) e il 31,3% non la fa qualitativamente adeguata. La prevalenza del non fare colazione è più alta nei bambini di madri con titolo di studio più basso.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Nel 17,7% delle classi è stata distribuita una merenda di metà mattina. Solo una piccola parte dei bambini (23,1%) consuma una merenda adeguata di metà mattina. La maggior parte dei bambini (76,7%) la fa inadeguata e lo 0,2% non la fa per niente. Non sono emerse differenze per sesso del bambino e livello di istruzione della madre.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">I genitori riferiscono che solo l’11,3% dei bambini consuma la frutta 2-3 volte al giorno e il 24,2% una volta al giorno. Il 15% dei bambini mangia frutta meno di una volta a settimana o mai. Non sono emerse differenze per sesso del bambino, mentre si riscontrano per livello di istruzione della madre, all’aumentare del quale cresce il consuma di frutta. Inoltre, i genitori riferiscono che il 6,5% dei bambini consuma verdura 2-3 volte al giorno e il 12,4% una sola volta al giorno. Il 19% dei bambini consuma verdura meno di una volta a settimana o mai. Il 30% dei bambini consuma almeno due volte al giorno frutta e/o verdura. Le femmine mangiano più verdura rispetto ai maschi e la percentuale aumenta all’aumentare del livello di istruzione della madre. Inoltre, il 13,3% dei bambini non consuma mai legumi o meno di una volta a settimana, mentre il consumo di snack salati e dolci “più volte al giorno, tutti i giorni” è rispettivamente del 2% e dell’8,2%, con un consumo di snack dolci maggiore nei maschi. L’assunzione giornaliera di bevande zuccherate interessa il 9,5% dei bambini. Infine, un maggiore grado di scolarità della madre è associato a migliori abitudini alimentari.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Dal 2008 a oggi si osserva un peggioramento di tutti gli indicatori relativi alle abitudini alimentari.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><strong>Attività fisica e sedentarietà</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-full wp-image-97010 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2025/12/sedentari.jpg?resize=272%2C185&#038;ssl=1" alt="" width="272" height="185" data-recalc-dims="1" />Dall’indagine 2023 emerge che il 23,8% dei bambini risulta non attivo il giorno antecedente all’indagine. Solo il 22,2% tuttavia ha partecipato a un’attività motoria curricolare a scuola nel giorno precedente. Le femmine non attive (27,6%) sono in percentuale minore dei maschi (28,8%). La percentuale maggiore di bambini non attivi vive in aree metropolitane/perimetropolitane (33,5%).</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Il 45,8% del totale dei bambini ha giocato all’aperto il pomeriggio antecedente all’indagine. I maschi giocano all’aperto più delle femmine. Il 43,3% dei bambini ha fatto attività sportiva strutturata il pomeriggio antecedente all’indagine. I maschi fanno sport più delle femmine.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Per quanto concerne il tempo dedicato ai giochi di movimento, circa 2 bambini su 10 (21,7%) fanno almeno un’ora di attività per 2 giorni la settimana, il 15,6% neanche un giorno e il 28,6% da 5 a 7 giorni. I maschi fanno giochi di movimento più spesso delle femmine.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Il 25% dei bambini, nella mattina dell’indagine, ha riferito di essersi recato a scuola a piedi o in bicicletta/monopattino/pattini, mentre il 74,4% ha utilizzato un mezzo di trasporto pubblico o privato. Non si rilevano differenze significative per sesso, mentre nella zona abitativa metropolitana/perimetropolitana ci si è recati con maggiore frequenza a scuola a piedi o in bici.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Inoltre, nei giorni di scuola i genitori riferiscono che il 39,9% dei bambini guarda la TV o usa videogiochi/tablet/cellulare da 0 a due 2 ore al giorno, mentre il 47,3% è esposto quotidianamente alla TV o ai videogiochi/tablet/cellulare da 3 a 4 ore e il 12,8% per almeno 5 ore al giorno. Valori più alti si riscontrano nel fine settimana, con il 59,2% dei bambini che passa almeno 5 ore davanti a uno schermo. L’esposizione a più di 2 ore di TV o videogiochi/tablet/cellulare è più frequente tra i maschi (64,6% vs 55,4%) e diminuisce con l’aumento del livello di istruzione della madre. Complessivamente il 72% dei bambini ha un televisore nella propria camera. L’esposizione a più di 2 ore di TV al giorno risulta maggiore fra i bambini che dispongono di una TV in camera.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Rispetto alla precedente rilevazione è diminuito il numero dei bambini che trascorrono più di 2 ore dedicate alla televisione o ai videogiochi/tablet/cellulare ma il dato risulta essere ancora al di sopra del dato nazionale (60% vs 45%).</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><strong>Altri dati</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Ulteriori argomenti indagati hanno riguardato la percezione materna dello stato di salute dei propri figli (stato ponderale, quantità di cibo assunta e attività fisica praticata), le iniziative scolastiche che possono favorire la promozione degli stili di vita salutari e le infrastrutture disponibili.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Riguardo alla percezione materna dello stato di salute dei propri figli, emerge che il 65,6% delle madri di bambini sovrappeso e il 26,4% delle madri di bambini obesi ritiene che il proprio bambino sia normopeso o sottopeso; solo il 18,4% delle madri di bambini sovrappeso e il 41,2% di bambini obesi ritiene che il proprio bambino mangi troppo; il 47,2% delle madri di bambini non attivi ritiene che il proprio figlio svolga attività fisica adeguata e il 4,1% molta attività fisica.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Rispetto ai valori nazionali, la presenza di una mensa scolastica funzionante ha una percentuale inferiore (46,4% vs 76%). Le scuole che distribuiscono ai bambini frutta o latte o yogurt, nel corso della giornata, sono il 49,3%, prevalentemente a metà mattina.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Inoltre, l’87% delle scuole della Campania prevede l’educazione alimentare curriculare e l’87,2% ha cominciato a realizzare almeno un’iniziativa di rafforzamento dell’attività motoria.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">I dati sul coinvolgimento dei genitori nelle iniziative alimentari e di attività motoria sono calati rispetto alle rilevazioni precedenti; tuttavia, risultano essere superiori al dato nazionale rispettivamente 49% vs 27% e 28% vs 23%.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/oms-lobesita-e-una-malattia-campania-ai-primi-posti/">OMS: l&#8217;obesità è una malattia (Campania ai primi posti)</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<title>Infertilità, Oms pubblica la prima guida mondiale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Dec 2025 08:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Infertilità]]></category>
		<category><![CDATA[Oms]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’infertilità riguarda una persona su sei nel mondo e in molti Paesi le cure restano inaccessibili per costi elevati. Lo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/infertilita-oms-pubblica-la-prima-guida-mondiale-2/">Infertilità, Oms pubblica la prima guida mondiale</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;">L’infertilità riguarda una persona su sei nel mondo e in molti Paesi le cure restano inaccessibili per costi elevati. Lo rileva l’Organizzazione mondiale della sanità presentando la prima linea guida globale dedicata alla prevenzione, diagnosi e trattamento dell’infertilità. Il documento invita i governi a rendere l’assistenza più equa, sicura e sostenibile.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Secondo l’OMS la domanda di servizi è in aumento ma l’accesso è limitato. In numerosi contesti i test e i trattamenti sono finanziati direttamente dai pazienti e un singolo ciclo di fecondazione in vitro può arrivare a costare il doppio del reddito familiare annuo medio. Il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus definisce l’infertilità “una delle sfide di salute pubblica più trascurate e una questione globale di equità” e incoraggia i Paesi ad adottare la nuova linea guida per ampliare l’accesso a cure “accessibili, rispettose e basate sulla scienza”.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Il documento raccoglie quaranta raccomandazioni orientate a rafforzare prevenzione, diagnosi e trattamento. L’OMS indica la necessità di integrare la fertilità nelle strategie sanitarie nazionali, nei servizi e nei sistemi di finanziamento, promuovendo opzioni costo-efficaci in ogni fase del percorso.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">La linea guida descrive l’impatto dell’infertilità, definita come mancato concepimento dopo dodici mesi o più di rapporti sessuali non protetti, e sottolinea il peso emotivo, sociale ed economico che può comportare. L’OMS richiama l’importanza di un’informazione tempestiva su fertilità e infertilità, compresi fattori come l’età, da includere nei programmi scolastici, nelle cure primarie e nei servizi di salute riproduttiva.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Sul piano della prevenzione vengono affrontati i principali fattori di rischio, tra cui le infezioni sessualmente trasmesse non trattate e l’uso di tabacco. La linea guida raccomanda interventi sugli stili di vita, come alimentazione equilibrata, attività fisica e cessazione del fumo, rivolti a persone e coppie che cercano una gravidanza.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Il documento descrive i percorsi clinici per la diagnosi delle cause di infertilità maschile e femminile e fornisce indicazioni su come progredire dalle strategie di gestione più semplici, basate sui consigli sul periodo fertile e sulla promozione della fertilità, fino ai trattamenti più complessi come inseminazione intrauterina e fecondazione in vitro. L’OMS sottolinea la necessità di considerare le preferenze dei pazienti nella scelta delle opzioni terapeutiche.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">La linea guida riconosce il carico psicologico dell’infertilità e invita a garantire un accesso costante al sostegno psicosociale per tutte le persone coinvolte. L’OMS chiede inoltre ai Paesi di adattare le raccomandazioni ai contesti locali e di monitorare l’attuazione, nell’ambito di un approccio globale ai diritti sessuali e riproduttivi.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Secondo<b> Pascale Allotey</b>, direttrice del Dipartimento OMS di Salute sessuale e riproduttiva, la prevenzione e il trattamento dell’infertilità devono basarsi sull’uguaglianza di genere e sui diritti riproduttivi, con l’obiettivo di consentire decisioni informate nel corso della vita. Il documento segnala infine le aree in cui le prove disponibili sono limitate e annuncia che edizioni future affronteranno temi come preservazione della fertilità, riproduzione con terzi e condizioni mediche preesistenti.</span></p>
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<p><span style="font-size: 9px;">Fonte: <a href="https://www.doctor33.it/articolo/66199/infertilita-oms-pubblica-la-prima-guida-mondiale-ecco-le-40-raccomandazioni">https://www.doctor33.it/articolo/66199/infertilita-oms-pubblica-la-prima-guida-mondiale-ecco-le-40-raccomandazioni</a></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/infertilita-oms-pubblica-la-prima-guida-mondiale-2/">Infertilità, Oms pubblica la prima guida mondiale</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<title>Obesità, Oms pubblica le prime linee guida sui farmaci GLP-1</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/obesita-oms-pubblica-le-prime-linee-guida-sui-farmaci-glp-1/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=obesita-oms-pubblica-le-prime-linee-guida-sui-farmaci-glp-1</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2025 07:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[obesità]]></category>
		<category><![CDATA[Oms]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha pubblicato la prima linea guida globale sull’impiego dei farmaci agonisti del recettore GLP-1 per&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/obesita-oms-pubblica-le-prime-linee-guida-sui-farmaci-glp-1/">Obesità, Oms pubblica le prime linee guida sui farmaci GLP-1</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha pubblicato la prima linea guida globale sull’impiego dei farmaci agonisti del recettore GLP-1 per il trattamento dell’obesità negli adulti, riconoscendo l’obesità come malattia cronica e recidivante e formulando raccomandazioni di utilizzo di tipo condizionale.</p>
<p>Secondo l’Oms l’obesità nel mondo riguarda oltre 1 miliardo di persone ed è stata associata nel 2024 a 3,7 milioni di decessi. In assenza di interventi efficaci il numero delle persone con obesità è destinato a raddoppiare entro il 2030, con un impatto economico globale stimato in circa 3.000 miliardi di dollari l’anno.</p>
<p>La linea guida stabilisce che i farmaci GLP-1 possono essere utilizzati negli adulti, con esclusione delle donne in gravidanza, per il trattamento a lungo termine dell’obesità, esclusivamente nell’ambito di un approccio terapeutico integrato che includa interventi su alimentazione, attività fisica e supporto da parte di professionisti sanitari. La raccomandazione viene definita condizionale a causa delle limitazioni dei dati disponibili sulla sicurezza ed efficacia nel lungo periodo, sugli aspetti legati alla sospensione o al mantenimento della terapia, sugli elevati costi dei farmaci, sulla non piena preparazione dei sistemi sanitari e sulle potenziali ricadute in termini di equità di accesso.</p>
<p>Un’ulteriore indicazione condizionale riguarda l’associazione ai GLP-1 di interventi comportamentali intensivi e strutturati, basati su dieta equilibrata e incremento dell’attività fisica, che potrebbero migliorare gli esiti clinici, sebbene fondati su evidenze valutate a bassa certezza.</p>
<p>Nel documento l’Oms sottolinea che la terapia farmacologica da sola non è sufficiente a contrastare l’epidemia di obesità, ribadendo la necessità di una strategia basata su tre pilastri: creazione di ambienti favorevoli alla salute tramite politiche di popolazione, protezione dei soggetti ad alto rischio attraverso screening e interventi precoci e presa in carico sanitaria continuativa e personalizzata.</p>
<p>In merito all’accesso alle cure, l’Oms avverte che senza politiche mirate di produzione, prezzo e distribuzione l’utilizzo dei GLP-1 potrebbe accentuare le disuguaglianze sanitarie. Anche in caso di rapido aumento della capacità produttiva, questi farmaci potrebbero raggiungere meno del 10% delle persone potenzialmente eleggibili entro il 2030. Tra le misure suggerite a livello globale figurano acquisti centralizzati, prezzi differenziati e licenze volontarie per ampliare la disponibilità dei trattamenti.</p>
<p>L’organizzazione ha inoltre annunciato che nel corso del 2026 lavorerà con governi e stakeholder internazionali per definire un quadro trasparente di prioritarizzazione, con l’obiettivo di indirizzare l’accesso ai farmaci verso i pazienti con maggior bisogno clinico, nell’ambito del piano OMS di accelerazione contro l’obesità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/obesita-oms-pubblica-le-prime-linee-guida-sui-farmaci-glp-1/">Obesità, Oms pubblica le prime linee guida sui farmaci GLP-1</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<title>Infertilità, Oms pubblica la prima guida mondiale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Nov 2025 08:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Oms]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’infertilità riguarda una persona su sei nel mondo e in molti Paesi le cure restano inaccessibili per costi elevati. Lo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/infertilita-oms-pubblica-la-prima-guida-mondiale/">Infertilità, Oms pubblica la prima guida mondiale</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;">L’infertilità riguarda una persona su sei nel mondo e in molti Paesi le cure restano inaccessibili per costi elevati. Lo rileva l’Organizzazione mondiale della sanità presentando la prima linea guida globale dedicata alla prevenzione, diagnosi e trattamento dell’infertilità. Il documento invita i governi a rendere l’assistenza più equa, sicura e sostenibile.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Secondo l’OMS la domanda di servizi è in aumento ma l’accesso è limitato. In numerosi contesti i test e i trattamenti sono finanziati direttamente dai pazienti e un singolo ciclo di fecondazione in vitro può arrivare a costare il doppio del reddito familiare annuo medio. Il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus definisce l’infertilità “una delle sfide di salute pubblica più trascurate e una questione globale di equità” e incoraggia i Paesi ad adottare la nuova linea guida per ampliare l’accesso a cure “accessibili, rispettose e basate sulla scienza”.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Il documento raccoglie quaranta raccomandazioni orientate a rafforzare prevenzione, diagnosi e trattamento. L’OMS indica la necessità di integrare la fertilità nelle strategie sanitarie nazionali, nei servizi e nei sistemi di finanziamento, promuovendo opzioni costo-efficaci in ogni fase del percorso.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">La linea guida descrive l’impatto dell’infertilità, definita come mancato concepimento dopo dodici mesi o più di rapporti sessuali non protetti, e sottolinea il peso emotivo, sociale ed economico che può comportare. L’OMS richiama l’importanza di un’informazione tempestiva su fertilità e infertilità, compresi fattori come l’età, da includere nei programmi scolastici, nelle cure primarie e nei servizi di salute riproduttiva.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Sul piano della prevenzione vengono affrontati i principali fattori di rischio, tra cui le infezioni sessualmente trasmesse non trattate e l’uso di tabacco. La linea guida raccomanda interventi sugli stili di vita, come alimentazione equilibrata, attività fisica e cessazione del fumo, rivolti a persone e coppie che cercano una gravidanza.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Il documento descrive i percorsi clinici per la diagnosi delle cause di infertilità maschile e femminile e fornisce indicazioni su come progredire dalle strategie di gestione più semplici, basate sui consigli sul periodo fertile e sulla promozione della fertilità, fino ai trattamenti più complessi come inseminazione intrauterina e fecondazione in vitro. L’OMS sottolinea la necessità di considerare le preferenze dei pazienti nella scelta delle opzioni terapeutiche.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">La linea guida riconosce il carico psicologico dell’infertilità e invita a garantire un accesso costante al sostegno psicosociale per tutte le persone coinvolte. L’OMS chiede inoltre ai Paesi di adattare le raccomandazioni ai contesti locali e di monitorare l’attuazione, nell’ambito di un approccio globale ai diritti sessuali e riproduttivi.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Secondo<b> Pascale Allotey</b>, direttrice del Dipartimento OMS di Salute sessuale e riproduttiva, la prevenzione e il trattamento dell’infertilità devono basarsi sull’uguaglianza di genere e sui diritti riproduttivi, con l’obiettivo di consentire decisioni informate nel corso della vita. Il documento segnala infine le aree in cui le prove disponibili sono limitate e annuncia che edizioni future affronteranno temi come preservazione della fertilità, riproduzione con terzi e condizioni mediche preesistenti.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/infertilita-oms-pubblica-la-prima-guida-mondiale/">Infertilità, Oms pubblica la prima guida mondiale</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<title>Fumo, OMS: in UE consumo ancora elevato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2025 09:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[fumo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oltre 500.000 decessi l’anno nell’Unione Europea sono attribuiti al consumo di tabacco, di cui circa 80.000 dovuti all’esposizione al fumo&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;">Oltre 500.000 decessi l’anno nell’Unione Europea sono attribuiti al consumo di tabacco, di cui circa 80.000 dovuti all’esposizione al fumo passivo. Il dato emerge dal nuovo rapporto OMS/Europa sul controllo del tabacco a venti anni dalla ratifica della Convenzione quadro sul controllo del tabacco (WHO FCTC).</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Nel 2022, il 26,5% degli adulti nell’UE utilizzava prodotti del tabacco, una quota superiore alla media globale (20,9%). L’uso risulta più frequente tra gli uomini (29,1%) rispetto alle donne (23,9%).</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Il rapporto segnala una crescente diffusione delle sigarette elettroniche tra gli adolescenti. Quasi uno studente su quattro tra i 15 e i 16 anni nell’UE dichiara di utilizzare e-cig, con un incremento rilevato in 22 Paesi dal 2019. In tutti gli Stati analizzati la prevalenza risulta più alta tra le ragazze.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">L’OMS richiama inoltre l’attenzione sulle strategie dell’industria del tabacco e della nicotina, che fanno leva su aromi e contenuti orientati ai più giovani. Il documento indica anche il rischio di transizione dall’e-cig al tabacco combusto.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">L’implementazione delle politiche di controllo del tabacco risulta non uniforme tra gli Stati membri. Tutti adottano sistemi di monitoraggio e avvertenze sanitarie estese, ma solo otto hanno raggiunto ambienti completamente smoke-free e quattro dispongono di divieti completi di pubblicità, promozione e sponsorizzazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Le prossime revisioni della Tobacco Products Directive e della Tobacco Taxation Directive sono considerate centrali per l’obiettivo UE di una “generazione libera dal tabacco” entro il 2040, definita come meno del 5% della popolazione consumatrice.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">L’OMS sottolinea infine la necessità di una piena attuazione della Convenzione quadro, compresa la tutela dei processi decisionali dall’interferenza dell’industria, per consolidare i progressi e ridurre il carico di malattia associato al tabacco.</span></p>
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