Istat Archivi - TuttoSanità https://www.tuttosanita.com/tag/istat/ Sanità news in tempo reale Mon, 06 Apr 2026 20:03:48 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.2.13 https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2018/10/cropped-Simbolo-tutto-sanità-piccolo.png?fit=32%2C32&ssl=1 Istat Archivi - TuttoSanità https://www.tuttosanita.com/tag/istat/ 32 32 161904319 Fattori di rischio, Istat: sedentarietà in calo ma peso, fumo e alcol restano stabili https://www.tuttosanita.com/fattori-di-rischio-istat-sedentarieta-in-calo-ma-peso-fumo-e-alcol-restano-stabili/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=fattori-di-rischio-istat-sedentarieta-in-calo-ma-peso-fumo-e-alcol-restano-stabili Tue, 07 Apr 2026 06:00:22 +0000 https://www.tuttosanita.com/?p=99485 Nel 2025 cala la sedentarietà ma restano stabili i principali fattori di rischio per la salute: il 46,4% degli adulti…

L'articolo Fattori di rischio, Istat: sedentarietà in calo ma peso, fumo e alcol restano stabili proviene da TuttoSanità.

]]>
Nel 2025 cala la sedentarietà ma restano stabili i principali fattori di rischio per la salute: il 46,4% degli adulti è in eccesso di peso, il 18,6% fuma e il 15,1% presenta comportamenti di consumo di alcol a rischio. La quota di persone sedentarie scende al 30,8%, in diminuzione di 2,4 punti percentuali rispetto al 2024.

È quanto emerge dai dati diffusi dall’Istat sui fattori di rischio per la salute relativi al 2025, che confermano come eccesso di peso, sedentarietà, fumo e consumo di alcol rappresentino determinanti rilevanti per lo sviluppo di patologie croniche. Secondo il Piano nazionale della prevenzione 2020-2025, questi fattori sono responsabili di circa il 60% delle malattie croniche non trasmissibili.

Nel dettaglio, tra gli adulti la quota di persone in eccesso di peso è pari al 46,4%, stabile negli ultimi tre anni. Di questi, il 34,8% è in sovrappeso e l’11,6% in condizione di obesità, pari a circa 5 milioni 750mila persone. Negli ultimi dieci anni si osserva un incremento dell’obesità, passata dal 9,8% all’11,6%, mentre il sovrappeso mostra una lieve riduzione.

L’eccesso di peso interessa maggiormente gli uomini (55,1%) rispetto alle donne (38,2%), con un divario più marcato tra i 35 e i 59 anni. Il fenomeno cresce con l’età e raggiunge i livelli più elevati tra i 65 e i 74 anni. Anche tra i minori si conferma una diffusione rilevante: nel biennio 2024-2025 il 26,0% dei bambini e adolescenti tra 3 e 17 anni risulta in eccesso di peso, con valori più elevati tra i 3 e i 10 anni (32,3%).

Per quanto riguarda l’attività fisica, la quota di sedentari si attesta al 30,8%, pari a circa 17 milioni 670mila persone. Il dato conferma un trend in miglioramento rispetto al 33,1% del 2024 e al 39,9% del 2015. La sedentarietà resta comunque più diffusa tra le donne (34,2% contro 27,2% degli uomini) e aumenta con l’età, interessando quasi sei persone su dieci tra gli over 74.

Restano stabili anche gli altri fattori di rischio: il 15,1% della popolazione di 11 anni e più presenta comportamenti di consumo di alcol a rischio, mentre il 18,6% è fumatore. In aumento, invece, l’uso di sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato, passato dal 3,9% del 2021 al 7,4% nel 2025.

Nel confronto europeo, l’Italia presenta livelli relativamente bassi di obesità e una quota inferiore di fumatori abituali, ma continua a caratterizzarsi per una diffusione limitata dell’attività fisica tra gli adulti rispetto ai livelli raccomandati dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Nel quadro delle politiche di prevenzione si inserisce anche la Legge n. 149/2025, che riconosce l’obesità come malattia cronica e prevede l’inserimento delle prestazioni per la sua cura nei Livelli essenziali di assistenza, con l’istituzione di un programma nazionale dedicato alla prevenzione e al trattamento.

L'articolo Fattori di rischio, Istat: sedentarietà in calo ma peso, fumo e alcol restano stabili proviene da TuttoSanità.

]]>
99485
Istat, salari e stipendi inferiori al 2021 https://www.tuttosanita.com/istat-salari-e-stipendi-inferiori-al-2021/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=istat-salari-e-stipendi-inferiori-al-2021 Wed, 30 Apr 2025 05:30:52 +0000 https://www.tuttosanita.com/?p=90890 Le retribuzioni contrattuali reali di marzo 2025 sono ancora inferiori di circa l’otto per cento rispetto a quelle di gennaio…

L'articolo Istat, salari e stipendi inferiori al 2021 proviene da TuttoSanità.

]]>
Le retribuzioni contrattuali reali di marzo 2025 sono ancora inferiori di circa l’otto per cento rispetto a quelle di gennaio 2021.

Perdite inferiori alla media si osservano in agricoltura e nell’industria, mentre situazioni più sfavorevoli si registrano nei settori dei servizi privati e della pubblica amministrazione”.

Lo evidenzia l’Istituto nazionale di statistica nel suo commento ai dati delle retribuzioni di marzo che evidenziano un aumento tendenziale del 4,0%.

  

 

L'articolo Istat, salari e stipendi inferiori al 2021 proviene da TuttoSanità.

]]>
90890
Quando le cicogne non volano più https://www.tuttosanita.com/quando-le-cicogne-non-volano-piu/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=quando-le-cicogne-non-volano-piu Tue, 01 Apr 2025 09:00:32 +0000 https://www.tuttosanita.com/?p=89985 Continua a scendere l’indice di natalità in Italia. Con 1,18 figli per donna nel 2024 viene superato il minimo di…

L'articolo Quando le cicogne non volano più proviene da TuttoSanità.

]]>
Continua a scendere l’indice di natalità in Italia. Con 1,18 figli per donna nel 2024 viene superato il minimo di 1,19 del 1995, anno nel quale sono nati 526mila bambini a fronte dei 370mila del 2024 (-2,6% rispetto al 2023). È quanto emerge dagli indicatori demografici dell’Istat pubblicati oggi.

Calano anche i decessi (651mila), il 3,1% in meno sul 2023, dato più in linea con i livelli pre-pandemici che con quelli del triennio 2020-22. Il saldo naturale, ovvero la differenza tra nascite e decessi, è quindi ancora fortemente negativo (-281mila).

Accanto alla riduzione della fecondità, nel 2024 continua a crescere l’età media al parto, che si attesta a 32,6 anni (+0,1 in decimi di anno sul 2023). Il fenomeno della posticipazione delle nascite è di significativo impatto sulla riduzione generale della fecondità – viene sottolineato – poiché più si ritardano le scelte di maternità più si riduce l’arco temporale a disposizione delle potenziali madri per la realizzazione dei progetti familiari.

L’aumento dell’età media al parto si registra in tutto il territorio nazionale, con il Nord e il Centro che continuano a registrare il valore più elevato: rispettivamente 32,7 e 33,0 anni, contro 32,3 anni del Mezzogiorno. Diminuiscono anche i matrimoni che, ormai da tempo, non rappresentano più un passaggio preliminare alla nascita di un figlio.

Il primato della fecondità più elevata continua a essere detenuto dal Trentino-Alto Adige, con un numero medio di figli per donna pari a 1,39 nel 2024, comunque in diminuzione rispetto al 2023 (1,43). Come lo scorso anno seguono Sicilia e Campania. In queste regioni le madri sono mediamente più giovani: l’età media al parto è pari a 31,7 anni in Sicilia e a 32,3 in Trentino-Alto Adige e Campania.

La Sardegna si conferma la regione con la fecondità più bassa: nel 2024, il numero medio di figli per donna è pari a 0,91, stabile rispetto al 2023. Tra le regioni con i valori più bassi di fecondità figurano il Molise (1,04), la Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste (che sperimenta la flessione maggiore, da 1,17 a 1,05) e la Basilicata (1,09, stabile sul 2023). Basilicata, Sardegna e Molise sono anche le regioni con il calendario riproduttivo più posticipato, dopo il Lazio (33,3 anni): nelle prime due l’età media al parto è pari a 33,2 anni, per il Molise è uguale a 33,1.

L'articolo Quando le cicogne non volano più proviene da TuttoSanità.

]]>
89985
Italia, papà sempre più anziani https://www.tuttosanita.com/italia-papa-semrpe-piu-anziani/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=italia-papa-semrpe-piu-anziani Tue, 19 Mar 2024 08:00:53 +0000 https://www.tuttosanita.com/?p=80358 I più recenti dati Istat evidenziano, infatti, che in Italia si diventa papà mediamente a 35,8 anni, mentre in Francia…

L'articolo Italia, papà sempre più anziani proviene da TuttoSanità.

]]>
I più recenti dati Istat evidenziano, infatti, che in Italia si diventa papà mediamente a 35,8 anni, mentre in Francia a 33,9 anni, in Germania a 33,2. Un uomo su 3 supera persino questa soglia, risultando ancora senza figli oltre i 36 anni.

Evidenze scientifiche dimostrano però che le caratteristiche funzionali dello spermatozoo – motilità, morfologia e anche i danni al Dna – peggiorano con l’aumentare dell’età. A ciò si aggiunge che con l’età aumenta il tempo di esposizione agli inquinanti ambientali esterni, come le microplastiche che hanno dimostrato essere un problema per la fertilità maschile. Questo il quadro tracciato in occasione della Festa del Papà dagli esperti della Società Italiana di Andrologia (Sia).

“In Italia l’età in cui si fa il primo figlio è aumentata di 10 anni, passando dai 25 anni della fine degli anni ’90 ai circa 36 attuali. La nostra società sta assegnando alla riproduzione un ruolo tardivo dimenticando che la fertilità, sia maschile che femminile, ha il picco tra i 20 e i 30 anni e la potenzialità fecondante del maschio è in netto declino – spiega Alessandro Palmieri, presidente Sia -. Bisogna insegnare ai giovani l’importanza di una fertilità sana al momento giusto, e che va preservata. È fondamentale sfatare il mito dell’uomo fertile a tutte le età”. Gli esperti mettono in guardia anche sulle probabilità che i figli sviluppino problemi di salute a breve e lungo termine.

Al fine di ‘aiutare’ la fertilità maschile, la Sia, con l’Istituto di Farmacologia Clinica dell’Università degli studi di Catanzaro, ha sviluppato un nuovo integratore. Il composto è il Drolessano, un mix di 7 sostanze naturali i cui benefici sono dimostrati da una revisione di studi pubblicata sulla rivista Uro. Due di tali sostanze hanno specifici effetti sulla fertilità maschile: l’escina, estratta dai semi e dal guscio dell’ippocastano, un antiossidante utile nel preservare la fertilità ma anche per prevenire i sintomi della prostatite cronica implicata nella riduzione della fertilità, ed il licopene, presente nei pomodori, che può aumentare la qualità dello sperma e proteggere dagli effetti dei radicali liberi.

L'articolo Italia, papà sempre più anziani proviene da TuttoSanità.

]]>
80358