cuore Archivi - TuttoSanità https://www.tuttosanita.com/tag/cuore/ Sanità news in tempo reale Wed, 30 Sep 2026 14:27:50 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.2.13 https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2018/10/cropped-Simbolo-tutto-sanità-piccolo.png?fit=32%2C32&ssl=1 cuore Archivi - TuttoSanità https://www.tuttosanita.com/tag/cuore/ 32 32 161904319 Si celebra oggi la “Giornata mondiale del cuore” https://www.tuttosanita.com/si-celebra-oggi-la-giornata-mondiale-del-cuore/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=si-celebra-oggi-la-giornata-mondiale-del-cuore Tue, 29 Sep 2026 07:00:00 +0000 https://www.tuttosanita.com/?p=104265 In occasione della Giornata Mondiale del Cuore del 29 settembre, MedEA racconta la crescita della telecardiologia in farmacia e il…

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In occasione della Giornata Mondiale del Cuore del 29 settembre, MedEA racconta la crescita della telecardiologia in farmacia e il ruolo sempre più centrale dei servizi di prossimità nella prevenzione cardiovascolare. Nei primi otto mesi del 2026, attraverso la rete MedEA, sono stati effettuati oltre 200 mila esami cardiologici, con un incremento del 60% degli elettrocardiogrammi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Oggi sono quasi 3.000 le farmacie cardio che hanno scelto di dotarsi degli strumenti di telecardiologia MedEA, con una crescita del 16% rispetto all’anno precedente. Un’espansione che testimonia il crescente interesse verso modelli capaci di avvicinare i controlli cardiologici alla quotidianità dei cittadini, offrendo un servizio facilmente accessibile sul territorio.
Con la ripresa delle attività sportive e il ritorno in palestra, la richiesta di elettrocardiogrammi in farmacia ha registrato un’ulteriore accelerazione: negli ultimi due mesi gli ECG effettuati attraverso la rete MedEA hanno rappresentato circa un terzo del totale annuale.
Telecardiologia in farmacia: non tutti gli esami sono uguali
Con la crescita dei servizi di telemedicina in farmacia, non conta soltanto poter effettuare un esame vicino a casa: diventano centrali anche le modalità con cui viene eseguito e refertato, la qualità delle apparecchiature e la competenza specialistica che accompagna l’intero percorso. È su questi elementi che la Società Italiana di Cardiologia (SIC) ha introdotto il primo “bollino di qualità” per i cardiologi che refertano gli esami di telemedicina eseguiti nelle farmacie di comunità.
L’iniziativa nasce nell’ambito del protocollo di sperimentazione avviato tra SIC e MedEA, provider di servizi diagnostici, con l’obiettivo di definire requisiti tecnologici e metodologici condivisi per la refertazione specialistica di elettrocardiogramma (ECG), Holter cardiaco e Holter pressorio. Le Linee operative per la telemedicina predisposte dalla SIC, anche con la collaborazione della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI), mirano inoltre a supportare i farmacisti nell’erogazione dei servizi e ad assicurare standard elevati e omogenei di qualità e sicurezza delle prestazioni.
«In quest’ottica, la SIC si posiziona come la prima società scientifica in Italia a fornire indicazioni chiare e rigorose di buona pratica clinica per l’esecuzione e la telerefertazione dei servizi diagnostici in farmacia», commenta Gianfranco Sinagra, presidente SIC e direttore della Scuola di specializzazione e della Struttura Complessa di Cardiologia dell’Università di Trieste.
«Il nostro obiettivo è garantire al cittadino che entra in farmacia gli stessi standard di sicurezza e accuratezza clinica che troverebbe in un ambulatorio ospedaliero», sottolinea Pasquale Perrone Filardi, Vice Presidente Federazione Italiana di Cardiologia. «Con questa sinergia scientifica e tecnologica, non solo validiamo i percorsi di telemedicina, ma creiamo una rete di protezione sul territorio».
Le malattie cardiovascolari: una priorità per la salute pubblica
Le malattie cardiovascolari rappresentano ancora oggi una delle principali sfide per la salute pubblica. Secondo il Rapporto ISTISAN 25/8 dell’Istituto Superiore di Sanità, pubblicato nel 2025, le malattie del sistema circolatorio rappresentano la prima causa di morte in Italia, con il 30,8% dei decessi complessivi.
In questo scenario, la prevenzione e il monitoraggio dei principali fattori di rischio assumono un ruolo fondamentale. Rendere disponibili strumenti di controllo cardiologico in luoghi facilmente raggiungibili dai cittadini rappresenta un’opportunità per favorire una maggiore attenzione alla salute cardiovascolare.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Rapporto ISTISAN 25/8, 2025.
Una rete specialistica al servizio della prevenzione
La crescita della telecardiologia MedEA è resa possibile da un modello organizzativo che integra tecnologia e competenza medica. La rete si avvale infatti di una centrale medica composta da oltre 150 medici specialisti, che garantisce la presa in carico degli esami e la refertazione attraverso un processo strutturato e tempestivo.
Un’organizzazione già strutturata per sostenere volumi crescenti: oggi MedEA gestisce oltre 1.500 esami al giorno, mantenendo elevati standard di qualità, tempestività e affidabilità.
Il modello integra la prossimità della farmacia, la tecnologia e la valutazione specialistica, con l’obiettivo di rendere la prevenzione cardiovascolare sempre più accessibile senza rinunciare alla qualità del processo clinico. 

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Monaldi, un nuovo trapianto di cuore in pochi giorni https://www.tuttosanita.com/monaldi-un-nuovo-trapianto-di-cuore-in-pochi-giorni/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=monaldi-un-nuovo-trapianto-di-cuore-in-pochi-giorni Tue, 07 Apr 2026 14:16:30 +0000 https://www.tuttosanita.com/?p=99509 Un secondo trapianto di cuore eseguito con successo durante le festività pasquali all’Ospedale Monaldi, presidio di riferimento dell’Azienda Ospedaliera dei…

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Un secondo trapianto di cuore eseguito con successo durante le festività pasquali all’Ospedale Monaldi, presidio di riferimento dell’Azienda Ospedaliera dei Colli di Napoli.

A ricevere il nuovo organo è stato un uomo affetto da cardiopatia dilatativa terminale.

Le sue condizioni cliniche sono buone e presto potrà essere dimesso per fare ritorno a casa. L’intervento è stato eseguito dall’équipe guidata dal cardiochirurgo Claudio Marra, che ancora una volta, si legge in una nota, “ha affrontato con successo un caso ad alta complessità, restituendo una nuova vita a un paziente in condizioni gravissime. Il risultato raggiunto assume un significato ancora più forte perché maturato in un periodo delicato come quello delle festività pasquali, quando la macchina assistenziale ha dimostrato di saper mantenere standard elevati di efficienza, tempestività e coordinamento”.
    “Nei primi mesi del 2026 sono già stati realizzati con successo 5 trapianti di cuore in pazienti adulti e 7 impianti di assistenza ventricolare sinistra (VAD)”, prosegue la nota. Nel 2025 i trapianti di cuore eseguiti erano stati 24, “dato che fotografa un’attività intensa e costante e consolida il ruolo del Monaldi come centro di riferimento nel campo della cardiochirurgia avanzata e della medicina dei trapianti”.
   

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Monaldi, sospesi due medici coinvolti nel trapianto sfociato in tragedia https://www.tuttosanita.com/monaldi-sospesi-due-medici-coinvolti-nel-manato-trapianto/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=monaldi-sospesi-due-medici-coinvolti-nel-manato-trapianto Sat, 28 Feb 2026 06:30:29 +0000 https://www.tuttosanita.com/?p=98602 L’Azienda Ospedaliera dei Colli, acquisiti gli atti dei procedimenti disciplinari, ha assunto i provvedimenti di sospensione dal servizio di due…

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L’Azienda Ospedaliera dei Colli, acquisiti gli atti dei procedimenti disciplinari, ha assunto i provvedimenti di sospensione dal servizio di due dirigenti medici coinvolti nella grave e dolorosa vicenda del piccolo Domenico. Prosegue per gli altri sanitari coinvolti l’iter disciplinare secondo la normativa vigente. L’azienda intende precisare di essersi immediatamente attivata per fare chiarezza su quanto accaduto, in trasparenza e nel rigoroso rispetto della legge. Coglie l’occasione per ribadire vicinanza e sostegno ai familiari del piccolo Domenico e ringrazia tutto il personale che ancorché profondamente ferito dalla vicenda ha continuato a lavorare con professionalità, dedizione e umanità . Esprime riconoscenza a pazienti e cittadini che hanno manifestato solidarietà e fiducia all’ospedale Monaldi.

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Ospedale di Bolzano, gli ispettori ministeriali hanno raccolto dati relativi al cuore danneggiato https://www.tuttosanita.com/ospedale-di-bolzano-gli-ispettori-ministeriali-hanno-raccolto-dati-relativi-al-cuore-danneggiato/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=ospedale-di-bolzano-gli-ispettori-ministeriali-hanno-raccolto-dati-relativi-al-cuore-danneggiato Fri, 27 Feb 2026 06:00:44 +0000 https://www.tuttosanita.com/?p=98581 Hanno lasciato Bolzano gli ispettori inviati dal ministero della Salute all’ospedale per acquisire i documenti relativi alla vicenda del cuore…

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Hanno lasciato Bolzano gli ispettori inviati dal ministero della Salute all’ospedale per acquisire i documenti relativi alla vicenda del cuore danneggiato e trapiantato al bambino di Napoli.

Per due giorni gli ispettori hanno ricostruito nei minimi dettagli tutto l’iter dell’espianto e del trasporto verso Napoli dell’organo. Acquisita l’intera documentazione ed effettuate anche delle audizioni.
“L’ispezione si è svolta in un clima molto costruttivo e positivo. Da parte dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige è stata garantita sin dall’inizio la massima collaborazione; il chiarimento puntuale degli avvenimenti è anche nell’interesse della stessa Azienda sanitaria dell’Alto Adige. Allo stato attuale, l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige si astiene da ulteriori dichiarazioni sui procedimenti in corso, esprimendo al contempo piena fiducia nell’operato delle autorità competenti”, così una nota.

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Uno studio napoletano: come difendere il cuore dagli effetti negativi della chemio https://www.tuttosanita.com/come-difendere-il-cuore-dagli-effetti-negativi-della-chemio/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=come-difendere-il-cuore-dagli-effetti-negativi-della-chemio Fri, 20 Feb 2026 10:55:32 +0000 https://www.tuttosanita.com/?p=98429 Uno studio pubblicato sul Journal of Cardiovascular Pharmacology dell’Istituto dei tumori di Napoli, Università Federico II e Ceinge, chiarisce i…

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Uno studio pubblicato sul Journal of Cardiovascular Pharmacology dell’Istituto dei tumori di Napoli, Università Federico II e Ceinge, chiarisce i meccanismi biologici degli effetti cardiovascolari legati alle combinazioni terapeutiche più innovative.

Come difendere il cuore dagli effetti avversi dell’immunoterapia

Dalla ricerca traslazionale alle corsie: al Pascale screening strutturati prima, durante e dopo le cure oncologiche per ridurre il rischio di miocarditi ed eventi aterosclerotici. <La cardio-immuno-oncologia è oggi parte integrante del percorso di cura>, sottolinea il cardiologo Nicola Maurea.

Ha cambiato la storia naturale di molti tumori, regalando a migliaia di pazienti anni di vita che fino a poco tempo fa sembravano impossibili. Ma oggi l’immunoterapia, una delle conquiste più straordinarie della medicina moderna, si trova davanti a una nuova sfida: proteggere non solo dal cancro, ma anche dal rischio cardiovascolare.
Negli ultimi quindici anni farmaci come nivolumab, pembrolizumab, ipilimumab, atezolizumab e, più recentemente, relatlimab hanno inaugurato una stagione terapeutica completamente nuova. Non colpiscono direttamente la cellula tumorale, ma “sbloccano” il sistema immunitario del paziente, permettendogli di riconoscere e distruggere il nemico. Il risultato? Risposte durature e miglioramenti significativi della sopravvivenza in tumori avanzati come melanoma, polmone, rene e mammella.
Ma togliere i freni al sistema immunitario può avere un prezzo. In una minoranza di casi, la risposta diventa eccessiva e colpisce anche organi sani: sono i cosiddetti eventi avversi immuno-correlati. Tra questi, quelli cardiaci stanno emergendo come una nuova frontiera di attenzione clinica.
A lanciare l’allarme sono state le principali società scientifiche internazionali, dalla European Society of Cardiology all’American Heart Association, che raccomandano oggi un monitoraggio cardiovascolare strutturato nei pazienti in trattamento con immunoterapia, soprattutto quando si usano combinazioni di farmaci sempre più potenti.
<La miocardite immuno-mediata è rara, interessa circa l’1-2% dei pazienti, ma può essere fatale fino nel 50% dei casi – spiega il professor Nicola Maurea, primario della Cardiologia dell’Istituto dei tumori di Napoli – Inoltre stiamo osservando un aumento di eventi cardiovascolari su base aterosclerotica, vale a dire infarti, aritmie, sindromi coronariche acute, ictus, che possono colpire fino al 10% dei pazienti ogni anno. Per questo al Pascale abbiamo introdotto uno screening sistematico e un follow-up anche dopo la fine delle terapie: il rischio, infatti, può persistere nel tempo>.
A rafforzare questo scenario arriva ora uno studio di ricerca traslazionale pubblicato sul Journal of Cardiovascular Pharmacology, che per la prima volta ha chiarito alcuni dei meccanismi biologici alla base di questi effetti collaterali. Lo studio del team di Cardiologia del Pascale ha analizzato, in collaborazione con l’Università Federico II di Napoli e con il CEINGE, per la prima volta, dei nuovi meccanismi biologici alla base degli effetti cardiovascolari dell’immunoterapia, con particolare attenzione ai regini di associazione farmacologica recentemente utilizzati.
<Abbiamo analizzato le combinazioni oggi più utilizzate, come nivolumab e relatlimab associati a ipilimumab o atezolizumab – spiega il dottor Vincenzo Quagliariello, specialista in Patologia Clinica e Biochimica Clinica presso la Cardiologia del Pascale. – I dati mostrano che l’immunoterapia può indurre un’infiammazione cardiaca mediata dal sistema immunitario, attraverso l’attivazione di specifiche citochine pro-infiammatorie e pro-aterosclerotiche. In sostanza, si rompe un equilibrio immunologico a livello cardiaco che può favorire eventi acuti>.
Il messaggio che arriva dalla ricerca è chiaro: l’innovazione terapeutica deve andare di pari passo con nuove strategie di sorveglianza.
<La cardio-immuno-oncologia è ormai una disciplina emergente e imprescindibile – conclude Maurea – Solo integrando competenze oncologiche e cardiologiche possiamo garantire cure sempre più efficaci senza compromettere la salute complessiva dei pazienti>.
La rivoluzione dell’immunoterapia, insomma, non è in discussione. Ma oggi il futuro della lotta al cancro si gioca anche su un altro fronte cruciale: continuare a salvare vite, senza dimenticare il cuore.

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Monaldi, chiarimenti allerta cuore https://www.tuttosanita.com/monaldi-chiarimenti-allerta-cuore/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=monaldi-chiarimenti-allerta-cuore Wed, 18 Feb 2026 06:00:10 +0000 https://www.tuttosanita.com/?p=98374 In relazione all’allerta cuore diffusa nella giornata di ieri (17/02/2026) l’Azienda Ospedaliera dei Colli rende noto che ogni decisione in…

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In relazione all’allerta cuore diffusa nella giornata di ieri (17/02/2026) l’Azienda Ospedaliera dei Colli rende noto che ogni decisione in merito all’allocazione dell’organo sarà presa solo in seguito alla valutazione del team di esperti che nella giornata di oggi mercoledì 18/02/2026 si esprimerà sulla trapiantabilità del piccolo paziente ricoverato presso la Terapia Intensiva del Monaldi. Tale attesa non avrà alcuna ripercussione sul cuore del donatore in quanto compatibile con la gestione della donazione in corso.

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Trapianto di cuore pediatrico non riuscito, la Procura ha avviato le indagini https://www.tuttosanita.com/trapianto-di-cuore-pediatrico-non-riuscito-la-procura-ha-avviato-le-indagini/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=trapianto-di-cuore-pediatrico-non-riuscito-la-procura-ha-avviato-le-indagini Wed, 11 Feb 2026 13:20:47 +0000 https://www.tuttosanita.com/?p=98240 Adesso la parola passa al Giudice. I  carabinieri di Nola e Marigliano, impegnati nelle indagini dalla Procura di Napoli (VI…

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Adesso la parola passa al Giudice. I  carabinieri di Nola e Marigliano, impegnati nelle indagini dalla Procura di Napoli (VI Sezione specializzata in “Lavoro e colpe professionali”, coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci) hanno acquisito, infatti, tutta la documentazione – la cartella in ospedale e gli accertamenti diagnostici finora eseguiti sul trapianto di cuore a cui è stato sottoposto un bimbo del Nolano, lo scorso 23 dicembre, nell’ospedale Monaldi del capoluogo partenopeo.

Gli inquirenti non escludono che una volta acquisita tutta la documentazione, gli atti possano essere vagliati da specifici consulenti in grado di poter valutare se tutte le procedure – dall’espianto e il confezionamento, a Bolzano, al trasporto e anche al trapianto, siano state eseguite così come prevedono i protocolli.

Secondo quanto emerso nella denuncia presentata dai genitori l’organo sarebbe stato conservato in maniera scorretta, forse a causa di una eccessiva quantità di ghiaccio, che ne avrebbe congelato alcune parti rendendolo inadatto al trapianto che comunque non poteva non essere eseguito in quanto il piccolo era già stato predisposto: la norma prevede infatti che una equipe parta dall’ospedale dove si trova il paziente, prelevi l’organo che poi viene confezionato per il trasferimento e una volta giunto a destinazione subito impiantato.

Ieri, l’ospedale ha sospeso due medici coinvolti nella vicenda e contestualmente anche il servizio di Trapiantologia pediatrica.

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Malattie cardiovascolari e ambiente, fino a un quinto dei decessi legato a fattori ambientali https://www.tuttosanita.com/malattie-cardiovascolari-e-ambiente-fino-a-un-quinto-dei-decessi-legato-a-fattori-ambientali/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=malattie-cardiovascolari-e-ambiente-fino-a-un-quinto-dei-decessi-legato-a-fattori-ambientali Fri, 23 Jan 2026 08:00:17 +0000 https://www.tuttosanita.com/?p=97902 I fattori di rischio ambientale, dall’inquinamento atmosferico e acustico alla contaminazione chimica e plastica fino agli effetti del cambiamento climatico,…

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I fattori di rischio ambientale, dall’inquinamento atmosferico e acustico alla contaminazione chimica e plastica fino agli effetti del cambiamento climatico, contribuiscono in modo rilevante al carico globale di malattie cardiovascolari. È quanto emerge da uno statement pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology e sottoscritto congiuntamente dalla European Society of Cardiology, dall’American College of Cardiology, dall’American Heart Association e dalla World Heart Federation, che per la prima volta chiedono un’azione coordinata per affrontare gli stress ambientali come determinanti prevenibili delle patologie cardiovascolari.

Secondo le stime riportate nel documento, i fattori ambientali sono responsabili di una quota compresa tra quattro e sei milioni dei circa venti milioni di decessi annui per malattie cardiache a livello globale. Gli autori sottolineano che il peso reale potrebbe essere sottostimato, poiché alcune esposizioni non sono ancora pienamente considerate nelle analisi epidemiologiche.

«Le malattie cardiovascolari rimangono la principale causa di morte nel mondo e i fattori di stress ambientale ne sono diventati acceleratori silenziosi», ha dichiarato Thomas Münzel, primo firmatario del documento e docente alla Johannes Gutenberg University di Magonza. «Aria più pulita, città più silenziose e un clima stabile non sono solo obiettivi ambientali, ma elementi essenziali per la salute cardiovascolare», ha aggiunto.

La dichiarazione congiunta invita i decisori pubblici ad adottare standard più stringenti sulla qualità dell’aria e sul rumore, a ridurre progressivamente l’uso dei combustibili fossili e a rafforzare la regolamentazione delle sostanze chimiche potenzialmente tossiche, con particolare attenzione ai Paesi a basso reddito, dove si concentra una quota rilevante dell’impatto ambientale globale.

Il documento richiama inoltre la necessità di integrare i fattori ambientali nella valutazione del rischio cardiovascolare e nei programmi di prevenzione, accanto ai determinanti tradizionali come fumo, diabete, ipertensione e dislipidemia. Tra i meccanismi biologici coinvolti vengono indicati stress ossidativo, infiammazione, alterazioni del sistema nervoso autonomo e disfunzione endoteliale, con effetti cumulativi quando più esposizioni sono presenti contemporaneamente.

Secondo Amam Mbakwem, vicepresidente della World Heart Federation, «per curare e prevenire le malattie cardiovascolari è necessario affrontare le cause profonde e la crescente pressione dei rischi ambientali», sottolineando il ruolo della collaborazione tra istituzioni sanitarie, decisori politici e comunità locali.

Lo statement evidenzia anche il tema della resilienza dei sistemi sanitari agli eventi climatici estremi e la necessità di rafforzare la formazione dei professionisti sulla componente ambientale del rischio cardiovascolare, senza introdurre nuove raccomandazioni terapeutiche ma indicando un indirizzo strategico di sanità pubblica.

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Mantenere il cuore in salute aumenta la longevità anche dopo un tumore https://www.tuttosanita.com/mantenere-il-cuore-in-salute-aumenta-la-longevita-anche-dopo-un-tumore/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=mantenere-il-cuore-in-salute-aumenta-la-longevita-anche-dopo-un-tumore Wed, 17 Dec 2025 07:00:59 +0000 https://www.tuttosanita.com/?p=97244 Muoversi di più, seguire un’alimentazione equilibrata, non fumare, controllare peso e pressione: le abitudini che proteggono il cuore si rivelano…

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Muoversi di più, seguire un’alimentazione equilibrata, non fumare, controllare peso e pressione: le abitudini che proteggono il cuore si rivelano decisive anche dopo una diagnosi di tumore. È quanto emerge da uno studio realizzato nell’ambito del Progetto UMBERTO, condotto dalla Piattaforma Congiunta Fondazione Umberto Veronesi ETS – Unità di Ricerca di Epidemiologia e Prevenzione dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS), in collaborazione con l’Università LUM “Giuseppe Degennaro” di Casamassima (BA).  
Pubblicata sulla prestigiosa rivista European Heart Journal, organo ufficiale della Società Europea di Cardiologia, la ricerca si basa sui dati dello Studio Moli-sani, uno dei più ampi studi di popolazione a livello internazionale, coordinato dall’Unità di Epidemiologia e Prevenzione dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli.
I ricercatori hanno seguito per 15 anni 779 adulti italiani, uomini e donne, che al momento dell’ingresso nello studio Moli-sani avevano già avuto una diagnosi di tumore, valutando il loro stato di salute attraverso il punteggio Life’s Simple 7 (LS7).
Si tratta di un indice sviluppato dall’American Heart Association che misura sette classici fattori legati allo stile di vita e al rischio cardiovascolare: fumo, attività fisica, dieta, peso corporeo, pressione, colesterolo e glicemia. Attraverso questo strumento, i ricercatori hanno potuto valutare il grado di aderenza a comportamenti salutari da parte dei partecipanti con tumore e analizzarne l’impatto sul rischio di mortalità totale.
I risultati hanno indicato che chi manteneva abitudini più sane aveva un rischio di  mortalità inferiore del 38% rispetto ai partecipanti ma che seguivano uno stile di vita poco salutare. Inoltre, ogni miglioramento di un punto nel punteggio LS7 era associato a una riduzione del 10% della mortalità per cancro.
“Il nostro studio – dice Marialaura Bonaccio, primo autore dello studio e Co-Principal Investigator della Piattaforma congiunta Fondazione Umberto Veronesi ETS- I.R.C.C.S. Neuromed presso l’Unità di Epidemiologia e Prevenzione – mostra che un punteggio basato sui tradizionali fattori di rischio cardiovascolare, già validato nella popolazione generale, può migliorare la sopravvivenza anche per chi ha una storia di tumore. Adottare abitudini salutari come seguire una dieta sana, praticare attività fisica e mantenere un peso corporeo adeguato, rappresenta insomma un supporto concreto per chi ha affrontato o sta affrontando quella patologia”.
Quando nel progetto UMBERTO la componente “dieta” del punteggio LS7, che nella versione americana si basa su criteri generici di alimentazione sana, è stata sostituita con l’aderenza specifica alla Dieta Mediterranea, il legame tra comportamenti salutari e sopravvivenza è risultato ancora più evidente, anche per lamortalità dovuta a malattie cardiovascolari. Il modello alimentare tipico dei Paesi del Sud Europa (ricco di frutta, verdura, cereali integrali, legumi, pesce e olio extravergine d’oliva) si conferma così un alleato fondamentale non solo per la salute del cuore, ma anche per il benessere delle persone che affrontano un tumore.
Secondo lo studio, buona parte della relazione tra positiva tra buoni stili di vita e riduzione della mortalità può essere spiegata da tre fattori biologici comuni alle malattie cardiovascolari e ai tumori: l’infiammazione subclinica, la frequenza cardiaca e i livelli di vitamina D nel sangue. Questi dati confermano l’esistenza di un terreno comune che lega le due condizioni patologiche.
“Questo studio conferma un’ipotesi scientificamente molto interessante – commenta Maria Benedetta Donati, Principal Investigator della Piattaforma congiunta – ovvero che malattie croniche apparentemente diverse, come i tumori e le patologie cardiovascolari, possano condividere basi biologiche e meccanismi di sviluppo e progressione comuni. In letteratura questa ipotesi è nota come common soil, cioè un ‘terreno condiviso’ di meccanismi molecolari e fattori di rischio o protezione  da cui si sviluppano condizioni cliniche differenti”.
“I risultati – spiega Licia Iacoviello, responsabile dell’Unità di Epidemiologia e Prevenzione del Neuromed e Ordinario di Igiene all’Università LUM di Casamassima – rafforzano l’idea che gli stili di vita salutari e la prevenzione primaria non servano soltanto a ridurre il rischio di sviluppare malattie croniche in persone sane, ma anche a migliorare la prognosi e la qualità della vita di chi ha già affrontato un tumore. È un messaggio di salute pubblica che unisce due ambiti solo apparentemente distinti: quello cardiovascolare e quello oncologico”.
Una visione ampia, come sottolinea Chiara Tonelli, Presidente del Comitato Scientifico di Fondazione Umberto Veronesi ETS, Professore Emerito di Genetica presso l’Università degli Studi di Milano e Presidente Federazione Italiana Scienze della Vita (FISV): “Con questo studio si conferma l’importanza del Progetto UMBERTO, che da sempre adotta un approccio integrato mettendo la persona al centro di uno stile di vita globale. Il progetto valorizza l’interconnessione tra dieta, attività fisica e altri comportamenti salutari, fondamentali per intervenire sui meccanismi comuni a malattie cardiovascolari e oncologiche”.

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Cardiologia e studi: l’aterosclerosi https://www.tuttosanita.com/cardiologia-e-ricerca-laterosclerosi/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=cardiologia-e-ricerca-laterosclerosi Wed, 10 Dec 2025 06:30:14 +0000 https://www.tuttosanita.com/?p=97087 Studi e lavori scientifici in cardiologia. È stato pubblicato sul European Journal of Preventive Cardiology e ripreso anche da “Cardiologia/33”…

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Studi e lavori scientifici in cardiologia. È stato pubblicato sul European Journal of Preventive Cardiology e ripreso anche da “Cardiologia/33” uno scientific statement della Società europea di cardiologia (Esc) dedicato all’analisi delle evidenze sulle terapie in grado di influenzare la progressione e la possibile regressione dell’aterosclerosi coronarica e utili per l’identificazione precoce dei pazienti a rischio. Il documento è stato redatto da un panel di tredici cardiologi europei selezionati dall’Esc, coordinato dall’Irccs ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio di Milano. Tra gli autori figurano Daniele Andreini, professore ordinario e responsabile della Cardiologia universitaria e dell’Imaging cardiologico della struttura del Gruppo San Donato, quale autore senior del lavoro, ed Edoardo Conte, referente per il Poliambulatorio cardiovascolare dell’Unità di Cardiologia universitaria dello stesso Irccs, coordinatore operativo del gruppo di studio.

Lo statement esamina l’effetto di differenti classi terapeutiche, dai farmaci ipolipemizzanti a quelli antinfiammatori, sulla storia naturale dell’aterosclerosi. Secondo quanto riportato, le statine, soprattutto a dosaggi elevati, rappresentano la classe farmacologica con il maggiore supporto di evidenze nel determinare una riduzione del volume delle placche fibro-lipidiche coronariche. Dati emergenti suggeriscono un possibile ruolo anche dei farmaci ipolipemizzanti non statinici e delle terapie antinfiammatorie.

Gli autori sottolineano tuttavia che la riduzione assoluta del volume della placca è generalmente limitata, evidenziando la necessità di ulteriori studi per chiarire il ruolo delle terapie farmacologiche mirate all’aterosclerosi nell’anticipare la diagnosi e ottimizzare la presa in carico dei pazienti a più alto rischio cardiovascolare.

 

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