Coppola Archivi - TuttoSanità https://www.tuttosanita.com/tag/coppola/ Sanità news in tempo reale Tue, 05 Aug 2025 20:51:15 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.2.13 https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2018/10/cropped-Simbolo-tutto-sanità-piccolo.png?fit=32%2C32&ssl=1 Coppola Archivi - TuttoSanità https://www.tuttosanita.com/tag/coppola/ 32 32 161904319 Stefano Coppola, il “medicattore”: amo gli animali, in particolare i gatti https://www.tuttosanita.com/stefano-coppola-il-medicattore-amo-gli-animali-in-particolare-i-gatti/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=stefano-coppola-il-medicattore-amo-gli-animali-in-particolare-i-gatti Wed, 06 Aug 2025 07:00:31 +0000 https://www.tuttosanita.com/?p=93457   Medico ed attore Stefano Coppola ha una grande abilità nell’interpretazione di ruoli impegnati con particolare predilezione per l’improvvisazione. Scrittore…

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Medico ed attore Stefano Coppola ha una grande abilità nell’interpretazione di ruoli impegnati con particolare predilezione per l’improvvisazione.

Scrittore e drammaturgo in autunno sarà impegnato nel ruolo di un serialkiller ottocentesco e reciterà senza veli.

 Lei come percorso di studi ha scelto senz’altro uno dei più duri: sei anni di laurea per il corso di laurea base più quattro o cinque di specializzazione. Stesso dicasi per la sua passione che la spinge alla recitazione ed alla scrittura teatrale. Sono conciliabili i due percorsi così impegnativi o, come tutti siamo portati a pensare nel momento in cui scatta l’impegno per il teatro, lei deve, necessariamente congelare la sua attività medica?

Si, sono due percorsi egualmente lunghi e complessi. Cerco di conciliare entrambi, con risultati non sempre brillanti (ride ndr.). Però non potrei farne a meno: la recitazione mi fornisce la carica emotiva per affrontare la professione medica, oltre ad avermi dato gli strumenti emotivi per vivere la vita in reparto, soprattutto nel rapporto con i pazienti. E questo è un aspetto che nessuna università insegna ai futuri medici, purtroppo.

Quando ha scoperto di avere questa sua “vocazione” per la medicina e quando si è sviluppata questa sua abilità nel calcare le scene?

In realtà non amo la parola “vocazione”, mi fa ridere pensare che un ragazzino di 18 anni sente una “chiamata sacra” che lo spinge verso una qualsiasi professione. Nel mio caso la scelta della Medicina è stata puramente utilitaristica: ero indeciso tra più percorsi e ho optato per quello che offriva un futuro stabile e remunerativo. Poi c’è stato l’imprevisto: l’incontro con il teatro. È accaduto proprio alla facoltà di Medicina. C’era un corso facoltativo tenuto dal Professor Ciro Gallo, insegnante di Biostatistica e grande appassionato di teatro, e dal maestro Salvatore Cardone, pedagogo teatrale ed ex insegnante della Silvio d’Amico, che aveva come obiettivo di insegnare la comunicazione e migliorare il rapporto medico paziente tramite la recitazione. E da allora non ho più abbandonato questo mondo.

In altre parole la Medicina è stata una scelta di testa, la recitazione una scelta di cuore.

Considerato che lei può esprimere un parere nella sua doppia veste di medico ed attore, cosa pensa della teatro terapia?

È uno strumento terapeutico molto efficace ma ancora sottovalutato. Ne ho potuto constatare l’efficacia non solo per il benessere psicologico e la crescita personale, ma anche per quello fisico. Persino con pazienti con patologie reumatiche estremamente debilitanti ha degli effetti stupefacenti.

È un peccato che ci sia ancora un’aura di scetticismo a riguardo, soprattutto da parte degli operatori sanitari. In futuro infatti mi piacerebbe dedicarmi alla divulgazione di questo tipo di trattamento.

 Per svolgere le sue due professioni ha sicuramente bisogno di stare in forma magari seguendo un adeguato regime alimentare ed una opportuna attività fisica, ce ne vuole parlare?

Certamente, del resto il corpo è lo strumento di lavoro dell’attore. E anche come medico mi sentirei piuttosto ipocrita se non seguissi uno stile di vita sano.

Non seguo una dieta specifica. Cerco di mangiare di tutto in maniera equilibrata. E mi concedo anche qualche sfizio di tanto in tanto, evitando gli eccessi. Per quanto riguarda l’attività fisica invece, mi alleno regolarmente tre volte a settimana. E anche ogni training teatrale prevede una parte fisica. All’inizio mi stupii per quanto si corra a teatro!

Medicina e Recitazione. Sono attività che potrebbero riempire più di una vita. Nonostante ciò lei è riuscito a trovare spazio per hobbies?

Si, o almeno ci provo (ride ndr.). Nel tempo libero ho dei passatempi piuttosto da nerd: amo il modellismo, i giochi da tavolo, i GDR stile Dungeons & Dragons. Sono un avido lettore, dai manga ai classici della letteratura. E amo gli animali, in particolare i gatti. A casa ne ho tre e ne vorrei ancora!

Vorrei ringraziarvi calorosamente per questa intervista, sono state domande molto interessanti e originali. E, se possibile, vi vorrei dare appuntamento al prossimo autunno a Roma con “Sarcofagia”, un monologo scritto e diretto da Antonio Mocciola, di cui sarò protagonista sulla vera storia di Vincenzo Verzeni, il primo Serial killer e caso mediatico della storia Italiana.

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Vincenzo Coppola, il Teatro è la forma artistica più completa https://www.tuttosanita.com/vincenzo-coppola-il-teatro-e-la-forma-artistica-piu-completa/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=vincenzo-coppola-il-teatro-e-la-forma-artistica-piu-completa Thu, 05 Sep 2024 07:00:03 +0000 https://www.tuttosanita.com/?p=83981 Artista napoletano impegnato nella ricerca e sperimentazione del teatro contemporaneo in una ben riuscita “contaminazione”. Premio “La Karl du Pignè”…

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Artista napoletano impegnato nella ricerca e sperimentazione del teatro contemporaneo in una ben riuscita “contaminazione”. Premio “La Karl du Pignè” sezione teatro come miglior spettacolo per “Adolf prima di Hitler”.

 Lei ha maturato molte esperienze passando dal teatro classico a quello d’avanguardia. Quale  l’aspetto per cui il teatro finisce col prevalere, se lei condivide questo pensiero chiaramente, sulle  altre espressioni artistiche della recitazione?

L’impossibilità di scendere da un treno che si fermerà solo quando sarà arrivato alla stazione.  Sembra strano ma è così, per me il teatro vince su tutto proprio per la sua caratteristica di  costringere l’attore ad affidarsi completamente e a reagire a tutto ciò che gli accade intorno, non a  caso Leo de Berardinis definì l’attore come “colui che reagisce alla scena”, che è poi la cosa che  rende unica quest’arte, e che rende unica ogni replica e ogni istante di uno spettacolo. Il set  cinematografico d’altro canto, per quanto bello e affascinante, non ha per me la stessa presa che può avere il teatro, sono sport simili ma differenti, l’uno non migliore dell’altro ma a teatro sento di  avere il mio posto nel mondo e finché ci sarà un teatro, avrò un posto in cui mi sentirò a casa.

 Nel cinema se si sbaglia si rifà la scena. Nel teatro “è vietato sbagliare”. Una performance sotto  tono o uno svarione di troppo rischiano di fare naufragare lo spettacolo. Cosa l’aiuta a superare  quel momento d’impatto che avviene all’aprirsi del sipario?

Ovviamente è importante che un attore sia perfettamente consapevole delle sue competenze e  capacità, da questo punto di vista ho sempre invidiato i musicisti che a differenza nostra hanno un  repertorio “standard” da poter sempre mettere in campo anche quando le cose sono un po’  improvvisate, per noi invece è leggermente più complicato, per questo bisogna essere innanzi tutto  ben preparati, conoscersi e conoscere i propri limiti e agire di conseguenza. Io ad esempio  preferisco provare molto e avere il copione prima possibile perché ho bisogno di più tempo per fare  in modo che mi arrivino tutte le sfumature, sono quello che si definisce un attore a diesel; quando  invece poi sono in procinto di andare in scena, prima di ogni apertura di sipario immagino di  attraversare una barriera d’acqua che separa le quinte dal palco, mi aiuta a “lasciare tutto dietro” ed  entrare in scena più leggero; per me la visualizzazione è molto importante, per altri no, ma è questo  il bello: ognuno dopo un po’ trova le sue strategie ed è sempre bello quando le si condividono coi  colleghi e ogni esperienza ti permette di “rubicchiare” di qua e di la. E’ vero che “uno svarione di  troppo” può rovinare uno spettacolo, ma siamo professionisti e magari sì, una sera non si fa lo  spettacolo migliore della stagione, ma raramente ho visto spettacoli naufragare completamente,  anche perché l’errore del momento può diventare il tesoro di un’intera serata.

 Il confronto con personaggi immortali del repertorio classico (Amleto) rappresenta sempre  un’insidia in più, dato che con quei personaggi si sono cimentati i mostri sacri del teatro mondiale.

Vero, ed è importantissimo studiarli, conoscerli e capirli. Il bello di quest’arte è che impossibile che  due attori diversi facciano la stessa performance su uno stesso personaggio, il teatro è poesia, e in  quanto tale ci arriva da direzioni diverse in momenti diversi della nostra vita, magari una frase di  Amleto un giorno ci è completamente oscura e un altro diventa la chiave di volta per capire tutta  l’opera, allo stesso modo non possiamo pretendere che le cose ci arrivino allo stesso modo in cui  sono arrivate ad altri, il mio Amleto non sarà mai come quello di Gassman, ne io pretenderò di farlo in quel modo, ma vedere, studiare, ascoltare come lo hanno fatto attori decisamente più bravi di noi  può aiutarci a guardare dietro l’angolo e magari scoprire qualcosa che da soli non avremmo visto.  L’arte è condivisione, e guardare a chi è venuto prima di noi, o è più bravo, ci aiuta a mettere in un  calderone tutto ciò che sappiamo e magari riuscire a far fare un passo in più al teatro o all’arte in  generale; è un percorso di condivisione da fare tutti insieme, i personalismi meglio lasciarli fuori e  risolverli con una cara vecchia amata psicoterapia.

Le è capitato di calarsi nel personaggio nel quale ha ritrovato un altro se stesso per cui è  risultato complicato uscirne?

Non ho mai avuto particolari difficoltà ad uscire da un personaggio, in verità spesso devo stare  attento affinché non accada il contrario, e cioè che entri troppo prepotentemente la mia personalità  e\o modo di fare all’interno di un personaggio, correndo il rischio che il tono diventi troppo  quotidiano e colloquiale e che si perda un po’ il personaggio lungo la strada. Col teatro la situazione della “sindrome del personaggio assorbito” è un po’ più rara che al cinema per diversi motivi di  metodi e tempi di lavorazione. Quello che però sicuramente può risultare strano ma anche simpatico per chi mi conosce è che spesso dopo varie giornate di spettacolo inizio a parlare nel quotidiano in  dizione o di diaframma, cambia il modo di muovermi, di pormi ecc…e quando me lo fanno notare,  con un po’ di imbarazzo, torno a parlare come mangio hahaha.

 Ha iniziato il teatro da giovane sotto quale spinta: familiare od amicale?

La mia famiglia è assolutamente a digiuno di teatro, la chiave di volta fu un amico che al liceo mi  convinse a provare un giorno di laboratorio teatrale nel mio liceo, da lì, 14 anni dopo sono ancora  qua.

 Cosa bolle in pentola nel suo immediato futuro professionale?

Con l’arrivo dei 30 arrivano anche tante domande e punti della situazione, varie esperienze recenti  mi hanno fatto capire che devo ancora studiare tanto e che forse è il momento di “tagliare” alcune  situazioni che non mi rendono felice al 100%, quindi sarà un grande anno di set-up, mentre  continuano le produzioni di cui faccio parte, Amleto (o il gioco del suo teatro), Adolf prima di  Hitler che ha ancora tanto da dire soprattutto in questo periodo storico. Ho voglia di scrivere tanto,  di dedicarmi alla regia e portare eventi culturali e spettacoli nella mia città, Pozzuoli, che al  momento è un po’ a digiuno di cultura musicale, teatrale, cinematografica. Questo mi permetterà di  accettare solo i progetti, come attore, che mi rendono veramente felice e di cui voglio assolutamente fare parte, mentre continuerò a studiare e formarmi perché si sa, soprattutto in questo mestiere, gli  esami non finiscono mai, e farsi trovare pronti e preparati fa tutta la differenza del mondo

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Torre Annunziata, Antonio Coppola nominato assessore https://www.tuttosanita.com/torre-annunziata-antonio-coppola-nominato-assessore/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=torre-annunziata-antonio-coppola-nominato-assessore Sun, 18 Aug 2024 06:00:09 +0000 https://www.tuttosanita.com/?p=83553 Da dirigente medico nell’Asl Na 3 Sud ed in quella di Salerno, ad assessore alla “Inclusione e Innovazione Sociale” nella…

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Da dirigente medico nell’Asl Na 3 Sud ed in quella di Salerno, ad assessore alla “Inclusione e Innovazione Sociale” nella nuova Giunta comunale di Torre Annunziata, presieduta dal sindaco Corrado Cuccurullo.

 Un percorso professionale straordinario, per Antonio Coppola, specialista in rianimazione, punto di riferimento dell’Asl Na 3 Sud, durante l’epidemia di Covid, promotore della nuova cittadella sanitaria di Castellammare di Stabia nell’area dell’ex Terme Stabiane,  particolarmente vicino al mondo degli anziani, dei meno abbienti,  – riveste ancora la carica di “Garante per i Diritti  delle persone anziane”, nel comune di Sorrento  – disponibilità totale e qualificata verso i propri pazienti ed oggi, dirigente di punta, presso l’Asl di Salerno.

 “ La Giunta di Torre Annunziata – ha spiegato il dottor Coppola – comincia questa avventura amministrativa con l’obiettivo del cambiamento e dell’innovazione”.

“ Sono grato al Gruppo  Consiliare dei “Popolari per la Pace” ed ai suoi esponenti di punta, il dott. Roberto De Rosa (un’esperienza formativa straordinaria in Regione Campania) e all’avvocata Francesca Casa, per avermi scelto come loro rappresentante, e al Sindaco Corrado Cuccurullo per avermi voluto in Giunta con deleghe così delicate ed  importanti”.

“ La mia professionalità – ha concluso Antonio Coppola – e la mia esperienza sono a disposizione della squadra. C’è tanto da fare e le idee non mancano. Sono certo che insieme faremo un ottimo lavoro per Torre Annunziata e la comunità torrese”. Auguri al dott. Coppola dalla redazione tutta di “tuttosanità.com”.

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Penisola sorrentina, assistenza sanitaria a rischio https://www.tuttosanita.com/penisola-sorrentina-assistenza-sanitaria-a-rischio/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=penisola-sorrentina-assistenza-sanitaria-a-rischio https://www.tuttosanita.com/penisola-sorrentina-assistenza-sanitaria-a-rischio/#respond Fri, 12 Nov 2021 07:30:36 +0000 https://www.tuttosanita.com/?p=54003 Sorrento, il sindaco Coppola: “Sos per la sanità costiera, subito medici e status di sede disagiata”.   Intervenire subito per…

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Sorrento, il sindaco Coppola: “Sos per la sanità costiera, subito medici e status di sede disagiata”.

 

Intervenire subito per reperire personale medico al servizio di Anestesia e Pronto Soccorso dell’ospedale di Sorrento, e procedere con la qualificazione di sede disagiata, in considerazione delle condizioni geografiche e logistiche del territorio della penisola sorrentina.

È quanto richiesto dal sindaco di Sorrento, Massimo Coppola, nel corso dell’audizione che si è tenuta ieri pomeriggio davanti alla Commissione Sanità e Sicurezza Sociale della Regione Campania, presieduta da Vincenzo Aiala.

“La nostra realtà può essere paragonata a quella di un’isola, se non peggio, alla luce delle difficoltà che si incontrano nell’utilizzo dell’unico collegamento viario – ha spiegato il primo cittadino – Difficoltà che si moltiplicano durante la stagione estiva, con l’arrivo di visitatori occasionali, turisti e villeggianti, che aggravano il carico stradale e al contempo la domanda di assistenza sanitaria. Una situazione che disincentiva i medici a coprire i posti vacanti e che potrebbe trovare soluzione formalizzando, per il presidio di Sorrento, la qualificazione di sede disagiata, proprio in considerazione delle condizioni geografiche e logistiche”. 

L’intervento si è poi concentrato sui provvedimenti di programmazione della Regione Campania, tuttora vigenti che prevedono, per il presidio di Sorrento, 12 posti letto in Cardiologia + 6 di UTIC, 20 posti in Chirurgia, 8 in Medicina, 24 in Ortopedia e Traumatologia. E, ancora, Rianimazione con 6+2 posti (post-Covid), 14 in Medicina di Urgenza e 4 in Oncologia, oltre l’introduzione di altre discipline.

“L’attuale offerta assistenziale non arriva invece che alla metà di questa dotazione – ha proseguito Coppola – Nonostante la piena collaborazione dei vertici della Asl Napoli 3 Sud, e lo spirito di abnegazione e di sacrificio profuso dal personale sanitario del nostro nosocomio, costretto ad operare in condizioni di grande criticità, i risultati tardano ad arrivare. Resta di somma urgenza la necessità di reperire personale medico al Servizio di Anestesia ed al Pronto Soccorso, con le apposite procedure previste dal contratto, attingendo agli altri presidi dell’Asl, in attesa del completamento delle procedure concorsuali di assunzione”.

Il sindaco di Sorrento ha infine ricordato gli innumerevoli interventi richiesti come amministrazione comunale, ma anche quelli provenienti dal mondo delle associazioni, dei movimenti civici e, non ultimo, dell’Unità pastorale dell’Arcidiocesi di Sorrento.

“La sanità costiera – ha concluso – merita standard di qualità e di assistenza degni della fama di un territorio conosciuto in tutto il mondo, meta ogni anno di milioni di visitatori e popolato da cittadini che hanno il pieno diritto di usufruire di un’assistenza sanitaria in grado di rispondere, in maniera tempestiva e adeguata, alle richieste dell’utenza”.

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