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		<title>Case di Comunità, Fimmg Campania: “Non mini pronto soccorso, ma rete territoriale per medicina di iniziativa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 13:17:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Abbiamo fortemente voluto che la medicina generale fosse coinvolta nel funzionamento delle Case di Comunità, oggi si inizia a realizzare&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/case-di-comunita-fimmg-campania-non-mini-pronto-soccorso-ma-rete-territoriale-per-medicina-di-iniziativa/">Case di Comunità, Fimmg Campania: “Non mini pronto soccorso, ma rete territoriale per medicina di iniziativa</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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<span style="font-size: 18px;">“Abbiamo fortemente voluto che la medicina generale fosse coinvolta nel funzionamento delle Case di Comunità, oggi si inizia a realizzare quanto concordato con l’Accordo Integrativo Regionale 2025”. Lo dice Luigi Sparano, segretario regionale vicario della Fimmg Campania. Sparano sottolinea poi l’importanza di dotare gli spazi messi a disposizione dei medici delle attrezzature necessarie a rendere possibile la medicina di iniziativa che caratterizza del Case di Comunità. “È necessario che si proceda rapidamente – dice – per fare in modo che i cittadini possano trovare in questi spazi, e nelle sedi uniche dei medici di famiglia, quell’offerta di salute che per loro natura deve connotare le Case di Comunità”. Il segretario regionale vicario della Fimmg spiega poi cosa sono, e cosa non sono, queste strutture.</span></div>
<div><span style="font-size: 18px;"> Le Case di Comunità non sono dei mini pronto soccorso aperti a tutte le ore, né luoghi pensati semplicemente per assorbire i cosiddetti codici bianchi. La loro funzione è un’altra: rafforzare la medicina di iniziativa e di prossimità, migliorare la presa in carico dei pazienti cronici e costruire un collegamento più stretto tra medici di famiglia, specialisti e servizi territoriali. È questo il messaggio che emerge con chiarezza, ad esempio, dall’esperienza avviata sul territorio della ASL Napoli 1 Centro, dove il percorso è partito ad aprile in pressoché tutti i distretti. Un modello che, almeno in questa fase iniziale, si sta sviluppando utilizzando sia gli spazi disponibili nei distretti sia, soprattutto, gli studi già organizzati dei medici di medicina generale, considerato che gli ambienti destinati ai medici di famiglia all’interno delle strutture distrettuali sono spesso limitati. “Lo scopo di una Casa di Comunità non è mettere il medico dentro la Casa di Comunità”, chiarisce Luigi Sparano. “Lo scopo vero è mettere il medico nelle condizioni di prendere in carico le cronicità, favorendo lo scambio con gli specialisti e un percorso di cura più efficace per i pazienti”. Il punto, dunque, non è concentrare fisicamente tutta l’attività sanitaria in un unico luogo, ma costruire una rete territoriale capace di seguire meglio i cittadini, in particolare quelli affetti da diabete, ipertensione, malattie respiratorie e altre patologie croniche. In questa prospettiva, le Case di Comunità diventano uno strumento per migliorare l’assistenza continuativa, potenziare l’aderenza alle cure e sviluppare una sanità più vicina ai bisogni reali delle persone. Secondo Sparano, è importante anche chiarire un equivoco comunicativo che rischia di alterare il senso di questo modello organizzativo. “Non sono pronti soccorsi e non sono luoghi di medicina d’attesa”, sottolinea. “Se passa il messaggio che lì si trova una porta aperta 24 ore su 24, passa un messaggio sbagliato, che non aiuta i cittadini e non migliora il sistema”. La funzione delle Case di Comunità, infatti, è soprattutto preventiva e programmata. Al loro interno, e attraverso l’integrazione con la medicina generale, si punta a promuovere la salute, rafforzare la prevenzione, organizzare vaccinazioni e screening, oltre a migliorare la gestione delle fragilità. Un ruolo centrale è affidato anche agli strumenti informatici già in dotazione ai medici di famiglia, che consentono di individuare le popolazioni a rischio e attivare interventi mirati di medicina d’iniziativa. “Qui si fortifica l’aderenza alle cure, si promuove la salute, si fanno vaccinazioni e screening”, osserva Sparano. “Questo è il senso della Casa di Comunità: non aspettare che il bisogno esploda, ma intercettarlo prima e accompagnarlo con un percorso assistenziale adeguato”. È proprio qui che si gioca la sfida delle Case di Comunità: non creare contenitori vuoti o strutture percepite come duplicati impropri di altri servizi, ma rendere più forte l’assistenza territoriale, facendo lavorare insieme professionisti, strumenti e percorsi di cura. Un modello che, se ben compreso e correttamente applicato, può diventare uno dei cardini di una sanità più vicina, più ordinata e più efficace.</span></div>
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		<title>&#8220;Botteghe di comunità&#8221;, Fp  Cgil Salerno: &#8220;Incrementare i servzi e reclutare personale interno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2025 14:57:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[SALERNO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Con l’attuale carenza di posti letto ospedalieri e di medici di medicina generale (vi sono circa 159 zone carenti sulle&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/botteghe-di-comunita-fp-cgil-salerno-incrementare-i-servzi-e-reclutare-personale-interno/">&#8220;Botteghe di comunità&#8221;, Fp  Cgil Salerno: &#8220;Incrementare i servzi e reclutare personale interno</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;">&#8220;Con l’attuale carenza di posti letto ospedalieri e di medici di medicina generale (vi sono circa 159 zone carenti sulle oltre 700 previste!), sicuramente le Botteghe della Comunità sono strutture territoriali di prossimità capillari che rappresentano un utile strumento di implementazione del modello socio-sanitario, utili pure per garantire i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) nell’ambito della prevenzione.</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Questa è l’aspettativa dei 27 Comuni delle aree interne con altra prevalenza di anziani fragili che vivono una condizione di spopolamento che a cascata impatta negativamente sulla presenza dei servizi. Si pensi ad esempio agli screening  tumorali (mammella, colon, Pap test).</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Tuttavia, vi sono numerose sfide da affrontare. Nelle more di implementare i sistemi di Telemedicina previsti dal PNRR, occorre ampliare i servizi previsti con la consegna di protesi e ausili, rinnovo Piani terapeutici per pazienti portatori di patologie croniche (cardio-nefro-metaboliiche, broncopatiche o psichiatriche) e l’introduzione dei Punti di prelievo ematico che sarebbero utili pure a implementare &#8211; ottimizzandone le risorse &#8211; le attività dei Laboratori di analisi degli ospedali periferici. Oltre, nel complesso, a incrementare i flussi degli ospedali collocati in territori meno antropizzati della provincia come quelli di Agropoli, Roccadaspide e Vallo della Lucania, per ottimizzarne l’economia di gestione.</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Ma soprattutto occorre valorizzare il ruolo dell&#8217;infermiere nel territorio, degli assistenti sociali e dei medici specialisti coinvolti che, per la Fp Cgil Salerno, significa reclutare personale dipendente dell’Asl, evitando ulteriori forme di privatizzazione al fine di favorire la vera integrazione delle cure ospedale-territorio, con la presa in carico del paziente che, se si vuole veramente collocare &#8216;al centro del sistema delle cure&#8217;, &#8216;umanizzazandole&#8217; , non può che non essere preso in carico da operatori sanitari dipendenti dello stesso erogatore, l’Asl Salerno, per evitare la frammentazione dei percorsi&#8221;.</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Così il segratario generale Antonio Capezzuto e il coordinatore Medici Massimiliano Voza della Fp Cgil Salerno, a margine della presentazione in ASL Salerno delle Botteghe di Comunità.</span></p>
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		<title>Napoli, una tre giorni per celebrare il decennale della Comunità San Gennaro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Dec 2024 07:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come possono le tecnologie emergenti porsi a servizio delle comunità? È la sfida al centro di &#8220;Comunità Aumentate. Trasformazione digitale,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/napoli-una-tre-giorni-per-celebrare-il-decennale-della-comunita-san-gennaro/">Napoli, una tre giorni per celebrare il decennale della Comunità San Gennaro</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: 14pt;">Come possono le tecnologie emergenti porsi a servizio delle comunità? È la sfida al centro di &#8220;Comunità Aumentate. Trasformazione digitale, Patrimonio culturale, Innovazione sociale&#8221;, convegno-evento che da oggi 19 dicembre e fino a domani animerà la Chiesa di Santa Maria Maddalena ai Cristallini nel cuore pulsante del Rione Sanità di Napoli.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">L&#8217;iniziativa, che celebra il decimo anniversario della Fondazione di comunità San Gennaro, nasce dalla visione di Apogeo ETS e le Cooperative La Paranza e La Sorte in collaborazione con Audiovisual Napoli Hub, Dipartimento di Scienze Sociali dell&#8217;Università Federico II e Accademia di Belle Arti di Napoli, con il finanziamento della Regione Campania con DGRC numero 470 del 20/09/2024 “Piano di promozione e valorizzazione della cultura 2024” e di Fondazione di comunità San Gennaro e con il patrocinio del Comune di Napoli.</span></div>
<div><span style="font-size: 14pt;">«È un momento significativo nelle celebrazioni del nostro decennale- spiega Pasquale Calemme, presidente della Fondazione di comunità San Gennaro- In dieci anni abbiamo dimostrato come una comunità possa diventare protagonista della trasformazione del proprio destino. Oggi, con &#8216;Comunità Aumentate&#8217;, vogliamo esplorare come le tecnologie digitali possano amplificare questo processo di cambiamento, mantenendo al centro le persone e il territorio».</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Gli incontri saranno aperti al confronto con la cittadinanza, invertendo la consueta dinamica che vede iniziative del genere tenersi all’interno dei luoghi istituzionali e del sapere: in questo caso sono le istituzioni ad andare sul territorio, riconoscendo l’inestimabile lavoro svolto dalla comunità che ha reso il rione Sanità di Napoli uno dei più importanti laboratori sociali d’Europa e un modello per la gestione del patrimonio, a partire dall’esperienza della Cooperativa La Paranza.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Il programma scientifico, curato da Mirella Paolillo, docente di Comunicazione e di Sociologia dell’arte presso l&#8217;Università Federico II e l’Accademia di Belle Arti di Napoli, si articolerà in tre giornate di confronto che esploreranno le interconnessioni tra tecnologia, cultura e comunità. «La tre giorni è un laboratorio di ricerca-azione- sottolinea Paolillo- Il percorso parte dall&#8217;analisi dei sistemi educativi, attraversa i processi di digitalizzazione del patrimonio culturale, fino a esplorare il potere trasformativo delle narrazioni visuali nella costruzione delle identità territoriali. L&#8217;obiettivo è comprendere come questi strumenti, amplificati dalle tecnologie emergenti, possano generare nuove forme di agency collettiva e tradursi in pratiche concrete per lo sviluppo delle comunità».</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Il programma vedrà alternarsi operatori sociali e culturali, professionisti del digitale, accademici e rappresentanti delle istituzioni. L’obiettivo delle sessioni di lavoro  &#8211; che saranno guidate da figure di spicco come Felice Russillo, presidente Consorzio TEC-DATABENC, Maria Grazia Mattei, fondatrice e presidente del MEET | Digital Culture Center di Milano e Andrea Pinotti, professore di Teorie dell’Immagine presso l’Università Statale di Milano &#8211; è elaborare un documento programmatico che, partendo dall’analisi delle pratiche esistenti al Rione Sanità, immagini nuovi strumenti digitali per la promozione territoriale e inedite strategie di empowerment delle comunità utili sia per le istituzioni pubbliche sia per il comparto del terzo settore.</span></div>
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<span style="font-size: 14pt;">«Il piano di promozione culturale della Regione Campania 2024- evidenzia Rosanna Romano, Direttore Generale per le Politiche Culturali e il Turismo della Regione Campania- consente di sostenere le esperienze territoriali che coniugano la partecipazione dei cittadini alla vita culturale dei luoghi, consolidando quei legami di comunità che costituiscono la forza generatrice della cultura quale agente di sviluppo e cambiamento, così come ben rappresentato con il progetto di Apogeo&#8221;.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Il format innovativo prevede, oltre alle sessioni di confronto aperte al pubblico, social tour nei luoghi simbolo della rigenerazione del quartiere, dalla Casa di Comunità Cristallini 77 alle Catacombe di San Gaudioso, dal Sanità Music Studio allo Jago Museum. Le giornate saranno arricchite da proiezioni di documentari prodotti da Upside Production, che raccontano il processo di trasformazione del territorio. Gli esiti delle giornate di studio confluiranno in un video-podcast, documentando un modello di sviluppo territoriale potenzialmente replicabile in altri contesti urbani.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">«Comunità aumentate &#8211; dice Andrea De Rosa, presidente di Apogeo ETS e Upside Production e coordinatore del progetto &#8211; , si pone nel solco di iniziative come Audiovisual Napoli Hub e SàFF &#8211; Sanità Film Festival che, attraverso formazione, inserimento al lavoro e cultura, vogliono contribuire alla creazione di un ecosistema generativo capace di coinvolgere in modo corale istituzioni pubbliche e private, accademia e aziende stimolando il tessuto imprenditoriale attraverso la valorizzazione dei giovani e la promozione del territorio».</span></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/napoli-una-tre-giorni-per-celebrare-il-decennale-della-comunita-san-gennaro/">Napoli, una tre giorni per celebrare il decennale della Comunità San Gennaro</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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