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	<title>caldo Archivi - TuttoSanità</title>
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	<title>caldo Archivi - TuttoSanità</title>
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		<title>Oms, allarme caldo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 07:25:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[caldo]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Oms]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bolle l&#8217;Europa investita da un&#8217;eccezionale ondata di caldo e il &#8220;killer silenzioso&#8221; miete già 1300 vittime secondo i calcoli dell&#8217;Oms,&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Bolle l&#8217;Europa investita da un&#8217;eccezionale ondata di caldo e il &#8220;killer silenzioso&#8221; miete già 1300 vittime secondo i calcoli dell&#8217;Oms, di cui solo mille in Francia. Temperature record si raggiungono nella giornata di oggi in tutto il Vecchio continente dalla Repubblica ceca, alla Germania, alla Polonia (ben 40,5 gradi) mentre c&#8217;è attesa per l&#8217;ingresso di correnti più fresche dal Nord Atlantico che da martedì potrebbero portare a un progressivo abbassamento delle temperature, con rovesci e fenomeni temporaleschi.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">L&#8217;afa soffocante imperversa senza dare tregua anche in Italia dove cittadini e turisti continuano a cercare rifugio nelle chiese, nei musei, nei centri commerciali. Le temperature restano alte anche la notte (a Torino è record di minima a 27.3 gradi, il valore più elevato mai registrato dal 1753, anno di inizio delle misurazioni) e in generale soffrono le grandi città con Milano, Firenze, Roma e Napoli che sfiorano di giorno i 40 gradi ma anche i piccoli centri.</span></p>
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		<title>Caldo, Sima: temperature fino a 10 gradi oltre la media</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 05:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[caldo]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le temperature elevate registrate in questi giorni in diverse aree del Paese, con valori che in alcune città superano di&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le temperature elevate registrate in questi giorni in diverse aree del Paese, con valori che in alcune città superano di circa 10 gradi le medie stagionali, possono rappresentare un rischio significativo per la salute, soprattutto per anziani, bambini e persone affette da patologie croniche. A richiamare l&#8217;attenzione sugli effetti delle ondate di calore è la Società italiana di medicina ambientale (Sima).</p>
<p>Secondo la società scientifica, il caldo intenso può compromettere i normali meccanismi di termoregolazione dell&#8217;organismo. Il problema risulta particolarmente rilevante quando alle alte temperature si associa un&#8217;elevata umidità, che riduce l&#8217;evaporazione del sudore e limita la capacità del corpo di disperdere il calore.</p>
<p>«Il corpo umano si raffredda attraverso la sudorazione, ma in determinate condizioni ambientali questo non è sufficiente», spiega Alessandro Miani, presidente della Sima. «Una umidità eccessiva impedisce al sudore di evaporare, con il calore corporeo che aumenta rapidamente e può arrivare a danneggiare organi vitali e il cervello».</p>
<p>La società scientifica segnala che l&#8217;esposizione prolungata al caldo può determinare manifestazioni di diversa gravità, dai crampi muscolari e dagli episodi di svenimento fino a disidratazione e colpo di calore. Nei soggetti fragili e nei pazienti con malattie croniche preesistenti, le temperature elevate possono inoltre aggravare condizioni cliniche già presenti.</p>
<p>Particolare attenzione viene posta al colpo di calore, condizione che si verifica quando la capacità dell&#8217;organismo di regolare la temperatura corporea viene meno. I sintomi iniziali possono comprendere malessere improvviso, cefalea, nausea, vomito e vertigini, fino ad alterazioni dello stato mentale e stati confusionali nei casi più gravi.</p>
<p>Per ridurre i rischi associati alle ondate di calore, la Sima raccomanda di limitare l&#8217;esposizione all&#8217;aperto nelle ore centrali della giornata, mantenere gli ambienti domestici il più possibile freschi e ventilati, garantire un&#8217;adeguata idratazione e evitare attività fisica intensa nelle ore più calde.</p>
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		<title>Caldo, Oms Europa: oltre 200.000 morti in quattro anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 06:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[caldo]]></category>
		<category><![CDATA[Oms]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Organizzazione mondiale della sanità per l&#8217;Europa ha pubblicato una nuova edizione delle linee guida per i Piani d&#8217;azione caldo-salute, aggiornando&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Organizzazione mondiale della sanità per l&#8217;Europa ha pubblicato una nuova edizione delle linee guida per i Piani d&#8217;azione caldo-salute, aggiornando le raccomandazioni rivolte alle autorità sanitarie per prevenire gli effetti delle ondate di calore sulla popolazione.</p>
<p>Secondo l&#8217;Oms, il caldo estremo aumenta il rischio di malattie cardiovascolari e può aggravare condizioni croniche preesistenti, soprattutto negli anziani e nei soggetti fragili. L&#8217;invecchiamento della popolazione europea e la crescente urbanizzazione stanno contribuendo ad amplificare l&#8217;impatto sanitario delle ondate di calore.</p>
<p>La presentazione è avvenuta l&#8217;11 giugno a Berlino in occasione dell&#8217;Heat Action Day. Secondo l&#8217;Oms Europa, negli ultimi quattro anni oltre 200.000 persone sono morte nel continente a causa del caldo estremo. L&#8217;Italia è il Paese che ha registrato il maggior numero di decessi prematuri correlati al calore, seguita da Spagna, Germania e Grecia. Quest&#8217;ultima presenta il tasso più elevato di morti legate al caldo in rapporto alla popolazione.</p>
<p>«L&#8217;Europa si sta riscaldando più rapidamente di qualsiasi altro continente e stiamo pagando questo fenomeno in vite umane», ha dichiarato Hans Henri P. Kluge, direttore regionale dell&#8217;Oms per l&#8217;Europa. «Il caldo è un killer silenzioso, ma non inevitabile. Le nuove linee guida forniscono alle autorità una tabella di marcia basata sulle evidenze per sviluppare sistemi di preparazione capaci di salvare vite».</p>
<p>L&#8217;Oms sottolinea che l&#8217;aumento delle temperature, associato all&#8217;invecchiamento della popolazione e alla crescente urbanizzazione, sta rendendo le ondate di calore una minaccia sempre più rilevante per la salute pubblica. Gli anziani e le persone con patologie croniche preesistenti rappresentano i gruppi più vulnerabili.</p>
<p>Le nuove raccomandazioni individuano otto elementi fondamentali per la pianificazione degli interventi. Tra questi figurano il rafforzamento dei sistemi locali di allerta per il caldo, il miglioramento della comunicazione del rischio verso le popolazioni vulnerabili e il coordinamento delle misure di protezione sanitaria a livello locale.</p>
<p>Il documento aggiorna la precedente versione pubblicata nel 2008 e incorpora le più recenti evidenze scientifiche e le esperienze maturate nella gestione delle ondate di calore. L&#8217;obiettivo è fornire un quadro operativo per autorità sanitarie, amministrazioni locali e altri soggetti coinvolti nella prevenzione degli effetti del caldo sulla salute.</p>
<p>Secondo l&#8217;Oms Europa, le misure di adattamento possono contribuire a ridurre significativamente l&#8217;impatto sanitario delle temperature estreme. Tra gli interventi indicati figurano anche l&#8217;espansione degli spazi verdi urbani e il miglioramento delle strategie di adattamento climatico nelle città, particolarmente esposte agli effetti delle ondate di calore.<br />
&nbsp;</p>
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		<title>Salerno, il Comune ha già attivato il servizio pe far fronte all&#8217;emergenza caldo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 04:30:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[SALERNO]]></category>
		<category><![CDATA[caldo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prioritario difendere anziani, bimbi e fragili, dal gran caldo. Il Comune di Salerno con l&#8217;assessorato alle Politiche sociali e l’ambito&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Prioritario difendere anziani, bimbi e fragili, dal gran caldo. Il Comune di Salerno con l&#8217;assessorato alle Politiche sociali e l’ambito Salerno 5 Salerno &#8211; Pellezzano, anche quest’anno, ha predisposto un servizio di “Emergenza Caldo” rivolto alle fasce più deboli della cittadinanza, maggiormente esposte a rischio di salute per le alte temperature.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Il servizio a cui segnalare eventuali situazioni di disagio prevede un numero verde dedicato 800200019, attivo 7 giorni su 7, 24 ore su 24. Il servizio prevede una serie di supporti per persone in stato di estrema fragilità con particolare riferimento ad anziani soli, malati cronici, neonati e bambini molto piccoli, donne in gravidanza e persone senza fissa dimora.</span></p>
<div class="yj6qo"></div>
<div class="adL"></div>
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		<title>Solstizio d&#8217;Estate rovente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Pane]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2026 06:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[caldo]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[meteo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’ondata di calore annunciata sull’Europa e sull’Italia prende ufficialmente il via: un evento che, con ogni probabilità, si rivelerà eccezionale&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/solstizio-destate-rovente/">Solstizio d&#8217;Estate rovente</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;"><span class="s6">L’ondata di calore annunciata sull’Europa e sull’Italia prende ufficialmente il via: un evento che, con ogni probabilità, si rivelerà eccezionale per durata, estensione geografica ed intensità</span><span class="s6">.</span><span class="s6"> Non escludiamo che in alcune zone si possano raggiungere valori da </span><span class="s6">record</span><span class="s6">: questa configurazione ricorda molto le temibili estati del 2003 e del 2022.</span><span class="s6"> Dalle</span><span class="s6"> analisi delle carte meteo al suolo e i</span><span class="s6">n quota, viene c</span><span class="s6">onfermata </span><span class="s6">una</span><span class="s6"> potente rimonta di un promontorio anticiclonico subtropicale nei prossimi</span><span class="s6"> giorni</span><span class="s6">;</span> <span class="s6">g</span><span class="s6">iorno dopo giorno assumerà una componente </span><span class="s6">nordafricana</span><span class="s6"> sempre più </span><span class="s6">marcata; infatti,</span> <span class="s6">l</span><span class="s6">e anomalie termiche previste per domenica a circa 1500m di quota: </span><span class="s6">porteranno </span><span class="s6">temperature sopra la media anche di 10-12°C sull&#8217;Europa occidentale</span><span class="s6">; </span><span class="s6">l’attuale configurazione</span><span class="s6">  baric</span><span class="s6">a</span><span class="s6"> accelera un effetto </span><span class="s6">di pompaggio</span><span class="s6"> di</span><span class="s6"> aria sempre più calda dal rovente entroterra algerino-marocchino in direzione dell&#8217;Europa centro-occidentale, ma a seguire anche verso Mediterraneo e Balcani.</span><span class="s6">Apice dell&#8217;anticiclone africano, e dell&#8217;onda di calore annessa, </span><span class="s6">inizierà a</span><span class="s6"> partire dal prossimo weekend quando</span> <span class="s6">le temperature risulteranno sopra media anche di 10-12°C tra Spagna, Francia e Paesi Bassi, ma di 6-8°C anche sull&#8217;Italia centro-settentrionale (fino a 10°C sopra media sulle Alpi). Il Sud, e in particolare le estreme regioni meridionali, almeno in una prima fase saranno ai margini dell&#8217;ondata di calore con un caldo più contenuto, per quanto da piena estate.</span> <span class="s6">Su queste aree</span><span class="s6">, con particola riferimento alla nostra regione,</span><span class="s6"> il grande caldo potrebbe tuttavia arrivare con la </span><span class="s6">prossima settimana</span><span class="s6">, quando l&#8217;asse anticiclonico dovrebbe piegare dalla Francia maggiormente verso l&#8217;Italia: in questa fase anche su queste aree si potranno superare </span><span class="s6">punte di 34-35°C</span><span class="s6">. In generale lungo le coste la canicola sarà smorzata dalle brezze marine ma qui si farà sentire maggiormente l&#8217;afa per via dei maggior tassi di umidità presenti.</span> <span class="s6">Farà caldo anche in montagna, con lo zero termico </span><span class="s6">termico</span><span class="s6"> che schizzerà sopra i 4000-4440m per diversi giorni, in particolare sul settore alpino (un duro colpo per i ghiacciai: in questo periodo lo zero termico non dovrebbe superare i 3200-3300m). Temporanee rinfrescate si potranno avere durante i temporali che scoppieranno improvvisamente tra le ore pomeridiane e serali sui settori montuosi e, per quanto localizzati, potranno risultare anche forti dato il calore accumulato</span><span class="s6">.</span><span class="s6"> Giorno dopo giorno, con l’inesorabile intensificazione del caldo, </span><span class="s6">saliranno anche le temperature minime</span><span class="s6">, che dai valori attuali assolutamente gradevoli, si porteranno su cifre piuttosto elevate. Da quel </span><span class="s6">momento, infatti</span><span class="s6">, e con tutta probabilità per gran parte della prossima settimana,</span> <span class="s6">farà caldo anche di notte (con valori anche di 27-29°C in tarda sera specie in città) e le minime potranno non scendere sotto i 22-23°C, specie nelle aree urbane.</span><span class="s6"> In questo caso si parlerà di ‘</span><span class="s7">notti tropicali’</span><span class="s6"> con anche sensazione di afa accentuata dall’umidità relativa in aumento nelle ore notturne, specie</span> <span class="s6">lungo le aree costiere e nelle grandi città.</span><span class="s6"> L’estate del 2026 giunge al termine di una primavera che ha mostrato, con estrema chiarezza, un clima europeo generalmente caratterizzato da una carenza di precipitazioni. Dai dati forniti dal Servizio di Copernicus per il Cambiamento Climatico (C3S), emerge come i mesi primaverili abbiano evidenziato un </span><span class="s6">netto deficit di precipitazioni</span><span class="s6"> su gran parte dell&#8217;Europa occidentale, centrale e orientale. Questa fase secca ha interessato anche l&#8217;Italia, dove la </span><span class="s6">persistenza di figure anticicloniche ha ostacolato il transito delle perturbazioni umide atlantiche, lasciando i terreni in condizioni spesso vicine all&#8217;aridità. Il deficit idrico è stato poi ulteriormente aggravato dalle temperature elevate che sono state registrate già nella seconda metà di maggio. Maggio 2026 è stato il secondo maggio più caldo mai registrato a livello globale, con un’accelerazione del riscaldamento in Europa superiore rispetto al resto del </span><span class="s6">mondo. Un</span><span class="s6"> appello ai nostri </span><span class="s6">governanti</span><span class="s6"> e quelli futuri di prendere in seria </span><span class="s6">considerazione</span><span class="s6"> il </span><span class="s6">cambiamento</span><span class="s6"> climatico e di </span><span class="s6">attuare</span><span class="s6"> i relativi strumenti correttivi e le politiche consone ambientali.</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/solstizio-destate-rovente/">Solstizio d&#8217;Estate rovente</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<item>
		<title>Caldo e malattia renale, le temperature elevate aumentano il rischio</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/caldo-e-malattia-renale-le-temperature-elevate-aumentano-il-rischio/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=caldo-e-malattia-renale-le-temperature-elevate-aumentano-il-rischio</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[caldo]]></category>
		<category><![CDATA[Malattie renali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’esposizione prolungata a temperature ambientali elevate potrebbe rappresentare un fattore rilevante nel determinare il carico di malattia renale nella popolazione.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/caldo-e-malattia-renale-le-temperature-elevate-aumentano-il-rischio/">Caldo e malattia renale, le temperature elevate aumentano il rischio</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">L’esposizione prolungata a temperature ambientali elevate potrebbe rappresentare un fattore rilevante nel determinare il carico di malattia renale nella popolazione. È quanto suggerisce uno studio pubblicato sul <i><a href="https://journals.lww.com/cjasn/fulltext/9900/the_association_of_high_ambient_temperatures_and.829.aspx" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #0000ff;">Clinical Journal of the American Society of Nephrology</span></a></i>, che evidenzia un’associazione tra caldo persistente e aumento sia della prevalenza di malattia renale cronica (CKD) sia dell’incidenza di malattia renale allo stadio terminale (ESKD).</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Tradizionalmente, il danno renale associato al calore è stato interpretato soprattutto come conseguenza di eventi acuti, quali disidratazione e alterazioni emodinamiche. Tuttavia, i risultati di questo studio ampliano la prospettiva, ipotizzando un ruolo del caldo come determinante ambientale cronico, capace di incidere sulla diffusione delle patologie renali nella popolazione generale.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">L’analisi ha incluso 3.103 contee statunitensi utilizzando i dati del CDC Kidney Disease Surveillance System relativi al periodo 2005-2019, in pazienti di età pari o superiore a 65 anni. Per l’incidenza di ESKD sono state invece considerate 2.010 contee, sulla base dei dati dello United States Renal Data System nel periodo 2010-2019. Le esposizioni ambientali sono state stimate attraverso la temperatura media annua e il numero di giorni di ondata di calore, ricavati dal dataset nClimGrid-Daily dei National Centers for Environmental Information.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">L’analisi indica che non solo la temperatura media annua, ma anche la frequenza delle ondate di calore si correlano a un maggiore burden renale. In particolare, a ogni incremento di 1°C si osserva un aumento della prevalenza di CKD e dei nuovi casi di ESKD, suggerendo un legame consistente tra esposizione al caldo e salute renale nel lungo periodo. Accanto alla temperatura media, anche gli eventi estremi hanno dimostrato un ruolo rilevante. Il numero annuale di giorni di ondata di calore risultava infatti associato a un incremento della prevalenza di CKD e dell’incidenza di ESKD, rafforzando l’ipotesi che l’esposizione ripetuta a caldo intenso possa contribuire nel tempo al danno renale.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Un elemento di rilievo riguarda la distribuzione delle associazioni osservate. L’impatto del caldo risulta infatti più marcato nelle aree caratterizzate da maggiore svantaggio socioeconomico e nelle zone non metropolitane, suggerendo che fattori come accesso alle risorse, condizioni abitative e protezioni ambientali possano modulare il rischio. Questo dato rafforza l’ipotesi che il cambiamento climatico possa contribuire ad amplificare le disuguaglianze di salute.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Pur non dimostrando un nesso causale diretto a livello individuale, lo studio fornisce un segnale epidemiologico rilevante per la pratica clinica e la sanità pubblica. La prevenzione della malattia renale potrebbe infatti richiedere, in futuro, una maggiore attenzione anche ai fattori ambientali, in particolare nelle comunità più vulnerabili.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Gli autori sottolineano la necessità di ulteriori ricerche per chiarire i meccanismi biologici alla base dell’associazione osservata. Tuttavia, i dati disponibili contribuiscono già a ridefinire il ruolo del caldo, non più solo come rischio acuto, ma come possibile driver di lungo periodo e fattore di amplificazione delle disuguaglianze di salute nella malattia renale.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/caldo-e-malattia-renale-le-temperature-elevate-aumentano-il-rischio/">Caldo e malattia renale, le temperature elevate aumentano il rischio</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<title>Anziani e fragili facciano attenzione al caldo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 07:30:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Francesco Vaia Vaia: “Non solo emergenze stagionali: contro caldo e zanzare occorrono interventi strutturali” Con temperature così elevate già alla&#8230;</p>
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<div dir="ltr"><span style="font-size: 14pt;"><b>Francesco Vaia Vaia: “Non solo emergenze stagionali: contro caldo e zanzare occorrono interventi strutturali”</b></span></div>
<div dir="ltr"><span style="font-size: 14pt;">Con temperature così elevate già alla fine di maggio, soprattutto gli anziani devono prestare la massima attenzione, restando in casa nelle ore più calde o frequentando ambienti adeguatamente climatizzati”. Lo afferma il professor Francesco Vaia, ex direttore generale dell’ospedale Spallanzani di Roma e già direttore generale della Prevenzione sanitaria presso il ministero della Salute, che richiama l’attenzione sugli effetti dei cambiamenti climatici sulla salute pubblica e mette in luce l’esigenza di un cambio di paradigma.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Molti si chiedono come saranno luglio e agosto se già oggi registriamo questo caldo eccezionale. Non si tratta più di episodi isolati: da tempo assistiamo a un cambiamento delle stagioni e delle condizioni climatiche. Per questo è necessario adottare una visione più ampia della salute, che non può essere ridotta esclusivamente alla cura delle malattie o all’uso dei farmaci”, sottolinea Vaia.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Secondo l’esperto, è necessario promuovere un approccio integrato che tenga insieme salute umana, salute animale e tutela dell’ambiente. “Dobbiamo guardare alla salute in modo globale, considerando il rapporto tra clima, ecosistemi e persone. Sappiamo già che nelle prossime settimane torneranno le zanzare e con esse il rischio di malattie trasmesse da vettori. Sono fenomeni che conosciamo da anni e che richiedono prevenzione, programmazione e consapevolezza”.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Per Vaia occorre quindi “cambiare prospettiva e mettere questi temi al centro dell’agenda politica e istituzionale tutto l’anno,”.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Un richiamo particolare è rivolto alle nuove generazioni. “I giovani hanno compreso molto bene la portata di queste sfide e ce lo stanno comunicando in molti modi. Dobbiamo lasciarci guidare da questa sensibilità e costruire un mondo diverso, capace di mettere realmente al centro le persone, il benessere collettivo e le politiche sociali”, conclude Vaia.</span></div>
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		<title>Clima, Copernicus: nel 2025 più stress da caldo e peggiora la qualità dell’aria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 08:00:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2025 metà delle aree terrestri globali ha registrato più giorni della media con stress da caldo almeno forte, definito&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2025 metà delle aree terrestri globali ha registrato più giorni della media con stress da caldo almeno forte, definito come temperatura percepita pari o superiore a 32 °C, una condizione che l’Organizzazione mondiale della sanità indica come principale causa di mortalità globale legata agli eventi meteo. Nello stesso anno, l’aumento degli incendi boschivi ha contribuito a peggiorare la qualità dell’aria, con potenziali effetti nocivi sulla salute umana. I dati emergono dal nuovo rapporto pubblicato dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf), che gestisce il Servizio relativo ai cambiamenti climatici di Copernicus (C3S) e il Servizio di monitoraggio atmosferico di Copernicus (Cams) per conto della Commissione europea.</p>
<p>Secondo il dataset ERA5, il 2025 è stato il terzo anno più caldo mai registrato, con una temperatura media globale pari a +1,47 °C rispetto al livello preindustriale, dopo il +1,60 °C del 2024, l’anno più caldo in assoluto. La media delle temperature del triennio 2023–2025 ha superato per la prima volta la soglia di +1,5 °C rispetto al periodo 1850–1900. Utilizzando diversi metodi, il livello attuale di riscaldamento globale di lungo periodo è stimato intorno a +1,4 °C. Sulla base dell’attuale tasso di riscaldamento, la soglia dell’Accordo di Parigi potrebbe essere raggiunta entro la fine del decennio.</p>
<p>Il rapporto indica che gli ultimi undici anni sono stati i più caldi mai osservati. Nel 2025 la temperatura annuale ha raggiunto il valore più elevato mai registrato in Antartide e il secondo più alto nell’Artide. Condizioni record sono state rilevate anche in diverse altre aree, in particolare nel Pacifico nord-occidentale e sud-occidentale, nell’Atlantico nord-orientale, nell’Europa nord-occidentale e orientale e nell’Asia centrale.</p>
<p>Le cause principali dell’eccezionale andamento termico degli ultimi tre anni sono l’accumulo di gas serra in atmosfera, dovuto alle emissioni e alla riduzione dell’assorbimento da parte dei pozzi naturali, e le temperature superficiali del mare particolarmente elevate, associate a El Niño e ad altri fattori di variabilità oceanica amplificati dal cambiamento climatico. Contribuiscono anche le variazioni di aerosol, nuvolosità e circolazione atmosferica.</p>
<p>Sul fronte sanitario, Cams segnala che gli incendi hanno prodotto particolato e ozono, con un degrado significativo della qualità dell’aria e potenziali effetti nocivi sulla salute, sia a livello locale sia su scala più ampia. Secondo i dati di Cams, in Europa sono state registrate le emissioni annuali da incendi più elevate, con un impatto potenziale sull’esposizione agli inquinanti.</p>
<p>“I dati confermano che Europa e mondo stanno vivendo il decennio più caldo mai registrato”, ha dichiarato<b> Florian Pappenberger</b>, direttore generale di Ecmwf, richiamando il ruolo di Copernicus nel supporto alle decisioni di adattamento. Per Mauro Facchini, responsabile dell’osservazione della Terra presso la Direzione generale per l’Industria della difesa e lo Spazio della Commissione europea, il superamento della media triennale di +1,5 °C rafforza l’importanza del monitoraggio per orientare mitigazione e adattamento.<br />
<b>Carlo Buontempo</b>, direttore del servizio Copernicus sul clima, sottolinea che il mondo si sta avvicinando rapidamente al limite di lungo periodo fissato dall’Accordo di Parigi e che la priorità è gestire le conseguenze dell’inevitabile superamento.<br />
Secondo <b>Laurence Rouil</b>, direttrice di Cams, l’aumento dei gas serra resta principalmente legato alle attività umane e il monitoraggio atmosferico è essenziale per supportare politiche integrate su qualità dell’aria e clima.</p>
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		<title>Se la Terra muore, il 2024 è stato l&#8217;anno più caldo di sempre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Oct 2025 07:30:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2024 è stato l&#8217;anno più caldo finora registrato e, probabilmente, il più caldo degli ultimi 125mila anni: è il&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/se-la-terra-muore-il-2024-e-stato-lanno-piu-caldo-di-sempre/">Se la Terra muore, il 2024 è stato l&#8217;anno più caldo di sempre</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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<p><span style="font-size: 18px;">Il 2024 è stato l&#8217;anno più caldo finora registrato e, probabilmente, il più caldo degli ultimi 125mila anni: è il dato, rilanciato anche dall&#8217;Ansa, che emerge dal sesto rapporto annuale sullo Stato del Clima, <span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://academic.oup.com/bioscience/advance-article/doi/10.1093/biosci/biaf149/8303627">pubblicato</a></span> sulla rivista BioScience da una collaborazione internazionale guidata dall&#8217;Università Statale americana dell&#8217;Oregon.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Il rapporto evidenzia inoltre che sono a rischio 22 dei 34 parametri vitali del pianeta, dagli oceani sempre più caldi alla perdita di aree boschive dovuta agli incendi. Questi fattori, si rileva nel rapporto, hanno raggiunto livelli record e indicano che la crisi climatica sta accelerando a un ritmo sempre più preoccupante.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">&#8220;Negli ultimi anni abbiamo visto i <strong>parametri vitali</strong> superare di parecchio i loro <strong>record</strong>&#8220;, afferma Johan Rockström, direttore dell&#8217;Istituto tedesco di Potsdam per la ricerca sull&#8217;impatto climatico e co-autore del rapporto coordinato da William Ripple e Christopher Wolf. &#8220;Ciò presenta una serie di rischi profondamente interconnessi per i sistemi essenziali del pianeta, dall&#8217;indebolimento della <strong>corrente Amoc</strong> dell&#8217;Oceano Atlantico (che potrebbe innescare sconvolgimenti climatici irreversibili) all&#8217;integrità della biosfera, fino alla stabilità delle risorse idriche globali&#8221;.</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Gli autori del rapporto sottolineano, tra le altre cose, che il consumo di energia da <strong>combustibili fossili</strong> nel 2024 ha raggiunto livelli record. Lo stesso si può dire per l&#8217;energia proveniente da <strong>fonti rinnovabili</strong> come l&#8217;eolico e il solare, ma si tratta comunque di un valore 31 volte inferiore rispetto al primo. Anche la <strong>perdita di foreste</strong> causata dagli <strong>incendi</strong> ha raggiunto i massimi storici: in Europa, la stagione estiva 2025 degli incendi è stata la più estesa mai registrata, con oltre un milione di ettari bruciati.</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Nonostante il quadro tutt&#8217;altro che roseo, però, i ricercatori affermano che <strong>non è troppo tardi per limitare i danni</strong>. &#8220;Le strategie di mitigazione del clima sono disponibili e vanno implementate urgentemente &#8211; dice Ripple &#8211; possiamo ancora limitare il riscaldamento globale se agiamo con coraggio e rapidità. Ma la finestra si sta chiudendo: senza strategie efficaci &#8211; aggiunge il ricercatore &#8211; ci troveremo rapidamente di fronte a rischi crescenti che minacciano di travolgere i sistemi di pace, di governance, di salute pubblica ed ecosistemica&#8221;.</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Citando anche i dati dell&#8217;Intergovernmental Panel on Climate Change, il principale organismo internazionale per la valutazione del cambiamento climatico, il rapporto propone le strategie ritenute più efficaci: dalla rapida eliminazione dei combustibili fossili, con l&#8217;obiettivo del 70% dell&#8217;energia da fonti rinnovabili entro il 2050, alla riduzione dello spreco alimentare, che attualmente rappresenta l&#8217;8-10% delle emissioni globali di gas serra, fino al passaggio a diete più ricche di alimenti di origine vegetale. Fondamentale anche il ripristino di ecosistemi chiave come foreste, zone umide, mangrovie e torbiere, che potrebbero assorbire circa 10 miliardi di tonnellate di CO2 all&#8217;anno, equivalenti a circa il 25% delle emissioni attuali.</span></p>
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<p><span style="font-size: 18px;">Gli autori del rapporto sottolineano, tra le altre cose, che il consumo di energia da <strong>combustibili fossili</strong> nel 2024 ha raggiunto livelli record. Lo stesso si può dire per l&#8217;energia proveniente da <strong>fonti rinnovabili</strong> come l&#8217;eolico e il solare, ma si tratta comunque di un valore 31 volte inferiore rispetto al primo. Anche la <strong>perdita di foreste</strong> causata dagli <strong>incendi</strong> ha raggiunto i massimi storici: in Europa, la stagione estiva 2025 degli incendi è stata la più estesa mai registrata, con oltre un milione di ettari bruciati.</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Nonostante il quadro tutt&#8217;altro che roseo, però, i ricercatori affermano che <strong>non è troppo tardi per limitare i danni</strong>. &#8220;Le strategie di mitigazione del clima sono disponibili e vanno implementate urgentemente &#8211; dice Ripple &#8211; possiamo ancora limitare il riscaldamento globale se agiamo con coraggio e rapidità. Ma la finestra si sta chiudendo: senza strategie efficaci &#8211; aggiunge il ricercatore &#8211; ci troveremo rapidamente di fronte a rischi crescenti che minacciano di travolgere i sistemi di pace, di governance, di salute pubblica ed ecosistemica&#8221;.</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Citando anche i dati dell&#8217;Intergovernmental Panel on Climate Change, il principale organismo internazionale per la valutazione del cambiamento climatico, il rapporto propone le strategie ritenute più efficaci: dalla rapida eliminazione dei combustibili fossili, con l&#8217;obiettivo del 70% dell&#8217;energia da fonti rinnovabili entro il 2050, alla riduzione dello spreco alimentare, che attualmente rappresenta l&#8217;8-10% delle emissioni globali di gas serra, fino al passaggio a diete più ricche di alimenti di origine vegetale. Fondamentale anche il ripristino di ecosistemi chiave come foreste, zone umide, mangrovie e torbiere, che potrebbero assorbire circa 10 miliardi di tonnellate di CO2 all&#8217;anno, equivalenti a circa il 25% delle emissioni attuali.</span></p>
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		<title>Estate 2025, in Europa 16.500 morti da caldo anomalo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Sep 2025 09:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[caldo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il cambiamento climatico è responsabile di oltre due terzi delle morti da caldo registrate in Europa questa estate. Secondo uno&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/estate-2025-in-europa-16-500-morti-da-caldo-attribuibili-al-cambiamento-climatico/">Estate 2025, in Europa 16.500 morti da caldo anomalo</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;">Il cambiamento climatico è responsabile di oltre due terzi delle morti da caldo registrate in Europa questa estate. Secondo uno studio condotto da Imperial College London e London School of Hygiene &amp; Tropical Medicine, l’aumento delle temperature legato alle emissioni ha determinato 16.500 decessi aggiuntivi nei mesi estivi, su un totale stimato di 24.400.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">L’analisi ha riguardato 854 città, pari al 30% della popolazione europea, ed evidenzia incrementi fino a +3,6 °C rispetto ai valori medi stagionali. I Paesi più colpiti sono stati Italia (4.597 decessi), Spagna (2.841), Germania (1.477) e Francia (1.444). Tra le capitali, Roma, Atene e Bucarest hanno registrato la mortalità pro capite più alta.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Gli esperti sottolineano che gli anziani sono i più vulnerabili: oltre l’80% dei decessi ha riguardato persone sopra i 65 anni, e più del 40% ultraottantacinquenni. “Le ondate di calore sono killer silenziosi, ma raramente il caldo compare sui certificati di morte”, ha dichiarato Garyfallos Konstantinoudis dell’Imperial College.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Gli autori avvertono che, nonostante i sistemi di allerta e i piani di adattamento, il peso sanitario del caldo rimane elevato e destinato a crescere. “Anche pochi gradi in più possono fare la differenza tra la vita e la morte per migliaia di persone”, ha spiegato Clair Barnes, ricercatrice dell’Imperial College.</span></p>
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<p><span style="font-size: 16px;">Fonte: <a href="https://www.doctor33.it/articolo/65446/estate-2025-in-europa-16500-morti-da-caldo-attribuibili-al-cambiamento-climatico">https://www.doctor33.it/articolo/65446/estate-2025-in-europa-16500-morti-da-caldo-attribuibili-al-cambiamento-cl<span style="font-size: 12px;">imatico</span></a></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/estate-2025-in-europa-16-500-morti-da-caldo-attribuibili-al-cambiamento-climatico/">Estate 2025, in Europa 16.500 morti da caldo anomalo</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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