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	<title>aumenta Archivi - TuttoSanità</title>
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		<title>Campi Flegrei, attività sismica in aumento: allerta arancione?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Oct 2023 16:19:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[aumenta]]></category>
		<category><![CDATA[bradisismo]]></category>
		<category><![CDATA[Campi Flegrei]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> In evoluzione l&#8217;attività sismica nei Campi Flegrei, connessa al bradisismo. Gli esperti non escludono che, se dovesse perdurare tale situazione,&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;"> In evoluzione l&#8217;attività sismica nei Campi Flegrei, connessa al bradisismo. Gli esperti non escludono che, se dovesse perdurare tale situazione, si possa passare al livello di allerta arancione&#8221;.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Lo dichiara il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, assicurando che &#8220;il governo, con le sue strutture operative e scientifiche, segue costantemente la situazione, in continuo contatto con le istituzioni locali&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">La dichiarazione del ministro per la protezione civile arriva dopo alcuni giorni di intenso lavoro tra il dipartimento nazionale, l&#8217;Istituto di geofisica e vulcanologia e la commissione Grandi Rischi.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Il Dipartimento della Protezione civile ha infatti acquisito il parere della commissione Grandi Rischi &#8211; Settore rischio vulcanico, riunitasi il 27 e 28 ottobre su richiesta del capo Dipartimento, Fabrizio Curcio, per un ulteriore approfondimento tecnico-scientifico sui fenomeni in corso nell&#8217;area dei Campi Flegrei. Nel corso della riunione la Commissione ha iniziato le audizioni di una serie di esperti, italiani e stranieri, con esperienza specifica sui Campi Flegrei.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">In base a quanto emerso e alle valutazioni compiute, la Commissione rileva che l&#8217;insieme dei risultati scientifici rafforza l&#8217;evidenza del coinvolgimento di magma nell&#8217;attuale processo bradisismico di sollevamento del suolo. In particolare, ritiene che il quadro complessivo &#8211; pur se non di univoca interpretazione &#8211; faccia comunque emergere la possibilità che i processi in atto possano evolvere ulteriormente. La Commissione, pertanto, ritiene opportuno che sia le attività di monitoraggio da parte dei centri di competenza, sia le attività di prevenzione da parte delle varie componenti del Servizio nazionale di Protezione Civile si intensifichino ulteriormente e si preparino all&#8217;eventuale necessità di passare rapidamente verso un livello di allerta superiore rispetto all&#8217;attuale giallo.</span></p>
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		<title>Nursig Up, più infermieri più sanità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Jul 2023 08:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[aumenta]]></category>
		<category><![CDATA[nursing up]]></category>
		<category><![CDATA[più infermieri]]></category>
		<category><![CDATA[qualutà sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il paradigma più infermieri-sanità migliore è ineccepibile. Lo hanno capito bene gli altri paesi UE,  mentre l&#8217;Italia ristagna nell’immobilismo.  La&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><em>Il paradigma più infermieri-sanità migliore è ineccepibile. Lo hanno capito bene gli altri paesi UE,  mentre l&#8217;Italia ristagna nell’immobilismo. </em></strong></span></h3>
<p><span style="font-size: 14pt;">La sanità italiana è praticamente ferma al palo. Tra il 2016 e il 2020, secondo gli autorevoli  dati Eurostat, la media infermieri nel nostro Paese è passata da 557 ogni 100mila abitanti a 626.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Questo dato trae assolutamente in inganno, dal momento che, nel contempo, nello stesso  arco di tempo, la maggior parte degli altri paesi Ue è nettamente cresciuta dal punto di vista della media di presenza infermieristica, fatta eccezione solo della Spagna che almeno fino al 2020 stava peggio dell’Italia ma che, a quanto pare, negli ultimi tempi, è in netta ripresa. </span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">I dati Eurostat sono contenuti in report che vengono realizzati a cadenza di 3-4 anni , e da tali report risulta evidente che, la qualità della sanità di un Paese, in questo caso, europeo si analizza in base alla presenza degli infermieri. Lo abbiamo ripetuto più volte: in quelle nazioni del mondo dove la presenza infermieristica è in calo, aumenta nettamente la mortalità dei pazienti, con picchi del 30-35% di mortalità laddove manca personale sanitario.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Ma cosa è accaduto esattamente in Italia negli ultimi anni? La sanità italiana è davvero cresciuta per numero di professionisti? </span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Praticamente no, siamo in una situazione non solo di immobilismo, ma anzi, i Paesi Europei si sono dati da fare, prima e dopo il Covid, per reclutare i migliori professionisti da altri Paesi e far fronte alle proprie problematiche.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">E indovinate da dove , paesi come Inghilterra, Germania e Lussemburgo hanno pescato a piene mani?</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Perché, a dispetto della nostra ormai cronica carenza di personale, c’è da dire che i professionisti italiani rimangono tra le figure più ambite e più qualificate del Vecchio Continente, questo anche grazie agli aggiornamenti <wbr />obbligatori, di cui fanno parte anche i corsi fad ed ecm, che danno modo al nostro personale di studiare in modo flessibile e dove le competenze vengono continuamente arricchite garantendo una crescita professionale costante .</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Il dato allarmante, però, è che le nostre competenze le stiamo mettendo al servizio di altri Paesi , a noi vicini,  che nell’arco di tempo analizzato da Eurostat, si sono dati un bel da fare».</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Così Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">«Se nel 2016 la media italiana degli infermieri era, come detto, di 557 ogni 100mila abitanti, e nel 2020 è arrivata a 626, dall&#8217;altra parte, gli altri Paesi hanno cominciato a correre innescando la massima marcia.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Nel 2016 il Lussemburgo contava 1.172 infermieri attivi per 100 000 abitanti, seguito da vicino dall&#8217;Irlanda con 1.161 professionisti. Svezia, Germania, Finlandia e Francia registravano più di mille infermieri ogni 100.000 abitanti. Già qui è evidente che il gap era enorme.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Nel 2020 le cose, per noi, rispetto agli standard dei paesi Ue, sono addirittura peggiorate. Il gap è aumentato a dismisura.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Nel 2020, la Germania aveva il numero più alto di infermieri attivi tra gli Stati membri dell&#8217;UE, con poco più di un milione; questo era notevolmente superiore al secondo numero più alto registrato in Francia (764.000 infermieri professionalmente attivi). A sua volta, il numero di infermieri in Francia è stato il doppio di quello registrato in Italia (373.000 tra dipendenti e liberi professionisti secondo Eurostat), mentre la Spagna (289.000; comprese le ostetriche) è stato l&#8217;unico altro Stato membro a segnalare più di 200.000 infermieri.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">L&#8217;Irlanda aveva 1617 infermieri ogni 100 000 abitanti, seguita a una certa distanza dalla Finlandia con 1357 infermieri ogni 100 000 abitanti (dati 2018). Germania, Francia, Paesi Bassi, Belgio (dati 2018), Svezia (dati 2019), Austria, Slovenia e Danimarca (dati 2019) hanno tutti registrato più di 1 000 infermieri ogni 100 000 abitanti; questo è stato anche il caso del Lussemburgo (dove i dati più recenti disponibili erano per il 2017). In altre parole, vi erano 11 Stati membri dell&#8217;UE in cui almeno l&#8217;1,0 % della popolazione era costituita da infermieri.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">E’ evidente, da questi dati, che tutti gli altri Paesi Ue sono cresciuti, tranne noi.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">L’Italia oggi ha un numero di infermieri ogni 100.000 abitanti di 626, inferiore alla media europea di ben 251 infermieri ogni 100.000 abitanti che diventano 337 se il calcolo è effettuato solo sui Paesi aderenti all’Ue che hanno una media di infermiere ogni 100.000 abitanti di circa 963.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">C’è da poco da stare allegri, continua De Palma.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">L’Italia è tra i Paesi con il minor numero di laureati in infermieristica: 17 per 100.000 abitanti, al quintultimo posto nella classifica generale europea.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">L’analisi di questa singolare situazione non finisce qui. Perché siamo agli ultimi posti anche come numero di infermieri nei paesi del G7. </span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Per quanto riguarda il numero di infermieri ogni 1.000 abitanti l’Italia (dati OCSE) è anche fanalino di coda nel 2021 con circa 6,6 infermieri contro i 12,1 del Giappone e, penultimo, gli 8,7 del Regno Unito.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Ma quali sono le ragioni di una sanità italiana che non cresce a livello di presenza infermieristica e che quindi è lontana anni luce dagli standard europei?</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Le conosciamo bene. Retribuzioni tra le più basse d’Europa, scia di violenze nelle corsie che non accenna ad arginarsi e, udite udite, tristi fenomeni da noi più volte denunciati come quelli degli straordinari non pagati, una drammatica realtà comune a molte regioni italiane.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Tutto questo genera fughe all’estero (arricchiamo gli organici dei Paesi a noi vicini con le nostre competenze) e dimissioni volontarie a raffica. </span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">E quello degli straordinari non retribuiti è solo la punta dell’iceberg. </span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Ci sono colleghi che hanno accumulato centinaia e centinaia di ore di straordinario non pagato, mentre le aziende continuano ad imporgli nuovi ed ulteriori turni di servizio. D’altronde con la carenza di personale in cui versa il nostro SSN, gli enti non possono far altro che chiedere ai dipendenti di fermarsi oltre l’orario di servizio o di effettuare doppi turni, cosa che gli interessati sono chiamati a garantire con enorme sacrificio per la loro vita personale e familiare. </span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Si tratta di una situazione non accettabile, in quanto le Aziende fanno svolgere un lavoro che tuttavia provano con svariati modi e stratagemmi a non retribuire », chiosa De Palma.</span></p>
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		<title>Azienda ospedaliera dei Colli, laboratori di analisi aperti anche il sabato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Oct 2022 10:30:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Ao dei Colli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Radiodiagnostica, prenotazioni aperte anche all’utenza esterna. Il manager Iervolino: “Le nostre strutture sempre più al servizio dei cittadini”. &#160; L’Azienda&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>Radiodiagnostica, prenotazioni aperte anche all’utenza esterna. Il manager Iervolino: “Le nostre strutture sempre più al servizio dei cittadini”.</strong></span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_9686" style="width: 157px" class="wp-caption alignleft"><img aria-describedby="caption-attachment-9686" decoding="async" class="size-full wp-image-9686" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2019/02/Anna-Iervolino.png?resize=147%2C200&#038;ssl=1" alt="" width="147" height="200" data-recalc-dims="1" /><p id="caption-attachment-9686" class="wp-caption-text">Anna Iervolino</p></div>
<p><span style="font-size: 14pt;">L’Azienda Ospedaliera dei Colli aumenta l’offerta di salute aprendo i suoi laboratori e i servizi di radiodiagnostica al pubblico.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">I laboratori di analisi saranno aperti dal lunedì al sabato, dalle 8:00 alle 11:00 e i cittadini potranno accedere, senza prenotazione e con accesso diretto, presso gli ambulatori dell’Ospedale Monaldi, muniti solo dell’impegnativa del medico di base.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Inoltre, contattando il CUP, sarà possibile prenotare Tac, radiografie ed ecografie, oltre a esami di medicina nucleare, mammografie in 3D con e senza mezzo di contrasto ed ecografie mammarie,</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">«<em>Fino ad oggi, queste prestazioni erano riservate solo ai pazienti in regime di ricovero o di day hospital, ma abbiamo deciso di aprire le prenotazioni all’utenza esterna. Il nostro obiettivo è quello di offrire sempre maggiore assistenza all’utenza, ovviamente senza impattare sull’attività di ricovero dell’ospedale, con una particolare attenzione ai pazienti considerati fragili</em>» dichiara <strong>Anna Iervolino</strong>, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">«<em>Parallelamente &#8211; aggiunge &#8211; stiamo lavorando con aperture straordinarie degli ambulatori e con la pianificazione di sedute operatorie aggiuntive</em>».</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">«<em>L’Azienda Ospedaliera dei Colli è una grande realtà e vuole essere sempre più al servizio dei cittadini</em>», conclude.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/azienda-ospedaliera-dei-colli-laboratori-di-analisi-aperti-anche-il-sabato/">Azienda ospedaliera dei Colli, laboratori di analisi aperti anche il sabato</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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