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	<title>adolescenti Archivi - TuttoSanità</title>
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	<title>adolescenti Archivi - TuttoSanità</title>
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		<title>&#8220;Le ragazze del MalEssere&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ilaria Coppola *]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 07:00:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il ´Malessere’ di cui ci parla Laura Cesarano Jouakim è qualcosa di sottile, interno e  generazionale. Non è solo un&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400; font-size: 18px;"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-99813 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/04/9788832124514_0_0_424_0_75.jpg?resize=220%2C300&#038;ssl=1" alt="" width="220" height="300" srcset="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/04/9788832124514_0_0_424_0_75.jpg?resize=220%2C300&amp;ssl=1 220w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/04/9788832124514_0_0_424_0_75.jpg?w=424&amp;ssl=1 424w" sizes="(max-width: 220px) 100vw, 220px" data-recalc-dims="1" />Il ´Malessere’ di cui ci parla Laura Cesarano Jouakim è qualcosa di sottile, interno e  generazionale. Non è solo un termine gergale da social network, ma il sintomo di una  mutazione profonda nelle relazioni sentimentali. Nel suo saggio, l’autrice ci trascina dentro  le vite di sei ragazze che, invece dell&#8217;amore, hanno scelto, o sono state indotte a scegliere,  una prigione emotiva fatta di notifiche visualizzate e silenzi punitivi. Il libro analizza  un&#8217;architettura relazionale perversa: il &#8216;Malessere&#8217; è il nuovo archetipo maschile che  affascina le giovanissime proprio perché è sfuggente, svalutante e tossico. La scrittrice, con la  precisione di una giornalista e l&#8217;empatia di una psicologa, descrive come ragazzi, sempre più fragili,  tentino di riaffermare una superiorità ormai anacronistica attraverso la violenza psicologica.  Non è solo un libro sulle donne vittime, ma si lancia uno  sguardo penetrante anche sulla crisi di un&#8217;intera generazione che ha  scambiato l&#8217;abuso per passione. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 18px;">Se la violenza sulle donne è un attacco che viene dall&#8217;esterno, la personalità nociva che  attrae le ragazzine, secondo l’autrice, è un&#8217;erosione che parte dall&#8217;interno, alimentata da un  contesto culturale che toglie il fiato. Di fatti, questo saggio ci sfida a guardare le crepe  dell’animo umano, perché è proprio da lì che passa la luce della comprensione. Non si parla  solo di ragazze, ma di indicazioni per chiunque voglia comprendere le dinamiche invisibili  che governano le nostre relazioni, la percezione e il valore del bene che nutriamo verso noi stessi. Ciò che rende questo lavoro magnetico è la sua capacità di restituire dignità a  quell’impulso di avvicinarsi al &#8216;Malessere&#8217;, che la società spesso etichetta come capriccio o  fragilità passeggera. I</span><span style="font-weight: 400; font-size: 18px;">l Leitmotiv ricorrente  in questo libro è il rimpicciolimento dell’io per  compiacere l’altro, in maniera del tutto intrecciata, si snoda in questo modo un’indagine particolarmente interessante incentrata sul rapporto con la famiglia e con il mondo degli adulti che, spesso, non hanno  gli strumenti per leggere certi segnali, scambiandoli per ribellione adolescenziale o pigrizia. Questo libro è uno schiaffo necessario a chi pensa che l&#8217;adolescenza sia solo l&#8217;età dei sogni. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 18px;">L&#8217;autrice non si limita a una cronaca del dolore, ma attraverso una narrazione, che è al  contempo clinica e profondamente umana, esplora come il malessere si faccia carne,  trasformando l&#8217;anoressia, l&#8217;autolesionismo e il ritiro sociale in linguaggi e richieste d’aiuto mute ma potentissime. È un testo che non cerca di dare risposte facili, ma si impegna a  ricostruire la logica dietro il caos della sofferenza giovanile. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 18px;">Viviamo in un’epoca che ci vuole performanti, filtrati e impeccabili, ma cosa succede quando  il corpo smette di essere un tempio e diventa un campo di battaglia? Laura Cesarano  Jouakim racconta ciò che spesso preferiamo ignorare: il disagio che scava sotto la pelle.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 18px;">Il cuore della sua critica mette in evidenza figure come quella del &#8220;principe azzurro&#8221; oramai sostituita da  un partner manipolatore, svalutante e spesso emotivamente abusante. I social e la  pornografia, che hanno sostituito l&#8217;educazione sentimentale, sono terreno fertile per le  manipolazioni dei ‘Malesseri’ e usati come fine e come mezzo di lesione psicologica. Il  risultato di tali azioni è una generazione che occupa poco spazio, che curva le spalle e  abbassa la voce, convinta che il controllo altrui sia una forma di cura. “Le ragazze del  MalEssere” si pone come uno strumento di autodifesa intellettuale; è un invito a riprendersi </span><span style="font-weight: 400; font-size: 18px;">il proprio spazio vitale e a smontare, pezzo dopo pezzo, l&#8217;impalcatura di quelle relazioni che,  invece di farci volare, ci tolgono il respiro. </span></p>
<p>*liceale Istituto Alessandro Manzoni Caserta</p>
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		<title>Prevenzione vaccinale negli adolescenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2025 07:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[vaccinazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2017, l’Italia ha introdotto la vaccinazione contro la meningite da meningococco B nel Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV)&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 18px;">Nel 2017, l’Italia ha introdotto la vaccinazione contro la meningite da meningococco B nel Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV) per l’età pediatrica. Oggi la copertura nei bambini resta lontana dall’obiettivo ministeriale del 90%, fermandosi attorno all’80%, con alcune regioni sotto al 70%. Inoltre, la protezione tende a ridursi nel tempo.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 18px;">Per gli adolescenti, invece, il PNPV 2023-25 si limita a indicare la vaccinazione solo per i ceppi di meningococco ACWY, molto meno frequenti, lasciando fuori il sierotipo B, che è in realtà il più diffuso e pericoloso. La vaccinazione per la Meningite B non è contemplata né per gli adolescenti mai vaccinati (naive), né per quelli già immunizzati da piccoli (non naive).</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 18px;">“<em>La meningite da meningococco è tra le infezioni batteriche più gravi, con una letalità che varia dal 10 al 20%</em> – sottolinea il Prof. <strong>Massimo Andreoni</strong>, Direttore Scientifico SIMIT e membro del Consiglio Superiore di Sanità – <em>Il sierotipo B è il più diffuso in Italia e il più grave; colpisce soprattutto bambini piccoli e adolescenti. Il rischio di contagio è elevato a causa dei numerosi soggetti asintomatici che possono trasmettere l’infezione</em>”.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 18px;"><strong>MENINGITE B: UN RICHIAMO CHE PUÒ FARE LA DIFFERENZA</strong> &#8211; Dal 2018, il “Calendario per la vita” raccomanda la vaccinazione per la Meningite B negli adolescenti naive; nel 2025 ha esteso l’indicazione anche a coloro che avevano già ricevuto il vaccino in età pediatrica. L’obiettivo è garantire continuità di protezione in una fascia d’età particolarmente esposta al rischio.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 18px;">“<em>La vaccinazione nei primi mesi di vita, seppur efficace, perde protezione nel tempo, perciò il richiamo in adolescenza è fondamentale per garantire continuità di immunità, proteggere le famiglie e ridurre il carico sul sistema sanitario</em>” aggiunge il Prof. <strong>Andreoni</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 18px;"><strong>LE DIFFORMITÀ REGIONALI: UN PROBLEMA DI ACCESSO ED EQUITÀ</strong> – Ad oggi, solo 14 regioni hanno scelto di offrire gratuitamente la vaccinazione agli adolescenti, ma con criteri differenti: alcune solo ai naive, altre anche ai non naive, distinguendo tra chi è stato vaccinato sotto i due anni e chi tra i 2 e i 10. Una frammentazione che rischia di compromettere l’equità di accesso e di lasciare scoperti molti adolescenti. Da qui la necessità di uniformare l’offerta su scala nazionale.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 18px;"><strong>IL MODELLO DELLA LIGURIA: VACCINAZIONE PER NAIVE E NON NAIVE</strong> &#8211; La Liguria è tra le regioni con programmazione avanzata. La vaccinazione contro la Meningite B è offerta gratuitamente in età adolescenziale.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 18px;">“<em>In Liguria, dagli ultimi mesi del 2023, abbiamo introdotto l’offerta attiva e gratuita del vaccino contro la Meningite B per gli adolescenti mai vaccinati, al 14°-15° anno di età, anche in co-somministrazione con gli altri vaccini previsti</em> &#8211; spiega il Prof. <strong>Filippo Ansaldi</strong>, Direttore Generale Azienda Ligure Sanitaria &#8211; <em>Abbiamo inoltre esteso la protezione agli adolescenti già immunizzati tra i 2 e i 10 anni, prevedendo una dose di richiamo. La proiezione a fine 2025 indica oltre 20mila dosi somministrate nei primi due anni: nei 15-16enni ci attendiamo una copertura intorno al 43%, con un incremento dell’84% rispetto al 2024. Anche per i richiami nei già vaccinati registriamo un raddoppio delle somministrazioni tra il 2024 e il 2025. L’ampliamento dell’offerta va di pari passo con il rafforzamento della sorveglianza e con una migliore capacità di tipizzazione dei meningococchi circolanti</em>”.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 18px;"><strong>HPV: UN VACCINO ONCOLOGICO SOTTOUTILIZZATO</strong> &#8211; L’infezione da Papilloma Virus Umano (HPV) è la più diffusa tra le malattie sessualmente trasmesse: circa l’80% della popolazione sessualmente attiva la contrae almeno una volta nella vita. Il virus è responsabile del 9,4% di tutti i tumori e del 100% dei casi di carcinoma della cervice uterina, oltre a una quota significativa di tumori anali, vaginali, vulvari, del pene e orofaringei. Nonostante la disponibilità del vaccino nonavalente, gratuito in Italia per ragazze e ragazzi a partire dagli 11 anni, le coperture restano insufficienti. Nel 2023, nelle ragazze dodicenni (coorte 2011) il ciclo completo si ferma al 45,39%, nei coetanei maschi al 39,35%. A 15 anni, età di riferimento per l’OMS, la copertura femminile è del 69,57%, lontana dall’obiettivo del 90% fissato dall’OMS e dall’UE con lo <em>Europe’s Beating Cancer Plan</em> per eliminare il cancro da HPV entro il 2030.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 18px;">“<em>Il vaccino contro il Papilloma Virus è l’unico vaccino oncologico disponibile insieme a quello per l’Epatite B e ha un ruolo cruciale nella prevenzione di tumori femminili e maschili </em>– evidenzia il Prof. <strong>Massimo Andreoni</strong> –<em> In alcune parti del mondo ha permesso di eliminare il cancro dell’utero, patologia molto frequente nella donna. L’infezione da HPV è molto diffusa e può causare lesioni precancerose e tumori. Vaccinare i più giovani è essenziale, ma il vaccino è utile anche negli adulti, poiché protegge da un’infezione sessualmente trasmessa che è possibile contrarre durante l’intero arco della vita sessualmente attiva</em>”.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 18px;"><strong>IL PIANO DI TRENTO PER ELIMINARE LE PATOLOGIE HPV-CORRELATE </strong>&#8211; Il “Piano di Eliminazione dei cancri da HPV” lanciato a gennaio 2025 dalla Provincia Autonoma di Trento rappresenta un esempio virtuoso e replicabile.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 18px;">“<em>Il Piano costituisce un intervento strategico di sanità pubblica che amplia la copertura vaccinale e rafforza la prevenzione </em>– sottolinea <strong>Maria Grazia Zuccali</strong>, Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell&#8217;Azienda sanitaria della Provincia Autonoma di Trento – <em>Il programma prevede il recupero attivo dei non vaccinati e l’estensione della vaccinazione a maschi fino a 30 anni e femmine fino a 40 anni. La vaccinazione è gratuita. L’accessibilità è stata facilitata con sedute settimanali presso i 9 centri della provincia e con open day mensili, oltre che con un software dedicato alla prenotazione online. L’iniziativa è stata accompagnata da un’intensa campagna comunicativa e da testimonial riconoscibili dai giovani. Ad oggi sono state somministrate 26mila dosi, con una copertura del 75% tra le ragazze fino a 25 anni e i ragazzi fino a 20 anni. Tra le donne di 40 anni, la chiamata attiva ha permesso di raggiungere un’adesione del 47%</em>”.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 18px;"><strong>LA SFIDA PER IL FUTURO: EQUITÀ E CONSAPEVOLEZZA</strong> – Le differenze tra regioni e i bassi livelli di copertura rendono urgente un cambio di passo: dall’inserimento del richiamo per la meningite B nel PNPV e nei LEA, alla realizzazione di un Piano straordinario di eliminazione dei cancri da HPV con campagne di recupero attivo dei non vaccinati ed estensione della gratuità alla fascia più adulta, fino all’uso di strumenti digitali e di prossimità per raggiungere famiglie e ragazzi. È necessario un impegno corale che coinvolga pediatri, medici di medicina generale, medici dello sport, con il possibile coinvolgimento di scuole e farmacie, per rendere la prevenzione vaccinale un obiettivo equo e condiviso su tutto il territorio</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 18px;"><strong>IL CONVEGNO </strong>&#8211; L’incontro “Fare prevenzione fra strategia e consapevolezza: la coscienza della vaccinazione. Il futuro è nelle nostre mani”, organizzato da Aristea International con il contributo non condizionante di GSK e MSD, ed è stato  aperto da <strong>Maria Rosaria Campitiello</strong>, Ministero della Salute. L’importanza delle vaccinazioni per Meningite B e HPV è stata analizzata con il Prof. <strong>Massimo Andreoni</strong>, SIMIT; <strong>Chiara Azzari</strong>, Ospedale Meyer, Firenze; Prof. <strong>Walter Ricciardi</strong> ed <strong>Eugenio Di Brino</strong>, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma; Prof.ssa <strong>Anna Teresa Palamara</strong>, ISS; Prof.ssa <strong>Caterina Rizzo</strong>, Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana. <strong>Silvia Gregory</strong>, Vicepresidente ACTO, e l’Avv. <strong>Amelia Vitiello</strong>, Presidente Comitato Nazionale contro meningite, hanno sviluppato il punto di vista dei pazienti.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 18px;">Il confronto tra le diverse esperienze regionali ha visto la partecipazione del Prof. <strong>Filippo Ansaldi</strong>, Liguria; <strong>Guido Bertolaso</strong>, Lombardia; <strong>Danilo Cereda</strong>, Lombardia; <strong>Federico Riboldi</strong>, Piemonte; <strong>Maria Grazia Zuccali</strong>, Provincia Autonoma di Trento. Nella tavola rotonda istituzionale sono intervenuti la Sen. <strong>Elisa Pirro</strong>; l’On. <strong>Simona Loizzo</strong>; il Sen. <strong>Guido Quintino Liris</strong>; <strong>Marco Scorcu</strong>, FMSI; <strong>Valeria Fava</strong>, Cittadinanza attiva; <strong>Roberto Ieraci</strong>, CNR; <strong>Marco Meconi</strong>, Federfarma Marche; <strong>Giampiero Pastore</strong>, CONI; <strong>Andrea Poscia</strong>, AST Ancona. L’esperienza del “Calendario per la Vita” è stata esposta dal coordinatore Prof. <strong>Paolo Bonanni</strong>; <strong>Rocco Russo</strong>, SIP; <strong>Martino Barretta</strong>, FIMP; <strong>Enrico Di Rosa</strong>, SItI; <strong>Tommasa Maio</strong>, Fimmg; <strong>Alessandro Rossi</strong>, SIMG. A moderare il giornalista scientifico <strong>Daniel Della Seta</strong>.</span></p>
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		<title>Bambini e adolescenti dormono poco, ecco i consigli degli esperti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Mar 2025 08:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Sonno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I bambini e gli adolescenti dormono poco e male e i disturbi del sonno sono sempre più diffusi e spesso&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I bambini e gli adolescenti dormono poco e male e i disturbi del sonno sono sempre più diffusi e spesso sottovalutati, con conseguenze su crescita, apprendimento, umore e benessere generale. In occasione della Giornata mondiale del sonno, che si celebra oggi 14 marzo, la Società italiana per le malattie respiratorie infantili (Simri), affiliata alla Società italiana di pediatria, lancia un decalogo per sfatare falsi miti, diffondendo consigli pratici per un riposo migliore. &#8220;Con questa iniziativa vogliamo sensibilizzare genitori e operatori sanitari sull&#8217;importanza di un riposo adeguato, perché dormire bene significa crescere meglio&#8221;, afferma la presidente della Simri Stefania La Grutta.</p>
<p>Tra i falsi miti sul sonno c&#8217;è l&#8217;idea che se si recupera nel week end, si può dormire poco durante la settimana. In realtà precisa la Simri, il debito di sonno non si annulla dormendo di più nei fine settimana. Il corpo ha bisogno di un ritmo costante. Un&#8217;altra falsa credenza è che lasciar piangere un bambino lo abitua a dormire. Anche in questo caso, spiega la Simri, il sonno sereno si costruisce con una routine rassicurante, non con il pianto prolungato. Tra le regole d&#8217;oro per un sonno di qualità ci sono: spegnere gli schermi almeno un&#8217;ora prima di dormire e andare a letto perché la luce blu inibisce la produzione di melatonina, rendendo più difficile addormentarsi. Svegliarsi alla stessa ora ogni giorno, anche nei fine settimana perché la regolarità aiuta il corpo a stabilizzare il ritmo circadiano. È importante, inoltre, creare una routine serale rilassante: leggere un libro, abbassare le luci e favorire un ambiente tranquillo. Altro consiglio è ascoltare musica rilassante prima di dormire: melodie dolci e suoni naturali possono favorire il rilassamento. Per quanto concerne i neonati, la Simri consiglia di garantire un ambiente sicuro per il sonno, il lettino deve essere privo di oggetti, avere un materasso rigido e il bambino deve dormire a pancia in su per ridurre il rischio di SIDS.</p>
<p>&#8220;Il nostro obiettivo è fornire informazioni chiare e basate sulle evidenze scientifiche&#8221;, spiega Luana Nosetti, responsabile dei corsi di formazione teorico-pratici sui disturbi respiratori del sonno della Simri. Gli studi confermano che il sonno è essenziale per il corretto sviluppo cerebrale, la memoria, la regolazione emotiva e il rafforzamento del sistema immunitario. Eppure, il 20-30% dei bambini sotto i 2 anni e il 15% di quelli sopra i 2 anni soffre di insonnia; il 12% in età prescolare russa abitualmente. Inoltre,aumenta la privazione di sonno negli adolescenti, spesso a causa dell&#8217;uso di dispositivi elettronici nelle ore serali. Solo il 15% dorme le 8-10 ore raccomandate. Tra le conseguenze ci sono difficoltà di concentrazione, irritabilità, calo delle prestazioni scolastiche, rischio di sovrappeso e, nel lungo periodo, problemi cardiovascolari e metabolici.</p>
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		<title>Depressione negli adolescenti, ecco come individuarla e gestirla</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/depressione-negli-adolescenti-ecco-come-individuarla-e-gestirla/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=depressione-negli-adolescenti-ecco-come-individuarla-e-gestirla</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jun 2023 09:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un documento appena pubblicato su CMAJ, il Canadian Medical Association Journal, spiega come individuare e curare la depressione negli adolescenti&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/depressione-negli-adolescenti-ecco-come-individuarla-e-gestirla/">Depressione negli adolescenti, ecco come individuarla e gestirla</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Un documento appena pubblicato su CMAJ, il Canadian Medical Association Journal, spiega come individuare e curare la depressione negli adolescenti e si propone di supportare i pediatri di famiglia nell&#8217;affrontare questa condizione sempre più comune, ma sottostimata.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">«Oltre a essere una patologia frequente, la depressione è anche tra le principali cause di disabilità» ricorda la prima autrice <b>Daphne Korczak</b> del Dipartimento di psichiatria alla Temerty Faculty of Medicine dell&#8217;Università di Toronto in Canada, sottolineando che in oltre il 40% dei casi la depressione esordisce prima dell&#8217;età adulta, ma negli adolescenti canadesi spesso viene sottodiagnosticata e sottotrattata. Ma non solo: secondo quanto si legge nel documento, i medici riferiscono una mancanza di fiducia nella loro capacità di prendersi cura degli adolescenti con depressione. «A fronte di questi dati, va ricordato che la gestione degli adolescenti depressi richiede un approccio multimodale che includa la valutazione del rischio, la psicoeducazione, il trattamento psicoterapeutico e farmacologico e gli interventi per affrontare i fattori che hanno contribuito alla comparsa della malattia.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">«I pediatri i famiglia hanno quindi un ruolo chiave nel trattamento della malattia, con il supporto in caso di incertezza diagnostica e presentazioni complesse di psichiatri dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza che può essere richiesto anche per i pazienti che non rispondono ai trattamenti di prima linea» riprende Korczak, che assieme ai coautori ha redatto un documento che fornisce indicazioni ai pediatri di famiglia nell&#8217;affrontare la diagnosi e la gestione della depressione negli adolescenti, attingendo alle prove disponibili e alle raccomandazioni delle linee guida internazionali.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">«La depressione adolescenziale è una condizione sempre più comune ma curabile, e sia i medici sia i pediatri di famiglia giocano un ruolo chiave nel supportare la valutazione e la gestione di prima linea della malattia in questa fascia di età. Tuttavia, nonostante molta strada sia stata percorsa in termini diagnostici e terapeutici, servono ulteriori ricerche che affrontino importanti questioni cliniche nell&#8217;individuazione e nel trattamento della depressione nell&#8217;adolescenza» concludono i ricercatori.</span></p>
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<p><span style="font-size: 10pt;">Fonte: <a href="http://www.doctor33.it/pediatria/depressione-negli-adolescenti-ecco-come-individuarla-e-gestirla-il-documento/?xrtd=ACCVSRLTPPTVTTTCRRSCCYL">http://www.doctor33.it/pediatria/depressione-negli-adolescenti-ecco-come-individuarla-e-gestirla-il-documento/?xrtd=ACCVSRLTPPTVTTTCRRSCCYL</a></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/depressione-negli-adolescenti-ecco-come-individuarla-e-gestirla/">Depressione negli adolescenti, ecco come individuarla e gestirla</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<title>Adolescenti, in Italia oltre 700mila dipendenti da social e videogame</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 May 2023 09:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[Social]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre il tempo medio trascorso su internet sale a circa 6 ore al giorno, varie forme di dipendenza dalla tecnologia&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/adolescenti-in-italia-oltre-700mila-dipendenti-da-social-e-videogame/">Adolescenti, in Italia oltre 700mila dipendenti da social e videogame</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Mentre il tempo medio trascorso su internet sale a circa 6 ore al giorno, varie forme di dipendenza dalla tecnologia dilagano fra i giovani.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Almeno 700 mila adolescenti in Italia sono dipendenti da web, social e videogame.</span></p>
<p id="ob"><span style="font-size: 14pt;">Di questi circa 100mila fanno uso compulsivo di TikTok e Instagram, quasi altrettanti si chiudono per mesi in camera passando ore sul web, mentre altri 500mila sono a rischio di dipendenza da videogiochi. Lo dimostra uno studio promosso dal Dipartimento Politiche Antidroga e dal Centro Nazionale Dipendenze dell&#8217;Istituto Superiore di Sanità, discusso a Cagliari a un convegno della Società di NeuroPsicoFarmacologia e Società di Neuropsichiatria dell&#8217;Infanzia e dell&#8217;Adolescenza.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Stando ai dati raccolti dall&#8217;Irccs Stella Maris e la Ausl di Bologna su oltre 8.700 studenti fra gli 11 e i 17 anni, quasi il 12% ha una forma di dipendenza dai videogiochi e il 2,5% fa un uso compulsivo dei social, mentre l&#8217;1,8% si chiude per mesi in camera vivendo su computer e smartphone. &#8220;I ragazzi oggi &#8211; spiega Claudio Mencacci, co-presidente Società di NeuroPsicoFarmacologi &#8211; sono più spesso vittime di ansia e depressione, meno inseriti nel tessuto sociale rispetto ai coetanei di 20 anni fa. Pandemia, guerre, crisi ambientali amplificano un disagio che era già presente&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">&#8220;Occorre osservarli, a casa e in classe &#8211; continua Matteo Balestrieri, professore di Psichiatria all&#8217;Università di Udine &#8211; per cogliere i segnali del disagio, imparando a discriminare i segni di un disturbo&#8221;. La dipendenza da dispositivi, spiega uno degli autori dello studio, Stefano Berloffa dell&#8217;Uoc di Psichiatria dell&#8217;Età Evolutiva, è riconoscibile da vari segni: impiego nei momenti di stress, astinenza, mentire sull&#8217;uso, perdita di altri interessi. Spesso si associa a disturbo ossessivo-compulsivo&#8221;.</span></p>
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		<title>Cefalee, oltre il 60% dei giovani nella fascia 8-18 anni ne soffre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 May 2023 09:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[mal di testa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le cefalee colpiscono oltre un bambino e ragazzo su 2, il 62% dei giovani di 8-18 anni (di cui il&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Le cefalee colpiscono oltre un bambino e ragazzo su 2, il 62% dei giovani di 8-18 anni (di cui il 38% nelle femmine e 27% maschi).</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Negli adulti la quota è inferiore, il 47% soffre di una qualche forma di mal di testa. È uno dei dati emersi da uno studio europeo coordinato da Agnese Onofri e Simona Sacco dell&#8217;Università dell&#8217;Aquila e pubblicato su The Journal of Headache and Pain.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Si tratta di una metanalisi senza precedenti, la più aggiornata in assoluto, che raccoglie dati provenienti da 5486 pubblicazioni sull&#8217;argomento, per andare ad analizzare in modo esaustivo la prevalenza delle cefalee pediatriche (nei giovani da 8 a 18 anni) a livello mondiale.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Le cefalee più diagnosticate in questa fascia di età sono emicrania e cefalea tensiva: l&#8217;emicrania colpisce l&#8217;11% dei bambini e ragazzi dagli 8 ai 18 anni, (più di uno su 10), poco meno che negli adulti (14-15%); la cefalea tensiva colpisce invece il 17% dei giovanissimi, ovvero quasi un giovanissimo su 5 (negli adulti è il 38%). &#8220;Se distinguiamo l&#8217;emicrania nelle sue varie forme &#8211; spiega all&#8217;ANSA Onofri &#8211; vediamo che a soffrire di emicrania senza aura è l&#8217;8% dei bambini/ragazzi, il 3% con aura&#8221;. L&#8217;esordio del disturbo è sempre intorno agli 8 anni, comunque nella preadolescenza, continua Onofri. Per la cefalea tensiva si possono fare diagnosi anche intorno ai 6 anni.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">&#8220;Il bambino che arriva negli ambulatori e riceve una diagnosi di emicrania &#8211; sottolinea l&#8217;esperta &#8211; ha spessissimo una familiarità, quindi pensiamo a una predisposizione genetica almeno nella metà dei casi. Ma influiscono anche problemi scolastici e un sovraccarico di attività, specie quelle sportive&#8221;, oggi invalso in età pediatrica. &#8220;Spesso gli stili di vita del bambino non sono così funzionali &#8211; precisa Onofri &#8211; hanno troppo carico sportivo, eccessivo uso di smartphone e dispositivi fino a tarda notte. Inoltre, spesso il bambino che soffre di emicrania e cefalee in generale presenta anche disturbi del sonno come difficoltà ad addormentarsi e risvegli notturni frequenti.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">È importante anche l&#8217;alimentazione, ad esempio evitare di saltare la colazione o evitare troppi carboidrati, lasciando spazio a frutta e verdura&#8221;. È per questo che sarebbe utile intervenire, quando si può, prima sugli stili di vita del bambino, rileva l&#8217;esperta. Per questo l&#8217;invito è rivolgersi a un centro specialistico prima possibile&#8221;. Con l&#8217;età il mal di testa tende poi a scomparire soprattutto nei bambini, mentre nelle femminucce tende a permanere anche in età adulta. In particolare per l&#8217;emicrania, in genere nell&#8217;infanzia e prima adolescenza bambini e bambini ne sono affetti in egual misura, ma questa prevalenza si inverte e la diagnosi diventa prettamente femminile nella tarda adolescenza quando intervengono fattori ormonali. Infine, conclude Onofri, &#8220;ci sono alcuni tipi di cefalee primarie sottostimate in età pediatrica e sarebbe importante rivedere le linee guida diagnostiche, sviluppandone di nuove specifiche per bambini e ragazzi. È cruciale lavorare su questa fascia di età per evitare il cronicizzarsi della cefalea in età adulta&#8221;. </span></p>
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		<title>Suicidi in età adolescenziale: l’assenza di risposte è causa di drammi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corrado Caso]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 May 2023 08:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[suicidi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo articolo non è uno studio psico-sociologico su un fenomeno in ascesa ma un modo per mettere in evidenza un&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/suicidi-in-eta-adolescenziale-lassenza-di-risposte-adeguate-possono-essere-causa-di-drammi/">Suicidi in età adolescenziale: l’assenza di risposte è causa di drammi</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Questo articolo non è uno studio psico-sociologico su un fenomeno in ascesa ma un modo per mettere in evidenza un problema sottostimato.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Gli ultimi anni sono attoniti testimoni del tragico aumento   del numero dei suicidi in età adolescenziale. Il lockdown con le stringenti regole del distanziamento, il conseguente impoverimento di relazioni sociali e il fenomeno del cyberbullismo è stato un ulteriore   terreno di coltura che ha favorito la sofferenza mentale nei nostri giovani. Un mare di solitudine è, nella realtà.  pandemia in pandemia. Siamo travolti da notizie di cronaca e impreparati nel leggere i segnali del disagio, nel sospettare l’epilogo di una vita. Ci troviamo di fronte a un’evidenza contenuta in un Report “Osservatorio suicidi-Istituto” per la ricerca in psichiatria e neuroscienze:  il numero di avvenuti suicidi tra gennaio e agosto 2022 è di 351 e  391 sono stati i tentativi suicidari.      Resta sospeso un giudizio in merito alle tante forme, velate da dubbio o pietà, nel risvolto tragico di incidenti d&#8217;auto, overdose, comportamenti estremi, anoressia, e bulimia. La conclusione è che, per molti giovani esiste questa soluzione, unica e definitiva, per la propria vita.                         <wbr />           </span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Adolescenza non facile, molte volte in famiglie e in una società, altrettanto non facili. Una   stagione della vita complessa tra profondi cambiamenti biologici e umorali. Ha le rughe estreme della malinconia e della euforia, dolorosi bipolarismi, la tendenza alla sperimentazione, alle sensazioni forti, all&#8217;uso di alcool e superalcolici, droghe, favoriti dal parere subdolo, tollerante o incurante espresso da quanti sono incapaci a prevedere le ombre della notte, il fenomeno nella sua pericolosità e propongono in alternativa un permissivismo assolutorio.  Un atteggiamento ipocrita che nasconde una seria incapacità a comprendere il fenomeno, a discuterne con chi è vittima, a orientare l’umanità di quanti ci circondano.  Non esistono soluzioni preconcette, luoghi comuni o zone tranquille, predicatori e cartomanti ma la consapevolezza che occorre un vero interesse, pensiero flessibile per accostarsi alle molteplici dinamiche dell’età: paesaggio di continua contraddizione, alterno e mobile, forte e debole. Si delinea un viaggio insieme, sofferto e solitario, vicino e distante, grande quanto l’eterna ricerca del senso della vita.   Su questa direttrice ci interroghiamo, a nostra volta interrogati, seguendo i termini reali di un confronto che si traduce, molte volte, in incongruenze educative, paternalismi e insofferenze, assenza del ruolo, se comporta un forte segnale di sofferenza e responsabilità, una sostanziale rinuncia su quanto è bene fare o rischiare nel processo di maturazione dei giovani.  La tendenza a formulare un giudizio negativo sul loro universo innalzando uno steccato di diffidenza e sfiducia è il segnale di una incapacità, una non “volontà” a farsi carico della reale natura e dei fenomeni che accompagnano questa età. L’adolescenza associa l&#8217;indole, lo spazio e il tempo dei giovani, ha mille volti mai definiti e prevedibili per interessare in forma diretta o mediata, anche il rapporto medico assistito.                    <wbr />          </span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Il medico di famiglia rappresenta, molto spesso, il primo osservatore a cui la famiglia si rivolge, uno spazio di intensa comunicazione verbale e gestuale, capace di organizzare interventi multidisciplinari, per individuare precocemente i segni del disagio.</span></p>
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		<title>Emicrania nei giovani, legame con ansia e depressione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 May 2023 09:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[mal di testa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;emicrania nei giovani può accompagnarsi a varie forme di disagio emotivo, uno studio pubblicato sulla rivista Jama Pediatrics mostra che&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/emicrania-nei-giovani-legame-con-ansia-e-depressione/">Emicrania nei giovani, legame con ansia e depressione</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">L&#8217;emicrania nei giovani può accompagnarsi a varie forme di disagio emotivo, uno studio pubblicato sulla rivista Jama Pediatrics mostra che bambini e adolescenti che soffrono di emicrania sono più a rischio di ansia e depressione.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">La ricerca &#8211; una revisione sistematica di centinaia di studi sull&#8217;emicrania nei giovanissimi &#8211; è stato svolto da Serena Orr dei Departments of Pediatrics and Clinical Neurosciences presso la University of Calgary, in Canada. Circa il 10% dei bambini e adolescenti soffre di emicrania, sottolinea Serena Orr in un&#8217;intervista all&#8217;ANSA.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">L&#8217;esperta ha considerato un campione di 2.121 giovani pazienti con emicrania, confrontandolo con 2.271 coetanei con altri tipi di cefalea e con 15.288 individui di controllo che non soffrivano di mal di testa. Ebbene è emerso che in presenza di emicrania la probabilità di soffrire di disturbi d&#8217;ansia e depressive è raddoppiata per i bambini e gli adolescenti rispetto ai coetanei che non soffrono di mal di testa. &#8220;Sulla base di questi risultati &#8211; sottolinea l&#8217;esperta &#8211; raccomandiamo che tutti i bambini e adolescenti con emicrania siano anche tenuti sotto controllo per i disturbi d&#8217;ansia e la depressione. Bisognerà comunque indagare se vi sia una relazione di causa-effetto tra ansia e depressione ed emicrania&#8221; e cosa viene prima, insomma se sia il mal di testa a causare ansia e depressione o viceversa. &#8220;Bisogna anche indagare &#8211; conclude &#8211; se bambini e adolescenti con emicrania e contemporaneamente con disturbi d&#8217;ansia e depressivi abbiano un diverso decorso del proprio mal di testa negli anni a venire&#8221;. </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/emicrania-nei-giovani-legame-con-ansia-e-depressione/">Emicrania nei giovani, legame con ansia e depressione</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<item>
		<title>Italia, troppi fumatori nella fascia 13/15 anni: divieto a scuola non funziona</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/italia-troppi-fumatori-nella-fascia-13-15-anni-divieto-a-scuola-non-funziona/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=italia-troppi-fumatori-nella-fascia-13-15-anni-divieto-a-scuola-non-funziona</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Apr 2023 09:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[fumatori]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia il 16% degli studenti tra 13 e 15 anni fuma regolarmente, in maggioranza ragazze, ed il divieto di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/italia-troppi-fumatori-nella-fascia-13-15-anni-divieto-a-scuola-non-funziona/">Italia, troppi fumatori nella fascia 13/15 anni: divieto a scuola non funziona</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">In Italia il 16% degli studenti tra 13 e 15 anni fuma regolarmente, in maggioranza ragazze, ed il divieto di fumo nelle scuole è ancora poco rispettato.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Il numero complessivo dei giovani fumatori è però calato complessivamente dal 2010 al 2022 passando dal 21% al 16%: uno studente su quattro ha usato almeno una volta nell&#8217;ultimo mese un prodotto tra sigarette, e-cig e prodotti a tabacco riscaldato e quasi uno su tre ha fumato una sigaretta tradizionale almeno una volta nella vita.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">    I dati emergono dalla Global Youth Tobacco Survey (Gyts), coordinata dall&#8217;Istituto Superiore di Sanità e condotta ogni quattro anni su un campione di 13-15enni delle scuole italiane (quest&#8217;anno oltre 2mila) che per la prima volta vede una maggiore percentuale di utilizzo tra le femmine rispetto ai maschi per tutti i prodotti considerati.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">L&#8217;indagine ha registrato anche una non sufficiente adesione al divieto di fumo nelle scuole, una forte esposizione dei ragazzi al fumo passivo, a casa o in auto, e una grande accessibilità a tutti i prodotti nonostante i divieti. Aumenta l&#8217;uso della e-cig che rilevato per la prima volta con l&#8217;indagine del 2018, è salito in 4 anni dal 18% al 20%. Anche il dispositivo a tabacco riscaldato, per la prima volta registrato nell&#8217;indagine 2022, viene utilizzato dal 14% dei fumatori abituali. Nonostante il decreto Tabacchi del 2016 preveda l&#8217;inasprimento delle sanzioni per inosservanza del divieto di vendita ai minori, l&#8217;indagine del 2022 rileva come queste misure non si siano ancora tradotte in una piena inaccessibilità per i minori a questi prodotti: un 13-15enne su 4 si è procurato le sigarette direttamente al tabaccaio (erano il 49% nel 2010) e il 14% dichiara di aver acquistato e-cig direttamente dai rivenditori. Per entrambi questi due prodotti quasi la metà dichiara di averli ottenute da un parente o un amico. Tra i fumatori abituali che hanno cercato di comprare le sigarette al tabaccaio, il 73% dichiara di non aver ricevuto alcun rifiuto dal venditore a causa della minore età (percentuale che nel 2010 raggiungeva il 92%). Ancora troppo alta, inoltre, l&#8217;esposizione al fumo passivo, nelle scuole, in casa e in auto. Nonostante dal 2003 la legge Sirchia imponga il divieto di fumo in tutti i locali chiusi, incluso le scuole, e dal 2013 il Ddl Lorenzin vieti il fumo nelle pertinenze esterne degli istituti scolastici, 1 studente su 3 riporta di aver visto fumare qualcuno all&#8217;interno della propria scuola e il 58% nelle pertinenze esterne (cortili, parcheggi, ecc.). Quasi la metà dei giovani intervistati (47%) dichiara che qualcuno ha fumato in casa in sua presenza. </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/italia-troppi-fumatori-nella-fascia-13-15-anni-divieto-a-scuola-non-funziona/">Italia, troppi fumatori nella fascia 13/15 anni: divieto a scuola non funziona</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<item>
		<title>Italia, quasi 2 milioni di adolescenti con dipendenze comportamentali</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/italia-quasi-2-milioni-di-adolescenti-con-dipendenze-comportamentali/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=italia-quasi-2-milioni-di-adolescenti-con-dipendenze-comportamentali</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Mar 2023 09:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quasi 2 milioni di adolescenti in Italia presentano caratteristiche compatibili con una dipendenza comportamentale: 1,2 milioni di dipendenza dal cibo,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/italia-quasi-2-milioni-di-adolescenti-con-dipendenze-comportamentali/">Italia, quasi 2 milioni di adolescenti con dipendenze comportamentali</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Quasi 2 milioni di adolescenti in Italia presentano caratteristiche compatibili con una dipendenza comportamentale: 1,2 milioni di dipendenza dal cibo, quasi 500mila da videogiochi; circa 100mila da social media.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Sono oltre 65 mila, invece, i ragazzi che fuggono dai rapporti sociali (il cosiddetto Hikikomori). È quanto ha rilevato lo studio &#8216;Dipendenze comportamentali nella Generazione Z&#8217;, frutto di un accordo tra il Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell&#8217;Istituto Superiore di Sanità, presentato oggi all&#8217;Iss.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">La ricerca, realizzata con EXPLORA Addiction Research Division, ha coinvolto più di 8.700 studenti tra gli 11 e i 17 anni e 1.044 genitori.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">    È quella dal cibo la dipendenza più diffusa: coinvolge 1.152.000 studenti tra gli 11 e i 17 anni, la gran parte femmine, specie delle scuole superiori. Quasi 1 su 10 presenta un rischio grave. Tra questi, nella fascia di età 11-13 anni, il rischio di soffrire di depressione moderatamente grave o grave è 11,62 volte più alto.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">    Tra i comportamenti a rischio dipendenza, il gaming è al secondo posto: riguarda il 12% degli studenti. In questo caso, il fenomeno è soprattutto maschile: tra i maschi delle secondarie di primo grado ne soffre quasi 1 su 5 (il 18%); il fenomeno tende ad attenuarsi all&#8217;aumentare dell&#8217;età.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">    Un ragazzo su 40 (il 2,5%) ha invece un comportamento compatibile con la dipendenza da social media; la percentuale è più alta nelle ragazze tra i 14 e i 17 anni, che, insieme alla dipendenza, presentano un rischio 10,2 volte più alto di soffrire di ansia sociale grave o molto grave e 5,5 volte più alto di avere un carattere di alta impulsività.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">    Anche se i numeri sono più contenuti, preoccupa il fenomeno dell&#8217;isolamento sociale (o Hikikomori). Gli studenti di 11-13 anni che hanno indicato di essersi isolati tutti i giorni negli ultimi 6 mesi sono stati l&#8217;1,8% (circa 30.175), mentre la percentuale degli studenti 14-17 anni è del 1,6% (circa 35.792).</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">    L&#8217;età più critica sono i 13 anni. </span></p>
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