Mascherine dietro le sbarre

Mascherine dietro le sbarre

26 Maggio 2020 0 Di Giuseppe Manzo

La casa circondariale di Salerno, insieme a due altri istituti di pena italiani, avvierà la produzione di presidi sanitari per la tutela personale.

 

C’è anche la casa circondariale “Antonio Caputo” di Salerno, insieme agli Istituti penitenziari di Milano Bollate e Rebibbia di Roma, nella produzione di mascherine.

Oggi il commissario straordinario di governo per l’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri, firmerà il protocollo con il ministro della giustizia, Alfonso Buonafede, per avviare la produzione di mascherine nei tre istituti penitenziari italiani.

Il protocollo prevede l’acquisto di otto macchinari: due saranno installati nel carcere di Milano Bollate, che ne riceverà altri due in seguito; due nel carcere di Salerno e due nel Polo di Roma Rebibbia.

Su ciascuna macchina, in grado di assicurare la produzione di cinquantamila pezzi al giorno, lavoreranno quaranta detenuti, selezionati appositamente per questo progetto, distribuiti in quattro turni di sei ore.

Il ciclo produttivo comprende anche la ricezione e la preparazione del tessuto non tessuto (Tnt) nonché lo stoccaggio e la sanificazione delle mascherine.

Dunque, a giorni nasceranno veri e propri laboratori all’interno dei tre stabilimenti penitenziari dove i detenuti, coordinati da un tecnico di sartoria, inizieranno a produrre mascherine rispondenti ai requisiti imposti dal protocollo anti-Covid.