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	<title>ASSOCIAZIONI Archivi - TuttoSanità</title>
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	<title>ASSOCIAZIONI Archivi - TuttoSanità</title>
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		<title>CCNL, Coina: &#8220;no agli avanzamenti di carriera senza compenso&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 04:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ASSOCIAZIONI]]></category>
		<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[carriere]]></category>
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		<category><![CDATA[contratto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Le progressioni di carriera a costo zero rappresentano l’ennesimo paradosso che rischia di scaricare il prezzo delle discutibili scelte contrattuali&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/ccnl-coina-no-agli-avanzamenti-di-carriera-senza-compenso/">CCNL, Coina: &#8220;no agli avanzamenti di carriera senza compenso&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: large;">«Le progressioni di carriera a costo zero rappresentano l’ennesimo paradosso che rischia di scaricare il prezzo delle discutibili scelte contrattuali proprio sui professionisti sanitari del comparto.» È durissima la presa di posizione del <b>Coina – Sindacato delle Professioni Sanitarie</b> dopo la nuova giornata di trattativa per il rinnovo del CCNL Sanità 2025-2027.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Per il COINA, le proposte contenute nella bozza ARAN confermano una contraddizione che non può essere ignorata: si prevedono avanzamenti professionali senza prevedere nuove risorse economiche.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">«La stessa ARAN ha sostanzialmente ammesso che non esistono finanziamenti aggiuntivi per sostenere queste operazioni (vedi il passaggio degli autisti soccorritori nell’area assistenti) – dichiara il <b>segretario nazionale Marco Ceccarelli</b> –. Di fronte a questa realtà, parlare di progressioni &#8220;senza incremento di spesa&#8221; significa inevitabilmente chiedersi con quali risorse saranno finanziate. </span></p>
<p><span style="font-size: large;">Le progressioni non si fanno a costo zero. Se non arrivano nuovi fondi, il rischio concreto è che vengano pagate utilizzando il monte risorse destinato all&#8217;intero comparto. Tradotto: si mettono le mani nelle tasche di infermieri, ostetriche, tecnici sanitari e di tutti gli altri professionisti della sanità.»</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Per il COINA nessuno mette in discussione il valore degli autisti soccorritori né il diritto di ogni categoria ad essere valorizzata.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">«Ogni crescita professionale merita rispetto e può essere sostenuta. Ma deve essere accompagnata da risorse dedicate. Diversamente si costruisce una guerra tra lavoratori che non appartiene al mondo della sanità. Non è accettabile promuovere una categoria utilizzando risorse che appartengono a tutti gli altri professionisti del comparto.»</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Il sindacato punta il dito anche contro le organizzazioni sindacali che stanno sostenendo questa impostazione.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">«I sindacati generalisti che stanno avallando queste proposte dovrebbero spiegare ai lavoratori perché ritengono accettabile costruire progressioni senza pretendere nuovi finanziamenti. </span></p>
<p><span style="font-size: large;">Ma anche le organizzazioni che rappresentano le professioni sanitarie devono uscire da un atteggiamento troppo debole. È arrivato il momento di difendere con determinazione infermieri e professionisti sanitari, senza ambiguità e senza compromessi.»</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Il COINA richiama inoltre un&#8217;altra evidente contraddizione della trattativa.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">«Si ipotizzano nuovi inquadramenti per alcune figure, mentre nelle ambulanze le responsabilità cliniche, assistenziali e professionali continueranno inevitabilmente a ricadere sugli infermieri. A loro restano gli obblighi, i rischi e le responsabilità, mentre si corre perfino il pericolo di sottrarre risorse economiche destinate alla valorizzazione delle professioni sanitarie.»</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Per il COINA questa vicenda dimostra ancora una volta come l&#8217;attuale modello contrattuale abbia ormai esaurito la propria funzione.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">«Continuare a tenere insieme professionalità profondamente diverse, con responsabilità diametralmente opposte, significa alimentare conflitti, distribuire risorse sempre più insufficienti e rinviare il vero riconoscimento delle competenze. Infermieri, ostetriche e professionisti sanitari dell&#8217;area non medica hanno responsabilità, percorsi formativi e funzioni che richiedono un impianto contrattuale autonomo.»</span></p>
<p><span style="font-size: large;"><b>Marco Ceccarelli</b> conclude: «Il COINA ribadisce, da tempo, con forza, la necessità di un contratto dedicato esclusivamente alle professioni sanitarie dell&#8217;area non medica. Solo così sarà possibile valorizzare davvero infermieri, ostetriche e tutti i professionisti sanitari secondo competenze, responsabilità e percorsi di carriera propri. </span></p>
<p><span style="font-size: large;">La sanità italiana ha bisogno di investimenti veri, non di operazioni contabili che finiscono per impoverire chi ogni giorno garantisce il funzionamento del Servizio sanitario nazionale. Basta scaricare il costo delle scelte contrattuali sugli stessi professionisti che tengono in piedi il Sistema sanitario nazionale».</span></p>
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		<item>
		<title>L&#8217;associazione malati di Alzheimer chiede un confronto sereno con l&#8217;Aifa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 04:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[ASSOCIAZIONI]]></category>
		<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo il dibattito acceso di questi giorni, scaturito dal secondo parere negativo espresso dalla Commissione Scientifica ed Economica del Farmaco&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/lassociazione-malati-di-alzheimer-chiede-un-confronto-sereno-con-laifa/">L&#8217;associazione malati di Alzheimer chiede un confronto sereno con l&#8217;Aifa</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;">Dopo il dibattito acceso di questi giorni, scaturito dal secondo parere negativo espresso dalla Commissione Scientifica ed Economica del Farmaco (CSE)rispetto all&#8217;impiego di alcuni famaci, AIMA – Associazione Italiana Malattia di Alzheimer lancia un appello a tutte le parti coinvolte affinché il confronto prosegua e sia utilizzato ogni margine ancora disponibile per individuare una soluzione nell&#8217;interesse dei pazienti e del Paese.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;">“Abbiamo espresso con chiarezza la nostra delusione per la decisione della CSE. Oggi, però, sentiamo il dovere di richiamare tutti a un atto di responsabilità, per non perdere l’occasione di intervenire sull’intera rete di cura dell’Alzheimer. Il confronto non può fermarsi qui. È il momento che ciascuno faccia fino in fondo la propria parte, mettendo il bene dei pazienti davanti a ogni altra considerazione” ha dichiarato Patrizia Spadin, Presidente di AIMA.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;">“Si è parlato molto dello stop all&#8217;innovazione e alla ricerca, della delusione dei pazienti che avrebbero potuto accedere alle nuove terapie e dello sconforto degli specialisti che hanno già avuto modo di utilizzarle. Tutti temi importanti. Ma il rischio ancora più grande è perdere la straordinaria opportunità di rafforzare finalmente la rete italiana per la diagnosi e la presa in carico dell&#8217;Alzheimer. Il sì alle nuove terapie può rappresentare la spinta decisiva a colmare i divari territoriali, rafforzare i Centri per i disturbi cognitivi e le demenze e rendere più uniforme l&#8217;accesso ai percorsi di cura in tutto il Paese” ha aggiunto Spadin.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;">“Chiediamo a istituzioni, comunità scientifica e aziende di non considerare concluso questo percorso. C&#8217;è ancora spazio per il dialogo e per una soluzione condivisa, che consenta di non disperdere un&#8217;occasione storica per i pazienti e le loro famiglie. Se non ora, quando?” ha concluso Spadin.</span></p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<item>
		<title>Aima: grave la decisione dell&#8217;Aifa di bocciare alcuni farmaci essenziali per i malati di  Alzheimer</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2026 06:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ASSOCIAZIONI]]></category>
		<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[Alzheimer]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217; Associazione Italiana Malattia di Alzheimer esprime profonda indignazione per la decisione della Commissione Scientifica ed Economica del Farmaco (CSE)&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;">L&#8217; Associazione Italiana Malattia di Alzheimer esprime profonda indignazione per la decisione della Commissione Scientifica ed Economica del Farmaco (CSE) di confermare, per la seconda volta, il proprio orientamento contrario alla rimborsabilità delle prime terapie in grado di rallentare la progressione della malattia di Alzheimer nelle sue fasi iniziali. L&#8217;Associazione giudica inoltre irrispettoso il richiamo, contenuto nelle motivazioni del provvedimento, agli interventi di training e stimolazione cognitiva. Per AIMA, il secondo no della CSE priva i pazienti della possibilità di accedere alle prime terapie innovative e rischia di lasciare ancora una volta immutato il sistema di assistenza all&#8217;Alzheimer nel nostro Paese.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;">“Siamo scandalizzati da questa scelta” ha dichiarato Patrizia Spadin, Presidente di AIMA. “Dopo oltre ventisei anni di attesa, da quando il Progetto Cronos aprì una nuova stagione nella cura dell&#8217;Alzheimer, finalmente la ricerca aveva messo a disposizione le prime terapie capaci di rallentare la progressione della malattia. Con questo secondo no si sceglie invece di chiudere la porta all&#8217;innovazione e di spegnere la speranza dei pazienti e delle loro famiglie” ha continuato Spadin.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;">“Ciò che ho trovato ancora più offensivo è il richiamo, contenuto nelle motivazioni del provvedimento, agli interventi di training e stimolazione cognitiva. È un messaggio profondamente sbagliato, irrispettoso e inadeguato, soprattutto perché non spetta all&#8217;ente regolatorio richiamare interventi non farmacologici nel momento in cui nega ai pazienti l&#8217;accesso alle prime terapie innovative. Vorremmo inoltre chiedere alla Commissione dove immagina che le persone con Alzheimer possano trovare questi percorsi. In molte aree del Paese semplicemente non esistono; dove sono disponibili, sono spesso accessibili solo privatamente e con costi che molte famiglie non sono in grado di sostenere. È davvero questa la risposta che il Servizio sanitario nazionale vuole dare ai malati?” ha aggiunto Spadin.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;">“Da mesi sosteniamo che l&#8217;arrivo di queste terapie avrebbe rappresentato l&#8217;occasione per rafforzare i Centri per i disturbi cognitivi e le demenze, investire nella diagnosi precoce, formare il personale e ridurre le profonde disuguaglianze territoriali che caratterizzano oggi l&#8217;assistenza. Si preferisce invece lasciare tutto com&#8217;è, rinviando ancora una volta gli investimenti che aspettiamo da anni. È un&#8217;occasione persa che il Paese e in particolare famiglie e pazienti rischiano di pagare molto cara” ha concluso Spadin. </span></p>
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		<item>
		<title>La ricetta Fiaso per combattere l&#8217;obesità</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/la-ricetta-fiaso-per-combattere-lobesita/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-ricetta-fiaso-per-combattere-lobesita</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 04:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[ASSOCIAZIONI]]></category>
		<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Fiaso]]></category>
		<category><![CDATA[obesità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;obesità è una delle emergenze sanitarie e sociali più gravi del nostro tempo. In Italia, il 46% degli adulti e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/la-ricetta-fiaso-per-combattere-lobesita/">La ricetta Fiaso per combattere l&#8217;obesità</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">L&#8217;obesità è una delle emergenze sanitarie e sociali più gravi del nostro tempo. In Italia, il 46% degli</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">adulti e ben il 42% dei bambini tra i 7 e i 9 anni è in sovrappeso o obeso, una condizione che</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">espone fin dall’infanzia a un rischio elevato di sviluppare malattie croniche come diabete, tumori,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">patologie cardiovascolari e disturbi psichici.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Per affrontare questa sfida in modo sistemico e coerente con le più avanzate evidenze scientifiche</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">internazionali, Fiaso, Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere, ha promosso la Rete</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">italiana obesità, una piattaforma permanente dedicata alla prevenzione, alla cura e all’innovazione</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">in ambito nutrizionale e ambientale.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Fiaso è impegnata in prima linea per favorire lo sviluppo di sinergie operative e strategie condivise</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">su tutto il territorio nazionale, creando un’alleanza stabile tra aziende sanitarie, enti locali, scuole,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">università, associazioni civiche, società scientifiche e mondo produttivo. L’iniziativa si affianca e</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">rafforza il lavoro avviato dal Ministero della Salute per l’inserimento dell’obesità nei livelli essenziali</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">di assistenza (Lea), con l’obiettivo di riconoscerla e trattarla come una vera e propria patologia</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">cronica.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“La lotta all’obesità è la vera frontiera della prevenzione: un’azione prioritaria, validata da tutte le</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">linee guida scientifiche internazionali. Intervenire su questa condizione significa prevenire molte</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">delle principali malattie croniche e garantire la sostenibilità del sistema sanitario. In questo</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">contesto, l’intelligenza artificiale rappresenta uno strumento strategico: ci consente di analizzare i</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">dati in modo predittivo e di costruire interventi mirati, personalizzati, tempestivi”, dichiara Giovanni</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Migliore, presidente Fiaso.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La Federazione propone una visione integrata fondata su sei pilastri:</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">1. Prevenzione territoriale, con il coinvolgimento di Comuni, scuole e società sportive.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">2. Formazione dei professionisti sanitari, in particolare medici di famiglia e farmacisti.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">3. Analisi dei dati e innovazione digitale, con l’impiego di tecnologie avanzate come l’intelligenza</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">artificiale.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">4. Integrazione dell’assistenza, per percorsi di cura personalizzati e continui.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">5. Approccio One Health, che collega salute, ambiente e stili di vita.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">6. Partenariati pubblico-privati, per unire competenze e risorse in una missione condivisa.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Con questa iniziativa – conclude Migliore – Fiaso conferma il proprio ruolo di motore</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">dell’innovazione nella sanità pubblica e rilancia una sfida decisiva: trasformare la lotta</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">all’obesità in un’opportunità concreta per migliorare salute, equità e sostenibilità del nostro</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">sistema sanitario”.</span></p>
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		<item>
		<title>medici di famiglia, Ruolo unico: polemiche senza fine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Persico*]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 13:50:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ASSOCIAZIONI]]></category>
		<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
		<category><![CDATA[medici]]></category>
		<category><![CDATA[ucad]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Asl Caserta, il “caso” UCAD: decisioni contestate e ombre sul Ruolo Unico. Sta facendo discutere quanto accaduto nell’ambito dell’UCAD del&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/medici-di-famiglia-ruolo-unico-polemiche-senza-fine/">medici di famiglia, Ruolo unico: polemiche senza fine</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="gs">
<div class="   ">
<div id=":rc" class="ii gt">
<div id=":se" class="a3s aiL ">
<div id="avWBGd-99">
<div dir="auto">
<div dir="auto"><strong><span style="font-size: 14pt;">Asl Caserta, il “caso” UCAD: decisioni contestate e ombre sul Ruolo Unico.</span></strong></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">Sta facendo discutere quanto accaduto nell’ambito dell’UCAD del Distretto 18 dell’ASL di Caserta, dove sarebbero state assunte decisioni che, secondo numerosi medici convenzionati, apparirebbero in evidente contrasto con l’ACN della Medicina Generale.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">Al centro della vicenda vi sarebbe la posizione della Direttrice del Distretto, Dott.ssa Angela Sciorio, che avrebbe avallato la revoca dell’adesione al Ruolo Unico da parte dei dottori M.P. e G.C., medici che avevano formalmente optato per tale assetto contrattuale lo scorso anno.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">Fin qui, apparentemente, nulla di anomalo. Tuttavia, il nodo della questione riguarda proprio il fatto che, secondo quanto previsto dall’ACN vigente, l’adesione al Ruolo Unico non sarebbe revocabile una volta perfezionata, salvo specifiche e tassative condizioni previste dalla normativa contrattuale nazionale.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">La circostanza che starebbe suscitando maggiori polemiche è però un’altra: i due medici interessati dalla revoca sarebbero essi stessi componenti dell’UCAD del Distretto 18 e avrebbero partecipato alla verbalizzazione della decisione favorevole alla propria posizione.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">Una situazione che, se confermata, aprirebbe interrogativi non solo sulla correttezza amministrativa dell’iter adottato, ma anche sull’opportunità istituzionale e sul possibile conflitto di interessi nella partecipazione alla discussione e alla verbalizzazione di atti riguardanti direttamente la propria posizione professionale.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">Diverse sigle sindacali starebbero già valutando la trasmissione degli atti agli organi competenti per verificare:</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">* la legittimità della revoca del Ruolo Unico;</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">* la conformità delle decisioni adottate rispetto all’ACN;</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">* la regolarità della composizione deliberativa dell’UCAD;</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">* l’eventuale incompatibilità derivante dalla partecipazione diretta degli interessati alla discussione e verbalizzazione.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">La vicenda rischia di aprire un nuovo fronte di tensione nella già complessa gestione organizzativa della medicina territoriale campana, soprattutto in una fase storica caratterizzata dall’attuazione delle Case di Comunità, del Ruolo Unico e della riorganizzazione della medicina convenzionata.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">Molti medici del territorio chiedono ora trasparenza assoluta, pubblicazione integrale dei verbali e chiarimenti ufficiali da parte della Direzione Strategica dell’ASL Caserta, affinché venga fugato ogni dubbio sulla correttezza delle procedure adottate.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">Perché quando si amministrano regole contrattuali che incidono sul futuro professionale dei medici, il rispetto delle norme e l’imparzialità degli organismi rappresentativi dovrebbero essere principi inderogabili.</span></div>
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<div id="avWBGd-100" class="WhmR8e" data-hash="0"></div>
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		<title>Come sta cambiando la figura del chirurgo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 05:00:52 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tempi moderni. Ovverossia, le &#8220;nuove frontiere della chirurgia&#8221; alla luce delle mutate esigenze. Si stanno facendo sempre più strada, infatti,&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Tempi moderni. Ovverossia, le &#8220;nuove frontiere della chirurgia&#8221; alla luce delle mutate esigenze. Si stanno facendo sempre più strada, infatti, i nuovi bisogni dei pazienti che oggi, a quanto pare, non cercano solo un bravo chirurgo, ma vogliono appartenere a un sistema di valori, come dimostrano le iniziative a sfondo sociale tra cui il progetto contro la violenza di genere con l&#8217;Associazione &#8216;In Mani Sicure'&#8221;. Così il dottor Arturo Amoroso, specialista in Chirurgia Plastica, Estetica e Ricostruttiva, nel corso del &#8220;Bright Talents Italia 2026&#8221;. Nel corso della tre giorni dedicata all&#8217;innovazione e al confronto clinico, Amoroso, si rileva in una nota, ha offerto un contributo trasversale. Uno dei momenti più dibattuti dell&#8217;evento è stato il suo intervento dedicato al ruolo dei social media e alla strategia di brand image in campo medico scientifico. Il dottor Amoroso ha condiviso i risultati conseguiti in circa tredici anni di strategie di comunicazione.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Amoroso ha offerto un&#8217;analisi su come sia radicalmente cambiata la comunicazione medica: &#8220;Dall&#8217;era pre-2010, in cui il medico rappresentava un&#8217;autorità inaccessibile e l&#8217;asimmetria informativa era totale, all&#8217;odierna democratizzazione dettata dalle piattaforme web e social&#8221;. In questo mutato scenario, ha messo in guardia i giovani colleghi dalla trappola di diventare una semplice &#8220;macchina da before/after&#8221;: &#8220;Un approccio che attrae la massa, ma non conferisce autorevolezza nel lungo periodo, poiché il paziente finisce per scegliere solo un risultato temporaneo e non il professionista&#8221;</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"> &#8220;Essere tra gli ambassador di Bright Talents Italia &#8211; ha affermato Arturo Amoroso &#8211; è stata un&#8217;esperienza di altissimo valore. L&#8217;impostazione innovativa voluta da Polytech ci ha permesso di comprendere la delicatezza delle prossime sfide in materia di chirurgia plastica e, allo stesso tempo, di analizzare l&#8217;impatto dirompente dei nuovi media sulla nostra pratica. Se c&#8217;è un messaggio che spero di aver trasmesso ai colleghi più giovani è questo: nei prossimi anni, i pazienti non cercheranno il chirurgo migliore in senso assoluto, ma cercheranno quello in cui si riconoscono&#8221;.</span></p>
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		<title>Il Monaldi celebra il sacrificio di due operatori, caduti per portare soccorso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2025 13:40:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Eroi per sempre. L’Azienda Ospedaliera dei Colli ricorda l’ispettore Antonio Raimondo e l’infermiera Gaetanina “Nina” Scotto di Perrotolo, morti il&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;"><strong>Eroi per sempre. L’Azienda Ospedaliera dei Colli ricorda l’ispettore Antonio Raimondo e l’infermiera Gaetanina “Nina” Scotto di Perrotolo</strong>, morti il 18 novembre 1995 durante un intervento di elisoccorso a Procida. Anche per onorare la loro memoria, nell’Aula Magna dell’Ospedale Monaldi si è tenuto stamattina – moderato dal giornalista Antonio Magliulo &#8211; un incontro dal titolo “Una vita in volo: sicurezza sul lavoro”, promosso per rinnovare l’impegno a tutela di chi ogni giorno opera in condizioni ad alto rischio. L’iniziativa, aperta dai saluti istituzionali del direttore generale Anna Iervolino, ha riunito rappresentanti della Polizia di Stato, dell’Aeronautica Militare, esperti di sicurezza sul lavoro, INAIL, cardiochirurghi e prelevatori d’organo, insieme al CRT Campania, per riflettere su prevenzione, procedure e responsabilità nelle attività di soccorso e trasporto in emergenza. Come detto, al centro della giornata il ricordo dell’ispettore Raimondo e dell’infermiera Scotto di Perrotolo. Durante l’intervento di elisoccorso le condizioni meteo avverse e il terreno bagnato resero instabile l’elicottero della Polizia di Stato. Dopo l’atterraggio, con le pale ancora in rotazione, il velivolo iniziò a oscillare pericolosamente: Raimondo, ispettore specialista di volo del Reparto Volo della Polizia, cercò di allontanare le persone dalla zona di rischio, venendo però colpito mortalmente da una pala del rotore, insieme all’infermiera Scotto di Perrotolo. A Raimondo è stata conferita la Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria, e il loro sacrificio è divenuto negli anni un monito permanente sull’importanza di condizioni operative sicure, procedure adeguate e tutela di chi presta soccorso in scenari difficili e imprevedibili. «Ricordare chi, come loro, ha perso la vita mentre cercava di salvarne un’altra – ha sottolineato il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, Anna Iervolino – significa assumere un impegno concreto: nessuna emergenza deve comportare un passo indietro sulla sicurezza. Ogni intervento, ogni trasporto, ogni procedura deve mettere al centro l’incolumità di operatori e pazienti. Solo così il ricordo del loro sacrificio diventa responsabilità quotidiana e scelta organizzativa, non semplice commemorazione». La famiglia dell’ispettore ha poi voluto donare all’Azienda Ospedaliera dei Colli attrezzatura per il comfort e il benessere dei pazienti.</span></p>
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		<title>Donazioni e trapianti, le Associazioni di Avellino e Salerno in campo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Apr 2025 07:30:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ASSOCIAZIONI]]></category>
		<category><![CDATA[AVELLINO]]></category>
		<category><![CDATA[SALERNO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione della Giornata Nazionale per la Donazione e il Trapianto di Organi e Tessuti, la Federazione Italiana Nefropatici Trapiantati&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;">In occasione della Giornata Nazionale per la Donazione e il Trapianto di Organi e Tessuti, la Federazione Italiana Nefropatici Trapiantati Rene e Donatori di Avellino/Salerno, insieme all’Associazione Italiana Donatori Organi (AIDO) provinciale di Salerno e allo sportello Amico Trapianti dell’Azienda Ospedaliera Universitaria &#8220;San Giovanni di Dio e Ruggi d&#8217;Aragona&#8221; di Salerno, saranno presso l’ospedale &#8220;Gaetano Fucito&#8221; in Mercato San Severino località Curteri, in provincia di Salerno, tra Informazioni ed Emozioni.</span><br />
<span style="font-size: 18px;">La mattinata inizierà dalle ore 9 con info-point abilitati alla raccolta di adesioni alla donazione; alle 11,30, presso la Cappella dell’ospedale, si vivrà insieme una particolare Via Crucis, “La via del Dono” dedicata alle donazioni, attraverso riflessioni e preghiere.</span><br />
<span style="font-size: 18px;">L’iniziativa si avvale, inoltre, del patrocinio del Comune di Mercato San Severino, dell’Azienda Ospedaliera Universitaria &#8220;San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona&#8221; dell’ospedale &#8220;Gaetano Fucito&#8221;, della Pro Loco e del Lions club di Mercato San Severino. Un ringraziamento particolare al cappellano don Raffaele De Cristofaro, sempre vicino ai temi che riguardano la vita.</span></p>
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		<title>Anziani ammalati di solitudine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 07:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[ASSOCIAZIONI]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Italia si conferma un Paese particolarmente ostile per gli anziani, non solo a causa delle patologie fisiche, ma soprattutto per&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;">L’Italia si conferma un Paese particolarmente ostile per gli anziani, non solo a causa delle patologie fisiche, ma soprattutto per il peso della solitudine. Un fenomeno che comporta gravi conseguenze sulla salute mentale e fisica. La solitudine è spesso preludio della depressione, che aumenta il rischio di altre patologie e di suicidi. Il tasso di solitudine è il doppio rispetto alla media dei Paesi europei: coloro che non hanno nessuno a cui chiedere aiuto sono il 14%, mentre chi non ha nessuno a cui raccontare cose personali il 12%, a fronte di una media europea del 6,1% (dati Eurostat). La solitudine non è solo un problema sociale, ma anche clinico, essendo associata ad un aumento del rischio di depressione, disturbi del sonno, demenza e malattie cardiovascolari. Questi temi saranno al centro del 25° Congresso dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria, che si tiene presso il Padova Congress, Via Goldoni, 8, dal 27 al 29 marzo.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><strong>La solitudine un&#8217;epidemia sociale che aumenta i rischi di demenza e di mortalità.</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">I determinanti sociali, ossia i fattori che influenzano la salute come le condizioni economiche, abitative e relazionali, incidono notevolmente sulla salute degli anziani, nonostante siano giunti tardivamente all’attenzione dei clinici e siano troppo spesso ancora trascurati.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">“L’impatto dei fattori che influenzano la salute come le condizioni economiche, abitative e relazionali è pari se non superiore alle cure mediche – sottolinea il Prof. Diego De Leo, Presidente AIP – Non tenere in considerazione queste condizioni rappresenta un grave rischio. La solitudine è un’epidemia sociale che aumenta il rischio di demenza del 50% e la premortalità del 30%; il suo impatto è paragonabile al tabagismo cronico e all’obesità. Alcuni Paesi si sono dotati di strumenti come Linee Guida o raccomandazioni per affrontare questa realtà. In Italia non vi è ancora un approccio definito, nonostante sia il Paese più vecchio al mondo dopo il Giappone. Diversi elementi concorrono a peggiorare la situazione: lo spopolamento dei centri storici, la chiusura dei negozi di prossimità, il proliferare delle truffe agli anziani, la discriminazione nota come ageismo. Questi elementi innescano un processo di svilimento che porta alla depressione e spesso al suicidio: i suicidi degli anziani sono infatti il 37% di quelli totali, sebbene gli anziani rappresentino il 24% della popolazione generale. La ragione di questo dato risiede nel fatto che i nostri anziani sono tra i più maltrattati al mondo. Questo fenomeno riguarda soprattutto gli uomini, le città e le persone con più di 80 anni: in queste sottopopolazioni la frequenza di suicidi ha raggiunto livelli intollerabili. Il suicidio di una persona anziana è anche un segno tremendo per un giovane, il quale non riceve un messaggio di resilienza ma di arrendevolezza”.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><strong>Incubi e disturbi del sonno: primi segni di una depressione imminente.</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">I primi sintomi delle conseguenze di una marginalità sociale dell’anziano sulla psiche possono emergere dai disturbi del sonno e dalla maggior frequenza di incubi, che può a sua volta favorire lo stato depressivo. “Circa il 20% dei bambini e il 6% degli adulti hanno incubi frequenti – spiega il Prof. Diego De Leo – Gli incubi persistenti che interferiscono con la vita quotidiana possono essere diagnosticati come disturbo da incubi, una condizione di salute mentale in cui incubi frequenti e gravi possono rendere difficile affrontare la giornata. La frequenza degli incubi aumenta con l’età: la prevalenza è di oltre tre volte superiore tra coloro che hanno più di 70 anni (6,3%) rispetto agli adulti tra i 50 e i 70 anni (1,8%). È stata riscontrata anche un’associazione con ideazione suicidaria, depressione e stress. Esiste una forte correlazione tra incubi e rischio di suicidio: gli individui con incubi frequenti hanno maggiori probabilità di tentare il suicidio e di adottare comportamenti autolesionistici”.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Fondazione Ebris, al via &#8220;Happy New Ebris&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Dec 2024 07:30:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ASSOCIAZIONI]]></category>
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		<category><![CDATA[SALERNO]]></category>
		<category><![CDATA[Fabris]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Fondazione EBRIS dà il benvenuto al nuovo anno con l’edizione 2024 dell’appuntamento annuale Happy New EBRIS, in programma  questo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/fondazione-ebris-al-via-happy-new-ebris/">Fondazione Ebris, al via &#8220;Happy New Ebris&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">La Fondazione EBRIS dà il benvenuto al nuovo anno con l’edizione 2024 dell’appuntamento annuale Happy New EBRIS, in programma  questo pomeriggio, alle 17.30, presso la sede della Fondazione in via Salvatore De Renzi 50, a Salerno.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Il tema scelto per questa edizione, “Armonia della vita – Contaminazione dei saperi”, invita a riflettere sulla complessità e sull’interconnessione tra i sistemi biologico, culturale ed economico, in un’ottica di equilibrio, sostenibilità e dialogo tra discipline.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Un programma denso di contenuti e contaminazioni</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La serata si aprirà con un benvenuto in musica, grazie alla performance del Coro Pop a Cappella del Conservatorio “G. Martucci” di Salerno, diretto dal maestro Alessandro Tino. Ad introdurre l’incontro sarà Giulio Corrivetti, Vicepresidente del CdA della Fondazione EBRIS. A seguire, prenderanno parte al dibattito figure di spicco del mondo accademico e culturale:</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">•⁠  ⁠Alessio Fasano, presidente del CdA della Fondazione EBRIS, figura di riferimento internazionale per la ricerca medica;</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">•⁠  ⁠Bice Della Piana, professoressa di Cross Cultural Management e direttrice del 3CLab presso l’Università di Salerno, esperta di dinamiche interculturali nei contesti economici e aziendali;</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">•⁠  ⁠Alfonso Amendola, professore di Sociologia dei processi culturali e Internet Studies presso l’Università di Salerno, con un approccio interdisciplinare tra tecnologia, arte e società.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">A moderare l’incontro sarà Giovanna Di Giorgio, giornalista de “Il Mattino”.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Una riflessione sulle “armonie” che governano i sistemi</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Attraverso il confronto tra voci provenienti da diversi ambiti del sapere, Happy New EBRIS 2024 esplorerà l’idea di armonia come equilibrio e interdipendenza all’interno di sistemi complessi: dal microbiota, custode del benessere biologico e simbolo di interconnessione vitale, al mondo culturale, in cui la creatività diventa strumento per riscoprire l’identità umana; fino al sistema economico, dove il Cross Cultural Management rappresenta una chiave per valorizzare la diversità e promuovere l’innovazione globale.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La Fondazione EBRIS, con le sue diverse “anime” – dalla ricerca scientifica alla cultura – si propone come punto di riferimento per stimolare un dialogo aperto e multidisciplinare, volto a comprendere le sfide contemporanee e promuovere soluzioni sostenibili e condivise.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/fondazione-ebris-al-via-happy-new-ebris/">Fondazione Ebris, al via &#8220;Happy New Ebris&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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